Bari, black out all’ospedale San Paolo: “E’ saltato l’interruttore generale”

Bari, black out all'ospedale San Paolo: "E' saltato l'interruttore generale"

L’intera struttura al buio per due ore, poi l’intervento risolutivo delle squadre dei tecnici. Il direttore Asl Vito Montanaro: “Punti di emergenza al sicuro con i generatori”

Ospedale al buio, per un tempo sufficiente per generare il panico. Il San Paolo, alla periferia di Bari, si è spento all’improvviso. Colpa dell’interruttore generale che si è rotto, e che ha lasciato senza alimentazione reparti, pronto soccorso e sale operatorie.

“Anche se per i punti di emergenza ci sono linee dedicate che non smettono mai di funzionare – precisa Vito Montanaro, commissario straordinario Asl Bari – e quindi è bastato aspettare qualche minuto perché ci attivassero i generatori”. Il panico, però, c’è stato. Il black out è durato due ore.

Le squadre di tecnici si sono messe subito al lavoro e sono riuscite a far rientrare l’emergenza in un’ora. Resteranno però tutto il giorno in ospedale, per controllare il corretto funzionamento dell’interruttore generale, che è stato riarmato. “Al San Paolo sono in corso lavori proprio per far sì che problemi del genere non accadano più – continua Montanaro – quelli per la sostituzione e la messa a norma della cabina elettrica sono in dirittura d’arrivo. Diciamo pure che da quando l’ospedale è stato avviato questo tipo di manutenzione non è stata mai fatta, e sono passati quasi trent’anni”.

Taranto, il governo M5S-Lega punta alla chiusura dell’Ilva: “C’è scritto nel contratto”

Taranto, il governo M5S-Lega punta alla chiusura dell'Ilva: "C'è scritto nel contratto"(ansa)

In un post sul Blog delle stelle si fa riferimento all’era “delle grandi opere inutili”: “Semplificheremo le modalità e i tempi delle bonifiche, preserveremo il territorio”. Il contratto ha incontrato il favore di Emiliano

Nel contratto c’è scritto chiaramente che si lavorerà per la chiusura dell’ilva, per l’introduzione di un modello di gestione dei rifiuti che cancellerà loSblocca Italia, che finanzieremo una rete di colonnine elettriche per le ricariche delle auto, che nelle nostre intenzioni darà impulso a un mercato che dovrà soppiantare il gasolio, e che ci sarà una premialità fiscale per le produzioni meno impattanti”. Così sul Blog delle stelle in un post firmato M5S dal titolo ‘L’era delle grandi opere inutili è finita’.

E ancora: “Semplificheremo le modalità e i tempi delle bonifiche, preserveremo il territorio mirando allo stop per il consumo di suolo, combatteremo il dissesto idrogeologico prevenendo e prendendoci cura delle nostre coste e delle nostre città”.

Il post arriva a poca distanza dalla consegna alla Procura di Taranto del primo rapporto informativo sull’incidente che il 17 maggio, all’interno dello stabilimento siderurgico Ilva, è costato la vita all’operaio Angelo Fuggiano, 28enne impiegato in Ferplast, una delle aziende dell’indotto dell’Ilva. Conferma quanto già annunciato nella bozza del contratto che prelude alla nascita del governo M5S-Lega. La questione dell’Ilva di Taranto è l’unico chiaro riferimento al Sud presente nel contratto, che fa riferimento alla volontà di “concretizzare i criteri di salvaguaria ambientale, secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla progressiva chiusura delle

fonti inquinanti”.

Un contratto, quello M5S-Lega, che trova d’accordo anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Ho letto il programma e l’avrei sottoscritto dalla prima all’ultima clausola. Nella sostanza e nella forma è compatibile con il programma della Puglia e compatibile con istanze di progresso”.

Bari, giornalista simulò aggressione da parte di 2 colleghi: a processo per calunnie

Secondo il pm l’aggressione sarebbe stata inscenata: il pubblicista si sarebbe procurato da solo, con una posata che aveva al seguito, alcuni graffi sulle braccia per accusare i due colleghi dell’Ordine

Avrebbe inscenato di essere stato aggredito accusando due colleghi giornalisti di averlo colpito con un pugno. Sarà processato per il reato di calunnia il giornalista pubblicista barese Luigi Fallacara, rinviato a giudizio dalla gup del Tribunale di Bari Anna Chiara Mastrorilli su richiesta del pm Marco D’Agostino. Contro Fallacara si sono costituiti parte civile l’Ordine dei Giornalisti della Puglia e i due colleghi ritenuti vittime della calunnia. Il processo inizierà il prossimo 3 dicembre dinanzi al Tribunale monocratico di Bari.

