Distrugge la Ferrari appena ritirata dal concessionario

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In Cina, nella città di Wenling, una signora ha noleggiato una Ferrari 458 del valore di oltre mezzo milione di euro ma pochi metri dopo essere uscita dalla concessionaria ha perso il controllo della vettura distruggendola. Subito prima di partire l’incauta guidatrice si è anche fatta un selfie postato su Facebook con il commento: « Per la prima volta al volante di una Ferrari. È davvero bellissimo». Le immagini dell’incidente sono state riprese da una telecamera di sorveglianza. La donna è rimasta ferita nell’impatto, ma non è grave. (Video: YouTube)

Festino con droga e trans, corre nudo sull’Aurelia

L’uomo individuato all’alba in corso Mazzini dalla polizia mentre spingeva il suo scooter. Denunciato per atti osceni

Spingeva lo scooter sull’Aurelia, all’alba, come mamma l’ha fatto. Un passante ha segnalato alla polizia quel nudista improvvisato dall’incedere incerto e l’intervento di una pattuglia ha portato alla luce la cronaca di una notte brava finita male. I fatti sono avvenuti intorno alle sei e mezza di ieri mattina in corso Mazzini. Lo «scooterista adamitico» si trovava sul rettilineo dei Tre Ponti quando gli agenti, imbarazzati, lo hanno intercettato. Non solo non aveva nulla addosso, ma mostrava i postumi dell’assunzione di stupefacenti e aveva ecchimosi sul volto e non solo.

Una volta in commissariato è venuto alla luce il resoconto della nottata. L’uomo, 44 anni, origini lombarde ma domiciliato a Bordighera, aveva contrattato un incontro con un transessuale italiano, uno di quelli che si prostituiscono alla Vesca, al bivio tra l’Aurelia e la strada per Poggio. Sono andati a casa, hanno assunto cocaina, poi hanno fatto quello che dovevano, poi sono caduti in un sonno profondo. Al risveglio qualcosa non è andato per il verso giusto. È nato un diverbio, poi si è passati dalle parole ai fatti e ad avere la peggio è stato il cliente della notte «caliente». Ha preso tante botte (il referto del pronto soccorso riporta una decina di giorni di prognosi).

Allora è scappato, lasciando tutto in quella casa. Vestiti, documenti, anche le chiavi dello scooter. Annebbiato dalla droga, e dal resto, se ne è andato via spingendo il ciclomotore, forse sperando nell’aiuto in qualcuno di passaggio. Invece è arrivata la polizia ed è venuta alla luce la storia di quella nottata estrema.

Al termine degli accertamenti lo hanno denunciato per atti osceni in luogo pubblico (reato depenalizzato, in pratica una multa) e segnalato alla prefettura di Imperia come assuntore di stupefacenti. I poliziotti sono anche andati a casa del transessuale, 39 anni, italiano, dove hanno recuperato i vestiti del cliente e gli effetti personale. Anche lui ne ha preso di botte. Ma nessuno dei due ha deciso per il momento di procedere ad una denuncia (hanno 90 giorni di tempo per farlo).

L’amare sorpresa il cliente l’ha avuta dalla polizia stradale che a fine mattinata gli ha contestato una serie di verbali: per condotta del ciclomotore (che comunque era sulla pubblica via) sotto l’effetto di droghe e altro ancora. Il conto delle contravvenzioni alla fine ha sfiorato i mille euro (ma potrà presentare ricorso alla prefettura). Lo scooter è finito sotto sequestro, la patente ritirata. Un brutto risveglio.

Ballottaggi, cadono le roccaforti rosse: Massa e Pisa al centrodestra, Imola ai 5 Stelle. Vola la Lega. M5S conquista Avellino

Le roccaforti rosse sono solo un ricordo. Il risultato dei ballottaggi – in Toscana ed Emilia – sembra far emergere un duro verdetto per il centrosinistra mentre la Lega volta. Questo il bilancio – ancora provvisorio – del secondo turno delle amministrative. Mentre lo spoglio è ancora in corso.

Per quanto riguarda la Toscana, a Massa è avanti il leghista Persiani sul candidato del Pd Volpi, che era il sindaco uscente. Il centrodestra ha vinto anche a Pisa, dove il centrosinistra ha ammesso la sconfitta. Ancora testa a testa a Siena, dove il primo cittadino uscente Valentini è indietro rispetto a Luigi De Mossi, del centrodestra. A Imola in vantaggio la candidata dei 5 Stelle che batterebbe Carmen Cappello del centrosinistra in un Comune da sempre rosso.

