Lady Cafè, a San Secondo i chicchi sono lavorati a torcia – Foto

sfogliare news.jpgIn fondo tutti cerchiamo l’eccellenza, un bene non apparente, ma vero, sincero, unico e puro nella sua intimi essenza. Chissà, forse non è lontana, ci basta solo sapere dove tendere la mano”. Sono queste le parole che accolgono i visitatori della Torrefazione Lady Cafè, dove pregiati aromi invadono l’aria, fondendosi nella campagna parmense. A San Secondo Massimo Bonini con Nicoletta Montini hanno deciso di creare un’oasi per appassionati di caffè, apprezzata in tutta Italia. La torrefazione di San Secondo è l’unica artigianale della provincia a lavorare i chicchi con il metodo a torcia che consente al frutto crudo di ricevere una tostatura diretta della fiamma, esaltando sentori e caratteristiche delle varie selezioni. Massimo e Nicoletta scelgono con attenzione le tipologie di caffè da proporre ai clienti: tutte arabiche monorigine, provenienti cioè da una stesso territorio, con carta di identità ben riportata sui singoli pacchetti, scelti anche da ristoranti stellati. Sono 14 le selezioni a marchio Lady Cafè, provenienti da Messico, Honduras, Etiopia, Caraibi, Brasile, Colombia, Santo Domingo, America, India, Costa Rica, Guatemala e il Mexico Altura Bio. Un viaggio sensoriale nel mondo del caffè. (foto Marco Vasini)

Roma, incidente in piazza Risorgimento: un autobus travolge e uccide un pedone

La vittima, un uomo di 59 anni originario dello Shri Lanka, è stata travolta al capolinea della linea 590 in Prati. Travolto e ucciso un quarantenne in via del Fosso di Dragoncello

Incidente mortale in piazza Risorgimento, a due passi da San Pietro. Poco prima delle 21 un uomo è morto dopo essere stato travolto da un autobus della linea 590, che collega il Vaticano a Cinecittà. Si tratta di un 59enne originario dello Sri Lanka. Il pedone è rimasto incastrato sotto le ruote posteriori sul lato destro della vettura. Rimane da accertare la dinamica: ieri notte i vigili hanno fatto tutti i rilevamenti del caso, dopo che i vigili del fuoco, con tre mezzi, il supporto del carro di sollevamento e di un’autogru per sollevare il bus, hanno estratto la vittima.

Stando alle prime ricostruzioni dei vigili urbani, la vittima è stata investita all’interno del capolinea durante una manovra dell’autobus appena arrivato in Prati. L’uomo sarebbe stato agganciato mentre camminava lungo il marciapiede al centro della piazza e trascinato per 15 metri, finendo stritolato sotto il peso del bus. L’autista, 45 anni, è sotto shock ed è stato portato al Santo Spirito per l’alcol e il narcotest: “Non ho visto quella persona – ha ripetuto più e più volte il conducente ai caschi bianchi del gruppo Prati – non so come sia potuto succedere”. I poliziotti della municipale stanno aspettando il medico legale, mentre i resti del cadavere sono stati coperti con un lenzuolo bianco.

Il lampione più vicino al tratto in cui è avvenuto l’incidente mortale è spento. Un elemento che gli agenti della polizia locale dovranno tenere presente durante la ricostruzione.

Non è stato l’unico incidente nella Capitale, perché tra ieri sera e questa mattina si sono registrati un altro morto e sei feriti. Alle 22, in via Flaminia (nei pressi del Grande Raccordo Anulare) un’automobile è uscita fuori strada: le tre persone al suo interno sono state trasportate in codice rosso in ospedale, due al Sant’Andrea e una al Gemelli. Un paio d’ore dopo due vetture si sono scontrate in via Ostiense, non lontano dalla stazione di Ostia Antica. Tre, anche qui, le persone ricoverate: una si trova si trova al Sant’Eugenio in codice rosso, un’altra in codice giallo è al Grassi, mentre l’ultima è stata prima portata all’ospedale di Ostia, ma poi è stata trasferita al San Camillo.

Tra le 4.30 e le 5, infine, investimento mortale

in via del Fosso di Dragoncello, all’altezza di via Ostiense: un 40enne camminava con una carriola ricolma di materiale edile di vario genere. Inutili i soccorsi: l’impatto con la Panda guidata da un 20enne — risultato negativo agli esami tossicologici — non ha lasciato scampo al pedone, che stavo scaraventato per circa trenta metri. Si sta lavorando alla ricostruzione della dinamica anche per capire se il ventenne abbia prestato soccorso o se sia invece scappato.

