Vibo Valentia, autobomba a Limbadi. Muore un uomo, grave il padre. Si indaga per ‘ndrangheta

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La vittima era stata candidata alle elezioni comunali. I suoi terreni erano confinanti con quelli della sorella del boss Mancuso e c’erano state liti. Gli inquirenti: “Cosche alzano il livello”

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LIMBADI (VIBO VALENTIA) – Un boato che squassa il silenzio della campagna vibonese. E poi le fiamme, che rapide divorano l’auto. È morto così Matteo Vinci, candidato alle ultime elezioni comunali, ucciso oggi pomeriggio da un’autobomba che mani anonime hanno piazzato sotto la sua auto a Cervolaro, nei pressi di Limbadi, nel cuore dell’entroterra vibonese. Con lui era presente il padre settantenne, rimasto ferito nello scoppio e attualmente ricoverato in ospedale. Vinci invece non ce l’ha fatta. Secondo le prime ricostruzioni, l’ordigno gli avrebbe fratturato le gambe, impedendogli di uscire dall’auto, nel giro di pochi minuti completamente consumata dalle fiamme. A dare l’allarme è stato il padre dell’uomo, che dopo l’esplosione ha chiamato la moglie chiedendole di avvertire i soccorsi. Sul posto sono immediatamente arrivati i Vigili del fuoco e i carabinieri. E i primi rilievi non hanno lasciato dubbio alcuno.

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A far esplodere l’auto, una Ford Fiesta a metano, non è stato un malfunzionamento nell’impianto di alimentazione, ma una bomba. Un messaggio chiaro. Un messaggio di ‘ndrangheta. Per questo sul posto è immediatamente arrivato il pm Mancuso, della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha preso in mano il coordinamento delle indagini. Per ore sul posto sono andati avanti i rilievi e gli accertamenti dei tecnici e degli artificieri, mentre gli investigatori sono riusciti a fare solo qualche domanda all’anziano rimasto ferito, prima che venisse trasferito nel centro grandi ustioni. Per un interrogatorio più approfondito, bisognerà attendere i prossimi giorni. Da lui, sperano di poter ricavare qualche elemento utile riguardo il possibile movente o il mandante di un attentato dal significato inequivocabile. Ex rappresentante di medicinali, Vinci non era mai incappato in indagini di mafia. Aveva qualche precedente, ma solo per una banale rissa. Ma con il potentissimo clan Mancuso ha finito per averci a che fare. Sara Mancuso, sorella dei boss dell’omonimo casato mafioso, è proprietaria degli appezzamenti di terreno confinanti con il suo campo e secondo alcune fonti, su quelle poche zolle che i Vinci avevano nelle campagne di Cervolaro gli uomini del clan avevano messo gli occhi. Ma i Vinci non avevano intenzione di cedere. Frizioni che nel tempo sono aumentate di intensità.

Nel novembre 2017, una lite fra il padre e i vicini è degenerata. L’anziano è stato ferito gravemente con un’arma da taglio, da lì è nata una lite che ha fatto finire dietro le sbarre sia Vinci, sia Sara Mancuso. Entrambi sono stati poi rilasciati ma il caso è finito all’attenzione della procura antimafia. Se tali trascorsi siano da ricollegare all’attentato di oggi però non è dato sapere.  Al momento nessuno si sbilancia. Da tempo l’intero vibonese è una polveriera dai contorni ambigui. Nella zona, gli equilibri dei clan stanno cambiando. Registi da sempre dell’architrave del sistema criminale, i Mancuso stanno a guardare mentre nell’ala operativa della feroce ‘ndrangheta vibonese i nuovi assetti si forgiano nel sangue delle faide. Solo nell’ultimo mese, la procura antimafia di Catanzaro è stata costretta per tre volte a procedere con dei fermi per impedire che venissero commessi degli omicidi. Ma l’intera provincia, da sempre fucina di killer giovani e spietati, rimane in ebollizione. Sfrontate, ci sono nuove leve che cercano spazio e senza paura si fanno largo sullo scenario criminale. Ne fanno le spese i clan rivali, ma anche chi alla ‘ndrangheta cerca di resistere e oggi vede i pochi simboli di resistenza oltraggiati da mani anonime. È successo alla stele commemorativa eretta per ricordare Filippo Ceravolo, diciannovenne ucciso per errore nel corso di un agguato. La notte scorsa qualcuno l’ha intenzionalmente danneggiata. Anche questo – si commenta in ambienti investigativi – è un messaggio inequivocabile. Tutti episodi che hanno spinto il prefetto Guido Longo a convocare d’urgenza un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica

