Palermo, il giorno delle piazze contrapposte spiegamento di forze per evitare scontri

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Alle 16,30 il corteo antifascista parte dal Massimo. Per il leader di Forza nuova Roberto Fiore, se salisse la tensione, ipotesi comizio in un hotel

Gli occhi sono puntatati su Palermo. Forza Nuova da un lato e antifascisti dall’altro, duelleranno a distanza, in una città blindata.

La prima manifestazione è quella della sinistra: alle 16,30 partirà un corteo che attraverserà il centro storico per contestare la presenza nel capoluogo siciliano di Roberto Fiore, il segretario nazionale dell’organizzazione di estrema destra.

Il corteo partirà da piazza Verdi, percorrerà via Maqueda, imboccherà corso Vittorio Emanuele, per girare da via Roma e risalire da via Cavour, per ritornare al punto di partenza.

Forza Nuova scenderà in piazza a un chilometro da piazza Verdi: alle 18,30 Roberto Fiore terrà un comizio a piazza Croci. Se salisse la tensione, però, c’è l’ipotesi che parli in un hotel. A un chilometro di distanza, vicino al tribunale, alle 17,30 ci sarà pure un’iniziativa elettorale di CasaPound nella sede di cortile Barcellona.

È difficile fare previsioni su quale piega prenderà la manifestazione antifascista. Di sicuro, Palermo oggi pomeriggio vedrà uno dispiegamento di forze imponente: sono circa 250 gli agenti del Reparto mobile e carabinieri del Battaglione che saranno impiegati per garantire la sicurezza.

In via Ruggero Settimo e in via Libertà ci saranno barriere delle forze dell’ordine per evitare che le due opposte fazioni vengano in contatto

Mustafa, agricoltore in via Marina: “Il mio orto urbano in mezzo al caos”

Mustafa è di Marrakech e vive a via Marina. Immigrato senza lavoro fisso, vita difficile ma una certezza ce l’ha. Il suo orto. Due aiuole coltivate a ortaggi su un marciapiedi di via Alessandro Volta, un tratto di via Marina. Sì, un orto in strada, in mezzo al cemento. Tenuto in ordine, perfettamente curato.

Napoli, l’orto urbano di Mustafa nel traffico di via Marina

Da un anno e mezzo Mustafa vive da contadino in mezzo alle automobili che sfrecciano in una delle arterie più trafficate della città. Fave, piselli, finocchi, carciofi, cavoli, verze. Il trionfo della natura in mezzo al caos. È il sogno che diventa realtà, per lui, giardiniere nel suo paese. L’ancora di salvezza di una vita vissuta col niente. “Ogni giorno vengo qui e mi prendo cura di quest’orto – racconta, con un sorriso – ho fatto tutto da solo. Ho piantato le piantine una alla volta, ho speso due euro per ognuna. Sistemo tutto, tengo in ordine e le proteggo ma non vendo gli ortaggi che coltivo, qualche volta li mangio oppure li regalo”.

Mustafa è orgoglioso di mostrare il suo lavoro ma ci tiene a precisare che con quest’orto lui non fa affari. “Non vendo prodotti, non prendo soldi da nessuno, scrivetelo per favore. I soldi non mi interessano, voglio solo che il mio orto resti qui, così bello com’è”. Mentre annaffia le sue piante di fave, Mustafa si guarda intorno, avvista un conoscente che sta arrivando alla fermata del bus. “Vieni, ti regalo un cavolo” gli dice e per la foga di tagliarlo si ferisce la mano. Esce dal suo orto con la faccia trionfante, due cavoli bianchissimi in mano. “No, ti ringrazio, sto andando al lavoro – gli sorride stringendogli la mano Ernesto, abita a due passi da qui – sei un bravo ragazzo, ti prometto che ripasso”.

