Roma, secondo giorno di protesta dei bus tusristici: “Pentiti di aver votato 5S”

arando zerppieri aditore

Si sono simbolicamente incatenati sulla scala dell’Arce mostrando cartelli contro la giunta Raggi. Ieri avevano bloccato piazza Venezia

Si sono simbolicamente incatenati dietro a una bara sulla scala dell’Arce capitolina, autisti e operatori dei bus turistici ancora in protesta per il piano deliberato dalla Giunta capitolina. Ieri avevano bloccato il centro storico con una sessantina di vetture. La polizia aveva poi identificato 13 autisti. La protesta contro il nuovo regolamento del Campidoglio vieta ai pulmann la sosta in centro e annulla gli abbonamenti annuali.

Diversi i cartelli esposti che recitano “M5Stelle: ti ho votato e mi hai ucciso” oppure “Cari grillini invece di aiutare l’azienda le preparate la bara” e “Facevo l’autista, ho votato i grillini ecco che fine ho fatto”, esposto sulla bara con dinanzi un vaso di fiori e una candela.

“Li abbiamo votati li abbiamo fatti diventare qualcuno e oggi ci pentiamo di averli votati – ha urlato Luana – Sono incompetenti, non hanno mai lavorato, né amministrato un condominio”.
“Piango perché porterò al licenziamento i miei dipendenti – ha aggiunto Luana -. Gli stessi dipendenti a cui ho fatto votare Movimento 5 stelle.
Avevamo pensato sono persone come noi, giovani e invece hanno soltanto la bocca piena di slogan”.

Sul fronte occupazionale, a causa della stangata “contiamo una perdita di 5000 posti di lavoro, considerando solo gli autisti – ha spiegato Franco Tinti, segretario nazionale Anstra -, ma considerando anche l’indotto, sia diretto che indiretto, si rischiano dai 10mila ai 150mila posti di lavoro”.
“Si preoccupano dei dipendenti di Sky ma non del comparto turistico dove si perderanno centinaia di posti di lavoro – ha spiegato Mario – Se non entrano i pullman, al posto loro ci saranno decine di macchine. È così che risolvono i problemi del traffico a Roma? Il problema non sono i bus turistici ma le decine di auto in doppia fila. Nemmeno un condomino vi farei gestire più”.

“È questa la democrazia dei 5 stelle, dicevano siamo il nuovo che avanza: era meglio il vecchio allora – ha proseguito Mario urlando verso Palazzo Senatorio – Raggi non ci ha mai voluto incontrare e la Meleo è un pupazzo”.
“Questa è dittatura, Mussolini vi faceva un baffo”, ha gridato Luana.
Poi tutti insieme i manifestanti hanno urlato “Buffoni, buffoni” e “Ladri, ladri”, e ancora altri slogan contro la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e contro l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo.
Alcuni hanno quindi indossato una maglietta rossa con su scritto “Licenziato per mano della sindaca Raggi”.
“Oggi

siamo stati convocati per un incontro alle 18.30 all’assessorato e vorremmo ci fossero sia la sindaca che l’assessore perché finora non si sono mai presentati – ha sottolineato Tinti -. Sicuramente se l’intenzione è quella di confermare in assemblea capitolina questo piano, devono aspettarsi un Natale travagliato. Se dovessimo organizzarci per protestare siamo oltre 1400 pullman solo a Roma, senza considerare la provincia”

stat, record di occupati a termine: sono 2,8 milioni

I dati dell’istituto di statistica relativi al terzo trimestre dell’anno. È il picco più alto dal 1992, quando è iniziata la rilevazione. Disoccupazione stabile all’11,2%

MILANO – Nel terzo trimestre dell’anno è cresciuto ancora il numero degli occupati, di circa 79 mila unità, ma l’incremento si deve prevalentemente ai dipendenti a termine, che risultano 2 milioni e 784 mila, il dato più alto  dall’inizio della serie, avviata nel quarto trimestre del 1992.