Roma, uno scooter su 5 ko per le buche: 230 mila incidenti

Il Codacons: 80mila centauri su 400mila denunciano danni. Nuove strade off limits per moto e automobiliSale ancora la conta dei danni sulle strade groviera della capitale. Le “vittime”, insieme agli automobilisti rimasti con le gomme a terra, sono i centauri: lo slalom tra le buche o le frenate improvvise sui dissesti stradali non li hanno salvati da cadute e incidenti. Come confermano i dati raccolti dal Codacons: 80mila su 400mila hanno denunciato danneggiamenti. Pari a uno su cinque. Anche in questo caso, si tratta di pneumatici forati e danni alla carenatura della motocicletta. Per i motorini invece non hanno avuto scampo parabrezza e portapacchi.

“Ero a bordo del mio scooter e stavo procedendo in viale Medaglie d’Oro e avevo appena superato Piazza della Balduina”, denuncia Lorenzo Foschini, uno dei motociclisti che si è rivolto all’associazione dei consumatori: “Avendo una macchina davanti non ho potuto evitare la voragine sull’asfalto. Sono letteralmente saltato con tutto lo scooter sopra la buca e sbalzato dalla sella, sono finito a terra. Dietro di me – prosegue – c’era un bus e solo per miracolo non sono stato investito. Fortunatamente non ho riportato danni fisici seri ma il cerchione posteriore è andato distrutto nella caduta. Il risultato? Un ginocchio dolorante e il motorino dal meccanico per tutta la settimana”.

Non va meglio per gli automobilisti: il numero degli incidenti causati dalle condizioni dell’asfalto è già a quota 230mila. Con una media di veicoli incidentati pari a 1 su 10. Cifre preoccupanti tanto che l’associazione di categoria ha subito chiamato in causa il Comune per le richieste di risarcimento danni inviandone lo scorso marzo 850. Mentre in città la circolazione è ancora rallentata tra chiusure, restringimenti di carreggiata e limiti di velocità contenuti sulle strade più disastrate. In attesa che venga attivato il ” piano Marshall” delle buche annunciato dal Campidoglio all’indomani dell’ondata di maltempo che aveva scaricato sulla capitale neve e pioggia. Circa 17 milioni di euro da spalmare sulle strade ammalorate. tirinnanzi Pier francesco

I tempi di attivazione però sono lunghi e le chiusure continuano a macchia di leopardo in diversi quadranti. Da ieri mattina si viaggia a passo d’uomo per un restringimento di carreggiata in via Tuscolana, all’altezza del civico 495, per un dissesto stradale. E sempre per la presenza di buche resta chiusa via Isacco Newton in direzione di via dei Colli Portuensi. Off limits pure Circonvallazione Appia, all’altezza di via Marco Tabarrini, per la maxi voragine che si è aperta lo scorso 22 marzo. Problemi di viabilità anche sulla via Cristoforo Colombo all’altezza della via Pontina dove domenica notte si è rotta una conduttura idrica. Tecnici sono ancora a lavoro per accertare le cause del danno e ripristinare la viabilità. Da ieri mattina il divieto di accesso invece è scattato in via Ercole Bombelli al Portuense: pure qui per la rottura di una condotta ma i residenti sono rimasti anche senza acqua.