Treno più bus, un solo biglietto da Cogoleto a Sestri Levante

La battaglia dei comuni per conquistare la tariffa integrata oggi presente solo sul territorio di Genova

La banalità del male nella tariffa del trasporto pubblico: Cogoleto- Genova euro 3,60. Voltri- Genova euro 1,60. In quei quindici chilometri, scarsi, di differenza sta un abisso tariffario che sta facendo sollevare

tutti i Comuni della Città metropolitana che, mozione dopo mozione, stanno chiedendo, a una voce, di essere inglobati nel biglietto integrato ferro- gomma. Perché se il Comune di Genova ha siglato il patto con Trenitalia e per 1,60 euro si può acquistare un biglietto integrato che vale 100 minuti, basta passare di qualche metro il confine di Genova per veder lievitare i costi in maniera esponenziale.

Veltroni con Gentiloni: “Berlusconi resta avversario. Senza maggioranza si torna al voto”

giornata di campagna elettorale per il leader delle forze politiche. Il premier a Roma: “In 5 anni è stato dimostrato che il Pd è sinistra governo”. Grasso a Perugia: “LeU per ricostruire la sinistra”. Renzi: “Pd primo partito o problemi per il Paese”. Berlusconi a Milano: “Vittima di colpi di Stato”. “Di Maio ad Afragola: “Chi sono i miei sfidanti?”

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ROMA – Domenica di campagna elettorale, a sette giorni dal voto, per tutte le forze politiche con Renzi al Lingotto di Torino, Berlusconi a Milano, Veltroni Gentiloni al teatro Eliseo a Roma, Pietro Grasso (Leu) a Perugia, e Luigi Di Maio, candidato premier 5 Stelle, ad Afragola da dove attacca gli avversari.

VELTRONI: “LA NOSTRA BATTAGLIA PER LA UE PASSA DAI DIRITTI”
Veltroni durante l’incontro con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al teatro Eliseo della Capitale avverte: “Berlusconi è e resterà il principale esponente del campo avverso”. Applaudito dopo essere inciampato nella gaffe di aver scambiato il Pci con il Pd, il fondatore del Pd ha poi affrontato il rischio che dalle urne non esca una maggioranza. “Dopo il voto – ha ammmonito – se non ci sarà una maggioranza chiara, servirà fare una legge elettorale con un premio di maggioranza, e tornare alle urne. Cito me e Renzi: serve sapere chi vince le elezioni la sera del voto”. E poi, da convinto europeista, rilancia la battaglia per la Ue ma avverte:  “Forse è giusto che l’Unione europea, invece di preoccuparsi dell’Italia, si preoccupi di quanto viene detto dal governo ungherese o in Polonia. O su quelle vicende vergognose come Embraco, con gli slovacchi che vanno a lavorare senza diritti”.

• GENTILONI: “PD SINISTRA DI GOVERNO”
Gentiloni, cogliendo l’assist di Veltroni, ha sottolineato come “in 5 anni è stato dimostrato che il Pd è una sinistra di governo”. “Fidatevi – ha esortato Gentiloni – questa volta il voto è davvero molto importante”. “In questa competizione così importante il Pd è la sinistra di governo. È scritto nell’atto di nascita del Pd. Il Pd è la fine tardiva di un percorso tradizioni e di diverse esperienze, ha l’obiettivo di governare il Paese e migliorarlo. Governare per migliorare il Paese”, ha aggiunto il premier.

“Questo siamo stati da un quarto di secolo, è stata questa la storia dell’Ulivo”. E fatemi ringraziare Romano Prodi per il suo sostegno a questa sfida. Siamo stati la sinistra di governo nella legislatura che si è appena conclusa. Era partita male questa legislatura e ha ottenuto risultati fondamentali oggi perchè ci rendono credibili. In 5 anni abbiamo dimostrato di essere credibili”.

• RENZI, O PD PRIMO PARTITO O PROBLEMI PER PAESE
“Il Pd è a un bivio – ha ammonito ilsegretario dem Matteo Renzi – o tra una settimana siamo il primo partito e il primo gruppo parlamentare e quindi cruciale per la prossima legislatura per evitare che si torni indietro, oppure sarà il Paese ad avere problemi”. “Sono ottimista, sento il clima che sta cambiando giorno dopo giorno”.