Complessivamente i dati trimestrali riflettono quanto già emerso nelle rilevazioni mensili. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all’11,2%, lo stesso livello del trimestre precedente, quando si è toccato il valore più basso dal quarto trimestre del 2012. A confronto con l’anno prima invece la disoccupazione diminuisce di 0,4 punti.

Tornando ai numeri assoluti come detto nel terzo trimestre l’occupazione presenta una nuova crescita congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente, di 79 mila occupati, pari ad un +0,3%, dovuta all’ulteriore aumento dei dipendenti (+101 mila, +0,6%), soltanto nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato, il cui numero è sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente. Continuano invece a calare gli indipendenti, come imprenditori e liberi professionisti.  (-22 mila, -0,4%).

LA CRESCITA SUL 2016: +303 MILA OCCUPATI, SOPRATTUTTO A TERMINE
Se si guarda invece ai dati tendenziali, cioè in rapporto al terzo trimestre del 2016, il trend è simile. La crescita degli occupati è pari a 303 mila unità, risultato di una crescita di 402 mila occupati tra i dipendenti e di una flessione di 99 mila tra gli indipendenti. Tra i dipendenti salgono di 342 mila unità i posti a termine, di 60 mila quelli stabili.

“Lavoro ad Amazon, vi dico tutto”

(Fotogramma)

Per lavorare da Amazon? Bisogna avere un ‘fisico bestiale‘”. Tommaso, 35 anni, nome e età di fantasia per garantirne l’anonimato, sintetizza così con una citazione di una canzone di Luca Carboni, le difficoltà incontrate ogni giorno dai dipendenti del centro Amazon di Castel San Giovanni vicino a Piacenza. Oggi, nel giorno del Black Friday, tanto atteso per lo shopping online, è stato indetto uno sciopero nello stabilimento italiano del colosso di Seattle. La protesta è stata organizzata dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl terziario, per chiedere un migliore trattamento economico, oltre a una diversa regolamentazione dei turni di lavoro e riguarda anche ‘i green badge’. “Ci chiedono di fare i salti mortali in nome della produttività – dice Tommaso all’Adnkronos – e, allora, abbiamo chiesto anche noi di avere un premio produzione, ma per ora hanno detto di no”. Da parte sua il colosso americano ha assicurato che farà di tutto per “mantenere” fede “ai tempi di consegna”, previsti per “i clienti nella giornata del Black Friday e per quelle successive”.

Nello stabilimento l’età media dei dipendenti è tra i 25 e i 30 anni. Il lavoro, spiega, è organizzato su tre turni di 24 ore su 24 per 7 giorni su 7 “con uno stacco di mezz’ora per non creare ingorghi di posteggio: sono geniali in questo, non c’è che dire”. A rendere particolarmente pesante le ore allo stabilimento il cosiddetto ‘passo Amazon’ ossia che “devi fare almeno 120 pezzi in un’ora” nel reparto, dove la merce viene confezionata e spedita. “Nei pacchi multipli, invece, devi raggiungere un altro target”, ma in generale diciamo che il calcolo è semplice: due pacchi al minuto. “Siamo tutti monitorati. Chi fa i pacchi è monitorato perché loggato a un computer, mentre chi va a prenderli usa uno scanner su cui si registra con il suo nome. E, quindi, se ti scolleghi per andare in bagno per 5 minuti, poi, è tutto tempo che devi recuperare. Non esagero, ma mi sento come se avessi un braccialetto elettronico”.