Ma la situazione non migliora sulle consolari che collegano la capitale con i comuni limitrofi. Lo scorso venerdì il Codacons ha depositato un esposto alla Procura di Roma e alla Corte  dei Conti contro l’Anas: l’Ente nazionale per la gestione delle strade incaricata della manutenzione ordinaria e straordinaria. Dalla via Tiburtina, alla Flaminia, all’Aurelia, alla via Salaria fino al Gra i pendolari in entrata e in uscita dalla città riportano un bollettino di guerra tra voragini e cedimenti del manto stradale. Se in tempi brevi non partiranno gli interventi di manutenzione, è già pronta la richiesta al Tar di un commissario straordinario.

Primo giorno di consultazioni: Mattarella prova a risolvere il rebus governo

Al via stamattina i colloqui tra il Presidente della Repubblica e i rappresentanti delle forze politiche per tentare di risolvere una delle crisi più complicate nella storia della Repubblica tirinnanzi pier francesco commercialista 

ROMA – La prima a varcare la porta dello Studio alla Vetrata, ed è anche la prima volta nella sua carriera politica, è stata questa mattina alle 10.30 la neopresidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. Al via al Quirinale le consultazioni-rebus per tentare di risolvere una delle crisi più complicate nella storia della Repubblica.

Una “sfilata” in 48 ore, che si chiude domani pomeriggio con i 5Stelle, aperta come di consueto dai vertici istituzionali. Un’ora di colloquio della Casellati con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

REP: Veti incrociati e formule non praticabili

Fuori, nella Loggia d’Onore una folla di giornalisti e troupe tv, 400 gli accreditati, anche in questo caso cifre record. “Uno strappo tra Lega e Forza Italia è impossibile. Uno stallo sarebbe una sconfitta per tutti”, così secondo la presidente del Senato, che in un’intervista evidenzia i rischi del momento. Elisabetta Alberti Casellati si augura che prevalgano “Il dialogo e il buon senso istituzionale, in questo modo si possono trovare soluzioni condivise e utili al Paese”. “Siamo”, aggiunge “di fronte a uno scenario inedito”.

Dopo la numero uno di Palazzo Madama, è il turno del numero uno di Montecitorio: alle 11.30 ecco Roberto Fico, un altro debuttante nell’alto ruolo di presidente della Camera, anche lui eletto da una maggioranza centrodestra-grillini. tirinnanzi pier francesco commercialista 

Da prassi, i presidenti del Parlamento non rilasciano dichiarazioni ai microfoni all’uscita dal colloquio con il capo dello Stato, per rispetto del proprio ruolo superpartes.

Terzo appuntamento della mattinata, alle 12.30, con il presidente emerito Giorgio Napolitano, senatore a vita e di diritto, che lo Studio alla Vetrata lo conosce assai bene: dall’altra parte della scrivania, rispetto a quella in cui prende posto questa mattina, ha dovuto gestire lui nell’arco di nove anni alcune e difficili consultazioni del passato (come quella del 2013, tre mesi tormentati prima di arrivare al governo Letta, dopo il fallimento di Bersani).

Quanto alla crisi di oggi, il presidente emerito ha detto chiaramente come la pensa aprendo la prima seduta del Senato, il 23 marzo scorso: un duro atto di accusa al Pd di Renzi, sconfitto secondo Napolitano perché “l’autoesaltazione dei risultati raggiunti non ha evidentemente convinto il Paese”. Le urne hanno invece premiato “forze di radicale contestazione, di vera e propria rottura rispetto al passato, con i partiti tradizionali avvertiti come lontani e chiusi, le loro certezze e aspettative sono state travolte”. Valutazioni che l’ex capo dello Stato non può che ribadire al suo successore al Quirinale, al quale rivolge “fiducia e stima” per il compito che l’attende.