Qui Mustafa lo conoscono tutti. In tanti si fermano davanti a quell’aiuola così ordinata, con un canale di irrigazione perfetto. Le pompe dell’acqua messe in ordine, le piante rampicanti sistemate al muro, i sacchi di terreno, una piccola vanga. “L’acqua per annaffiare me la offre la signora del negozio qui vicino, terreno e concime spesso me lo portano le persone del quartiere. Quando lavoro, invece, riesco a comprarli io. Ero giardiniere al mio paese ma ora mi arrangio a fare tutti i mestieri, muratore, idraulico”. Manca però un lavoro vero. E Mustafa spesso resta a casa. “Per questo mi sono inventato l’orto. Prima ho cominciato ripulendo questa aiuola, era sempre piena di immondizia. Ma più la pulivo, più la ritrovavo piena di rifiuti. Allora ho pensato, se la riempio con qualcosa di bello, forse la lasceranno pulita”.

Così Mustafa compra i primi semi. “Ho piantato le fave, perché sono più resistenti, ho dovuto ripulire sempre i primi tempi ma poi, quando sono cresciute, nessuno gettava più niente. L’aiuola è diventata bella”. Allora, comincia a piantare finocchi, cavoli, verza. “A seconda della stagione, coltivo qualcosa. In estate ho anche melanzane, peperoni. La terra mi ha regalato anche delle zucchine bellissime. Ora sto aspettando che maturino i carciofi”.

Mustafa ha recintato l’aiuola, l’ha transennata, dipinto di bianco i muri di cinta, messo cartelli con il divieto di entrare agli estranei. E l’aiuola vive, noncurante dello smog, con una macchia di verde intenso. “Pulisco ogni giorno, quando non lavoro, anche il marciapiedi qui intorno – spiega – Lo spazio non è mio ma almeno così lo salvo dalla sporcizia”. La gente che passa e lo conosce, gli stringe

la mano, gli dà pacche sulla spalla. Gli altri si fermano a guardare, un orto urbano spuntato e sopravvissuto nel centro della città. A pochi passi, altri immigrati bevono e bivaccano sulle pensiline del bus. “No, non li conosco. Sono venuto qui per lavorare, ho due figli che vivono a Casoria con la mamma, devo pensare a loro”. E la polizia municipale che dice? “Nessuno mi ha chiesto di andarmene finora. Spero che nessuno distrugga questo piccolo miracolo”.

Milano, tensione in centro: studenti sgomberati in largo Cairoli. Protestavano contro CasaPound

Un gruppo di giovani è salito sul monumento ed è stato sgomberato dalla polizia. Nessun ferito ma qualche contuso. Preoccupazione per le manifestazioni del pomeriggio Attimi di tensione si sono verificati in centro a Milano, nel luogo dove nel primo pomeriggio Casapound terrà un comizio elettorale. Alcune decine di studenti sono saliti sul vicino monumento in piazza Cairoli, ma sono stati fatti scendere con la forza dalla polizia. Non si registrano feriti, ma qualche lieve contuso.I ragazzi, una trentina, già stamani avevano pensato a un’azione nell’area in largo Beltrami dove si terrà il comizio, ma si sono resi conto dell’impossibilità di metterla in atto e hanno deciso un’azione dimostrativa, salendo sul monumento con uno striscione. La manifestazione però non era autorizzata e la polizia ha intimato loro di scendere. Al loro rifiuto, gli agenti sono intervenuti, senza cariche, trascinandoli giù mentre loro facevano opposizione tenendosi gli uni con gli altri per le braccia.  “Dopo lo sgombero gli studenti si sono mossi in corteo per denunciare chi, dietro al motto “abbassiamo i toni” – hanno scritto sui social -, oggi ha concesso a Casapound, Lealtà Azione, Lega e Fratelli d’Italia la piazza di Milano. La Milano antifascista – hanno aggiunto – si riconvoca alle 14 in (via) Moscova”.

Milano, tensione in centro: studenti sgomberati in largo Cairoli. Protestavano contro CasaPound

Il maxi tricolore di Fratelli d’Italia in via Padova

Le forze dell’ordine sono mobilitate in vista di una giornata ad alta tensione. In mattinata il corteo di Fratelli d’Italia in via Padova. I manifestanti, guidato da Giorgia Meloni, hanno srotolato un tricolore lungo 200 metr nella via simbolo della Milano multietnica e scandito lo slogan “Riconquistiamo le nostre strade”. La gente ha risposto intonando “Bella Ciao”. Nel pomeriggio, dalle 15, Matteo Salvini sarà in piazza del Duomo per un comizio al termine di un corteo che partirà un’ora prima dai Bastioni di Porta Venezia. Ma a destare maggiori preoccupazione sono il comizio di Casapound in via Beltrami – di fronte al Castello Sforzesco – e la contro manifestazione antifascista con Anpi, Arci, Cgil e centri sociali, che prenderà il via da Largo La Foppa, in zona Moscova.