Nell’hub emiliano lavorano poco meno di 4mila persone, la metà con contratto a tempo indeterminato, “tutto in regola, stipendio sui 1450 lordi, nulla da dire su questo”, e altrettanti con contratti di somministrazione con un’agenzia interinale. “I cosiddetti ‘green badge’, sono loro i più sfruttati. Qualcuno si è lamentato – fa notare Tommaso con amara ironia -, ma il caso ha voluto che a fine contratto non sia stato richiamato”. “Conosco persone che prendono antidolorifici, fanno anche punture, per i dolori alle braccia, alla schiena e alle gambe – spiega il dipendente -. Ma è normale perché chi fa i pacchi e confeziona la merce prelevata, sollecita di più quelle zone del corpo”. “Fanno fatica a trovare personale qui in zona, chi ci è già finito, non ci torna anche se ricontattato – racconta -, tanto che ci sono pullman di gente che arriva da Varese e Alessandria, navette che passano e li portano allo stabilimento”.

Dopo un po’, spiega Tommaso, sembrano incentivare l’uscita. “La durata media di un dipendente da noi è di 3 anni, dopo rendi meno e, quindi, ti aiutano ad andare via. Chi va a prelevare la merce dagli scaffali deve fare 20 chilometri al giorno in giro per le Tower di 4 piani, sembrano un bunker con soffitti di oltre 2 metri, gli altri devono avere una bella schiena muscolosa per tenere il ritmo”. Certo, aggiunge, portano lavoro e tanto, ma non c’è futuro professionale. “Ti pagano dei corsi per qualificarti, così, puoi trovarti un’altra occupazione: la patente per fare il camionista oppure quelli da infermiere. Ti danno il giorno di permesso per dare l’esame, in questo sono molto ‘avanti’. Non ti licenziano, ti danno una mano a cambiare mestiere”.

Ritmi stressanti e un controllo giornaliero costante. “Non siamo tutti uguali, c’è quello più anziano che non tiene il passo ed è umiliante che ti vengano a far notare ogni singolo errore, chiedendoti ‘possiamo aiutarti? Che è successo?”. Tra tutti i colleghi ‘passati’ di là, Tommaso ne ricorda uno in particolare. “Avrà avuto al massimo 20 anni. L’hanno licenziato per un selfie, fatto con il Pc in dotazione. Avevano ragione perché firmi un contratto di riservatezza, non puoi divulgare immagini o dare informazioni sulle tecnologie e quello che avviene dentro. Ma, certo, era un ragazzino – conclude lasciando trasparire un po’ d’emozione – . Ha fatto un errore e l’hanno mandato via, mi è dispiaciuto tantissimo”


sfogliare_news_arnaldo zeppieri

Lavoro, l’occupazione non riparte in Abruzzo

Negli ultimi 10 anni in Abruzzo i livelli di occupazione del 2008 non sono stati più raggiunti. La disoccupazione è salita costantemente, toccando la vetta nel 2015, con 74 mila persone in cerca di lavoro. A preoccupare maggiormente è il lavoro delle donne, che nella nostra Regione resta fermo, a differenza del resto d’Italia e quello di piccoli imprenditori, artigiani e liberi professionisti. E’ un Abruzzo a due velocità: le grandi aziende che trainano l’export e le piccole che fanno fatica, anche ad accedere al credito, quello che emerge dall’analisi elaborata dall’Aps “M. Ciancaglini” presentata ieri mattina a Pescara dal Segretario generale della Cisl Abruzzo Molise, Leo Malandra, e dal professore Giuseppe Mauro. «Secondo gli ultimi dati Istat, l’occupazione nei primi 6 mesi del 2017 – commenta Malandra – resta ancora indietro ai valori dello scorso anno e molto lontana da quelli del 2008. Eppure il mercato dà segnali di dinamicità: sale l’occupazione nell’industria, che sembra guidare la ripresa, anche se tutti gli altri settori produttivi restano indietro».