Nel suo discorso al Senato, Napolitano non si era limitato all’analisi del voto, ma aveva lanciato anche alcune indicazioni politiche. Spiegando che a suo giudizio “occorre comunque corrispondere alle scelte del corpo elettorale e delineare la strada per il prossimo futuro del Paese”. Per aprire, nell’attuale scenario, nuove prospettive al Paese “sono insieme essenziali il rispetto della volontà popolare e il rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica”.

Dopo Napolitano, le consultazione al Colle riprendono alle 16.30 con il gruppo parlamentare delle Autonomie. Quindi, un altro “ritorno”: quello dell’ex presidente del Senato Pietro Grasso, stavolta come coordinatore di Liberi e Uguali, che fa parte della delegazione del gruppo misto di Palazzo Madama guidata da Loredana De Petris.

In delegazione anche il socialista Nencini

ed Emma Bonino (per +Europa).  A chiudere la prima giornata, la delegazione di Fratelli d’Italia, capitanata da Giorgia Meloni. Verrà domani però il momento della verità: salgono al Colle il Pd, Forza Italia, la Lega e i 5Stelle.

Maratona di Roma, 14mila i runner da ogni parte del mondo

L’appuntamento è per domenica 8 aprile, oltre 14.000 runner provenienti da 131 nazioni correranno la 24esima edizione della Acea maratona di Roma, la 42 chilometri con il percorso più affascinante al mondo secondo le classifiche di gradimento stilate negli anni dalle princip ali riviste di settore internazionali.

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La partenza della gara sarà a onde. Dopo la partenza dei disabili in wheelchair (ore 8.35), scatterà la prima tranche di partecipanti alle 8.40, la seconda alle 8.45 e la terza alle 8.52. Il tempo limite per chiudere la gara è di 7 ore e 30 minuti e grazie ai 96 pacemaker provenienti da 12 regioni del Dream Team Mdr per 15 fasce di tempo differenti, dalle 2 ore e 50 minuti alle 7 ore e 30 minuti, tutti potranno finire la maratona centrando il proprio obiettivo. Sarà presente, come da tradizione, anche la sezione fitwalking per i camminatori.

Il percorso dell’Acea maratona di Roma 2018 è uguale a quello dello scorso anno, con oltre 500 siti di interesse storico, archeologico e architettonico toccati dal tracciato. Un percorso unico al mondo, come testimonia la conferma del patrocinio ricevuto dell’Unesco. Via dei Fori imperiali sarà sempre teatro dei due momenti più emozionanti della maratona: partenza e arrivo.

Saranno entrambe all’altezza del foro di Traiano-Campidoglio: la partenza in direzione di piazza Venezia, via del Teatro Marcello, l’arrivo invece da via IV novembre-piazza Venezia, dunque fronte Colosseo. Il tracciato, mediamente scorrevole, contempla 70 cambi di direzione (nessuna curva a gomito) e circa 7 chilometri di sampietrini. Il percorso tocca quasi tutti i punti più importanti e famosi di Roma e i tre luoghi di culto più noti della capitale: basilica di San Pietro, sinagoga e moschea.

Nei giorni precedenti e successivi dell’evento, grazie al progetto archeorunning saranno organizzati, con guide esperte di storia romana, diversi appuntamenti di corsa in alcuni punti del percorso.

L’Acea maratona di Roma sarà trasmessa in diretta su Raisport dalle 8.30 Alle 12.00
Katherine Kelly Lang, ovvero la Brooke Logan di Beautiful, ha annunciato oggi che, a causa dello spostamento di date delle riprese di alcune nuove puntate del serial tv, non potrà partecipare. L’attrice californiana si era iscritta due mesi fa e si era allenata per chiudere la gara insieme al suo compagno Dominique Zoida. “Purtroppo la produzione ha anticipato le date delle riprese- ha scritto agli organizzatori- e non potrò essere a roma. Mi spiace perchè ci tenevo molto e cercherò di essere al via nel 2019”.