I fatti risalgono al febbraio 2016. Stando alle denuncia dei due colleghi e agli accertamenti disposti dalla magistratura barese Fallacara, convocato dinanzi al Collegio di disciplina per essere ascoltato in ordine a due esposti che lo riguardano, incolpò falsamente due giornalisti – l’allora presidente e un componente del consiglio di disciplina dell’Ordine – di averlo aggredito all’interno dell’aula del consiglio “allo scopo – si legge nell’imputazione – di sottrargli la videocamera e la scheda di memoria con cui intendeva riprendere le varie fasi dell’udienza disciplinare a suo carico”. In particolare, li avrebbe accusati di averlo bloccato alle spalle e colpito con un pugno all’addome facendolo cadere, causandogli traumi guaribili in 12 giorni. L’aggressione, invece, sarebbe stata inscenata “simulando – scrive il pm nel capo d’imputazione – di essere stato picchiato e procurandosi da solo, con una posata che aveva al seguito, alcuni graffi sulle braccia”.

Pedofilia, 46enne arrestato a Bari si difende: “Non sapevo fossero minorenni”

Inchiesta su un presunto giro di prostituzione minorile nei pressi dello stadio San Nicola di Bari. Gli altri due arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

“Non sapevo che fossero minorenni”. Si è difeso così il 46 enne arrestato venerdì 11 maggio dai carabinieri nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari su un presunto giro di prostituzione minorile nei pressi dello stadio San Nicola di Bari. L’uomo è agli arresti domiciliari. Nell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip Giovanni Anglana ha ammesso parte delle vicende contestate, dichiarando però di non essere consapevole che si trattasse di minorenni.

Insieme a lui i carabinieri hanno arrestato atre due persone, un insegnante privato di musica 58enne e un pasticcere 51enne, entrambi in carcere, che dinanzi al gip si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ai tre indagati, tutti incensurati, il pm Marcello Quercia contesta, a vario titolo, i reati di atti sessuali con minore, sfruttamento della prostituzione, produzione e detenzione di materiale pedopornografico.

Stando agli accertamenti della magistratura barese, sarebbero quattro le vittime accertate fra il 2014 e il 2017, due rom e due italiani, di età compresa fra i 13 e i 17 anni (tre di loro sono ora maggiorenni). I ragazzini sarebbero stati adescati anche in internet e pagati con pochi euro o con piccoli regali in cambio di prestazioni sessuali. Sui dispositivi informatici degli indagati, gli investigatori hanno trovato migliaia tra foto e video pedopornografici, in parte autoprodotti.

Bari, la polizia municipale utilizzerà due droni: controlleranno la città dall’alto

Bari, la polizia municipale utilizzerà due droni: controlleranno la città dall'altoUn drone utilizzato dalla polizia inglesSono due gli aeromobili a pilotaggio remoto acquistati dalla polizia locale del Comune di Bari: uno per l’utilizzo notturno, l’altro per l’uso diurno

Serviranno a monitorare dall’alto la sicurezza durante i grandi eventi e a scovare le discariche abusive. Arrivano i droni al comando di polizia municipale di Bari. Sono due gli aeromobili a pilotaggio remoto acquistati dalla polizia locale del Comune di Bari: uno per l’utilizzo notturno, l’altro per l’uso diurno.

A pilotare i droni dotati di fotocamera saranno gli agenti di polizia locale che proprio in questi giorni cominceranno i corsi di formazione. La presentazione della nuova strumentazione avverrà alla presenza del comandante Michele Palumbo e dell’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli.
“Sarà un momento di presentazione della preziosa funzionalità dei dispositivi nella garanzia della sicurezza cittadina – spiega il generale Palumbo – attese le costanti esigenze dettate dai numerosi eventi culturali che vedono impegnata in prima fila la nostra città. L’utilizzo di droni nel monitoraggio del territorio cittadino può anche rivestire funzioni di comunicazione e ausilio nelle operazioni di sicurezza in funzione preventiva o dissuasiva dei fenomeni di degrado urbano”.

Trani, scuola vietata a 5 alunni non vaccinati. Protesta ai cancelli: “Come i cani”

Trani, scuola vietata a 5 alunni non vaccinati. Protesta ai cancelli: "Come i cani"

La protesta ai cancelli di due alunni esclusi da scuola

È accaduto in una scuola dell’infanzia. I genitori hanno chiamato i carabinieri e si sono rivolti a un avvocato: “Bambini traumatizzati, non dormono più”

Cancelli chiusi. Con il bidello che impedisce l’ingresso ad almeno cinque bambini perché i genitori non avrebbero completato l’iter delle vaccinazioni obbligatorie. È accaduto lunedì 14 e martedì 15 maggio all’istituto San Paolo di Trani, scuola dell’infanzia statale diretta da Paola Valeria Gasbarro, come riporta il Corriere del Mezzogiorno.