Soffre in particolare il lavoro autonomo, indipendente, mentre va meglio il lavoro dipendente. Lo dice l’Osservatorio Inps: tra gennaio e agosto hanno preso il via quasi 120 mila nuovi rapporti di lavoro, 21 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2016. «Ma – continua Malandra – è il contratto a termine e stagionale che cresce in modo straordinario e trascina con sé tutte le altre tipologie contrattuali. Anche per i prossimi 2 mesi le nuove assunzioni saranno soprattutto a termine (lo rileva il Rapporto Excelsior) e solo un contratto su 4 verrà stipulato a tempo indeterminato». Il sistema economico purtroppo continua a rallentare. Le stime elaborate dallo Svimez indicano, nel 2016, un indebolimento del Pil dello 0,2%. «Crescono poco le imprese – rimarca il professor Mauro –, si fermano quelle artigiane. Sale la sofferenza, testimoniata dalle crisi congiunturali in aumento (cassa integrazione ordinaria) e da quelle strutturali (straordinaria) che non si attenuano. Insomma, se da una parte il sistema produttivo abruzzese riesce ad agganciare la ripresa con le medie e grandi imprese, dall’altra ha forti difficoltà con le piccole aziende, soprattutto artigianali, che, a causa della bassa domanda interna, non sono capaci di rispondere ai colpi della crisi».

Roma, apre la Rinascente: dopo 11 anni ecco il nuovo megastore nel centro della città

di Laura Larcan
La nuova Rinascente di via del Tritone apre. Un evento a lungo atteso. “E’ come vincere 10 Super Bowl”, dice l’amministratore delegato Pierluigi Cocchini. Le scenografie delle facciate ristrutturate, un atrio che ricorda nel rigore geometrico monumentale lo spirito dell’architettura razionalista (una citazione dell’Eur?), la chicca del palazzetto “900” che offre l’effetto “building nel building”, due terrazze panoramiche mozzafiato, 60 metri di Acquedotto Vergine del I secolo, quattro ristoranti, e il colpo di genio di un supermarket design (pezzi griffati a presa diretta, da 1 euro in su).

Un grande magazzino? Piuttosto un luogo di incontro, “non un negozio di moda, ma una piazza che apre per sempre”, dice Vittorio Radice il presidente. “La Rinascente è stata sempre a Roma simbolo di abitudini e clima di Roma. Ed ora con Roma segniamo un momento storico celebrando il centenario dello store”. Non e’ stato facile: una rivincita. Sette anni fa chiudeva lo storico edificio (passato a Zara) di via del Corso ma ci sono voluti undici anni di lavori faticosi “soprattutto di scartoffie e burocrazia” dice Vittorio Radice. Oggi la festa per la stampa e gli invitati, domani un evento per Roma dalle 12 alle 23, con una maratona di intrattenimento con dj set, testiminial come Beppe Fiorello e Francesco Gabbani, un’orchestra con coro che intonera’ le melodie da premio Oscar di Ennio Morricone. Il direttore del negozio Adriano Baffi (che sfila nella statua iperrealista in vetrina) racconta lo sviluppo dei piani: ogni livello e’ firmato da un designer diverso. Ognuno ha interpretato lo spazio con un mood differente. L’atrio celebra il “Colosseo quadrato”, il travertino tipico di Roma e’ il leitmotiv.

L’ultimo piano celebra il food. Ci lavorano 650 persone nella Rinascente (con 25mila ore di formazione). Un investimento da 200 milioni di euro. “La Rinascente di piazza Fiume resterà, con i suoi investimenti” precisa Radice. Quanto e’ stato complicato questo traguardo? “Tanto – avverte Radice – soprattutto sul fronte di permessi e tanti enti interlocutori. Siamo andati da 5 sindaci e versato 24 milioni di oneri di urbanizzazione. Insomma, una procedura lunga. Oggi siamo contenti di essere qui e speriamo che around the corner ci sia una ricompensa”. Al livello meno uno, nell’exhibition area spicca, da vertigine, l’Acquedotto Vergine: “Noi abbiamo avuto una grande occasione per l’archeologia – racconta Marta Baumgarten della Soprintendenza – abbiamo scavato 4000 mila metri quadrati che ha riportato alla luce sessanta metri di Acquedotto: sapevamo che passava in questa zona ma non immaginavamo che fosse cosi’ conservato. Resta visibile l’Acquedotto, mentre il resto dei ritrovamenti che restani conservati ma reinterrati, vengono raccontati tramite la tecnologia. Qui infatti c’erano case, una ricca domus di IV secolo dopo Cristi, la via Salaria Vetus, non altro che la via commerciale del sale, e una serie di mosaici pavimentale di un complesso termale”. Un investimento per l’archeologia di circa 3 milioni.

