Alabama, elezioni vinte dai democratici. Sconfitto Moore, il contestato repubblicano appoggiato da Trump

Doug Jones eletto al Senato in uno Stato che da decenni era una roccaforte repubblicana. E la maggioranza Gop al Congresso si riduce ad un solo voto. Il candidato sostenuto dal presidente Usa era un estremista filorazzista e coinvolto in una serie di scandali sessuali

NEW YORK – Clamoroso, il profondo Sud volta le spalle alla destra ed elegge un senatore democratico. Accade in Alabama, uno Stato che da decenni è una roccaforte repubblicana. In un’elezione suppletiva per il Senato, il candidato dell’opposizione Doug Jones vince, sia pure di strettissima misura, col 49,6%. Batte un repubblicano contestato anche da una parte dei suoi, screditato da scandali sessuali, ma sostenuto da Donald Trump. La sconfitta di Roy Moore col 48,8% è dunque una sconfessione dello stesso presidente. Inoltre questo colpo di scena assottiglia pericolosamente il margine di maggioranza dei repubblicani al Senato ridotto ormai ad un solo voto, il che significa che l’agenda politica di Trump è alla mercè di repubblicani spesso in dissenso con la Casa Bianca come John McCain o Bob Corker.

Il commento di Zucconi: “Un ceffone a re Donald I”

C’è però un’incognita che pesa ancora su questa elezione e mantiene un margine di incertezza. Trump si è prontamente congratulato con il democratico, ma Roy Moore no. I repubblicani dell’Alabama rivendicano che il risultato non è effettivo finché non viene “certificato” dalle autorità locali. Inoltre se il margine di vittoria è inferiore all’1% hanno diritto a chiedere il ricalcolo dei voti. Tenuto conto che hanno in mano tutte le leve del potere a livello locale, c’è da temere un lungo processo di contestazioni.

La sfida in Alabama è stata seguita con una spasmodica attenzione a livello nazionale. Oltre alla posta in gioco per la risicata maggioranza di cui gode Trump al Senato, ha contribuito la figura di Moore. Il candidato repubblicano è un estremista, in passato dichiarò che l’America starebbe molto meglio se si fosse fermata ai primi dieci emendamenti della Costituzione. Guarda caso, è dopo il decimo che compaiono emendamenti come quello che dà la cittadinanza agli ex schiavi neri dopo la guerra di secessione, o il diritto di voto alle donne. Ancora più evidenza hanno avuto le accuse di molestie sessuali: molte donne hanno accusato Moore di averle aggredite quando erano ancora minorenni. Le accuse si riferiscono a fatti accaduti 40 anni fa, però hanno pesato sull’elettorato evangelico, i protestanti fondamentalisti. Nonostante questo Trump ha deciso di gettare il suo peso in favore di Moore: “L’Alabama non ha bisogno di un senatore progressista che la rappresenti a Washington”. In campo a favore di Moore è sceso anche Steve Bannon, l’estremista di destra che è stato a lungo uno dei consiglieri più fidati del presidente.

Anche sul fronte democratico la mobilitazione di risorse è stata eccezionale. In uno Stato dove il partito democratico non ha una vera organizzazione territoriale, la sinistra ha cercato di ovviare con finanziamenti eccezionali che sono affluiti da tutta l’America. Ora questa vittoria galvanizza l’opposizione in vista dell’appuntamento nazionale che si avvicina: tra 11 mesi si vota per le mid-term, l’elezione legislativa che cade a metà mandato presidenziale, in cui si rinnova un terzo del Senato e tutta la Camera. Una vittoria democratica, anche in un solo ramo del Congresso, consentirebbe di bloccare gran parte dell’azione di governo di Trump trasformandolo in “anatra zoppa” al termine del suo primo biennio.

Shock nel ciclismo: Chris Froome trovato positivo alla Vuelta. “Mi stavo curando l’asma”

arnaldo zeppieri newsUci: “La sostanza è un broncodilatatore, il salbutamolo. Per la sua natura, a Froome non è applicata la sospensione provvisoria obbligatoria”. Il campione: “Durante la Vuelta ho avuto un peggioramento e aumentato la dose, stando attento a non usarne più di quanto permesso”. Ma secondo l’Uci nei campioni di urine analilizzati la sostanza era presente in concentrazione superiore al limite consentito.