Al presidio del movimento di estrema destra sono attesi circa 500 militanti tra Milano e provincia e sul palco interverranno il leader nazionale Simone Di Stefano e il candidato governatore in Regione Lombardia, Angela De Rosa. Il corteo antifascista “non ci spaventa – dice il responsabile provinciale di Casapound, Massimo Trefiletti – Non abbiamo la minima intenzione di creare disordini” ma “siamo pronti a difendere i nostri spazi”

La Spezia, incidente sul lavoro: scoppia compressore, morto un operaio

sfogliare news.jpgGabriele Spagnoli aveva 53 anni, stava usando una sabbiatriceIncidente mortale sul lavoro venerdì sera poco dopo le 22 in una ditta di verniciature industriali a Piano di Follo, a La Spezia. Un operaio di 53 anni, Gabriele Spagnoli, residente a Sarzana, stava eseguendo un lavoro di sabbiatura all’interno del capannone industriale quando, per cause in corso di accertamento, è morto. L’uomo indossava una maschera che gli permetteva di respirare durante l’operazione e che era collegata ad un compressore situato all’esterno del capannone che, per cause da verificare, è esploso. Alcuni colleghi hanno sentito il boato e si sono precipitati trovando l’operaio a terra. Vani i tentativi di rianimazione, guidati al telefono dal personale del 118. Tra le ipotesi quella che l’operaio possa essere morto per soffocamento o per una esalazione velenosa, forse collegata all’esplosione del compressore, ma sarà l’autopsia a fare chiarezza. Sul posto i carabinieri che hanno disposto il sequestro dell’officina, i tecnici dell’Asl 5, inoltre 118, Croce Rossa e Vigili del fuoco.

Arezzo, 75enne muore nell’incendio della sua abitazione

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Ferito il figlio di 35 anni: è stato trasportato al pronto soccorso ma non sarebbe in pericolo di vitaUna donna di 75 anni è morta intorno alle 8 di questa mattina, sabato 24 febbraio, in seguito a un incendio scoppiato nella sua abitazione in via Petrarca, nel centro di Arezzo. Il figlio, 35 anni, che viveva con lei, è stato trasportato al  pronto soccorso dal 118. Non sarebbe in pericolo di vita. Secondo le prime informazioni il corpo carbonizzato della donna sarebbe stato trovato vicino a un divano. Ancora da stabilire le cause delle fiamme. A chiedere l’intervento dei vigili del fuoco sono stati i vicini che hanno notato un’intensa nube di fumo fuoriuscire dall’appartamento al secondo piano dello stabile. Sul posto oltre ai pompieri e ai sanitari anche la polizia municipale e i carabinieri.

Bari, avances all’Università: altre due studentesse accusano professore di Giurisprudenza

sfogliare news.jpgContinuano le indagini su Fabrizio Volpe, nonostante 3 richieste di archiviazione. La madre di una studentessa: “Ripercussioni psicologiche”. Indagato per omessa denuncia anche l’ex presideSpuntano altre due studentesse di Giurisprudenza vittime delle presunte avances di Fabrizio Volpe, professore associato di Diritto privato dell’Ateneo barese. La bufera che l’ha investito inizia nell’estate 2015, quando una studentessa poco più che ventenne denuncia ai carabinieri di aver subito “attenzioni particolari” da parte del professore.

Il caso finisce sulla scrivania del pm Antonino Lupo, che apre un fascicolo per concussione e per tre volte chiede l’archiviazione del fascicolo: “Gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Niente da fare per il gip Roberto Oliveri del Castillo, che dispone nuove indagini: così arrivano nuove testimonianze e altre accusatrici, come riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno.

