TORINO: Auto tamponata urta motocicletta: muore il centauro, grave la moglie che viaggiava con lui

Un motociclista è morto questo pomeriggio sulla provinciale 142 a Carignano.  Sulla moto viaggiava anche la moglie, che è rimasta ferita ed è ricoverata all’ospedale Cto. Secondo una prima diagnosi del 118 le sue condizioni sarebbero gravi. I due motociclisti –  di cui non si conoscono ancora le generalità –  stavano viaggiando in direzione di Carmagnola. Sulla dinamica dell’incidente stanno indagando i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione il motociclista, che si chiamava Antonio Di Gianni e aveva 62 anni, mentre attraversava un incrocio è stato urtato da una Fiat Punto che era ferma, ma è stata sbalzata in avanti da un’auto che l’ha tamponata, probabilmente a forte velocità.
Un’altra vittima nell’Alessandrino. Un uomo di  63 anni è morto in un incidente a Casal Cermelli. La vittima è stata sbalzata fuori dall’abitacolo nello scontro con un’altra auto guidata da una donna di 28 anni rimasta ferita, ma non in pericolo di vita. L’uomo viaggiava su una Ford Fiesta in direzione di Casal Cermelli,  la giovane su una Fiat Stilo, verso Alessandria. I due conducenti si sono scontrati in una curva, non lontano da un distributore di benzina, poco prima delle 13. L’uomo, sbalzato fuori dall’abitacolo, secondo i primi accertamenti, forse, non indossava le cinture di sicurezza. I soccorritori del 118 hanno tentato inutilmente di rianimarlo. La ragazza, invece, è rimasta incastrata nell’abitacolo e per liberarla è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Sull’incidente sono in corso le indagini della polizia stradale di Alessandria.

Minaccia di lanciarsi dal Ponte Monumentale, chiusa al traffico via Venti

Intervento di Vigili del Fuoco, polizia e 118. L’uomo è stato salvato

Minaccia di lanciarsi dal Ponte Monumentale, chiusa al traffico via VentiTraffico bloccato in via Venti settembre a causa di un uomo che è salito sul Ponte Monumentale e che minaccia di gettarsi nel vuoto. Sul posto 118, Vigili del fuoco e polizia. L’uomo poi è stato salvato e la strada è stata riaperta

Guidonia, rapinano una farmacia e scappano: arrestati i ‘Bonnie e Clyde’ della Tiburtina

In manette la coppia di italiani, lei 47 anni e lui 52 che dopo aver minacciato gli impiegati con una pistola si era allontanata con un bottino di 5mila euro


Sono finiti i manette i ‘Bonnie e Clyde’ della Tiburtina. I Carabinieri di Tivoli infatti, hanno arrestato una coppia, di 52 e 47 anni, entrambi italiani e già noti alle forze dell’ordine, per rapina aggravata in concorso. Ieri pomeriggio, l’uomo è entrato in una farmacia di Villanova di Guidonia e, dopo aver minacciato le addette con una pistola, si è allontanato con il bottino, circa 5mila euro, in una busta di plastica, raggiungendo la complice che era poco distante ad attenderlo in macchina, pronta per la fuga. Immediatamente allertati, i Carabinieri, impegnati in servizi antirapina, li hanno intercettati, poco dopo, mentre cercavano di disfarsi degli abiti, del casco integrale e della pistola, poi rivelatasi una replica, utilizzati per compiere la rapina. Le immagini dell’impianto di videoripresa della farmacia, hanno permesso ai Carabinieri di inchiodare i due responsabili. Le successive indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Tivoli hanno fatto emergere altre rapine commesse dalla coppia in zona Tiburtino, compiute sempre con lo stesso modus operandi. I due si trovano ora in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tivoli, che ha coordinato le indagini

Roma, ancora sangue sulle strade: frontale sulla Colombo. Muore centauro: era senza casco

Lo scontro all’altezza di Castel Porziano. Nulla da fare per il 36enne. Lo scooter era senza assicurazione.Richieste le indagini sullo stato dell’asfalto

Roma, ancora sangue sulle strade: frontale sulla Colombo. Muore centauro: era senza cascoIl luogo dell’incidente (foto di Vinvenzo Tersigni F3Press)

Ancora una vittime sulle strade di Ostia: l’incidente è avvenuto ieri notte intorno all’una in via Lido Di Castel Porziano. Nello scontro sono rimasti coinvolti due mezzi, un Piaggio Liberty e una jeep Cherokee. Il conducente del Piaggio Liberty, uomo di 36 anni è deceduto sul colpo. Dai primissimi accertamenti effettuati, il conducente della moto sembrerebbe non indossasse il casco e procedesse a velocità sostenuta, con mezzo privo assicurazione.