Presente alla festa soprattutto Tos Chirathivat presidente di Central Group che appare soddisfatto: “Roma e’ una piazza importante con una grande storia millenaria e questo store e’ una risposta per Roma. Ha una sua unicita’ grazie anche alle scoperte archeologiche che rendono il negozio un unicum. Qui ognuno puo’ divertirsi, turisti e romani. Dal museo al piano food con le terrazze che offrono una vista splendida”.

Raggi e sindacati, lettera al governo: «Mancano 8.000 dipendenti comunali»

foto Lapresse
Rivedere i vincoli finanziari alla facoltà di assunzione di personale in Campidoglio che opera con una carenza di 8.000 unità. Prorogare le vigenti graduatorie dei concorsi a tempo indeterminato per procedere a un’ulteriore chiamata degli idonei. Concedere la possibilità di reclutare nuovi agenti della Polizia locale senza intaccare gli eventuali limiti di assunzioni. Queste le richieste al Governo avanzate in una nota congiunta firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi e dai sindacati di Cgil-Cisl-Uil e da Csa e Diccap.

La sindaca e le sigle sindacali hanno «convenuto – si legge nella nota – sulla necessità di proseguire nel confronto già avviato e che ha condotto in un solo anno all’assunzione di circa 2.500 unità di personale, che tuttavia non risultano sufficienti a colmare i fabbisogni del Comune».

Si sottolinea infatti che «le gravi carenze di personale di Roma Capitale richiedono un intervento mirato a rimuovere gli ostacoli di tipo finanziario e normativo che attualmente costringono l’Amministrazione capitolina a dover operare con una carenza di organico di quasi 8.000 unità».

Raggi ha anche assicurato «pieno sostegno alle altre iniziative di parte sindacale finalizzate a sottoporre, a Governo e Parlamento, le possibili soluzioni sui temi oggetto della nota congiunta. Nonché alla richiesta di un rapido rinnovo del contratto nazionale del pubblico impiego, scaduto ormai da tempo», conclude la nota.

FROSINONE – Vdc in Vendita

Ce l’abbiamo fatta, ecco il bando.

Il presidente dell’Asi (consorzio per lo sviluppo industriale) lo mostra con orgoglio. Si tratta del bando che mette in vendita il sito della Ex Videocon. L’obiettivo è che un privato lo acquisti per realizzare uno stabilimento produttivo. Obiettivo importante per far ripartire l’occupazione. Prima dlela crisi infatti la provincia di Frosinone aveva due poli industriali importanti, la Fiat a Sud e la Videocon a Nord. L’industria automobilistica è finalmente uscita dalla crisi ed ha ricominciato a produrre e ad assumere. A nord della provincia invece siamo ancora al palo.

Il bando per la vendita della Vdc serve proprio a questo.

Una sola limitazione: la destinazione produttiva. Per il resto non ci sono limiti al tipo di produzione che si vorrà installare. Il sito potrebbe anche essere acquistato da un consorzio. Questo potrebbe poi riaffittarlo a più società per realizzare produzioni diverse. L’importante è che si ricominci ad assumere. Due anni ci sono voluti per la presa in possesso e acquisizione del sito e la preparazione del bando. Ora la parola passa ai privati. Si parte da una base d’asta poco al di sotto degli 8 milioni di euro. Chi offre di più se lo aggiudica. In campo ci sono circa 180 mila metri quadrati di cui 70 mila coperti. Uffici, magazzini, capannoni, un impianto di depurazione interno, una centrale di cogenerazione elettrica. All’Asi sono fiduciosi. I soldi della vendita, ha già annunciato Francesco De Angelis (presidente Asi), saranno spesi per le infrastrutture dei centri industriali a cominciare proprio da quello di Anagni.