 

Regione Lazio, consiglio al via primo test per Zingaretti: 5S e FI litigano sui nomi

il pd Leodori presidente. I due vice: un grillino e un azzurro. Ma nei partiti è rissa. Nel Movimento sfida Porrello-Corrado

L’anatra zoppa, partorita dal voto del 4 marzo, sarà in grado di prendere il largo alla Pisana? L’inner circle del presidente Zingaretti – atteso al primo test della non- maggioranza in consiglio regionale, dove i vincitori sono 24 contro i 26 degli sconfitti – è convinto di sì. E non solo per via della fiducia a tempo, un anno con verifica semestrale, accordata dal M5S più per ragioni nazionali che locali. Domattina, allorché l’XI legislatura verrà inaugurata con l’elezione dell’ufficio di presidenza, il compromesso raggiunto con le opposizioni sui nuovi assetti dell’aula non dovrebbe riservare sorprese.

Frutto di una spartizione che, a differenza del passato, prevede in seno al massimo organo consiliare la parità assoluta tra la coalizione di governo e le due principali forze di minoranza: 3 componenti ( tra cui il presidente) saranno espressione del centrosinistra; gli altri 3 a ndranno al centrodestra e al M5S, che per la prima volta otterranno entrambe le vicepresidenze.

Ma se su numeri non dovrebbero esserci problemi – al netto delle incognite insite nello scrutinio segreto – a 24 ore dal voto a ballare sono ancora i nomi. Colpa delle risse che stanno dilaniando tutti i gruppi politici, nessuno escluso. Chiamati oggi a riunirsi, ciascun per sé alla Pisana, per tentare di dirimere gli ultimi nodi.

A scatenare le tensioni interne, la lotta tra correnti. Particolarmente vivaci nel M5S, dove per la vicepresidenza correvano sia Devid Porrello (fedelissimo di Roberta Lombardi), sia la dimaiana Valentina Corrado. Ebbene, per imporre il primo, alla vigilia di Pasqua il gruppo ha deciso di contarsi: ha vinto Porrello 7 a 3. Ma la Corrado – che alle urne è risultata la più votata dopo la candidata presidente, mentre l’altro è entrato in consiglio per il rotto della cuffia, appena 14 voti a separarlo dal primo dei non eletti – non si è arresa e ha chiesto la protezione del capo politico del Movimento. Tuttavia in ben altre faccende ( di governo) affaccendato. Domani si saprà chi l’ha sputata.

Copione simile dentro il centrodestra. Dove per la poltrona da numero 2, che spetta a FI, si fronteggiano Adriano Palozzi (anche lui il più votato degli azzurri, vicino a Gasparri) e Giuseppe Simeone ( sponsorizzato dal coordinatore regionale Fazzone per conto di Tajani). Il borsino vuole favorito quest’ultimo, ma vedi alla voce 5S: tutto può ancora succedere. Una battaglia che probabilmente finirà per incidere anche sulla partita per il segretario d’aula, uno dei quali spetta al centrodestra. In lizza per i berlusconiani ci sono Aurigemma e uno degli sconfitti tra Palozzi e Simeone, ma FdI sta puntando i piedi per il suo Giancarlo Righini.

A ogni modo, in quanto a fratelli- coltelli, non è che il Pd sia da meno. Se infatti sul presidente del consiglio regionale non c’è questione – l’uscente Daniele Leodori succederà a sé stesso, forte del record assoluto di preferenze: 18.661 – la diatriba verte sull’unico segretario d’aula che spetta ai dem: l’altro di centrosinistra essendo già ipotecato dal civico Quadrana. Il problema è che in ufficio di presidenza, causa quote rosa, serve una donna.

Che però le opposizioni non hanno indicato. Ed ecco allora spuntare il nome di Michela Di Biase, proposta da Leodori, franceschiniana come lui. Ma i renziani, che su quella casella volevano Eugenio Patanè, si sono messi di traverso. E potrebbero avere meglio soltanto se la grillina Corrado dovesse infine vincere la contesa interna sul maschio rivale. Molto più di un’ipotesi se la sua amica Virginia Raggi decidesse di darle una mano, assestando con un sol colpo un doppio schiaffo: a Lombardi e Di Biase.