Ad Avellino vittoria sorprendente dei 5 Stelle rispetto al centrosinistra che con Nello Pizza al primo turno aveva oltre il 49 per cento. A Terni lo scontro tra i due alleati di governo –  Lega e 5 Stelle – vede vittorioso il centrodestra. A Brindisi invece il centrosinistra unito è avanti rispetto al centrodestra. Ad Ancona netto vantaggio del centrosinistra con Valeria Mancinelli su Stefano Tombolini. A Teramo, con 10 sezioni scrutinate, avanti il centrosinistra.  Successo per il centrodestra a Sondrio e Cinisello. A Imperia in lieve vantaggio Claudio Scajola nel derby di centrodestra.

Messina il candidato civico di area Udc è in netto vantaggio su quello del centrodestra, ribaltando il risultato del primo turno.

Ma c’è un voto molto atteso anche a Roma, quello del III municipio e qui Giovanni Caudo del centrosinistra è in vantaggio rispetto allo sfidante di centrodestra, Francesco Maria Bova. I 5 Stelle non erano neppure arrivati al ballottaggio.

L’affluenza, infine: è stata del 47,61% luenza in 67 dei 75 comuni chiamati alle urne. Al primo turno era stata del 60,42%. Dunque il calo è stato di circa 13 punti percentuali. Il dato non tiene conto dei risultati della Sicilia e del III municipio della Capitale, gestiti direttamente dalla Regione e dal Comune di Roma.Ballottaggi, cadono le roccaforti rosse: Massa e Pisa al centrodestra, Imola ai 5 Stelle. Vola la Lega. M5S conquista Avellino(fotogramma)

“Divento papà!”. L’annuncio social del vip manda in tilt i fan. “Aiutatemi con il nome”. Pioggia di auguri da tutti i suoi super colleghi

Al momento non è dato sapere il sesso del bebè, tuttavia è già partito il sondaggio sui social in cui si chiede ai fan di dare dei suggerimenti sul nome del nascituro o nascitura. Quello che è certo, quindi, è che Giuliano Sangiorgi dei Negramaro si prepara a diventare padre. Il cantante avrà presto un figlio dalla compagna Ilaria Macchia. In un’intervista rilasciata lo scorso novembre a Vanity Fair, Sangiorgi si era detto pronto a conoscere le gioie della paternità: “Ilaria e io ne parliamo da un po’. Ma il dubbio è: io mi dico che lo voglio ma lo sento davvero questo desiderio o potrei vivere tutta la vita così? Non lo so. So solo che siamo pronti”. L’annuncio della lieta notizia è stato pubblicato dalla pagina Facebook ufficiale dei ‘Negramaro’. Per condividere questa gioia con i fan, la band ha postato una foto di Giuliano Sangiorgi con il volto coperto dal libro di Patrizio Cossa intitolato ‘Niente panico! Come sopravvivere alla paternità’. L’immagine era accompagnata dalla scritta: “Scegliamo il nome?”. Inutile dire, che i fan si sono subito lanciati in mille proposte. (Continua a leggere dopo la foto)

Ilaria Macchia è salentina come il cantante. Originaria di San Donato, in provincia di Lecce, ha conseguito una laurea in Cinema e ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Si divide tra Lecce e Roma e lavora come sceneggiatrice e scrittrice. Tra i film a cui ha lavorato ricordiamo ‘Non è un paese per giovani’. L’11 aprile 2017 è uscito il suo libro dal titolo ‘Ho visto un uomo a pezzi’. In un’intervista rilasciata a ‘Io Donna’ nel 2016, Giuliano Sangiorgi ha detto di lei… (Continua a leggere dopo la foto)

“Stare in casa con una che vive sulle tue stesse nuvole, ti fa sentire un po’ meno str**zo (ride). Le frequenti assenze per lavoro non pesano perché le parole per noi sono una cosa importante, riescono a sopperire. E poi non ho bisogno di spiegare alla mia compagna che sto lavorando persino quando guardo dalla finestra… E che bisogna stare un po’ con i piedi per aria!”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il post pubblicato dai Negramaro ha scatenato l’entusiasmo non solo dei fan ma anche dei colleghi di Giuliano Sangiorgi. Emma Marrone si è detta “una zia felice”. Paola Turci e Jovanotti hanno accolto la notizia con una cascata di cuoricini. Federico Zampaglione ha suggerito all’artista di chiamare il bebè ‘Arte’. Al momento non è dato sapere se sarà un maschietto o una femminuccia.