Migranti nella Tuscia, le presenze stabili a 1.700, calano gli ospiti all’ex Fiera

Il vicario del prefetto di Viterbo, Salvatore Grillo
di Federica Lupino
Migranti nella Tuscia, gli invii si sono arrestati. Il numero dei richiedenti asilo attualmente ospitati in provincia è fermo a 1.700, ovvero gli stessi livelli dei primi di agosto. Gli sbarchi in Italia si sono molto ridotti rispetto ai mesi precedenti, di conseguenza sono calate anche le assegnazioni alle province. A differenza di giugno, quando si registravano centinaia di arrivi nell’arco di pochi giorni, i flussi sono rientrati nella normalità.  “Questo – commenta Salvatore Grillo, il vicario del prefetto Nicolò D’Angelo – ci consente di lavorare di più per migliorare la qualità dell’accoglienza, che comunque nella Tuscia è già alta”.

Significa che la Prefettura si sta impegnando per riequilibrare le presenze nei Cas, i centri di accoglienza straordinario gestiti da 16 tra cooperative e reti di imprese, autorizzate dal bando del 2017. “Già la prossima settimana – fa sapere – ridurremo ulteriormente la presenza nel centro dell’ex fiera”, dove sono rimaste 12 persone. Ma spostamenti avvengono anche per venire incontro alle esigenze lavorative di quei migranti che sono riusciti a trovare un impiego.
“Molti – racconta Grillo – trovano lavoro soprattutto nel settore dell’agricoltura con contratti stagionali che non consentono certo di raggiungere le soglie economiche per essere autosufficienti ma sono comunque un’ottima esperienza per avvicinarli al mondo del lavoro, acquisire competenze e integrarsi nel tessuto locale”. Capita, quindi, che dietro richiesta dei migranti la Prefettura disponga il loro trasferimento nelle strutture più vicine al luogo di impiego, ma solo dopo aver verificato che sia tutto in regola. I contratti spesso durano pochi giorni e sono legati al ciclo dei campi, ma l’agricoltura non è l’unico comparto in cui vengono impiegati i rifugiati.

Esistono, infatti, anche alcuni Comuni del Viterbese che hanno stretto protocolli d’intesa col Palazzo del Governo proprio allo scopo di favorire l’inserimento dei richiedenti asilo nelle comunità in cui vengono ospitati. Così in alcuni centri, come Valentano, Acquapendente, Proceno e Graffignano, svolgono lavori socialmente utili. Nel primo comune, ad esempio, stanno lavorando alla manutenzione del cimitero cittadino.

Lunedì 18 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 14:32

«Il degrado ferisce più dello spray», William Kentridge e il concerto in omaggio alla sua opera lungo il Tevere

di Simona Antonucci

«Triumphs and Laments, lo rifarei? Se, dopo tutto quello che è successo, mi butterei di nuovo in un progetto così complicato? Io, sì». William Kentridge è a Ponte Sisto, inconfondibile con il suo capello bianco, sorride tra centinaia di romani, la sindaca, il vicesindaco, Puccini, La Tosca, Orff. Si gode finalmente la sua opera straordinaria, nata un anno fa sulle sponde del Tevere, dopo una lunga, complicatissima gestazione. Sopravvissuta a una guerra di carte bollate e permessi, ha poi dovuto…

Lega, Salvini: “Al Governo cancelleremo leggi Mancino e Fiano” e “daremo mano libera a polizia”

Lega, Salvini: "Al Governo cancelleremo leggi Mancino e Fiano" e "daremo mano libera a polizia"

Per la prima volta nella storia il fondatore del Carroccio non farà discorsi al raduno annuale. Decisione presa dal segretario federale. In scaletta gli interventi dei governatori della Lombardia Maroni, del Veneto Zaia e della Liguria, Toti, per parlare del referendum per l’autonomia del 22 ottobre.PONTIDA (BERGAMO) – “La Lega al governo proporrà un progetto di legge per avere giudici eletti direttamente dal popolo. E chi sbaglia paga. E siccome siamo un movimento nato per la libertà, cancelleremo la legge Mancino e la legge Fiano. Le storie e la legge non si processano”. Lo ha detto Matteo Salvini, chiudendo il raduno del Carroccio a Pontida.