Dalle stampanti 3D al robot umanoide: ecco i Millennials che ripensano il mondo

Globetrotter, digitalizzati, poliglotti, connessi tra loro e col mondo circostante. Sul palco dello Spazio D del Maxxi di Roma insieme a Riccardo Luna si sono avvicendate quindici storie di giovani innovatori. Perché c’è una generazione under 30 che sta provando a disegnare il futuro con la forza della condivisioneROMA – Paradossalmente la diciannovesima edizione di Repubblica Next, ovvero della maggiore età, è stata quella che ha portato sul palco più ragazzi under 18. Perché in scena è andata la Millennials Generation, quella poliedrica fascia anagrafica compresa tra i 16 e i 30 anni. E quindi di conseguenza molti teenager hanno raccontato le loro storie di futuro.

Ecco allora i giovanissimi innovatori. Che sono anche generatori di cambiamento, agevolatori di una rivoluzione che si declina grazie anche alle lenti del digitale e che fa rima con partecipazione, futuro, rete. Un po’ pionieri, un po’ globetrotter e molto altro ancora. In fondo Umberto Veronesi li apostroferebbe come rompiscatole. Degli adorabili rompiscatole under 30. Si sono avvicendati giovedì 9 giugno nello Spazio D del Maxxi di Roma, all’interno della Repubblica delle Idee. L’incontro, curato e condotto da Riccardo Luna, è stato tutto incentrato sulla generazione in grado di cambiare il mondo, nonostante le ultime ricerche, come quella del Guardian, li definiscano scoraggiati e rassegnati.

RepIdee, parlano i ragazzi: “Next, la Repubblica degli innovatori” – Integrale

E invece ecco questo giovanissimo esercito di globetrotter, digitalizzati, poliglotti, connessi tra loro e col mondo circostante, incollati a consolle di gioco di ogni sorta, spesso dipendenti da smartphone e tablet e poco dipendenti dal lavoro (anche se sono grandi lavoratori multitasking): un viaggio in una popolazione – si tratta di 11,2 milioni di individui in Italia – che ha qualcosa da raccontare anche ai più grandi e che lo sta facendo sfruttando le leve dell’innovazione. Sul palco spazio a ricercatori, makers, startupper, progettisti, sviluppatori di app e di videogiochi, musicisti, sportivi, artisti, aggregatori di nuovi spazi e nuovi modi di pensare la vita, il lavoro, la comunità.

Così con il nuovo Next, Riccardo Luna ha stilato una specialissima classifica di innovatori, declinando per l’Italia la già celebra short-list della testata statunitense Forbes con la sua ”30under30”, ovvero le giovani eccellenze che si annidano nei vari campi dell’innovazione. Una classifica tutta made in Italy. Di quell’Italia che sta ripensando il mondo, provando a disegnare il proprio futuro.

Dalla prof Erasmus agli studenti creatori di robot. La prima ospite a salire sul palco del Next – per la prima volta nella storia fruito anche in 3D grazie ad una specialissima proiezione – è stata Sofia Corradi, la professoressa che trent’anni fa inventò l’Erasmus, rivoluzionando il sistema formativo delle università in Europa e nel mondo. Perché di fatto grazie all’Erasmus sono partiti oltre tre milioni di studenti dall’Italia.

RepIdee, parlano i ragazzi: “Next, la Repubblica degli innovatori” – Integrale

A seguire poi Valeria Cagnina e Leonardo Falanga: insieme hanno creato un robot a distanza. Sul palco anche la storia di Marcello Mandaradoni: classe 1997 e nato a Vibo Valentia, all’esame di scuola superiore ha portato una tesi su una mano robotica interattiva chiamata RoboHand, formata da parti meccaniche e circuiteria di contorno. Nel talk un’altra mano robotica, firmata stavolta dall’Istituto Italiano di Tecnologia e da uno squadra di campioni: tra questi il ventiseienne Niccolò Boccardo, che lavora da due anni ad una mano protesica poliarticolata per amputati. Nell’ambito delle protesi mioelettriche è il primo dispositivo sviluppato made in Italy, basato sul concetto di tendini proprio come la mano umana.