Shock nel mondo del ciclismo. Chris Froome, 32 anni, considerato il più grande campione di questa ultima parte di storia del ciclismo – e uno dei maggiori di questo sport – è stato trovato positivo all’ultima edizione delle Vuelta. Che lo stesso Froom ha vinto compiendo una impresa che è stata di pochi campionissimi: la vittoria nello stesso anno di due delle tre grandi corse a tappe (la terza è il Giro d’Italia): la Vuelta, appunto, e il Tour de France. Non accadeva dal 1978.

L’Unione Ciclistica Internazionale, fa sapere in un comunicato che il fuoriclasse britannico del team Sky è risultato positivo a un broncodilatatore, il salbutamolo. L’Uci precisa che Froome non è sottoposto alla “sospensione provvisoria obbligatoria” in ragione della natura della sostanza incriminata. Ovvero, Froome non è stato sospeso perché la sostanza è stata assunta a fini terapeutici.

Quando la notizia ha fatto irruzione sulle testate di tutto il mondo, Froome ha offerto la sua spiegazione attraverso un comunicato: “Tutti sanno che ho l’asma e conosco le regole, uso un inalatore per prevenire i sintomi, sempre entro i limiti consentiti, e so perfettamente che sarò controllato ogni giorno che indosso la maglia di leader – si legge nel documento diffuso dallo staff del campione -. Durante la Vuelta ho avuto un peggioramento dell’asma, quindi ho seguito il consiglio del medico della squadra e aumentato la dose di salbutamolo, come sempre, stando attento a non usarne più di quanto permesso. Prendo molto sul serio la mia posizione di leader nel mio sport. L’Uci ha tutto il diritto di esaminare i risultati delle analisi e gli fornirò tutte le informazioni necessarie insieme al mio team”.

Nello stesso comunicato del team Sky, si spiega che “Chris soffre di asma fin dall’infanzia e utilizza un inalatore per prendere un farmaco comune, il salbutamolo, per prevenirne e alleviarne i sintomi. Il salbutamolo è consentito dalle norme Wada quando inalato fino a un limite di 1.600 microgrammi (mcg) per un periodo di 24 ore e non più di 800mcg oltre 12 ore”.

Il punto è che, dalle analisi, Froome ha assunto salbutamolo in quantità superiore al tetto fissato dal Codice antidoping. Come spiega l’Uci nel suo comunicato: “L’Uci conferma di aver notificato al corridore britannico Christopher Froome un risultato d’analisi anormale (Raa) per la presenza di salbutamolo in una concentrazione superiore a 1000ng/ml (nanogrammi per millilitro) in un campione raccolto durante la Vuelta il 7 settembre. Il risultato delle analisi è stato notificato a Froome il 20 settembre. L’analisi di un secondo campione ha confermato il risultato”. E cioè: una concentrazione di salbutamolo di 2000 nanogrammi per millilitro, esattamente il doppio del consentito.

“Per principio – prosegue l’Uci – e benché non sia richiesto dal Codice mondiale antidoping, l’Uci segnala sistematicamente sul suo sito internet le violazioni potenziali delle regole antidoping quando viene applicata una sospensione provvisoria obbligatoria. La presenza di una sostanza specifica come il Salbutamol non necessita di tale sospensione a carico del corridore”.

Chris Froome, il “keniano bianco” (è nato in Kenya da genitori britannici), ha vinto il Tour per ben quattro volte (2013, 2015, 2016 e appunto 2017). Quella

della scorsa estate è stato invece il suo primo trionfo alla Vuelta. E, tra le grandi corse a tappe, gli resta da vincere solo il Giro d’Italia, alla cui edizione 2018 aveva già annunciato la sua partecipazione, avendo come obiettivo la doppietta Giro-Tour, che non si registra dal 1998. Ovvero, dal doppio exploit di Marco Pantani nei suoi giorni di massima gloria, prima che il proprio doping irrompesse nella sua vicenda, sportiva e umana, indirizzandola verso una tragica fine.