Ed ecco che la madre di una delle altre studentesse avrebbe detto agli inquirenti delle “ripercussioni psicologiche” e dei “rallentamenti nel percorso universitario” subite della figlia, colpevole, anche lei, di aver respinto le lusinghe del professore. Mentre la studentessa che per prima ha puntato l’indice verso Volpe, già nel gennaio 2017, aveva rimarcato: “Continuò a scrivermi e a chiamarmi sino al punto di raggiungerlo nel suo studio privato per parlare di denaro e degli esami in cui doveva aiutarmi”.

Di più. Nel fascicolo della procura  sarebbe finito anche il nome dell’ex direttore del dipartimento di Giurisprudenza, Massimo Di Rienzo. L’ipotesi di reato è omessa denuncia. Perché pur essendo informato delle (presunte) avances di Volpe, da pubblico ufficiale – secondo la tesi accusatoria – non avrebbe informato la magistratura. Anche per lui, tuttavia la stessa procura avrebbe chiesto l’archiviazione per tre volte.

Tutti fatti che dovranno passare al vaglio del nuovo titolare dell’inchiesta, il pm Marco D’Agostino. Sarà lui a decidere se chiedere il rinvio a giudizio o un’altra archiviazione del caso, perché nel frattempo il collega Lupo è stato assegnato alla procura generale di piazza Enrico De Nicola. Dal canto loro, i difensori di Volpe, gli avvocati Aldo Regina ed Elio Addante, “confidano che l’ulteriore corso del procedimento non potrà che accertare l’insussistenza dell’addebito, come già riconosciuto nelle pregresse richieste di archiviazione

Bologna, Casapound esce allo scoperto: “Noi non rinneghiamo il fascismo”

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“E’ una dottrina, non una dittatura. Andrebbero sciolti i centri sociali, piuttosto”. Il leader Di Stefano in un hotel coi suoi candidati: “Qui vogliamo superare il 3%. Se passa lo Ius soli andremo a cercare i parlamentari alla buvette”BOLOGNA – Una decina di blindati chiudono via Boldrini da una parte e dall’altra. Non lo stesso schieramento per Forza Nuova ma comunque una parte di città blindata per l’arrivo del leader di Casapound Di Stefano all’hotel Europa, che parla davanti ad almeno un centinaio di persone: “Il fascismo è una dottrina politico sociale che non è esattamente una dittatura o uno Stato totalitario. Noi non siamo per lo Stato totalitario, non vogliamo sopprimere la democrazia. Ci piace che tutti possano liberamente votare ed esprimersi. Lo Stato che immaginiamo si realizza compiutamente all’interno della Costituzione e della democrazia. Il fascismo non lo rinneghiamo”. E ancora: “Se i traditori della nazione faranno lo Ius soli voleranno le sedie in parlamento e li andiamo a cercare alla buvette”.

Fuori, decine di agenti da una parte e dall’altra, le reti metalliche e pure il mezzo idrante della polizia, quello usato durante il venerdì nero della settimana scorsa, che ha visto la polizia caricare i collettivi (“quattro scemi scappati di casa figli di papà che ci fanno solo pubblicità”, così Di Stefano riferendosi ai centri sociali e agli scontri durante “questa mini strategia della tensione”). “La città è blindata perché esistono centri sociali violenti, anonimi, che con atti criminali cercano di impedire lo svolgimento della campagna elettorale agli altri partiti. Non è nostra responsabilità, ma di chi tiene in vita queste organizzazioni criminali che andrebbero sciolte”.

Dentro l’hotel il leader nazionale di Casapound, affiancato da Filippo Berselli e dal coordinatore regionale Pierpaolo Mora, dice che l’obiettivo in città e in Emilia è di raggiungere e superare il 3%. Promette politiche “per giovani, disoccupati, per fare figli”.