• GRASSO: “RICOSTRUIRE SINISTRA”
Mentre Grasso ha annunciato l’intenzione di “ricostruire il partito della sinistra, l’unico modo per arginare la destra e quello che ormai si profila come un governo di centrodestra con a capo la Bonino, così come Berlusconi ha pronosticato”, Berlusconi, dopo aver scherzato sulla sua salute (“Se dovessi svenire non spaventatevi. Sono già svenuto due volte qui al teatro Manzoni, ma mi sono subito ripreso”), ha esordito – secondo copione – dichiarando di essere stato vittima di attacchi giudiziari e colpi di Stato.

“Il voto utile – ha poi detto il presidente del Senato – è quello dato alla sinistra, cioè a Liberi e Uguali”. “Il jobs act – ha aggiunto con un gioco di parole – non è un provvedimento di sinistra, ma un provvedimento sinistro”.

• BERLUSCONI: “VITTIMA DI COLPI DI STATO. NON AUMENTEREMO L’VA”
“Veniamo da cinque colpi di Stato – ha affermato il leader di Forza Italia – che hanno massacrato la democrazia, più l’eliminazione di Berlusconi leader del centrodestra attraverso una condanna impossibile, sciagurata, presa come fondamento per l’applicazione retroattiva della legge Severino. Sono colpi di Stato, bisogna avere il coraggio di dirlo, i miei avvocati mi dicono di non farlo ma lo dico lo stesso, sempre con l’intervento o la complicità della magistratura che fa un uso politico della giustizia”.

Il leader di Fi è poi tornato a parlare di tasse. “Volevo introdurre la flat tax anni fa con il nostro Antonio Martino – ha ricordato Berlusconi – Avevo parlato con alcuni economisti e da lì è venuta fuori un’equazione che si chiama ‘equazione della crescita e del benessere’ che dice: meno tasse su famiglie, lavoro e imprese producono più consumi delle famiglie, più investimenti delle imprese, più posti di lavoro e anche più soldi nelle casse dello stato con cui aiutare i cittadini rimasti indietro”. “Noi – annuncia poi – non aumenteremo l’Iva nè nel 2018 nè nel 2019”.

• DI MAIO: “AL SUD SAREMO PRIMA FORZA ASSOLUTA”
Di Maio da Afragola attacca Berlusconi e De Luca. “Berlusconi continua a firmare contratti truffa da Vespa – dichiara – sono imbarazzato nel non sapere chi siano i miei sfidanti. Mi chiedono perchè non faccio confronti con gli altri candidati. E chi sono?”. “Vincenzo De Luca – dice poi – mi quereli pure, io non smentisco che sono assassini della nostra gente”. “Al Sud – è la sua previsione – batteremo anche le coalizioni saremo la prima forza assoluta”.

 

Domenica ecologica, Ztl centrale vietata nonostante il maltempo

Torna domani la domenica della sostenibilità con lo stop al traffico della Ztl centrale per promuovere la cittadinanza attiva e far crescere la coscienza ambientale. Dalle 10 alle 18, il centro storico di Torino (entro i confini della Ztl centrale) è chiuso al traffico veicolare. A causa delle avverse condizioni meteo, però, le attività di educazione ambientale del Centro Ambientale Mobile Amiat-Gruppo Iren, normalmente organizzate durante le domeniche ambientali e previste in via Roma, sono annullate. Restano validi invece i divieti di circolazione dalle 10 alle 18, all’interno della Ztl: sono esenti veicoli funzionaNti a motore elettrico o a idrogeno, mezzi pubblici, taxi, noleggio e car sharing e altre categorie elencate nell’ordinanza, che indica anche i limiti della Ztl Centrale. La domenica ecologica, che cade ogni ultima domenica del mese fino a novembre, tornerà il 25 marzo

Roma, città blindata per cortei e sit-in. Grasso in marcia con l’Anpi

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Dalla manifestazione “Mai più fascismi” ai raduni dei No Vax e contro il Jobs Act: dispositivo di sicurezza in campo per prevenire disordini. Identificati 18 militanti di Forza Nuova, fermato un manifestante con maschera antigas

Giornata blindata nella capitale per le manifestazioni. Due i grossi cortei previsti nella capitale, a cominciare da quello “Mai più fascismi – Mai più razzismi”, in programma dalle 13 con partenza da piazza della Repubblica e arrivo e chiusura per le 17 a piazza del Popolo. È organizzato dall’Anpi e da numerose altre organizzazioni, è prevista la partecipazione di almeno 20mila persone, tra cui anche leader politici e sindacali, la Fnsi, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, l’Unione degli universitari, la Rete degli studenti medi, la Rete della Conoscenza, il movimento LGBT e la Rete NOBAVAGLIO. Saranno presenti sindaci e presidenti di Regione con fasce e gonfaloni. Vi ha aderito anche l’Ucei, l’Unione delle comunità ebraiche in Italia, che però – stante la concomitanza con il giorno del sabato ebraico, giorno dedicato ritualmente alle attività di culto e preghiera – non potrà esserci fisicamente con un proprio rappresentante.

