Jovanotti ha un edema alle corde vocali: salta il concerto di stasera a Bologna: “Mi dispiace”

BOLOGNA – “Ciao amici di Bologna, sono dal Dott. Fussi a Ravenna temo che dovremo rimandare il concerto di stasera”, scrive Jovanotti sulla sua pagina Instagram: salta la terza data all’Unipol arena, dopo quelle di venerdì e sabato. La conferma arriva poco dal suo management: niente concerto questa sera, e da un nuovo messaggio su Instagram: “Bologna mi dispiace! Recuperiamo il concerto, vi dirò presto quando. Il tour riparte giovedì da Roma”.

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 diagnosi è un piccolo edema alle corde vocali ma se non faccio almeno 3 giorni di silenzio totale e terapia”, precisa Lorenzo sui social network, “il rischio è che poi peggiori ulteriormente. Vi confermo ufficialmente tra poco. E’ la prima volta che mi capita di dover rimandare uno show mi dispiace molto”. 

Bari, una cucciolata di cinghiali a spasso per la città

La foto ispirirebbe anche dolcezza, se non fosse per il fatto che la cucciolata di cinghiali è stata immortalata a spasso per le strade di Bari. Precisamente nel quartiere San Paolo dove da tempo i residenti denunciano i problemi legati all’invasione di cinghiali. Per questo il gruppo Facebook, La Voce del San Paolo, postando la fotografia ha rivolto un invito ironico al sindaco Antonio Decaro e all’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia: “Il 25 aprile ci sarà il battesimo dei nuovi nat

Salvini a Calenda: “Mai con il Pd”. E a Di Maio risponde: “Centrodestra un danno? Rispetti il voto”

La proposta del ministro di un governo di transizione criticata anche da esponenti dem. Gozi: “Accordo non reggerebbe”. Pinotti: “È presto”

ROMA – Parla durante un tappa della campagna elettorale in Molise, Matteo Salvini. Stronca il ragionamento fatto dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda,  in un’intervista su Repubblica su un governo di transizione che coinvolga tutte le forze politiche. E replica irritato ai veti di Luigi Di Maio sul centrodestra. “Io dialogo con tutti, ma l’unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico, mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?”.

Ma il leader leghista se la prende anche con il capo politico dei 5Stelle. “Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori”. E ancora, a muso duro al capo politico M5s. “Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso”.

L’ipotesi di Calenda viene criticata anche da alcuni esponenti del Pd. Come Sandro Gozi, sottosegretario alle Politiche europee, che sottolinea:  “Nessun punto d’incontro possibile tra M5S, Lega e Pd su politica economica, diritti civili, né sul ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo. Ancor meno nel campo delle riforme istituzionali. Questa è la verità! Difficile capire su quali basi un simile accordo potrebbe reggersi”.

E anche la ministra uscente della Difesa Roberta Pinotti boccia l’idea: “No al Pd sull’Aventino, ma è presto per un governo di transizione”, afferma a Circo Massimo su Radio Capital.

Donne venete a caccia di toy boy africani: cibo in cambio di prestazioni sessuali

Donne venete di mezza età che offrono pasti e cibo a ragazzini di colore in cambio di prestazioni sessuali. E’ un nuovo tipo di prostituzione, per il Veneto, quello raccontato dal Gazzettino di Padova, che attraverso le dichiarazioni di un commerciante di piazzale della Stazione e di una signora della zona, mostra la fotografia di una città dove, anche alla luce del giorno, le donne vanno a caccia di gigolò.

 

Il commerciante e la donna hanno dichiarato al Gazzettino che sono numerose le signore di mezza età che a tutte le ore del giorno e della notte si avvicinano a ragazzini di colore che stazionano tra via Cairoti e corso del Popolo. Pare che, per ripagare i ragazzini dalle prestazioni sessuali, le donne diano a questi cibo o offrano loro pasti. Ci sarebbe anche qualche uomo che approfitta di questi giovanissimi gigolò.