Secondo quanto riferito il centauro sarebbe finito sotto il veicolo che in quel momento proveniva dall’altro senso di marcia. Dai primi elementi raccolti l’automobilista sembra non abbia potuto evitare l’impatto. Una pattuglia della Polizia locale di Roma Capitale Gruppo Marconi è stata impegnata fino a poche ore fa nei rilievi dell’incidente. Sono intervenute in ausilio per messa in sicurezza dell’area e chiusure le pattuglie del Gruppo X Mare e del Gpit.

Secondo una prima ricostruzione, prima dello scontro con la jeep, il motociclista avrebbe sbattuto sul guardrail. L’urto a velocità sostenuta l’avrebbe poi sbalzato nell’altra carreggiata finendo contro l’automobile.

Roma, morte chef Narducci: indagato automobilista

Si tratta dell’uomo di 30 anni che era alla guida della Mercedes e che ha urtato lo scooter su cui il cuoco viaggiava con l’amica e collega

Omicidio stradale. La Procura di Roma, che indaga sulla morte dello chef stellato Alessandro Narducci e della sua amica e collega Giulia Puleio, ha iscritto nel suo registro il nome di Fabio F., il trentenne che era alla guida della Mercedes che nell’impatto frontale con lo scooter dei due giovani, di 29 e 25 anni, ne ha causato l’altra notte la morte.

Un volo di oltre 20 metri sul centralissimo lungotevere della Vittoria. E mentre da tutta Italia arrivano messaggi di cordoglio – l’ultimo da Carrara, dove il padre dello chef è direttore dell’Accademia di Belle Arti – il Campidoglio vuole acquistare dieci nuovi autovelox mobili, in aggiunta ai dieci già esistenti, da posizionare nelle strade col tasso di incidenti più alto come la Colombo, la Casilina e la Prenestina.
Un progetto partito prima dei recenti fatti di cronaca, ha spiegato il presidente della commissione Trasporti Enrico Stefàno (M5s), e che prevede un investimento di 250 mila euro che andranno trovati in assestamento di bilancio per poter mettere i dispositivi in strada già in autunno.

Se statisticamente i lungoteveri contano un numero di incidenti più basso delle consolari, lo schianto dell’altra notte rischia di alzare la media in modo tragico. Sta ora agli inquirenti guidati dal pm Pietro Pollidori capire i contorni della morte dei due giovani cuochi. Lunedì si eseguirà l’autopsia. L’uomo della Mercedes si trova intanto, ferito, al Policlinico Gemelli: la sua auto è finita contro alcune macchine in sosta, mentre lo scooter su cui viaggiavano i due ragazzi è stato trovato a diversi metri di distanza. Una distrazione o un colpo di sonno sono ipotesi che non vengono escluse. Un testimone, come riportato da un quotidiano, l’avrebbe sentito dire: “Ero al telefonino, non mi sono accorto di niente”. Ma saranno le indagini a chiarire. A vaglio anche le telecamere della zona. L’automobilista è stato in ogni caso sottoposto all’alco-test e al droga-test, di cui si attendono i risultati

Olimpiadi 2026, i ministri M5s sposano il progetto di Appendino

Dopo Fraccaro, Toninelli: non c’è soluzione migliore a Torino.

Caccia a due complici di Igor

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Due complici, uno in Italia, l’altro in Spagna. La procura di Bologna è convinta che Norbert Feher, alias “Igor il russo”, durante la latitanza abbia avuto almeno due compari. Due fantasmi, per il momento, a cui gli inquirenti sperano di dare un nome grazie al diario trovato fra le cose del killer di Budrio il giorno del suo arresto a Saragozza. Un’agenda che viene descritta da fonti investigative come “corposa, piena di appunti, di nomi e numeri di telefono che potrebbero tornare utili per chiudere il cerchio attorno agli amici del criminale”. Un documento che nei prossimi giorni sarà consegnato ai carabinieri che si recheranno in Spagna per acquisire il materiale in possesso dei magistrati iberici.