“Oggi sarò in marcia con l’Anpi a Roma: per dire “mai più fascismi”, “mai più razzismi”, “mai più violenza”. L’odio politico che sta divorando il Paese ribolle da troppo tempo. Non restiamo a guardare”, scrive su Twitter il Presidente del Senato e leader di LeU Pietro Grasso.

L’altro corteo è quello ‘No Job’s Act’, partirà alle 14 da piazza dell’Esquilino, quindi non distante da piazza della Repubblica, e si chiuderà a piazza Madonna di Loreto, ovvero a ridosso di piazza Venezia. E’ promosso dai sindacati autonomi S.I. Cobas, prevista la partecipazione di 4-5mila persone. C’è poi la manifestazione statica, o sit-in, promossa da esponenti del “Movimento No Vax”, ovvero dalle associazioni CO.M.I.L.VA, CO.N.DA.VER.A.V, contro l’obbligatorietà vaccinale, è in programma in piazza di Porta San Giovanni dalle 14.00 alle 18.00 con prevista la partecipazione di 10.000 persone. da segnalare poi una iniziativa annunciata al CIE di Ponte Galeria e promossa da “Gruppi Antagonisti” contro la normativa vigente in materia di immigrazione, e, ancora nel cuore di Roma, il sit-in sul tema della sicurezza programmato dalle ore 18.00 alle ore 20.00 indetto da Fratelli d’Italia nei giardini “Calipari” di piazza Vittorio Emanuele II.

Giornata quindi che si annuncia molto intensa per Roma. Il piano predisposto dal questore Guido Marino e dai suoi collaboratori prevede 2 ‘cerchi concentricì di controllo: il primo ai caselli ed alle maggiori vie consolari romane, mentre il secondo riguarderà ciascuna delle aree di concentramento. La scientifica riprenderà tutte le operazioni di controllo e afflusso, anche per acquisire elementi utili all’identificazione di responsabili di eventuali illegalità.

L’obiettivo della questura è quello di far sì che l’impegno di tutte le forze dell’ordine dovrà essere indirizzato perché la capitale divenga un contenitore di idee e valori che, anche se difformi, siano liberi da ogni forma di violenza. Intanto diciotto militanti di Forza Nuova sono stati identificati dalla polizia nella tarda serata di ieri durante i controlli preventivi scattati in vista delle manifestazioni di oggi. In 14 sono stati controllati in via Terme di Diocleziano, nei pressi del punto di partenza del corteo di oggi contro il fascismo promosso dall’Associazione partigiani (Anpi). A bordo di due auto sono stati trovati bombole spray, pennelli e manifesti con i simboli di Forza Nuova e Lotta studentesca con su scritto “Resisti contro il sistema. Anime ribelli. Non voglio vedere la morte di Roma, Iorio sindaco”. Poco prima in via Casal de Pazzi, alla periferia della città, altri 4 sono stati trovati in auto con bandiere nere e fumogeni.

Palermo, il giorno delle piazze contrapposte spiegamento di forze per evitare scontri

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Alle 16,30 il corteo antifascista parte dal Massimo. Per il leader di Forza nuova Roberto Fiore, se salisse la tensione, ipotesi comizio in un hotel

Gli occhi sono puntatati su Palermo. Forza Nuova da un lato e antifascisti dall’altro, duelleranno a distanza, in una città blindata.

La prima manifestazione è quella della sinistra: alle 16,30 partirà un corteo che attraverserà il centro storico per contestare la presenza nel capoluogo siciliano di Roberto Fiore, il segretario nazionale dell’organizzazione di estrema destra.

Il corteo partirà da piazza Verdi, percorrerà via Maqueda, imboccherà corso Vittorio Emanuele, per girare da via Roma e risalire da via Cavour, per ritornare al punto di partenza.