“Fanno il processo al ventennio mussoliniano – ha aggiunto – e poi si comportano come il regime nel 1925 che imbavagliava chi non la pensava come volevano”. Gli oppositori. Inoltre “quando andremo al governo, daremo mano libera a uomini e donne delle forze dell’ordine per darci pulizia e sicurezza”.La Lega non si ferma, anzi riparte decisa verso il governo, ha detto Salvini che indossa la felpa ‘Salvini premier’ e che ha deciso di non far parlare il fondatore Umberto Bossi per la prima volta nella storia. A Pontida ci sono circa 50mila persone e sono 150 i pullman arrivati da tutta Italia comunica la Lega Nord, aggiungendo che #Pontida17 è sul podio dei trending topic di Twitter. Arrivato, il Senatur si è fermato nel retro palco e non ha voluto parlare con i giornalisti. In base alla scaletta della manifestazione, non è previsto un suo intervento dal palco.

• “PARLA UNO SOLO” 
La decisione l’ha presa il segretario federale, uno strappo con la Lega del passato. “Nei momenti importanti parla uno”, ha spiegato Salvini, e l’ha fatto. “Andiamo avanti più determinati di prima – ha affermato dal palco del raduno leghista – vadano a sequestrare i soldi ai mafiosi,in questo prato c’è gente per bene”. Perché “da oggi parte una lunga marcia per cambiare il Paese” e ancora “andremo avanti anche senza soldi, chiederemo aiuto agli italiani, ma l’anno prossimo – ha ribadito – saremo a Pontida con una Lega e un centrodestra al governo, con l’Italia che riparte nel nome del lavoro, della sicurezza e soprattutto della democrazia”.

• MAGISTRATI
“Chiamo a una reazione di orgoglio, di dignità e giustizia le migliaia di magistrati e giudici che fanno bene il loro lavoro, combattono la mafia e non vogliono fare politica” ha detto Salvini, che a Pontida è tornato a chiedere all’ex magistrato Carlo Nordio di “dare una mano a riformare la giustizia” se il centrodestra andrà al Governo.

• EUROPA
Quanto all’Europa “chi vuole governare con la Lega abbia chiaro che la Turchia non sarà mai Europa. O cambiano i trattati e ci danno la possibilità di controllare la moneta, le banche, i porti, il diritto al lavoro e alla pensione. Altrimenti meglio soli che male accompagnati. È l’ultima chance. Oppure padroni a casa nostra, in tutto e per tutto”, ha continuato.

• BERLUSCONI
Il segretario ha ribadito la convinzione che “qualche giudice vuole fermare un partito, magari rispondendo agli ordini di qualcun altro, ma non può mettere il bavaglio a un milione di militanti”. Ma ha ricevuto solidarietà da Silvio Berlusconi? “Non l’ho sentito – ha risposto il leader del Carroccio -, ma in questi giorni ho risposto poco al telefono”. Il segretario non ha escluso un incontro con il leader di Forza Italia entro metà settembre. “Può essere – spiega – siamo già a metà settembre”.

LEGGI Berlusconi A Fiuggi. Coro dalla platea: “C’è solo un presidente”

• BANCHE
“Hanno fatto il salva banche. Hanno salvato le chiappe ai banchieri ma hanno rovinato milioni di risparmiatori. Quando andremo al governo qualcuno di questi signori che ha rubato miliardi e va in giro a fare shopping con l’auto di lusso va in galera. Sono i suoi i conti correnti che sequestreremo, non quelli della Lega e dei militanti”, ha continuato Salvini dal palco.