Mely Valentine Miniero

sexyMely Valentine Miniero segno  sagittario ascendente cancro,  nata e Rimini  nel cuore della Romagna dove  attualmente vive, il suo fisico sembra un’opera d’arte scolpita nella roccia, sguardo magnetico, il suo  rapporto con lo specchio è abbastanza sincero lo considera  il suo alleato durante le preparazioni. La sua biografia ci risponde cosi…  “non potrei essere breve ho fatto più cose in questi quasi 34 anni che ci potrei scrivere un libro (e di quelli grossi)” Mely Valentine Miniero una vera  sognatrice come il  vecchio cartone di Peter Pan? “Solo chi sogna può volare”….

Mely come ti sei avvicina al bodybuilding?

Mi sono avvicinata a questo sport tanti… tantissimi anni fa… ero poco più di una bambina quando conobbi il mondo del bodybuilding intrapreso da mio fratello Mail primo culturista della mia vita! è un spot dove occorre  determinazione, la disciplina con la quale devi portare avanti il tuo obiettivo… la forza della mente che prevale su ogni sforzo fisico che può spingerti a rinunciare… il bodybuilding non e ‘uno sport, è uno stile di vita a 360 gradi.

Prima ancora di questa disciplina di cosa ti occupavi?

Prima delle Competizioni di bodybuilding ho sempre fatto sport a livello agonistico ,10 anni di pattinaggio artistico a rotelle e 5 anni di arti marziali, dove per una frattura al piede ho dovuto definitivamente abbandonare.

Puoi parlarci in poche parole della tua dieta?

La mia dieta varia a seconda del periodo di preparazione, sono stata vagana per qualche tempo ma ammetto che è molto difficile seguire questo tipo di regime alimentare in maniera corretta senza avere scompensi di qualche tipo, ora ho una dieta a base di verdure, riso, uova e prevalentemente carne rossa.

Ti ha cambiato qualcosa questa disciplina?

Questo sport non ha cambiato le mie abitudini …le ha Educate

Il tuo sogno nel cassetto?

sono scaramantica quindi meglio tacere…

Un consiglio che puoi dare a chi intraprende questo sport?

Se dicessi che questo sport e’ per tutti direi una bugia …perché non e’ affatto così …il consiglio e’ fare sempre ciò che ci fa stare bene ed applicarlo un po’ in generale nel proprio iter di vita

 

 

Qual è la situazione nelle zone del terremoto del 2016? Le cifre della Protezione civile

A 15 mesi dal sisma che sconvolse tutto il centro Italia, tutti i numeri dell’assistenza e della ricostruzione Più di seimila persone assistite, 1.648 casette consegnate, 211 mila sopralluoghi effettuati sugli edifici pubblici e privati. A 15 mesi dalle scosse sismiche nel Centro Italia sono questi alcuni dei dati dell’attività svolta dalla Protezione civile presentati in occasione della cerimonia di conferimento della medaglia d’oro al valor civile al Dipartimento.

Assistenza alla popolazione

Ad oggi sono complessivamente 6.128 le persone assistite. Di queste 4.316 si trovano in strutture alberghiere, altre 981 trovano accoglienza nel proprio comune nei moduli container allestiti nei mesi scorsi dal Dipartimento e altre 831 sono ospitate negli alloggi realizzati in occasione di terremoti del passato in Umbria, Marche e Abruzzo e in altre strutture comunali. Nelle Marche gli assistiti sono 3.628, in Abruzzo 1.388, in Umbria 926 e nel Lazio 186. Secondo i dati forniti dalle Regioni, inoltre, sono quasi 42mila le persone che usufruiscono del Contributo di Autonoma Sistemazione.

Qual è la situazione nelle zone del terremoto del 2016? Le cifre della Protezione civile
 Casette consegnate ad Amatrice

Soluzioni abitative di emergenza

Le casette consegnate sono 1.648 (674 nel Lazio, 391 in Umbria, 557 nelle Marche e 26 in Abruzzo) e vi trovano alloggio 2.494 persone, mentre 720 sono nei Mapre (i Moduli abitativi prefabbricati rurali emergenziali). Secondo i dati forniti dalle quattro Regioni colpite sono complessivamente 3.691 le Sae ordinate prima del 28 novembre per i 50 comuni che ne hanno fatto richiesta: la regione Abruzzo ne ha ordinate 238, il Lazio 826, l’Umbria 784. La regione Marche il 29 novembre ha ordinato altre 122 Sae che vanno ad aggiungersi al precedente fabbisogno di 1.843 soluzioni abitative di emergenza per i ventotto Comuni che ne hanno segnalato l’esigenza. Attualmente sono in corso lavori in 113 aree.