“Salvini, era meglio se tacevi”. Un durissimo Vittorio Feltri: ecco il grave errore di Matteo

 Siamo ancora qui a discutere di vaccini con individui per nulla abilitati a trattare di una materia scientifica, per impadronirsi della quale bisognerebbe averla studiata. Non c’ è niente di più uggioso che parlare con gente totalmente ignorante che, avendo letto due bischerate su internet, è convinta di essersi acculturata.
Uno può essere cretino senza essere troppo dannoso, ma il cretino dinamico e ciarliero provoca disastri.
Quando ero un ragazzo e frequentavo le elementari avevo un paio di compagni di classe che avevano avuto la poliomielite. Costoro soffrivano di difficoltà motorie, camminavano buttando le gambe storte ovunque, facevano pena e qualche idiota li derideva.

Provavo una grande compassione per loro. C’ era un paesino di montagna nelle valli Bergamasche i cui abitanti erano quasi tutti storpi per effetto della orrenda malattia. Ora che sono vecchio non vedo in giro più nessuno che deambula in modo sgangherato. Perché? Un miracolo? Nossignori. Un grande medico ricercatore ha scoperto una formula chimica in grado di prevenire la grave patologia. Ecco il vaccino antipolio. Miracoloso. Decisivo. Una piccola e indolore incisione sulla pelle è sufficiente per impedire alla malattia di rovinare la vita a una moltitudine di poveri ragazzi. Gli zoppi infatti non ci sono più, esclusi quelli che si sono fracassati le ossa sciando o cadendo dalla motocicletta guidata da deficienti.
Una sera sono stato a cena con uno scienziato con i controcoglioni, Roberto Burioni, che mi ha spiegato la questione e mi ha convinto di una cosa di cui ero già convinto. I vaccini sono mirati a produrre gli anticorpi che vietano a un determinato morbo di attaccarti.

Per approfondire leggi anche: Pertanto sei salvo. Il vaiolo infatti non c’ è più. E così varie altre forme di malanni che un tempo minacciavano la salute di bimbi e adulti. I vaccini non sono una minaccia, fessi che non siete altro, ma una garanzia. Lo dimostrano le statistiche che sui grandi numeri sono infallibili. Molte brave persone sono, invece, persuase che questo tipo di prevenzione sia maggiormente pericoloso della difterite e roba simile. Sbagliano, non sono cattive ma semplicemente disinformate. Non hanno studiato e si fanno influenzare da uno scemo qualsiasi che blatera a vanvera sui social.
L’ ultimo a sparare cazzate in questo campo è stato Salvini, uomo che stimo, ma che non può dettare legge su quanto non conosce. I vaccini devono essere obbligatori per chiunque frequenti una scuola pubblica, si tratta di difendere la comunità e non solo l’ individuo. Chi non comprende un concetto così elementare non può discettare di scienza, che non sarà esatta ma più precisa – di norma – di un deputato, per quanto ministro. Smettetela di chiacchierare per dare aria ai denti.

Ruzzola con la mountain bike per 40 metri: grave ciclista

Un ciclista di 41 anni è ruzzolato per 40 metri giù da una scarpata, rimanendo gravemente ferito. L’incidente è avvenuto poco prima delle 13 a Velo d’Astico. La vittima è M.S., un 41enne di Zugliano, che con il padre stava percorrendo in mountain bike il sentiero Roccolo di Sogli. L’uomo ha perso il controllo della bici ed è caduto, ruzzolando in una scarpata laterale per venti metri e, dopo un salto di altri venti, si è fermato una quarantina di metri più sotto.

Il padre, dopo essere sceso da lui, ha lanciato l’allarme, facendo subito accorrere una squadra del soccorso alpino di Arsiero e l’elicottero di Verona emergenza, che prima ha però imbarcato un soccorritore a Laghi (dove era in servizio alla gara Skylakes) per un ulteriore supporto nelle operazioni. L’infortunato ha riprotato un probabile politrauma, è stato recuperato con un verricello di 50 metri e trasportato all’ospedale di Verona.