E sulla delibera in discussione in Comune per vietare spazi a chi non rispetta la Costituzione, Di Stefano dice: “Se ci fossero stati gli estremi ci avrebbero sciolto 13 anni fa. Dire che dobbiamo rinunciare al fascismo è anticostituzionale, non lo rinneghiamo. Il Comune può chiederci di rispettare la legge  Scelba o Mancino, non di firmare una vaga dichiarazione di principi. Altrimenti andiamo al Tar”. E mentre Di Stefano parla, la Cgil condanna la presenza di Casapound in città: “Ancora uno sfregio a Bologna antifascista. Un’organizzazione che si ispira ai principi del fascismo è ancora una volta qui, mentre andiamo a Roma per chiederne lo scioglimento perché la Costituzione dice che sono fuori legge!”, scrive la Cgil regionale in un tweet.

Cortei ad alta tensione da Roma a Palermo: sgomberi e contusi a Milano

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Studenti fatti sgomberare dalla polizia a piazza Cairoli. Alcuni contusi. Nella Capitale tre cortei ed un presidio no-vax. Preoccupazione anche nel capoluogo siciliano per il comizio del leader di Forza Nuova Roberto Fiore previsto nel pomeriggio ROMA – Oggi giornata a rischio nelle piazze italiane, da Roma a Milano e a Palermo. Manifestazioni contrapposte tengono in apprensione i vertici del Viminale, dopo i fatti di Torino e di Pisa.

I primi tafferugli si sono registrati a Milano, dove una trentina di studenti che protestavano contro il comizio di Simone Di Stefano di CasaPound in programma nello stesso luogo nel pomeriggio sono saliti su un monumento in piazza Cairoli con uno striscione. Poco dopo è intervenuta la polizia che li ha fatto sgomberare senza caricarli perché la manifestazione non era autorizzata. Il bilancio è di alcuni contusi.Dal ministero dell’Interno l’appello ad “abbassare i toni” di una campagna elettorale invelenita oltre che per lo scontro politico tra le diverse compagini che si presentano alle elezioni del 4 marzo, anche per gli incidenti che si teme possano accadere tra movimenti antifascisti di estrema sinistra e formazioni neofasciste com Forza Nuova.

A Roma, Milano e Palermo il Viminale ha mobilitato migliaia di uomini che, in assetto antisommossa, controlleranno le manifestazioni annunciate per tutta la giornata nelle diverse città.

A Roma tre cortei e un presidio no-vax saranno al centro dei controlli operati dalle forze dell’ordine che hanno vietato l’uso di travisamenti, caschi e bandiere con bastoni. La città è stata passata al setaccio dagli agenti, in particolare nelle zone dove si svolgeranno le manifestazioni, mentre l’intelligence controlla attentamente i social network per anticipare le eventuali mosse di chi potrebbe avere l’intenzione di scatenare la guerriglia urbana.

· PALERMO 
Due cortei previsti nel pomeriggio in centro. Da un lato, alle 16.30, la marcia antifascista, dall’altro alle 18.30 il comizio di Forza Nuova con la presenza del leader nazionale Roberto Fiore. Divieti di sosta e transito in molte zone del centro, blindatissimo fino a questa sera.

Il primo corteo, organizzato da Potere al popolo, partirà alle 16.30 da piazza Verdi e arriverà fino a Palazzo delle Aquile, sede del Comune. Preoccupazione per l’evento previsto per le 18.30 in piazza Croci con l’intervento di Roberto Fiore che ieri ha confermato la sua presenza ma che in caso di disordini potrebbe essere spostato in un hotel.

Ieri il governatore siciliano Nello Musumeci si è detto “seriamente preoccupato per il clima di violenza verbale e purtroppo anche fisica che rischia di riportare Palermo è tutta la Sicilia nelle difficoltà che abbiamo vissuto negli della Prima Repubblica”.

· MILANO
Ieri il sindaco Sala aveva invitato a tenere alto il livello di attenzione: “Siamo attenti, abbiamo fatto un incontro con prefetto e questore, ci saranno momenti di possibile tensione – aveva spiegato a margine di un appuntamento elettorale – Le forze dell’ordine sono pronte, sono stati chiamati più uomini. Richiamo tutti a manifestare ma con civiltà. Non drammatizzo, siamo tutti pronti”.

· ROMA
Due cerchi concentrici di controllo: il primo ai caselli autostradali e lungo le principali vie consolari romane, il secondo nelle varie aree di concentramento, dove verranno utilizzati anche metal detector portatili. La Capitale si prepara alle manifestazioni di oggi con un massiccio piano di sicurezza: in primo piano le misure preventive, che sono già scattate ieri sera.