•  VACCINI
“Hanno montato un cinema per settimane Sulle presunte epidemie per colpa degli italiani facendo un regalo miliardario alle multinazionali del farmaco”, ha continuato Salvini in un passaggio del suo discorso. Se andasse al governo, ha detto che è sua intenzione “cancellare il decreto Lorenzin”. “Io ho vaccinato i miei figli ma un Paese libero e serio che mette in vena 10 nuovi vaccini in poco tempo deve garantire esami pre vaccinali” e ancora, “vaccini obbligatori per i nostri bambini, ma i 10mila che sono arrivati chi li ha controllati?”.

• JOBS ACT
“Basta con il Jobs Act, noi faremo una riforma del lavoro che sarà fondata sulle certezze, riportando in Italia le migliaia di ragazzi costretti a scappare all’estero per costruirsi un futuro” ha detto il segretario della Lega Nord. “Questo governo va avanti a colpi di bonus, di elemosine – ha aggiunto Salvini -. Noi, come hanno fatto alcuni cantoni in Svizzera, proporremo un minimo salariale sotto il quale non si può andare”.

• IL PRATO
Al raduno annuale della Lega sono allestite sul ‘sacro prato’ le sezioni del Carroccio, con i banchetti e gli striscioni, la griglia e il caffè per i militanti che hanno trascorso la notte nel campeggio improvvisato a poche decine di metri dal palco. Non sono ancora arrivati i pullman carichi di sostenitori che Salvini – dopo il sequestro preventivo di 49 milioni di euro disposto dal Tribunale di Genova – ha detto di non poter pagare.

Di fronte a lui, oltre agli iscritti della prima ora, ci sono nuovi simpatizzanti partiti dall’Emilia, dalla Toscana e perfino da Roma. “La speranza è che, se governasse la Lega, qualcosa finalmente cambierebbe”, dice una signora di Fiumicino che con tutta la famiglia a Pontida. Tutti hanno voluto essere presenti e lanciare un segnale di vicinanza alla Lega dopo l’iniziativa dei giudici genovesi di ‘lasciare a secco’ il partito proprio alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali. “Per me è stato un dolore grandissimo”, dice un partecipante, spiegando che nonostante tutto Umberto Bossi “resta il padre di tutti. Anche se ha sbagliato è giusto che sia presente, che sia qui con noi”. Per la prima volta nella storia, dunque, non è previsto il discorso di Bossi.

Lega, Salvini: "Al Governo cancelleremo leggi Mancino e Fiano" e "daremo mano libera a polizia"

• INTERVENTI
“Questo mi spiace, perché Pontida è Bossi. La decisione è stata presa dal segretario Matteo Salvini, ma per me Bossi a Pontida ha sempre diritto di parola” ha detto il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, ex segretario. Sul sequestro preventivo dei conti della Lega, Maroni ha detto che il partito “farà ricorso e spero che venga revocato questo provvedimento abnorme, secondo me ci sono le condizioni”. Che non far parlare Bossi sia un “un errore, anche mediatico”, è quanto ha detto Gianni Fava, ex candidato alla segretaria della Lega, “nessun movimento politico cancella la propria storia, non far fare a Bossi nemmeno un saluto è sbagliato, se oggi siamo qua è grazie a lui”.

Emozionato invece “il primo non leghista a salire su questo palco ed è un onore vero”, ha detto Giovanni Toti, parlando dal palco. “In due anni in Liguria abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere e io stamattina sono venuto in macchina con il sindaco di Genova”, Marco Bucci, ha rivendicato il governatore ligure, che ha poi attaccato Marco Minniti: “Il ministro dell’Interno ha scavalcato Salvini in populismo”, ha sostenuto. “In bocca al lupo per il referendum per l’autonomia di Veneto e della Lombardia. Dal loro grido di libertà dipende anche il grido di libertà della Liguria e dell’Italia intera. Grazie Pontida”, ha concluso Toti.