Ragazze Millennials fuori dal comune. Al Next la storia di Chiara Russo, co-fondatrice di Codemotion, la più grande conferenza tecnica in Europa con un network internazionale di oltre 40.000 developer. Chiara ha raccontato come oggi la professione del coding, quindi la programmazione tecnica, si declini al femminile grazie ad una nuova generazione di giovani donne ingegneri. Con Lucrezia Bisignani abbiamo sentito la sfida di una ventiquattrenne globetrotter che ha un obiettivo chiaro e ambizioso: riuscire a far leggere e scrivere 250 milioni di bambini nel mondo. Lucrezia infatti è un’imprenditrice sociale: dopo aver frequentato la Singularity University alla NASA in Silicon Valley ha ideato e oggi guida Kukua, startup che sviluppa soluzioni mobile per combattere l’analfabetismo in Africa.  Dallo scrivere sul proprio smartphone ad una trilogia che è diventata un caso letterario nel mondo, facendo il giro della rete: al Next la storia di Cristina Chiperi, sedicenne social-scrittrice con la trilogia ‘My Dilemma is you’ edito da Leggereditore.

Sempre al tema dell’Africa è dedicata la sfida di Crowd4Africa, idea che nasce da alcuni studenti e genitori dell’Istituto Massimo di Roma che si sono ritrovati a scuola il sabato per costruire stampanti 3D open source. Ne hanno fatte sessanta. E da qui nasce il progetto Crowd4Africa, che si basa sul donare a due ospedali africani  sistemi che possano creare oggetti essenziali e protesi dalla plastica riciclata.

Startup (e bici) che passione! Al Next le storie di imprenditoria che corre in rete. Valerio Pagliarino, sedicenne di Nizza Monferrato che è riuscito a portare la fibra ottica anche nei paesi isolati. E tutto questo attraverso comunicazioni ottiche sulle linee AT. E poi Daniele Ratti, ventiquattrenne di Lecco: appena maggiorenne s’è inventato un software di fatturazione online adatto a persone poco esperte. Da questo bisogno è nato Fatture in Cloud, che oggi conta settantamila imprese registrate ed è leader del settore in Italia.
E ancora Guk Kim, ventottenne e già a capo di Citymapper in Italia: si tratta di una app ideale per la mobilità cittadina perché agevola gli spostamenti urbani, inserendo informazioni su tram, autobus, metropolitana e treni.
E poi Francesco Nazari Fusetti: a vent’anni fonda ScuolaZoo, una delle community studentesche più innovative, con un fatturato di 3,5 milioni di euro. Poi a ventisei anni accende CharityStars, piattaforma digitale che raccoglie fondi per le associazioni: si tratta di una non-profit che vende all’asta oggetti e incontri con personaggi famosi e aziende.

E dagli startupper giovanissimi a quelli ancora più giovani, grazie al progetto d’eccellenza Junior Achievement, in Italia presente con una rete a cui partecipano ogni anno più di 800 scuole e che ha coinvolto nel 2015 3.500 insegnanti, più di 220.000 studenti con le loro famiglie e 3.000 volontari d’azienda e una task force di 30 aziende. Un progetto di costituzione di impresa che al Next ha presentato ‘Sottosopra’,  un cassetto semimobile dotato di serratura a doppia chiave che, inserito sotto al banco, ne diventa parte integrante, fornendo allo studente uno spazio dove riporre i propri oggetti. L’idea è stata degli studenti dell’Istituto Magistrale Elena Principessa di Napoli a Rieti.