Siria, dopo l’attacco è scontro all’Onu tra Washington e Mosca. Gli Usa: “Pronti a colpire ancora”

Siria, dopo l'attacco è scontro all'Onu tra Washington e Mosca. Gli Usa: "Pronti a colpire ancora"

Uno degli “obbiettivi” colpiti dai missili Usa, inglesi e francesi alle porte di Damasco

Riunione piena di tensioni nel Palazzo di Vetro. Il rappresentante di Mosca: “L’attacco in Siria distrugge le relazioni internazionali”, l’ambasciatrice Usa: “Russia usa il potere di veto come Assad usa il sarin”. Bocciata la risoluzione russa di condanna della “aggressione armata occidentale contro la Siria”. Ma dalla Francia segnali distensivi verso il Cremlino

“L’attacco condotto da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria distrugge il sistema delle relazioni internazionali e rischia di destabilizzare tutta l’area”. E’ duro l’intervento del rappresentante permanente della Russia all’Onu, Vasily Nebenzya, al Consiglio di Sicurezza nel Palazzo di Vetro chiesto dalla stessa Russia dopo il raid in Siria. “Noi abbiamo fatto tutto il possibile per evitare queste strategie destabilizzatrici ma nonostante questo gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno ignorato gli appelli di tornare alla ragione” aggiunge il rappresentante del Cremlino.

Durissima la replica americana: “La Russia usa il veto il Consiglio di sicurezza dell’Onu, come il regime siriano usa il Sarin” così l’ambasciatore all’Onu, Nikki Haley, che, con la sua consueta brutalità, ha risposto al collega di Mosca ricordando che il veto è stato utilizzato ben sei volte sul dossier siriano: “Non possiamo permettere – ha aggiunto la rappresentante di Washington – che la Russia getti nella spazzatura tutte le nome internazionali, e consenta che l’uso di armi chimiche non riceva una adeguata risposta”.

Siria, dopo l'attacco è scontro all'Onu tra Washington e Mosca. Gli Usa: "Pronti a colpire ancora"

Ma Haley dice anche altro: “Siamo pronti a colpire di nuovo se la Siria userà ancora armi chimiche”, riferendo il contenuto di una conversazione con il presidente Donald Trump dopo il raid. “Ho parlato stamane con il presidente. Ha detto che se il regime siriano usa gas velenosi ancora una volta, gli Stati Uniti sono pronti ad usare la forza”, dice l’ambasciatrice Usa, “il tempo per le parole è finito. Abbiamo avuto 5 meeting del Consiglio sulla Siria in questa settimana”. La nostra azione “non è una vendetta, né una punizione, né per una simbolica dimostrazione di forza ma abbiamo dato alla diplomazia chance dopo chance. I nostri sforzi risalgono al 2013. La Siria si è impegnata a rispettare la convenzione sulle armi chimiche. Ma come abbiamo visto dallo scorso anno, questo non è successo”, quindi, insiste Haley “il regime siriano, con il ripetuto ricorso alle armi chimiche, ci ha spinto ad agire. Il raid di ieri è un messaggio chiarissimo: gli Stati Uniti non consentiranno al regime di Assad di usare le armi chimiche”.

Siria, dopo l'attacco è scontro all'Onu tra Washington e Mosca. Gli Usa: "Pronti a colpire ancora"

“E’ stato un intervento umanitario, giusto e legale” ha poi affermato l’ambasciatore del Regno Unito presso l’Onu, Karen Pierce. “Il regime siriano ha ucciso il suo stesso popolo per sette anni” e l’uso di armi chimiche “è un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità”, ha affermato Pierce.

E mentre in sede Onu parlavano gli alleati in difesa dei raid, la Siria ha chiesto alla comunità internazionale e al Consiglio di sicurezza Onu tutt’altro, di condannare con fermezza la “brutale aggressione statunitense, britannica e francese che può solo portare a infiammare ulteriormente le tensioni e rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali”. Posizione sottolineata anche da due lettere inviate dal ministero degli Esteri siriano al Segretario generale delle Nazioni Unite e al capo del Consiglio di sicurezza.

E prima di Damasco era stata la stessa Russia a diffondere all’avvio del Consiglio Onu, una bozza di risoluzione che chiedeva la condanna ufficiale dell'”aggressione armata occidentale” contro la Siria. Risoluzione che però è stata bocciata con otto voti contrari, tre a favore e quattro astenuti.

Siria, dopo l'attacco è scontro all'Onu tra Washington e Mosca. Gli Usa: "Pronti a colpire ancora"

All’apertura del dibattito, il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto ai membri del Consiglio di sicurezza di “agire in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e nel quadro del diritto internazionale” quando è questione di “pace e sicurezza”.