Qual è la situazione nelle zone del terremoto del 2016? Le cifre della Protezione civile
amatrice ricostruzione ponte

Container

All’indomani del terremoto del 30 ottobre il numero delle persone che non hanno potuto far rientro nella propria casa è aumentato in modo considerevole, passando dai 4.800 assistiti di inizio settembre a più di 30.000 persone assistite nelle prime settimane di novembre. Tra dicembre 2016 e febbraio 2017 pertanto sono state realizzate 23 aree container in nove comuni marchigiani e umbri: Cascia e Norcia in Umbria, Petriolo, Pieve Torina, Amandola, Tolentino, Camerino e Visso nelle Marche: ad oggi trovano alloggio nei container quasi mille persone, per una capienza di circa 1.400 posti.

Verifiche di agibilità

Secondo i dati comunicati dalle Regioni sono quasi 211mila i sopralluoghi effettuati fino ad oggi sugli edifici pubblici e privati. I controlli hanno riguardato anche gli edifici scolastici: degli oltre 2.633 edifici esaminati, il 66% è risultato agibile.

Qual è la situazione nelle zone del terremoto del 2016? Le cifre della Protezione civile
Amatrice Scuola Terremoto

Volontariato di Protezione civile

Durante l’emergenza si sono avvicendati complessivamente oltre 30mila volontari, di 40 diverse organizzazioni di volontariato. A questi si aggiunge l’impegno del volontariato regionale e locale dei territori colpiti. L’impiego massimo dei volontari è stato raggiunto nella settimana successiva al sisma del 30 ottobre 2016, con circa 1.350 volontari in campo.

Blitz fascista, sit-in davanti a Repubblica e Espresso

All’iniziativa Amnesty, Anpi e tante altre associazioni. Camusso (Cgil): “Troppa sottovalutazione”. Il direttore Calabresi: “In Italia c’è un clima che tende a tollerare o minimizzare”. Cerno: “Nostro compito denunciare”. Damilano: “Consapevoli di salvare la democrazia”

Bandiere, striscioni e un unico messaggio: no al fascismo e agli attacchi contro la libertà di stampa. Associazioni, sindacati, federazioni di giornlisti e cittadini hanno partecipato questo pomeriggio al presidio anti-fascista orgnanizzato davanti alla sede di Repubblica e Espresso in via Cristoforo Colombo, a Roma. Un sit-in spontaneo, nato in reazione al blitz di alcuni attivisti di Forza Nuova che la scorsa settimana hanno fatto irruzione accendendo fumogeni e urlando proclami contro le due redazioni.

“Non ci preoccupa tanto l’attacco a un giornale o a un gruppo editoriale, quanto lo slittamento che sta avvenendo nel nostro Paese e che permette e tollera alcuni atteggiamenti, come quelli di chi pensa di poter far tacere la stampa o chi sostiene che alcune persone abbiano più diritti di altri” ha sottolineato il direttore di Repubblica, Mario Calabresi. “Questo presidio antifascista non è una sfida personale, ma di un’intera società. Bisogna reagire e smettere di tollerare o minimizzare determinati atteggiamenti e aggressioni- ha proseguito – continueremo a fare le inchieste sull’estrema destra, ma andremo avanti anche nella nostra battaglia per l’approvazione dello Ius soli”.

Parole condivise dalla segretaria della Cgil, Susanna Camusso: “Ci preoccupa la grande sottovalutazione che accompagna, in Italia, gli attacchi neofascisti o razzisti. Troppo spesso questi episodi vengono minimizzati invece che essere fermati facendo rispettare le leggi”.