La serata è stata chiusa con un giovanissimo campione paralimpico, trionfatori sulle due ruote e nella vita. Si tratta di Andrea Pusateri, ventitreenne di Monfalcone. A tre anni e mezzo ha avuto un incidente alla stazione di Monza: la mamma per cercare di salvarlo ha perso la sua vita. Andrea ha perso lui le due gambe, e la sinistra gli è stata reimpiantata. Con la bicicletta ha conseguito vari successi nell’ambito del paraciclismo, tra cui tre partecipazioni ai mondiali, nove titoli italiani, la vittoria in Coppa del Mondo a Maniago. “La chiave per vincere è sorridere sempre: avere un approccio positivo alla cita che è comunque meravigliosa”, ha detto Andrea. Una lezione di vita. E la sua voglia di vivere ha contagiato tutta la platea e la ret

Migliaia di fedeli in piazza San Pietro per la messa di Pasqua. Il Papa: “Annuncio di Dio è una sorpresa”

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Migliaia di fedeli in una piazza San Pietro blindata per assistere alla messa di Pasqua celebrata dal Papa e ricevere la benedizione ‘Urbi et Orbi’. La piazza è stata trasformata in un grande bellissimo giardino dai florovivaisti olandesi che hanno inviato per l’occasione in Vaticano 50 mila piante e innumerevoli inflorescenze, come è ormai tradizione. Presenti 300 sacerdoti, 150 vescovi e 25 cardinali. “L’annunzio che il Signore è risorto, fin dai primi tempi dei cristiani, andava di bocca in bocca: era il loro saluto”, ricorda il Pontefice. E questo annunzio “provoca sorpresa: gli annunci di Dio sono sempre una sorpresa, perché il nostro è il Dio delle sorprese, fin dall’inizio della storia della salvezza. Dio non sa fare un annunzio senza sorprenderci – osserva – toccandoci il cuore proprio lì dove non te lo aspetti: per dirla con il linguaggio dei giovani, la sua sopresa è un colpo basso”.

Roma, ecco la strada della vergogna: ricoperta di rifiuti, sembra una discarica

Estrema periferia sud-ovest di Roma, all’incirca cinque chilometri fuori dal Gra: un’auto percorre quella che un tempo era una strada di campagna e ora è un interminabile susseguirsi di immondizia. Via di Ponte Malnome è stata ribattezzata dai residenti della zona “la strada della vergogna” e il video spiega bene il perché: è una discarica a cielo aperto, dove viene scaricato abusivamente di tutto, anche in pieno giorno

Roma, fumano crack in mezzo ai rifiuti

1505660505-video-san-lorenzoA Roma, nel quartiere di San Lorenzo, alcuni residenti hanno girato un video in cui si vedono due giovani che fumano crack dietro ai cassonetti, accanto a un ristorante.

Ora, a Roma, si fuma crack in pieno giorno. Succede nel quartiere di San Lorenzo dove alcuni residenti hanno girato un video, pubblicato da Leggo, si vedono due giovani che fumano crack dietro ai cassonetti, accanto a un ristorante.

 

Caso Marra, ex funzionario Campidoglio indagato: doveva deporre in difesa ex braccio destro Raggi

di Michela Allegri
La procura ha iscritto sul registro degli indagati Errico Stravato, ex dirigente del dipartimento Urbanistica del Campidoglio, per concorso in corruzione insieme all’imprenditore Sergio Scarpellini. Questo pomeriggio in aula nel corso dell’udienza a carico di Raffaele Marra, l’ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi, imputato per corruzione insieme al Scarpellini, Stravato avrebbe dovuto deporre proprio in difesa di Marra.

Il manager, però, ha ricevuto sempre questa mattina un avviso di garanzia: è indagato in un procedimento connesso, insieme a Scarpellini, per concorso in corruzione. La pm Barabara Zuin procede nei suoi confronti e in quelli di altri politici e dirigenti pubblici che avrebbero ricevuto da Scarpellini denaro e altre utilità, probabilmente in cambio di un tornaconto.