Siria, i sostenitori di Assad manifestano in strada dopo l’attaco di Usa, Francia e Regno Unito

Da Bruxelles, nelle stesse ore, è rimbalzato lo statement della Natodopo il meeting del Consiglio nordatlantico a livello di ambasciatori: “Gli alleati hanno espresso il pieno supporto per questa azione mirata a ridurre la capacità del regime siriano di produrre armi chimiche e evitarne l’ulteriore impiego contro il popolo siriano”. E ha aggiunto la nota ufficiale: “Le armi chimiche non possono essere usate con impunità o normalizzate. Sono un pericolo immediato per il popolo siriano e per la nostra sicurezza collettiva”. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha inoltre ammonito il regime siriano “a permettere agli aiuti umanitari di raggiungere la popolazione”, aggiungendo che “Usa, Gb e Francia hanno evidenziato che non c’era altra alternativa praticabile all’uso della forza”.

Controllo anti abusivi a Roma si trasforma in incontro di boxe tra vigile e venditore

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VIDEO

 

 

Momenti di tensione durante un controllo della polizia locale a porta Maggiore, a Roma. In un video girato da un cittadino si vede un immigrato discutere con un vigile mentre si avvicinano altre persone formando un capannello. L’immigrato spintona un agente, tra i due comincia un improvvisato match di pugilato. Alla fine l’immigrato viene bloccato a terra dal vigile con l’aiuto di altri due colleghi. “Siamo in Italia, razzisti” urla un altro immigrato. “Ogni giorno è così” aggiunge un altro. A quanto riferito dalla polizia locale, si trattava di un venditore abusivo che è stato fermato durante un’operazione di controllo e si è rifiutato più volte di fornire i documenti, sfidando gli agenti del GSSU e rifiutandosi di seguirli al Comando. Dopo diversi tentativi l’uomo è stato bloccato “come da prassi” – aggiungono dalla polizia locale – e portato al Comando per l’identificazione. Sarà denunciato per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale. Un vigile, rimasto lievemente ferito, si è recato in ospedale per le cure del caso

Consultazioni, secondo giorno di colloqui. Napolitano: “Compito di Mattarella difficile e urgente”

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Il primo ad arrivare al Colle è stato il capo dello Stato emerito, Giorgio Napoliano. Ora è il turno di Roberto Fico. Il presidente della Repubblica parlerà a fine mattinata. Le decisioni dovrebbero arrivare la prossima settimana. Due le ipotesi: preincarico o mandato esplorativo

ROMA. Tocca ai presidenti di Camera e Senato e al capo dello Stato emerito Giorgio Napolitano. Dopo la giornata di ieri, dedicata ai partiti, è iniziato il secondo giorno di consultazioni, al Quirinale. Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato alle 10.15. “Il compito di Mattarella è estremamente difficile e complesso e nello stesso tempo presenta una sua innegabile urgenza”, ha detto al termine del colloquio. “Siamo tutti accanto al presidente Mattarella nella ricerca di una soluzione”.

Ora il capo dello Stato sta sentendo il presidente della Camera, Roberto Fico, e alle 12 la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Alla fine Mattarella prenderà la parola anche se le decisioni saranno prese,  probabilmente, la prossima settimana. Con la crisi in Siria che rappresenta un forte acceleratore dal punto di vista del Colle.

Quali le ipotesi in campo? Sembra definitivamente tramontata la carta Giorgetti, un’ipotesi cui il Quirinale non pensa. La conferma arriva anche dal fronte leghista con Molteni, neoeletto presidente della commissione speciale, che dice: “Stimo Giorgetti, ma il candidato premier resta Salvini”. Di fronte allo stallo, Mattarella potrebbe affidare un preincarico, con tutta probabilità allo stesso Matteo Salvini, che è l’uomo indicato dalla coalizione di centrodestra. In alternativa, resta ancora in piedi l’ipotesi di una esplorazione da affidare al presidente del Senato Alberti Casellati o anche al presidente della Camera Roberto Fico. Nel primo caso, una mossa di Mattarella  ha il sapore di un avviso ai partiti che non riescono a trovare un accordo: chi riceve il preincarico rischia infatti di bruciarsi, se non trova la maggioranza sufficiente.