Al sit-in, a cui hanno partecipato decine di associazioni, erano presenti anche il condirettore di Repubblica, Tommaso Cerno, e il direttore dell’Espresso, Marco Damilano. “Compito dei giornali – ha detto Cerno – è la denuncia di questi atti. Il governo deve esistere ma è dal senso di coscienza collettiva e senso civico che noi salviamo la democrazia. Non è con le leggi speciali che si ferma la violenza speciale”.

Blitz fascista, sit-in davanti a Repubblica e Espresso

Tommaso Cerno, condirettore di Repubblica

E Damilano ha aggiunto: “La storia della violenza contro i giornalisti non ha confini l’Italia, il nostro Stato, si fonda sull’antifascismo e sulla libertà di stampa. Valori attaccati dagli attivisti di Forza Nuova con il loro blitz contro i nostri giornali”. Per il direttore “c’è ostilità verso la stampa libera e democratica. Ma il giornalismo è l’infrastruttura della democrazia e va tutelato, salvaguardato e rispettato”.

A denunciare il clima in cui devono laorare i giornalisti nel nostro Paese è anche la Rete #NoBavaglio: “L’ideologia che sta dietro a questi attacchi dell’estrema destra è allarmante. Vorrebbero tappare la bocca ai giornalisti,vorrebbero essere loro a scegliere cosa i cittadini devono o non devono leggere. Ma fascismo, nazismo e razzismo sono ideologie contro cui bisogna restare vigili e non abbassare la guardia”.

Blitz fascista, sit-in davanti a Repubblica e Espresso

Susanna Camusso, leader Cgil

Oltre a Amnesty International, alla rete di Studenti Link, l’associazione Giulia delle giornaliste per la libertà di Informazione e all’associazione stampa romana, al presidio erano presenti, tra gli altri, anche l’Anpi e l’associazione Articolo 21. “Il fascismo non fa parte del mobilio di questo Paese. Ecco perchè manifesteremo ogni volta che ci saranno aggressioni simili. E continueremo a fare inchieste, a scrivere, a denunciare le illegalità. Le minacce non fermeranno il giornalismo” ha ribadito Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi-Federazione nazionale della Stampa.

“Essere qui era un obbligo, perchè nessuno può sentirsi libero di minacciare i giornalisti o chiudere la bocca all’informazione” ha precisato Raffaele Lorusso, segretario Fnsi. E Carlo Verna, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti ha aggiunto: “Rispediamo al mittente ogni minaccia e provocazione. L’Italia è antifascista e la Costituzione tutela la libertà di stampa”.

Maltempo Roma, albero cade davanti a un bus in Prati. Mimosa crolla davanti a scuola a Casal Palocco

’arbusto si è accasciato sulla carreggiata in via Colonna, proprio davanti a un bus della linea 913. In via XXI aprile un albero è caduto accasciandosi sul marciapiede

Alberi caduti in città e in provincia per le raffiche di vento che si stanno abbattendo sulla regione. Da ieri sera è allerta meteo e, come hanno fatto sapere il Centro funzionale regionale e la Protezione civile, sia oggi che domani si prevedono precipitazioni diffuse, con temporali e forti raffiche. Sono oltre 130 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco di Roma per il maltempo. Tra i quartieri più colpiti dal forte vento Ostia, Nomentano, Eur, Casilino, Tiburtina e in provincia le zone di Cerveteri, Fiumicino e il litorale. Si tratta soprattutto di alberi e rami pericolanti o caduti su strada, pali pericolanti e danni d’acqua.Nel municipio I un albero è caduto in via Marcantonio Colonna, bloccando la viabilità. L’arbusto si è accasciato sulla carreggiata, proprio davanti a un bus della linea 913. Non ha retto alle violente raffiche di vento un albero di mimosa davanti all’istituto comprensivo Tullia Zevi di via Pirgotele a Casal Palocco, nel X Municipio. Il fusto si è schiantato a terra proprio all’ingresso della scuola fortunatamente mentre i ragazzi erano nelle aule. Nessun ferito dunque anche se la paura tra i genitori degli studenti è stata tanta. I vigili del fuoco nel primo pomeriggio hanno poi proceduto rimuovendo l’albero. Resta ancora alta invece l’allerta sul lungomare dove si è abbattuta nelle ultime ore una violenta mareggiata con il vento che ha soffiato a 80 chilometri orari.