Circostanza confermata dall’avvocata Fiorella Liotta, che assiste le famiglie di due dei cinque piccoli alunni. Gli stessi che si sono visti rifiutare l’ingresso a scuola proprio a pochi giorni dalla conclusione dell’anno scolastico: “Tu non puoi entrare”, avrebbe detto loro il bidello. E intanto monta la polemica. Con una foto che ritrae due bambini e un cartello fra le loro mani: “Vietato l’ingresso ai cani e ai non vaccinati”.

Il fatto è accaduto lunedì e martedì, e in entrambe le occasioni sono dovute intervenire le forze dell’ordine: carabinieri e polizia di Stato avrebbero preso atto della vicenda e verbalizzato sull’accaduto, sentendo i genitori dei bambini esclusi da scuola. Che mercoledì 16 maggio sono rimasti a casa.

“Tutto questo è inammissibile ed espone i vertici della scuola a responsabilità civili e penali”, spiega l’avvocata Liotta. Inammissibile – secondo la sua tesi – “innanzitutto per la mancanza di un atto amministrativo che avrebbe messo i genitori davanti alla possibilità di fare un ricorso”.
Poi perché “i genitori non sono stati nemmeno convocati e la scuola ha arbitrariamente impedito l’ingresso dei bambini, mettendoli di fronte a un cancello chiuso e al bidello che fino all’altro giorno sorrideva loro che invece ha sbarrato l’ingresso. I bambini – prosegue Liotta – hanno subito un trauma, non dormono la notte”.

Secondo l’avvocata, almeno due dei cinque bambini avevano effettuato i primi vaccini e l’iter previsto dalla legge era ancora in corso. “Le norme sono chiare: i genitori possono chiedere alla Asl competente di informarsi sui vaccini inviando una raccomandata, proprio come avevano fatto i miei assistiti”. Da qui il via ai colloqui informativi, solo all’esito dei quali, in caso di mancata vaccinazione, l’Asl avrebbe dovuto diffidare i genitori. “Non è accaduto, perché la legge dice che la vaccinazione si può fare entro la fine dell’anno scolastico. E, invece, a 15 giorni dalla fine della scuola è stato impedito l’accesso ai piccoli

Papa Francesco ad Alessano e Molfetta nel nome di don Tonino Bello, “Profeta di speranza”

Prima tappa in Salento per una preghiera sulla tomba di don Tonino nel 25esimo anniversario della sua morte, poi il trasferimento a Molfetta per la messa sul porto. Oltre 40mila fedeli hanno accolto Bergoglio

Papa Francesco è in Puglia per celebrare don Tonino Bello. Prima tappa ad Alessano dove il Pontefice ha pregato sulla tomba di Don Tonino nel venticinquesimo anniversario della sua morte, prima di ripartire alla volta di Molfetta, la città di cui Don Tonino fu vescovo.

Sulla tomba c’è scritto, semplicemente, “Don Tonino Bello, terziario francescano, vescovo di Molfetta-Rivo-Giovinazzo-Terlizzi”. Dopo aver pregato per cinque minuti davati alla tomba, il Papa si è raccolto in preghiera anche davanti alla vicina tomba della madre del presule. Francesco ha poi salutato nel cimitero un gruppo di familiari di don Tonino, i fratelli Trifone e Marcello e i nipoti con i rispettivi figli, scambiando con tutti strette di mano, parole di ricordo del vescovo scomparso 25 anni fa, e accarezzando e baciando i bambini.

Bergoglio ha voluto, poi, ricordare don Tonino davanti a 20mila fedeli: “Capire i poveri era per lui vera ricchezza. Aveva ragione, perché i poveri sono realmente ricchezza della Chiesa. Ricordacelo ancora, don Tonino, di fronte alla tentazione ricorrente di accodarci dietro ai potenti di turno, di ricercare privilegi, di adagiarci in una vita comoda”.

“Cari fratelli e sorelle, in ogni epoca il Signore mette sul cammino della Chiesa dei testimoni che incarnano il buon annuncio di Pasqua, profeti di speranza per l’avvenire di tutti”. Con queste parole ha concluso il suo discorso papa Francesco.”Dalla vostra terra Dio ne ha fatto sorgere uno, come dono e profezia per i nostri tempi. E Dio desidera che il suo dono sia accolto, che la sua profezia sia attuata”, ha sottolineato.