A lavoro la polizia scientifica, che riprenderà tutte le operazioni di controllo e afflusso, così da acquisire gli elementi utili a identificare i responsabili di eventuali illegalità.

Tra le indicazioni contenute nell’ordinanza di servizio della questura, il divieto di partecipare agli eventi con oggetti contundenti di ogni tipo, aste rigide (ad eccezione di quelle con anima vuota tradizionalmente usate per le bandiere), vestiario utile a nascondere il viso e ogni altro strumento potenzialmente utilizzabile per occultare la propria identità.

Vietati anche caschi, elmetti o cappelli rigidi. Tutti i servizi privilegiano la fase di prevenzione, secondo un modello organizzativo consolidato e adottato anche per le circa 1800 manifestazioni del 2017.

Tutte le iniziative concentrate nel pomeriggio consentiranno di limitare disagi tra le 14 e le 16, orario in cui si stima l’arrivo dei cortei nelle rispettive piazze.

In calendario un corteo organizzato da Anpi e dal Comitato “Mai più fascismi, mai più razzismi”: un evento per il quale sono attese circa 20mila persone. L’appuntamento è per le 13.30 in piazza della Repubblica, da dove partirà il corteo che arriverà in piazza del Popolo risalendo largo di Santa Susanna, via Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti e viale Gabriele D’Annunzio. A piazza del Popolo è stato allestito un palco, su cui si alterneranno letture, musica e interventi. A presentare la manifestazione sarà l’attore Giulio Scarpati.

Si comincerà con due brani musicali dei Modena City Ramblers. Seguirà quindi la lettura, da parte di studenti e studentesse, di lettere e racconti di partigiane e partigiani. Verrà poi trasmesso il videomessaggio della senatrice a vita Liliana Segre. Al termine, ancora letture della Resistenza e quindi l’intervento di Ella, una giovane rifugiata nigeriana. A seguire, un video sulle leggi razziali volute dal fascismo, poi ancora letture e l’intervento finale di Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi. Saranno i Modena City Ramblers con ‘Bella ciao’ a chiudere la manifestazione.

Un altro corteo è stato invece promosso dal sindacato Si.Cobas per l’abolizione del Jobs Act: prevista l’affluenza di circa 4.500 persone con partenza da piazza Esquilino e arrivo a piazza Madonna di Loreto. In programma anche una manifestazione statica, promossa da esponenti del movimento No Vax contro l’obbligatorietà vaccinale, in piazza di Porta San Giovanni dalle 14 alle 18, cui dovrebbero partecipare almeno 10mila persone.

Infine, al Cie di Ponte Galeria è annunciata un’iniziativa promossa da Gruppi Antagonisti contro la normativa vigente in materia di immigrazione. Il piano sicurezza è in vigore dalle prime ore del mattino con controlli rigorosi ai caselli autostradali e sulle vie consolari interessate.

Meteo, arriva il gelo dalla Siberia. Da domenica temperature in picchiata e neve

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Freddo come nel 1985 e 2012. Il Burian avanza a grandi passi verso l’Italia. Nella Pianura padana la colonnina di mercurio nei prossimi giorni segnerà -14 gradi. E per l’inizio di marzo si prevedono grandi nevicate

ROMA – Il freddo siberiano è alle porte e il suo arrivo già si fa sentire. Ma da domenica tutta l’Italia subisce un brusco calo delle temperature a causa del Burian, il vento più gelido che si prepara a sferzare il nostro Paese.

Il maltempo si è già impossessato della Penisola, con neve al Nord e abbondanti piogge al Centro-Sud: gli esperti de iLMeteo.it avvisano che, se fino a sabato il manto bianco copre soprattutto l’Emilia Romagna anche in pianura, da domenica l’ingresso del Burian cambia totalmente la situazione.
Le temperature scendono rapidamente su tutte le regioni, con neve debole ma diffusa in pianura su Piemonte, Lombardia, Liguria, moderata in Emilia Romagna. Entro sera neve fin sulle coste di Marche, Abruzzo, Molise. Neve in Toscana e Umbria fino in pianura, a 500 metri sul Lazio, oltre gli 800 metri al Sud.