A Montesacro, nel III municipio, è caduto un grosso ramo in via Matteo Bandello. “Si trova a pochi passi dalla scuola De Gasperi e dal nido comunale Cecchina”, spiega Manuel Bartolomeo, del comitato di quartiere Talenti. Tragedia sfiorata anche in via Val Maggia, dove un platano si è spezzato e “una parte è caduta all’interno del cortile della scuola – spiega Emiliano Bono, consigliere Fdi del III municipio – fortunatamente non ci sono stati danni a persone, ma solo ad autovetture”.Due gli alberi caduti nel II municipio. Il primo, in mattinata, in via XXI aprile si è accasciato sul marciapiede ed ha alzato, con le sue radici, una parte della sede stradale. “Questa zona era stata segnalata al Comune come pericolosa – spiega l’assessore all’Ambiente del parlamentino, Fabiano Rosario (Pd) – Dopo le dichiarazioni dell’assessora comunale all’Ambiente Pinuccia Montanari, che annuncia lo slittamento ad aprile dell’appalto per le potature degli alberi a Roma, possiamo solo dire ai cittadini di prestare la massima attenzione a camminare sotto agli alberi, che cadono come birilli”. Intorno alle 17 è toccato a un altro arbusto all’interno del Parco dei Caduti a San Lorenzo: l’albero ha divelto addirittura una cancellata. “Tragedia sfiorata – aggiunge l’assessorino dem – perché se fosse caduto dall’altro lato avrebbe preso le giostrine”.

Alberi caduti anche a Vitinia, come segnalato dal comitato di quartiere. Se n’è spezzato uno a via Sarsina, all’altezza del civico 90, mentre a via Lago Santo la carreggiata è rimasta bloccata in entrambi i sensi di marcia, prima che un tronco a terra venisse rimosso. Code in mattinata sulla Colombo a causa della caduta di rami.

Problemi anche in zona Marconi: “In via Acenna – spiega Valerio Garipoli, capogruppo Fdi dell’XI municipio – c’è un’alberatura con le radici divelte. Inutile dire che il Comune deve attivarsi per un maggior controllo e monitoraggio del territorio, insieme ad azioni preventive”. L’arbusto si è  inoltre accasciato su una macchina, danneggiandola.

Astral InfoMobilità segnala anche criticità sulla Nettunense, dove si registrano code per la caduta di un ramo sulla carreggiata al km 0 e 800, all’altezza del centro abitato di Frattocchie. Stessa situazione sulla Sr312 Castrense al km 7, dove è stato istituito il senso unico alternato per la caduta di rami. Al lavoro il personale di Astral Spa per ripristinare la normale viabilità.

Roma, scontri con la polizia durante rivolta anti migranti: condannati 9 militanti di CasaPound

arnaldo zeppieri il tempo

I disordini nel luglio 2015 a Casale San Nicola, a nord della Capitale. Pena di 3 anni e 7 mesi per Davide Di Stefano, fratello del leader,  SimoneNove militanti di Casapound sono stati condannati dal tribunale di Roma in relazione agli scontri con le forze dell’ordine del luglio 2015 a Casale San Nicola, periferia nord di Roma. I giudici della V sezione penale hanno inflitto otto condanne a 3 anni 7 mesi e una a 2 anni e 7 mesi.

Fra le persone condannate alla pena più elevata ci sono: Francesco Amato, Andrea Antonini, Damiano Berti, Alessandro Catani, Lorenzo Di Credico, Davide Di Stefano, fratello del leader di Casapound Simone, Federico Mattioni e Luca Verdini. Per Fabio Di Martino è stata stabilita una pena di 2 anni e 7 mesi, oltre al risarcimento danni da liquidarsi in sede civile. Alcuni dei poliziotti feriti si sono costituiti parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Eugenio Pini: sono stati colpiti a mani nude con calci e pugni e sia con caschi, sedie e ombrelli, lanciati dagli aggressori.

Quel giorno, 17 luglio 2015, alla manifestazione in opposizione al trasferimento degli immigrati erano presenti un centinaio di persone. Fra questi anche diversi esponenti di Casapound. Alcuni furono individuati dopo gli scontri e per altri, invece, scattarono le manette a distanza di alcuni mesi. L’indagine, coordinata dal pm Eugenio Albamonte, permise di individuare un gruppetto di persone aderenti alla compagine politica di destra scontrarsi a volto coperto e con caschi in testa contro le forze dell’ordine, che in quel contesto avevano la funzione di fare da scorta al trasferimento dei 19 immigrati nella struttura sulla Cassia.