Ma come si è arrivati alla certezza che Feher abbia avuto dei compari che lo hanno aiutato? Gli inquirenti hanno lavorato sulla logica delle cose e sulle ammissioni velate che l’assassino ha fatto in varie fasi dopo l’arresto. Per la procura Igor ha un complice italiano perché è lui stesso ad ammetterlo. Il killer ha fatto trapelare, anche attraverso i suoi legali spagnoli, l’intenzione di parlare al processo che si aprirà in Italia (fissate le date del 12, 17 e 31 ottobre) per ammettere parte di reati commessi. Feher sarebbe insomma pronto ad assumersi la responsabilità degli omicidi di Davide Fabbri e Valerio Verri, e del tentato omicidio di Marco Ravaglia, ma non della rapina alla guardia giurata Pietro di Marco, a cui il 30 marzo 2017 portò via la Smith&Wesson con cui poi sparò contro le sue vittime.

Non fu lui quindi a rubare la pistola, che gli venne consegnata successivamente. I magistrati sarebbero portati a credergli. D’altra parte, perché mentire su una rapina a fronte della confessione di due omicidi? Feher tuttavia non è disposto a tradire chi quella rapina l’avrebbe fatta. Questo per gli investigatori significa che si tratta di un complice fuori dal circuito dei nomi “noti”, lo stesso che forse lo ha poi aiutato a sfuggire alla cattura, allontanandosi dal nascondiglio che aveva fra i pantani delle e province di Bologna e Ferrara.

C’è poi la questione del complice in Spagna. Al momento dell’arresto, il killer serbo aveva con sè una pistola Beretta che in Italia non aveva. Gli inquirenti hanno fatto una ricerca presso l’azienda produttrice e hanno scoperto che si tratta di un’arma venduta in Spagna tanti anni fa. Una pistola che non è stata rubata di recente e di cui per questo non c’è traccia negli archivi (il registro dei furti di armi è stato istituito solo da alcuni anni). Chi indaga si è convinto che sia stata consegnata a Feher da un complice spagnolo, un sodale che, anche in questo caso, non sarebbe uno dei tanti ipotizzati in passato. Due ombre, a cui si tenterà di dare un volto e un nome analizzando gli appunti contenuti nel diario del killer.

Amministrative, pugliesi al voto: tutti i rebus dei ballottaggi tra accordi segreti e apparentamenti

Amministrative, pugliesi al voto: tutti i rebus dei ballottaggi tra accordi segreti e apparentamenti

Una fase delle operazioni di voto

Solo ad Acquaviva è stato formalizzato un accordo ufficiale Sono molte le situazioni in bilico A partire dalla sfida di Brindisi. Urne aperte dalle 7 alle 23



Più accordi sottobanco che intese alla luce del sole. Negli 11 comuni che oggi domenica 25 giugno tornano alle urne (dalle 7 alle 23) per scegliere al ballottaggio i loro nuovi sindaci, gli apparentamenti tecnici (vale a dire gli accordi ufficiali tra coalizioni che al primo turno si erano presentate divise) sono un fenomeno rarissimo. L’unico apparentamento si segnala a Acquaviva delle Fonti. Qui Franco Pistilli, candidato di centrodestra e già sindaco della città negli anni scorsi, ha ufficializzato l’accordo con Forza Italia, Noi con l’Italia e Cdl (civica). Proprio i partiti che al primo turno sostenevano l’altro candidato di centrodestra, Francesco Colafemmina, il quale ha denunciato nei giorni scorsi l’accordo alle sue spalle, accusando lo stesso Pistilli il competitor al secondo turno con il sindaco uscente, Davide Carlucci, alla guida di una coalizione di civiche di centrosinistra. Al ballottaggio, Carlucci, ha al suo fianco il Pd che al primo turno era andato da solo.