Torino, tragedia di piazza San Carlo: arrestati i ragazzi che hanno scatenato il panico

Operazione della questura e della procura di Torino contro le persone sospettate di avere scatenato il panico in piazza San Carlo il 3 giugno 2017 durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League. Si tratta di otto persone per le quali si sta procedendo all’arresto. Secondo quanto si apprende, è un gruppo che tentò di mettere a segno delle rapine spruzzando dello spray urticante. A coordinare le indagini sono il procuratore Armando Spataro e i pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo.

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Un gruppo di giovani che avrebbe commesso altre rapine analoghe con lo spray urticante in grandi raduni pubblici. Sarebbero stati loro, secondo le indagini della polizia e della procura di Torino, a scatenare il panico in Piazza San Carlo la sera del 3 giugno 2017. Alcuni, in base a quanto si apprende, sarebbero di origine extracomunitaria. Il gruppo è stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche nel corso di un’altra indagine: stavano parlando di una collanina, rubata in piazza, del val ore di diverse centinaia di euro

Torino, l’onda umana nel panico di piazza San Carlo

Quella sera 1.526 persone rimasero ferite (una, Marisa Amato, in modo talmente grave da rimanere paralizzata) nella calca provocata da un improvviso fuggi fuggi generale, soprattutto a causa dei cocci di bottiglia rotti, e una donna,  Erica Pioletti di 38 anni, era morta dopo 12 giorni di agonia in ospedale.  “Per noi non cambia nulla: Erika, purtroppo, non ce la restituisce più nessuno”. Angelo Rossi, zio di Erica commenta così l’arresto dei presunti responsabili del caos di piazza San Carlo. “Gli arresti? Non cambia nulla. A giugno saremo a Torino, con i genitori di Erika, per la posa di una targa ricordo”.
Per gli incidenti del 3 giugno sono già state presentate dai feriti anche molte richieste di  risarcimento danniper milioni di euro Nell’inchiesta sulle responsabilità politiche ieri era stata disposta la chiusura indagini: 15 gli indagatitra cui la sindaca Chiara Appendino e l’ex questore Angelo Sanna.

Consultazioni, l’asse Lega-M5s si impantana su Berlusconi. Di Maio chiede passo di lato del leader Fi. Salvini: “No a veti”

Gelo dopo il blitz del leader di Fi che prende il microfono al Quirinale e attacca “chi non conosce democrazia”. Il capo politico M5S: “Non capisco l’ostinazione di Salvini su Forza Italia”. Sulla questione Siria affondo del segretario Pd Martina contro il Carroccio: “Se vuole cambiare alleanze, lo dica”. Alla fine, nell’impasse della giornata spuntano due ipotesi: mandato esplorativo e preincarico.

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ROMA – “La situazione si è complicata. E il tempo a disposizione si sta esaurendo”. Sergio Mattarella constata, con amarezza, che anche questo secondo giro di consultazioni si avvia a concludersi con un nulla di fatto. Si chiude domattina, con le cariche istituzionali, ma oggi sono arrivati i big. Il capo dello Stato ora si prepara a prendere le decisioni che, probabilmente, saranno messe in campo dalla prossima settimana. Se la crisi in Siria non fa precipitare la situazione, imponendo una drastica accelerazione e altre soluzioni. Salvini non vuole rompere con Berlusconi, Di Maio non vuole allearsi con Berlusconi, il Pd non vuole allearsi con nessuno.