Migranti, vertice Ue: Italia, ecco la proposta in 10 punti

Superare Dublino e la logica del primo approdo, e far passare il principio che chi sbarca in Italia, sbarca di fatto in Europa, con la libertà poi di muoversi tra i vari Paesi membri. La proposta italiana per la gestione dei flussi migratori presentata al vertice Ue di oggi, che fa da prologo a quello che sarà il Consiglio – probabilmente decisivo – di giovedì 28 e venerdì 29 giugno, è intitolata “Strategia europea multilivello”. La ha presentata il premier Giuseppe Conte nel corso del punto stampa che ha preceduto il vertice informale di Bruxelles spiegando come la proposta si basi su “sei premesse” e abbia “dieci obiettivi”.

La proposta italiana mira a “una puntuale politica di regolazione dei flussi che sia realmente efficace e sostenibile e al totale superamento del regolamento di Dublino, che noi riteniamo” legato “ad un quadro emergenziale” quando invece vogliamo una gestione “strutturale”, ha spiegato Conte. “L’Italia in Europa è chiamata ad una sfida cruciale. E vi garantisco che sarà un radicale cambio di approccio sul tema”, aveva già scritto il premier su Twitter.

Ecco i dieci punti della proposta italiana:

1. Intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell’80% le partenze nel 2018.

2. Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l’Ue deve lavorare con Unhcr e Oim. Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund Ue-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger.

3. Rafforzare le frontiere esterne. L’Italia sta già sostenendo missioni Ue (Eunavfor Med Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica, occorre rafforzare queste iniziative.

4. Superare Dublino. Nato per altri scopi, è ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d’Asilo oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l’Europa, poco importa a che prezzo.

5. Superare il criterio Paese di primo arrivo. Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilità-solidarietà come binomio, non come dualismo. È in gioco Schengen.

6. Responsabilità comune tra Stati membri sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di ‘attraversamento illegale’ per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar. Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L’obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti.

7. L’Unione europea deve contrastare, con iniziative comuni e non affidate solo ai singoli Stati membri, la ‘tratta di esseri umani’ e combattere le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni dei migranti.

8. Non possiamo portare tutti in Italia o Spagna. Occorrono centri di accoglienza in più paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva e evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento.

9. Contrastare i movimenti secondari. Attuando principi precedenti, gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Così i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra paesi maggiormente interessati.

10. Ogni Stato stabilisce quote di ingresso dei migranti economici. È un principio che va rispettato, ma – conclude il documento – vanno previste adeguate contromisure finanziare rispetto agli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati”.

Mercato Milan: Sassi nuovo obiettivo per il centrocampo?

In attesa della sentenza Uefa, che dovrebbe arrivare domani, il Milan continua a lavorare a fari spenti sul mercato. L’ultimo nome accostato ai colori rossoneri è quello di Ferjani Sassi, centrocampista della Tunisia e dell’al-Nassr (squadra saudita) che si è messo in luce in queste prime gare del Mondiale, nonostante le due sconfitte della squadra nordafricana.

L’agenzia che cura gli interessi del giocatore ha emanato questo comunicato: “La Sport Man di Alessio Sundas, procuratore del calciatore tunisino Ferjani Sassi, in questo momento in campo al Mondiale di Russia contro il Belgio e già in gol all’esordio contro l’Inghilterra, ha preso contatti con diversi club italiani offrendo agli stessi le prestazioni del calciatore Ferjani Sassi“.

Mercato Milan, Sassi possibile obiettivo per il centrocampo

Il comunicato continua con i nomi delle squadre interessate, almeno secondo l’agenzia: “Nel dettaglio, l’agente Alessio Sundas ha trattato con Napoli, Juventus, Milan, Lazio, Roma, Torino, Fiorentina, Udinese, Atalanta, Frosinone, Empoli e Bologna. I riscontri sono stati positivi, ma siamo solo all’inizio. Grazie alle spiccate qualità tecniche del giocatore e con l’aiuto di sponsor importanti a supporto, si continuerà a trattare, ma non è escluso che il giocatore possa anche trovare squadra altrove“.

Su Sassi sarebbe infatti grande l’interesse non solo in Italia, ma in tutta Europa: “Diversi importanti club hanno già contattato l’agente Sundas per chiedere informazioni sul giocatore impegnato ora con la propria Nazionale al Mondiale in Russia che non può far altro che aumentare l’interesse delle squadre per il calciatore“.