Negli altri dieci comuni al voto non si segnalano apparentamenti tecnici, ma si sprecano le intese più o meno ufficiali con forze escluse dal ballottaggio. È quello che succede per esempio a Francavilla Fontana, dove il candidato di centrosinistra Maurizio Bruno sfida Antonello Denuzzo, alla guida di civiche. Quest’ultimo prova a rinforzare la sua coalizione accordandosi con Antonio Andrisano, di Forza Italia. Ma il partito minaccia l’espulsione di Andrisano dai forzisti in caso di accordo
Coalizioni congelate invece a Brindisi, la piazza più grande in ballo al secondo turno, dove il candidato di centrodestra Roberto Cavalera (34 per cento al primo turno) non è riuscito a trovare un accordo con il leghista Giacomo Massimo Ciullo che al primo turno aveva raccolto il 18 per cento dei voti. Ciullo addirittura sta invitando i suoi elettori a non votare per Cavalera: “Credevano di manipolare i nostri voti, ma gli elettori della Lega non sono costretti a votare la sua coalizione che non rappresenta il centrodestra”. Un’occasione per Riccardo Rossi, candidato di centrosinistra (23,5 per cento) di poter ribaltare la situazione al ballottaggio. Per questo, Rossi, ricercatore Enea, chiama a raccolta gli elettori del Movimento 5 Stelle, esclusi dal ballottaggio. In realtà il sostegno grillino ai candidati di centrosinistra è un fenomeno che potrebbe verificarsi anche nei comuni baresi al ballottaggio. È il caso di Altamura dove si registra la volontà di parte dei 5 Stelle di far convergere i loro voti su Rosa Melodia, candidata di centrosinistra. Non solo, sulla pasionaria altamurana potrebbe arrivare anche la preferenza di alcuni elettori di Antonello Laterza, candidato leghista escluso dal secondo turno. Tutto pur di non far prevalere al ballottaggio Giovanni Saponaro, candidato con civiche di destra, esponenti di Forza Italia e uomini vicini a Michele Emiliano. Nessun apparentamento tecnico neanche a Bisceglie, dove al ballottaggio vanno Angelantonio Angarano (ex Pd e destra) e Gianni Casella (civiche vicine al Pd). Convitato di pietra del secondo turno sarà Francesco Spina, ex sindaco di centrodestra, poi passato con i dem, che ha sostenuto l’ex comunista Franco Napoletano, sconfitto al primo turno. I due candidati sindaci si affrettano a prendere le distanze da Spina, che rappresenta le operazioni trasformistiche del passato in città. Situazione congelata anche a Conversano dove il ballottaggio sarà uno scontro tutto a sinistra, fra Pasquale Loiacono alla guida di una coalizione composta da civiche, socialisti e Leu, e Pasquale Gentile sostenuto da civiche di centro e Pd. A Noci invece è sfida fra l’ex senatore fittiano Pietro Liuzzi e il sindaco uscente di centrosinistra Domenico Nisi. Quest’ultimo ha provato a far rientrare in partita i 5 Stelle, esclusi dal ballottaggio, ma senza riuscirci. Una doppia delusione per la candidata grillina Claudia Gentile, storica attivista pentastellata che si è presentata alle elezioni al primo turno con il simbolo di una civica, visto che i vertici del Movimento hanno negato ai grillini nocesi di presentarsi al primo turno con il simbolo 5 Stelle. “Siamo fuori dai giochi – commenta Gentile – e non entreremo neanche in consiglio comunale per soli trenta voti. Il fatto di non aver potuto concorrere con il simbolo ci ha fatto perdere tempo e voti. Ora chiederemo spiegazioni al Movimento e andremo a chiederle direttamente a Roma”.

Lifeline bloccata nel mare twitta per Salvini: “Vieni qui. Ci sono esseri umani”

Nessuna novità nemmeno per il cargo danese bloccato a Pozzallo. Duro attacco di Malta a Toninelli

ROMA. In attesa di una soluzione che non arriva, la Lifeline continua a sfidare il ministro dell’Interno Matteo Salvini sul web. “Caro Matteo Salvini – si legge su Twitter – non abbiamo carne a bordo ma esseri umani. Ti invitiamo cordialmente a convincerti che sono persone che abbiamo salvato dall’annegare. Vieni qui, sei il benvenuto”, la risposta a Salvini che ieri sera aveva ribadito la sua posizione con questo tweet: “Certe navi si devono scordare l’Italia, stop al business dell’immigrazione clandestina! La musica è cambiata, io ce la metto tutta”.