Di fronte alla paralisi, Sergio Mattarella si prepara ad affidare un preincarico, con tutta probabilità allo stesso Matteo Salvini, che è l’uomo indicato dalla coalizione di centrodestra, mentre sembra scartata l’ipotesi Giancarlo Giorgetti. In alternativa, resta ancora in piedi l’ipotesi di una esplorazione da affidare al presidente del Senato Alberti Casellati o anche al presidente della Camera Roberto Fico. Nel primo caso, una mossa di Mattarella  ha il sapore di un avviso ai partiti che non riescono a trovare un accordo: chi riceve il preincarico rischia infatti di bruciarsi, se non trova la maggioranza sufficiente. L’esploratore invece darebbe più tempo alle forze politiche. Ma nello Studio alla Vetrata è andata in scena una sorta di tragicommedia nelle consultazioni. I 5Stelle si sono presentati da Mattarella convinti di avere già in tasca l’accordo, visto davano per fatto  un passo indietro di Berlusconi. Ma il centrodestra, poco prima, si era dimostrato compatto dal capo dello Stato, allineati e coperti Berlusconi, Salvini e Meloni: pronti ad aprire a M5S ma senza veti sul leader di Forza Italia e come premier il capo dello Lega. Condizioni inaccettabili per Di Maio che, sorpreso, ha dovuto riscrivere il comunicato che aveva già pronto, ed è rimasto venti minuti nella saletta accanto allo studio di Mattarella per cambiarlo da cima a fondo. Un giallo. Berlusconi, secondo le indiscrezioni, avrebbe cambiato idea nella notte, su suggerimento di Gianni Letta. Ritirando la disponbilità a farsi da parte che aveva invece assicurato poche ore prima.

· IL MOVIMENTO 5 STELLE
“Noi vediamo solo una soluzione per sbloccare questo stallo e investe Silvio Berlusconi: dovrebbe fare un passo di lato”. Le parole del capo politico del M5s, Luigi Di Maio, danno la misura del clima politico dei colloqui alla fine della giornata di consultazioni al Quirinale. Quella che Luigi Di Maio ha censurato per ben due volte come “una battutaccia”del Cavaliere (“Sappiate distinguere i democratici da chi non conosce l’abc della democrazia”) non poteva passare senza replica e il leader M5s la rinfaccia, in pratica, a Matteo Salvini, domandandogli come si possa ancora pensare che i 5 Stelle imbarchino tutto il centrodestra in una maggioranza di governo.

Vero è che “con la Lega c’è una sinergia istituzionale” e che Di Maio ha sottolineato come questo rapporto preferenziale abbia “permesso di rendere operativo immediamente il Parlamento”, e, di più, si riscontri “anche tra i nostri gruppi in uffico di presidenza”, come dimostra l’accordo sul taglio dei vitalizi, oltre alle nomine per la Commissione speciale. Ma “prendiamo atto – ha scandito Di Maio – che ancora una volta Salvini e la Lega ci stanno proponendo uno schema di centrodestra che è di ostacolo”.

Dunque, per Di Maio quella di Salvini è una posizione incomprensibile. “Non comprendo – ha detto – come Salvini e la Lega, davanti alla possibilità di fare partire un governo del cambiamento si ostinino a propinare – questo è stato il verbo scelto – ancora questa coalizione”. Una coalizione “tra l’altro, divisa”.

“C’è solo una soluzione per sbloccare questo stallo e investe Silvio Berlusconi – ha spiegato Di Maio – deve mettersi di lato e consentire la partenza per un governo di cambiamento. Altrimenti l’unica risposta è che non riteniamo possibile un governo del M5s con Fi”.

Più tardi, il capogruppo della Lega al Senato Gianmarco Centinaio ha cercato di rasserenare gli animi: “Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano la posizione della Lega”.

· IL CENTRODESTRA
Il centrodestra, all’uscita, si era affidato ad un comunicato unitario letto da Salvini: un invito “a partire dai 5 Stelle ad un’

Uccide figlia disabile e si spara: non riusciva più a sostenere i costi

Tragedia nel forlivese, l’uomo è in condizioni disperate. Ragioni economiche forse alla base del gesto.

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ORLI’ Ha ucciso con un colpo di pistola la figlia di 45 anni, disabile, per poi rivolgere l’arma contro se stesso, sparandosi al capo, sopravvivendo. E’ successo in mattinata a Meldola, sul primo Appennino forlivese. L’uomo, un pensionato di 73 anni, è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Cesena, in condizioni giudicate disperate.
Sono ancora da chiarire la cause della tragedia. L’ipotesi al momento più probabile sarebbero problemi economici derivanti dai forti costi, forse non più sostenibili, delle cure assistenziali di cui aveva bisogno. Secondo quanto ricostruito, attorno alle 8.30 il padre ha accompagnato la figlia, cerebrolesa dalla nascita a seguito di complicanze durante il parto, sotto casa, in attesa dell’arrivo del mezzo che l’avrebbe accompagnata nella struttura assistenziale che la seguiva. L’ha fatta entrare nel garage e qui ha fatto fuoco, uccidendola sul colp