Antonio Sanò, direttore di iLMeteo.it lancia l’allerta termica. Il vento gelido siberiano fa precipitare drasticamente le temperature che da lunedì possono misurare valori sottozero o 0° anche di giorno, mentre di notte si scende fino a -10/-14° sulla Pianura padana.

Temperature diurne vicinissime allo zero anche al Centro, e molto al di sotto di notte. Per i primi giorni di marzo, avvisa Sanò, le temperature saliranno un po’,  ma giungerà una perturbazione atlantica che porterà neve abbondante su tutte le regioni settentrionali.

• FREDDO COME NEL 1985 E NEL 2012
Bisogna risalire al 1985 e al 2012 per trovare ondate di gelo simili a quella in arrivo. I meteorologi precisano che per raggiungere il nostro Paese, l’aria gelida compirà una distanza di circa 5.800 chilometri. In alcune zone le temperature toccheranno anche i -35 gradi, addirittura -40. Duro restare all’aperto in molti Paesi europei. All’inizio della prossima settimana a Mosca il termometro segnerà -27 di notte e non supererà i -12 durante il giorno; a Berlino si arriverà a -15 e a -4; a Parigi -8 e 0; a Londra -6 e 1; a Budapest -16 e -5.

• NEVE IN EMILIA, MOLTE SCUOLE CHIUSE
Allerta della protezione civile regionale in Emilia Romagna tutta la giornata. In serata le condizioni meteo sono previste in peggioramento. La situazione più critica riguarda l’area collinare e di montagna compresa tra Rimini e Cesena dove si sono registrati accumuli di neve tra i 20 ed i 30 centimetri.

Alcuni comuni della comunità montana Alta Valmarecchia hanno disposto la chiusura delle scuole. Istituti scolastici chiusi anche a Monghidoro, comune sull’Appennino Bolognese.  Ferrovie dello Stato ha già attivato il piano neve e le squadre sono pronte ad intervenire nel caso di eventuali disagi. Sono in funzione i sistemi di riscaldamento dei binari per evitare gli accumuli di neve.

• IMBIANCATE LE ZONE TERREMOTATE DELLE MARCHE
La neve ha coperto le zone terremotate delle Marche nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Grazie al lavoro dei mezzi spazzaneve e spargisale, non ci sono particolari problemi per la viabilità, a parte alcuni tratti ghiacciati lungo la Salaria. Scuole chiuse a Camerino e San Ginesio (Macerata). A Senigallia (Ancona), la pioggia ha ingrossato il fiume Misa e il Comune ha attivato la radio della Protezione civile per monitorare l’evolversi della situazione, anche se al momento non si registrano particolari criticità.

• ALLERTA IN CAMPANIA
Il peggioramento delle condizioni meteo previsto per le prossime ore ha spinto la Protezione civile della Regione Campania a diramare un avviso di avverse condizioni meteo con conseguente criticità idrogeologica di colore ‘giallo’ valido per 24 ore sull’intero territorio regionale. In Campania sono previsti piogge e temporali anche di forte intensità.

• COLTRE BIANCA IN SARDEGNA
In attesa di Burian, anche la Sardegna batte i denti ed è tornata la neve nei paesi oltre i 700 metri del Nuorese, dove i fiocchi continuano a cadere anche in queste ore. Nei paesi oltre i mille metri, Fonni e Desulo, sono in azione i mezzi comunali per

Pyeongchang, Short track: Fontana bronzo1000 m.

121045525-7a8e34d0-e2d7-4a68-a500-862de8fd9437 La pattinatrice azzurra, già oro in questa edizione dei Giochi nei 1000 metri, ha chiuso al terzo posto PYEONGCHANG –  Arianna Fontana ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pyeongchang nei 1000 metri femminili di short track. Oro alla olandese Suzanne Schulting, argento alla canadese Kim Boutin. Si tratta dell’ottava medaglia olimpica per l’atleta delle Fiamme Gialle e la decima per l’Italia a questa edizione dei Giochi: 3 ori, 2 argenti, 5 bronzi.