La Lifeline resta a navigare a sud di Malta mentre dal governo de La Valletta, impegnato in un’aspra trattativa fiume con Italia e Spagna, parte una nuova stretta contro le Ong. Intanto il ministro degli Esteri di Malta, Michael Farrugia, attacca il ministro delle Infrastrutture italiano, Danilo Toninelli che aveva parlato di “disumanità” dei maltesi per il rifiuto di far attraccare la nave della ong con oltre 230 migranti a bordo. Farrugia replica su Twitter parlando di “disumanità”.

Nessuna novità neanche per il cargo danese Alexander Maersk, bloccato da venerdi sera davanti al porto di Pozzallo dove era stato indirizzato dalla sala operativa della Guardia costiera di Roma dopo il salvataggio di 113 persone soccorse con l’aiuto della Lifeline. Ma proprio il coinvolgimento della Ong tedesca nelle operazioni potrebbe avere indotto il governo a decidere il blocco che, per la prima volta, coinvolge un mercantile. Dall”Alexander Maersk ieri pomeriggio sono state sbarcate, per un’emergenza sanitaria, due donne e due bambine.

Ma nel Mediterraneo i gommoni continuano a partire. Nelle ultime ore, caratterizzate dall’impasse delle Ong e dal messaggio con il quale la Guardia costiera italiana ha invitato le navi che incrociano in zona Sar libica a chiamare Tripoli, almeno due imbarcazioni con 90 persone a bordo hanno dato l’allarme. Il primo è stato rilanciato da Don Mussie Zerai, il sacerdote eritreo che da anni viene chiamato dai suoi connazionali che intraprendono ilviaggio verso l’Europa. Non è ancora chiaro se ed eventualmente quale centro di ricerca e soccorso sia intervenuto.

Vigilia avvelenata del vertice Ue sui migranti. Francia e Spagna all’attacco: “Non c’è crisi, siete egoisti”

Vigilia avvelenata del vertice Ue sui migranti. Francia e Spagna all'attacco: "Non c'è crisi, siete egoisti"
La nave Lifeline in mare da giorni con 224 migranti a bordo
(afp)

Il ministro dell’Interno italiano a Der Spiegel (“Il nostro sì al summit non è scontato”) apre una giornata di accuse e veleni. Salvini dà dell’arrogante a Macron, Di Maio lo definisce “nemico numero uno”. Parigi anticipa la linea comune con la Spagna: “Centri chiusi in Paesi dell’Unione di primo sbarco. Sanzioni per chi non accoglie i rifugiati”

ROMA – Una vigilia di veleni. E di attacchi. La tensione tra Italia e Francia vive nella battaglia di dichiarazioni tra Emmanuel Macron, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, a poche ore dal vertice Ue sui migranti, a cui si aggiunge in tarda serata un durissimo Pedro Sanchez. Un summit, quello di Bruxelles, cui l’Italia parteciperà – fanno sapere fonti di governo – “con le mani libere”, non escludendo di dire un no finale.

MACRON: “IN ITALIA NESSUNA CRISI MIGRATORIA”
Il presidente francese ha lanciato un affondo che sembrava diretto al vicepremier leghista italiano. “Bisogna essere chiari e guardare le cifre – ha dichiarato Macron – l’Italia non sta vivendo una crisi migratoria come c’era fino all’anno scorso. Chi lo dice, dice una bugia”. “Una crisi politica”, ha poi aggiunto, è provocata da “estremisti che giocano sulle paure. Ma non bisogna cedere nulla allo spirito di manipolazione”. Parlava di Salvini? Quel che è certo è che il ministro dell’Interno italiano si è sentito talmente punto sul vivo dal dare “dell’arrogante” al presidente francese.