Forza Nuova scenderà in piazza a un chilometro da piazza Verdi: alle 18,30 Roberto Fiore terrà un comizio a piazza Croci. Se salisse la tensione, però, c’è l’ipotesi che parli in un hotel. A un chilometro di distanza, vicino al tribunale, alle 17,30 ci sarà pure un’iniziativa elettorale di CasaPound nella sede di cortile Barcellona.

È difficile fare previsioni su quale piega prenderà la manifestazione antifascista. Di sicuro, Palermo oggi pomeriggio vedrà uno dispiegamento di forze imponente: sono circa 250 gli agenti del Reparto mobile e carabinieri del Battaglione che saranno impiegati per garantire la sicurezza.

In via Ruggero Settimo e in via Libertà ci saranno barriere delle forze dell’ordine per evitare che le due opposte fazioni vengano in contatto

Mustafa, agricoltore in via Marina: “Il mio orto urbano in mezzo al caos”

Mustafa è di Marrakech e vive a via Marina. Immigrato senza lavoro fisso, vita difficile ma una certezza ce l’ha. Il suo orto. Due aiuole coltivate a ortaggi su un marciapiedi di via Alessandro Volta, un tratto di via Marina. Sì, un orto in strada, in mezzo al cemento. Tenuto in ordine, perfettamente curato.

Napoli, l’orto urbano di Mustafa nel traffico di via Marina

Da un anno e mezzo Mustafa vive da contadino in mezzo alle automobili che sfrecciano in una delle arterie più trafficate della città. Fave, piselli, finocchi, carciofi, cavoli, verze. Il trionfo della natura in mezzo al caos. È il sogno che diventa realtà, per lui, giardiniere nel suo paese. L’ancora di salvezza di una vita vissuta col niente. “Ogni giorno vengo qui e mi prendo cura di quest’orto – racconta, con un sorriso – ho fatto tutto da solo. Ho piantato le piantine una alla volta, ho speso due euro per ognuna. Sistemo tutto, tengo in ordine e le proteggo ma non vendo gli ortaggi che coltivo, qualche volta li mangio oppure li regalo”.

Mustafa è orgoglioso di mostrare il suo lavoro ma ci tiene a precisare che con quest’orto lui non fa affari. “Non vendo prodotti, non prendo soldi da nessuno, scrivetelo per favore. I soldi non mi interessano, voglio solo che il mio orto resti qui, così bello com’è”. Mentre annaffia le sue piante di fave, Mustafa si guarda intorno, avvista un conoscente che sta arrivando alla fermata del bus. “Vieni, ti regalo un cavolo” gli dice e per la foga di tagliarlo si ferisce la mano. Esce dal suo orto con la faccia trionfante, due cavoli bianchissimi in mano. “No, ti ringrazio, sto andando al lavoro – gli sorride stringendogli la mano Ernesto, abita a due passi da qui – sei un bravo ragazzo, ti prometto che ripasso”.

Qui Mustafa lo conoscono tutti. In tanti si fermano davanti a quell’aiuola così ordinata, con un canale di irrigazione perfetto. Le pompe dell’acqua messe in ordine, le piante rampicanti sistemate al muro, i sacchi di terreno, una piccola vanga. “L’acqua per annaffiare me la offre la signora del negozio qui vicino, terreno e concime spesso me lo portano le persone del quartiere. Quando lavoro, invece, riesco a comprarli io. Ero giardiniere al mio paese ma ora mi arrangio a fare tutti i mestieri, muratore, idraulico”. Manca però un lavoro vero. E Mustafa spesso resta a casa. “Per questo mi sono inventato l’orto. Prima ho cominciato ripulendo questa aiuola, era sempre piena di immondizia. Ma più la pulivo, più la ritrovavo piena di rifiuti. Allora ho pensato, se la riempio con qualcosa di bello, forse la lasceranno pulita”.

Così Mustafa compra i primi semi. “Ho piantato le fave, perché sono più resistenti, ho dovuto ripulire sempre i primi tempi ma poi, quando sono cresciute, nessuno gettava più niente. L’aiuola è diventata bella”. Allora, comincia a piantare finocchi, cavoli, verza. “A seconda della stagione, coltivo qualcosa. In estate ho anche melanzane, peperoni. La terra mi ha regalato anche delle zucchine bellissime. Ora sto aspettando che maturino i carciofi”.