Papa Francesco a Molfetta per don Tonino Bello: l’abbraccio di 60mila fedeli

Il Pontefice, dopo la preghiera sulla tomba del “servo di Dio”, ha incontrato una famiglia di rifugiati siriani, venti ammalati e alcuni migranti ospiti in strutture di accoglienza della zona. Tra i doni consegnati c’è un quadro in argento, che raffigura la Vergine de Finibus Terrae venerata a Santa Maria di Leuca, una Fraula in legno di ulivo della Fondazione Don Tonino e una raccolta di denaro fatta dalla Diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca, di cui è vescovo monsignor Vito Angiuli.

Il Papa, poi, è volato a Molfetta dove è  stato accolto dagli applausi e da un boato della folla festante.Dalle prime ore del mattino la città è invasa da fedeli – se ne stimano almeno 40mila – che attendono nei settori dedicati attorno al palco e lungo il tragitto della papamobile. Dai balconi

e dalle finestre sono esposti palloncini e fiori bianchi e gialli e striscioni di benvenuto a “Francesco, con don Tonino nel cuore”.

Oltre che da una massiccia presenza di forze dell’ordine, la sicurezza e l’assistenza ai partecipanti all’evento è garantita da almeno 200 volontari. La messa è accompagnata dalle note del coro e dell’orchestra diocesani, composta da circa 120 elementi e diretti da Lucia De Bari.

Bari, una cucciolata di cinghiali a spasso per la città

La foto ispirirebbe anche dolcezza, se non fosse per il fatto che la cucciolata di cinghiali è stata immortalata a spasso per le strade di Bari. Precisamente nel quartiere San Paolo dove da tempo i residenti denunciano i problemi legati all’invasione di cinghiali. Per questo il gruppo Facebook, La Voce del San Paolo, postando la fotografia ha rivolto un invito ironico al sindaco Antonio Decaro e all’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia: “Il 25 aprile ci sarà il battesimo dei nuovi nat

Bari, arrestato il sesto componente della banda che rapinò l’anziana con la complicità della badante

E’ il 27enne Giovanni De Noia: le indagini hanno accertato che fu tra colro che materialmente entrarono nella villa della signora per prelevare a cassaforte con valori per 15mila euro

Il 15 novembre 2017, erano stati arrestati in cinque perché le indagini dei carabinieri erano arrivati a loro per individuare i responsabili della rapina a una donna anziana residente a Palese.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, erano partite il 19 ottobre 2016,  immediatamente dopo la della rapina ai danni dell’anziana, una donna sola ed affetta da disabilità, la quale peraltro a causa del trauma patito, fu colpita da infarto cardiaco e ricoverata in ospedale per diversi giorni.

I carabinieri sono riusciti a ricostruire i dettagli della rapina, commessa grazie alla complicità della badante della donna e del suo compagno, i quali con l’aiuto di altrierano entrati nell’abitazione al buio, intrattenendosi a lungo all’interno. In questa fase avevano sottratto  tutti i valori custoditi dalla donna, togliendo dal muro una cassaforte contenente preziosi per 15.000 euro. La donna, minacciata e inerme, fu costretta ad assistere alla rapina senza poter fare nulla.

La prima fase delle indagini si era conclusa con l’arresto di 5 componenti del gruppo (la badante e quattro complici), tuttavia agli investigatori non era sfuggito un sesto componente, Giovanni De Noia, 27enne della zona, con precedenti per rapina, il quale, nella circostanza,

aveva fatto parte proprio di coloro che erano entrati in casa ed avevano materialmente minacciato la donna e sottratto i preziosi.

Il passare dei mesi, rispetto ai primi arresti, non ha fatto desistere gli inquirenti dal ricercare altre fonti di prova a carico del sesto complice, nei confronti del quale, dopo i necessari approfondimenti, il Gip del Tribunale di Bari, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in rapina che ha portato De Noia in carcere

Salento, blitz dei No Tap al cantiere del gasdotto. La polizia carica: “Due feriti”

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Numerosi attivisti si sono ritrovati sulla provinciale Melendugno-San Foca per provare a rallentare i lavori. La denuncia degli ambientalisti: “Colpito perchè stava riprendendo col cellullare”LECCE – Scontri tra la polizia e gli attivisti No Tap sono avvenuti a Melendugno, nel cantiere per il gasdotto Tap. All’alba numerosi attivisti ambientalisti si sono ritrovati presso l’ingresso Eurogarden, sulla provinciale Melendugno-San Foca, per provare a rallentare nuovamente i lavori. Di fronte al blocco, le forzedell’ordine hanno attuato azioni di  contrasto e di contenimento.  “Ci sono state manganellate a un attivista che stava riprendendo con il telefonino – ha denunciato il movimento No Tap – e una manganellata dietro l’orecchio a un altro che stava parlando al telefono”. Per soccorrere le persone ferite è intervenuta un’ambulanza.