Stando all’ordinanza di arresto emessa dal gip Giovanni Giorgianni, infatti, con l’arrivo del gruppo di Casapound la manifestazione da pacifica e “di legittima resistenza passiva”, si è evoluta. I manifestanti pacifici e a volto scoperto, si legge negli atti “si defilavano lasciando la scena al gruppo aderente a Casapound, la cui azione di contrapposizione si innestava in un crescendo di intimidazione e violenza”.

“Come testimoniato in aula da forze dell’ordine e residenti, non solo CasaPound ha partecipato per quasi tre mesi al presidio pacifico per evitare che si destinasse a centro di accoglienza una struttura non adeguata, ma anche che la resistenza opposta è stata passiva fino all’ultimo, quando la carica si è trasformata in scaramuccia con le prime file, ma mai c’è stata un’aggressione ai danni delle forze dell’ordine”, ha detto il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone, “le

prognosi per le lesioni lamentate dagli agenti sono state tutte tra i 3 e i 5 giorni, se non in un unico caso relativo a una caduta accidentale, nel quale i giorni dati sono stati 20. Infine, tra le centinaia di persone che quel giorno si trovavano a Casale San Nicola solo 9 sono finite sotto processo per resistenza, e sono tutte di Casapound. Pochi fatti, che, però, messi in fila, chiariscono al di là di ogni ragionevole dubbio come il processo sia stato tutto politico”.

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I COMMENTI DEI LETTORI

 

Arriva la giornata mondiale del pizzaiolo: si festeggerà il 17 gennaio

Il giorno coincide con la celebrazione di Sant’Antonio Abate, protettore dei fornai e dei pizzaioli. In arrivo anche una statua-simbolo

Dopo il riconoscimento Unesco per l’arte di fare la pizza arriva la “Giornata Mondiale del Pizzaiolo”. Sarà il 17 gennaio, giorno che coincide con la celebrazione di Sant’Antonio Abate, protettore dei fornai e dei pizzaioli.

“Anticamente – ricorda il presidente dell’Associazione verace pizza napoletana, Antonio Pace – le famiglie dei pizzaioli per celebrare il santo protettore erano solite chiudere le loro pizzerie e ritrovarsi insieme alle loro rispettive famiglie per accendere un grande fuoco propiziatorio. Per questo motivo abbiamo scelto di festeggiare proprio il 17 gennaio per riproporre questa antica tradizione, pressoché scomparsa, e aprire la sede dell’associazione a tutti i pizzaioli associati e alle loro famiglie”. Non è questa l’unica novità emersa dall’incontro di oggi fissato per celebrare il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiolo Napoletano dove oltre ad Antonio Pace e Sergio Miccu, presidenti rispettivamente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e Associazione Pizzaioli Napoletani hanno partecipato l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente della Coldiretti Campania Gennaro Masiello e l’assessore del Comune di Napoli Enrico Panini.

Le due associazioni hanno già chiesto ad un grande artista di realizzare una statua in bronzo, alta oltre 2 metri, che diventerà il simbolo anche per le future generazioni di questo prestigioso riconoscimento mondiale e il Comune di Napoli, nelle parole dell’assessore Panini, si è già dimostrato ampiamente disponibile ad offrire una piazza importante e simbolica dove poter posizionare l’opera. Questi sono soltanto i primi due passi di un lavoro congiunto che il team che ha portato al successo Unesco si è impegnato a svolgere. Oltre alla ferma volontà di tutti i partecipanti di voler studiare il modo per tutelare questo riconoscimento e preservarlo da ogni rischio di sfruttamento commerciale così come espressamente vietato dall’Unesco, il prossimo passo sarà quello di lavorare tutti insieme per fare sì che all’interno delle scuole l’Arte del Pizzaiolo Napoletana diventi materia di insegnamento.