Nel video alcune giocate del talentuoso centrocampista:

Tragico volo di un base jumper: muore sui monti del Bellunese

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BELLUNO – Non si arrestano le morti in montagna legate alla pratica del base jumper, lo sport estremo che spinge a sfidare le cime lanciandosi nel vuoto con una tuta alare e atterrando con un paracadute. La prima vittima in Veneto del 2018 è un turista britannico di 49 anni, Robert Haggarty, che si era gettato da Cima della Busazza, nell’Agordino, a 2.894 metri di quota nel gruppo del Civetta. Secondo il racconto di due testimoni che hanno assistito alla disgrazia – un escursionista e un alpinista – l’uomo, che alloggiava al Rifugio Monti Pallidi di Canazei insieme ad un gruppo di 25 amici, si è buttato dallo spigolo della cima, ha aperto il paracadute ma si è schiantato meno di 200 metri a valle. Per gli uomini del Soccorso alpino bellunese le operazioni di recupero della salma sono state molto laboriose, perchè l’incidente è avvenuto in un luogo impervio e con condizioni meteo non facili. Un elicottero ha raggiunto la zona e fatto scendere tre tecnici che hanno recuperato il corpo trasportandolo con un verricello di 20 metri sino al rifugio Capanna Trieste, a quota 1.135 metri.

Con il jumper britannico si allunga l’elenco degli sportivi morti negli ultimi anni praticando base jumper sulle Dolomiti venete. L’ultima vittima era stata nel luglio 2017 Siegfried Schenk, un chirurgo ortopedico di Vienna di 48 anni, che aveva abbracciato il vuoto da Punta Tissi, sempre sul Civetta. Se l’era cavata con numerose ferite, invece, l’uomo che si era gettato il 31 agosto dalle Tre Cime di Lavaredo, davanti agli occhi impietriti della moglie. Medesimo il copione: saltato dalla Cima Grande, il giovane aveva aperto il paracadute ma non era riuscito ad atterrare, cadendo rovinosamente in un ghiaione.

Gli incidenti si susseguono ormai da alcuni anni, nonostante la morte dei novelli Icaro sia stata vissuta dal popolo di internet anche in diretta Facebook, come nel caso del base jumper Armin Schmieder, 28 anni di Merano, precipitato nell’agosto del 2016 durante un volo con la tuta alare sull’Alpschelehubel, montagna sopra Kandersteg, nel Cantone di Berna. Il giovane stava riprendendo tutto con il telefonino per documentare l’impresa, filmando in realtà i suoi ultimi momenti di vita. “Oggi volate con me, ma sentirete solo qualcosa. Ciao, ciao” aveva detto prima del lancio. Poi solo il sibilo del vento, un urlo, infine lo schianto. La stessa overdose di adrenalina costata la vita, nello stesso mese a quattro giorni di distanza, all’altoatesino Uli Emanuele, 29 anni, e ad Alexander Polli, l’italo-norvegese di 31 anni, il cui motto era ‘Non fissate mai dei limiti alle vostre capacità’.
(ANSA)

TORINO: Auto tamponata urta motocicletta: muore il centauro, grave la moglie che viaggiava con lui

Un motociclista è morto questo pomeriggio sulla provinciale 142 a Carignano.  Sulla moto viaggiava anche la moglie, che è rimasta ferita ed è ricoverata all’ospedale Cto. Secondo una prima diagnosi del 118 le sue condizioni sarebbero gravi. I due motociclisti –  di cui non si conoscono ancora le generalità –  stavano viaggiando in direzione di Carmagnola. Sulla dinamica dell’incidente stanno indagando i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione il motociclista, che si chiamava Antonio Di Gianni e aveva 62 anni, mentre attraversava un incrocio è stato urtato da una Fiat Punto che era ferma, ma è stata sbalzata in avanti da un’auto che l’ha tamponata, probabilmente a forte velocità.
Un’altra vittima nell’Alessandrino. Un uomo di  63 anni è morto in un incidente a Casal Cermelli. La vittima è stata sbalzata fuori dall’abitacolo nello scontro con un’altra auto guidata da una donna di 28 anni rimasta ferita, ma non in pericolo di vita. L’uomo viaggiava su una Ford Fiesta in direzione di Casal Cermelli,  la giovane su una Fiat Stilo, verso Alessandria. I due conducenti si sono scontrati in una curva, non lontano da un distributore di benzina, poco prima delle 13. L’uomo, sbalzato fuori dall’abitacolo, secondo i primi accertamenti, forse, non indossava le cinture di sicurezza. I soccorritori del 118 hanno tentato inutilmente di rianimarlo. La ragazza, invece, è rimasta incastrata nell’abitacolo e per liberarla è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Sull’incidente sono in corso le indagini della polizia stradale di Alessandria.