Mustafa ha recintato l’aiuola, l’ha transennata, dipinto di bianco i muri di cinta, messo cartelli con il divieto di entrare agli estranei. E l’aiuola vive, noncurante dello smog, con una macchia di verde intenso. “Pulisco ogni giorno, quando non lavoro, anche il marciapiedi qui intorno – spiega – Lo spazio non è mio ma almeno così lo salvo dalla sporcizia”. La gente che passa e lo conosce, gli stringe

la mano, gli dà pacche sulla spalla. Gli altri si fermano a guardare, un orto urbano spuntato e sopravvissuto nel centro della città. A pochi passi, altri immigrati bevono e bivaccano sulle pensiline del bus. “No, non li conosco. Sono venuto qui per lavorare, ho due figli che vivono a Casoria con la mamma, devo pensare a loro”. E la polizia municipale che dice? “Nessuno mi ha chiesto di andarmene finora. Spero che nessuno distrugga questo piccolo miracolo”.

Arezzo, 75enne muore nell’incendio della sua abitazione

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Ferito il figlio di 35 anni: è stato trasportato al pronto soccorso ma non sarebbe in pericolo di vitaUna donna di 75 anni è morta intorno alle 8 di questa mattina, sabato 24 febbraio, in seguito a un incendio scoppiato nella sua abitazione in via Petrarca, nel centro di Arezzo. Il figlio, 35 anni, che viveva con lei, è stato trasportato al  pronto soccorso dal 118. Non sarebbe in pericolo di vita. Secondo le prime informazioni il corpo carbonizzato della donna sarebbe stato trovato vicino a un divano. Ancora da stabilire le cause delle fiamme. A chiedere l’intervento dei vigili del fuoco sono stati i vicini che hanno notato un’intensa nube di fumo fuoriuscire dall’appartamento al secondo piano dello stabile. Sul posto oltre ai pompieri e ai sanitari anche la polizia municipale e i carabinieri.

Bari, avances all’Università: altre due studentesse accusano professore di Giurisprudenza

sfogliare news.jpgContinuano le indagini su Fabrizio Volpe, nonostante 3 richieste di archiviazione. La madre di una studentessa: “Ripercussioni psicologiche”. Indagato per omessa denuncia anche l’ex presideSpuntano altre due studentesse di Giurisprudenza vittime delle presunte avances di Fabrizio Volpe, professore associato di Diritto privato dell’Ateneo barese. La bufera che l’ha investito inizia nell’estate 2015, quando una studentessa poco più che ventenne denuncia ai carabinieri di aver subito “attenzioni particolari” da parte del professore.

Il caso finisce sulla scrivania del pm Antonino Lupo, che apre un fascicolo per concussione e per tre volte chiede l’archiviazione del fascicolo: “Gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Niente da fare per il gip Roberto Oliveri del Castillo, che dispone nuove indagini: così arrivano nuove testimonianze e altre accusatrici, come riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno.

Ed ecco che la madre di una delle altre studentesse avrebbe detto agli inquirenti delle “ripercussioni psicologiche” e dei “rallentamenti nel percorso universitario” subite della figlia, colpevole, anche lei, di aver respinto le lusinghe del professore. Mentre la studentessa che per prima ha puntato l’indice verso Volpe, già nel gennaio 2017, aveva rimarcato: “Continuò a scrivermi e a chiamarmi sino al punto di raggiungerlo nel suo studio privato per parlare di denaro e degli esami in cui doveva aiutarmi”.

Di più. Nel fascicolo della procura  sarebbe finito anche il nome dell’ex direttore del dipartimento di Giurisprudenza, Massimo Di Rienzo. L’ipotesi di reato è omessa denuncia. Perché pur essendo informato delle (presunte) avances di Volpe, da pubblico ufficiale – secondo la tesi accusatoria – non avrebbe informato la magistratura. Anche per lui, tuttavia la stessa procura avrebbe chiesto l’archiviazione per tre volte.

Tutti fatti che dovranno passare al vaglio del nuovo titolare dell’inchiesta, il pm Marco D’Agostino. Sarà lui a decidere se chiedere il rinvio a giudizio o un’altra archiviazione del caso, perché nel frattempo il collega Lupo è stato assegnato alla procura generale di piazza Enrico De Nicola. Dal canto loro, i difensori di Volpe, gli avvocati Aldo Regina ed Elio Addante, “confidano che l’ulteriore corso del procedimento non potrà che accertare l’insussistenza dell’addebito, come già riconosciuto nelle pregresse richieste di archiviazione