Sicilia, via libera all’apertura di 174 farmacie entro la primavera

l Cga ha dato ragione all’assessorato regionale sul concorso straordinario. Respinto il ricorso dei farmacisti rurali che chiedevano di rivedere i punteggi

Bandito nel 2012, quando in carica c’era ancora il governo Monti, è andato avanti a rilento: la graduatoria è stata stilata nel 2014. Ma a quasi quattro anni di distanza da allora nessuna delle 212 nuove farmacie messe a concorso in Sicilia ha aperto i battenti. A bloccare tutto è stata una pioggia di ricorsi. Ma adesso è arrivata la sentenza d’appello che dà ragione all’assessorato regionale alla Salute e chiude definitivamente la vicenda: il Consiglio di giustizia amministrativa ha respinto il ricorso di un gruppo di farmacisti rurali che contestavano l’assegnazione del punteggio. Da oggi il quartier generale di piazza Ottavio Ziino, che aveva congelato la procedura in attesa delle decisioni dei giudici amministrativi, può dare il via libera all’assegnazione di almeno 174 delle 212 farmacie (le altre sono state rifiutate dai concorrenti e saranno oggetto di un secondo interpello). “Il prossimo passo – conferma il dirigente del servizio farmaceutica dell’assessorato Antonio Lo Presti – sarà il decreto di assegnazione delle farmacie e successivamente quello di autorizzazione all’apertura che dovrà avvenire entro sei mesi”.

Al Tar sono ancora in discussione altri ricorsi collaterali. Ma quella del Cga è la prima decisione d’appello che di fatto mette un punto fermo sull’intera vicenda. A bocce ferme, i nuovi punti vendita potranno vedere la luce entro la primavera. Una vittoria per i vincitori del concorso che hanno formato un comitato spontaneo guidato dal dottor Giuseppe Augello per denunciare le pressioni della lobby dei farmacisti storici contro le nuove aperture e avevano chiesto di sbloccare subito la procedura che avrebbe consentito l’assunzione di almeno duemila giovani nelle nuove farmacie.

Anche nel resto d’Italia il concorso straordinario per soli titoli voluto

dal governo Monti ha avuto alterne vicende. La procedura dava la possibilità di riunirsi in società formate da più soggetti per accumulare i titoli. In Sicilia hanno partecipato 1.850 candidati. Ai primi posti della graduatoria si sono piazzate sono società di cui, oltre a giovani laureati, fanno parte figli d’arte e professori universitari.

Maltempo, nel Reggiano esonda l’Enza: evacuato un paese

Situazione critica anche nel Parmense e nel Modenese, dove preoccupa il livello del Secchia

BOLOGNA –  Evacuazione a Lentigione, località di 1000 abitanti nei pressi di Brescello (Reggio Emilia), perché il fiume Enza ha tracimato aseguito delle incessanti piogge. L’Enza è uno dei corsi d’acqua che nelle ultime ore era sotto osservazione, assieme al Taro, l’Aveto e il Secchia.

I fiumi. Situazione critica in diverse province dell’Emilia-Romagna. La piena del Parma è stata durante la notte in buona parte trattenuta nella cassa di espansione di Marano, dove sono state azionate le paratoie, ma la portata di notevoli dimensioni sta causando criticità a Colorno, dove il ponte storico e’ chiuso e l’acqua ha tracimato. Anche la piena del Taro ha causato alcuni allagamenti nell’area Cepim. Scuole chiuse in alcune frazioni di Carpi e Bomporto, dove preoccupa la situazione del Secchia, come racconta il portale Emilia-Romagna meteo.

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l vento. Molti i danni segnalati in varie zone per il forte vento di ieri sera: alberi caduti sulle strade sono stati segnalati per esempio nel Bolognese nell’ampio territorio di Valsamoggia, e gravi danni a Pavullo nel Frignano (Modena). Già ieri pomeriggio erano stati segnalati danni al tetto dell’ospedale di Porretta terme (Bologna), senza però causare lo stop delle attività sanitarie.

Le strade. Sulla

strada statale 63 ‘del valico del Cerreto’, fa sapere Anas, è provvisoriamente chiuso il tratto dal km  43,000 al 44, 000 a Collagna in provincia di Reggio Emilia a causa di materiale franato sul piano viabile.