Ecco il contrattacco di Salvini: “Seicentocinquantamila sbarchi in 4 anni, 430mila domande presentate in Italia, 170mila presunti profughi a oggi ospitati in alberghi, caserme e appartamenti per una spesa superiore a 5 miliardi.  Se per l’arrogante presidente Macron questo non è un problema, lo invitiamo a dimostrare la generosità con i fatti aprendo i tanti porti francesi e smettendo di respingere donne, bambini e uomini a Ventimiglia”. E Luigi Di Maio rincara la dose: “In Italia l’emergenza immigrazione esiste eccome ed è alimentata anche dalla Francia con i continui respingimenti alla frontiera. Macron sta candidando il suo Paese a diventare il nemico numero uno dell’Italia su questa emergenza, il popolo francese è sempre stato solidale e amico degli italiani. Ascolti loro, non chi fa soldi sulla pelle di quelle persone”.

La vigilia del vertice Ue era cominciata con le dichiarazioni del leader del Carroccio che a Der Spiegel aveva annunciato la linea politica del governo italiano. “La differenza col passato è che l’approvazione dell’Italia non è garantita a priori”. Contestando le priorità del vertice: “Sul tavolo lì c’è innanzitutto la questione dei respingimenti immediati verso l’Italia di coloro che originariamente sono approdati sulle nostre coste, e solo successivamente la sicurezza delle frontiere esterne per il futuro. Per noi vale esattamente il contrario”. E ancora: “Conte ha il mandato di dire sì o no, di partecipare oppure alzarsi e sparire”.

Sanchez, intervistato da El Pais, dà manforte a Macron e alza ancora i toni: “Ci sono governi, come quello italiano, che fanno un discorso anti-europeo e dove l’egoismo nazionale è più diffuso”. Poi dichiara: “Ciò ha anche a che fare con la precedente mancanza di solidarietà da parte dell’Ue con un Paese che ospita mezzo milione di esseri umani che provengono dalle coste della Libia”, che sottolinea che “il modo migliore per combattere l’eurofobia è una maggiore integrazione”. La Spagna non sarà insensibile alle
tragedie umane ma è evidente che “non può dare da sola una risposta”.

LO SCONTRO SUGLI HOTSPOT NEI PAESI DI PRIMO SBARCO
La posizione francese invece ruota su un altro punto: “Francia e Spagna proporranno al vertice europeo sui migranti l’istituzione di centri chiusi sul territorio europeo nei paesi di primo sbarco”, ha detto Macron dopo l’incontro con il premier spagnolo Sanchez. “È una soluzione a livello intergovernativo, può darsi che un giorno diventi europea ma non siamo costretti ad aspettare”. Macron propone anche sanzioni per i Paesi che si rifiutano di accogliere i migranti. Il no del governo italiano è netto: “Gli hotspot nei Paesi di primo sbarco vorrebbe dire ‘Italia pensaci tu’. Non esiste”, dice Di Maio. “I centri vanno realizzati nei paesi di origine e transito e devono essere a guida europea. Questo è quello che il Movimento 5 Stelle chiede da anni ed è quello che chiederà il Presidente Conte a Bruxelles. Non arretreremo di un millimetro”. In realtà, nel vertice Macron-Conte di Parigi, la posizione francese era sembrata diversa con un’apertura alla proposta italiana di istituire hotspot in Africa. Con la Germania lo scontro invece sarà sui respingimenti, vera e propria spada di Damocle per Merkel, allo scontro finale con il suo ministro dell’Interno Seehofer.

LA VISITA DI SALVINI IN LIBIA
È tutto pronto, intanto, per l’annunciato viaggio di Salvini in Libia, che dovrebbe avvenire lunedì prossimo. Alla missione a Tripoli del ministro, che – tra gli altri – incontrerà il premier Fayez al Sarraj, hanno lavorato l’intelligence e l’ambasciatore italiano nella capitale libica, Giuseppe Perrone. Per lunedì pomeriggio è prevista una conferenza stampa al Viminale nella quale, presumibilmente, il ministro riferirà dell’esito della trasferta. Tanti i temi sul tavolo, non solo i migranti, come ha sottolineato nei giorni scorsi lo stesso Salvini. “Se l’emergenza, con il gommone dei migranti in difficoltà, avviene in area di ricerca e soccorso libica è la Libia che deve intervenire”, ha detto intanto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. “Il governo italiano è pronto a fornire ulteriori mezzi alla Guardia costiera libica”, ha aggiunto.