Papa Francesco ad Alessano e Molfetta nel nome di don Tonino Bello, “Profeta di speranza”

Prima tappa in Salento per una preghiera sulla tomba di don Tonino nel 25esimo anniversario della sua morte, poi il trasferimento a Molfetta per la messa sul porto. Oltre 40mila fedeli hanno accolto Bergoglio

Papa Francesco è in Puglia per celebrare don Tonino Bello. Prima tappa ad Alessano dove il Pontefice ha pregato sulla tomba di Don Tonino nel venticinquesimo anniversario della sua morte, prima di ripartire alla volta di Molfetta, la città di cui Don Tonino fu vescovo.

Sulla tomba c’è scritto, semplicemente, “Don Tonino Bello, terziario francescano, vescovo di Molfetta-Rivo-Giovinazzo-Terlizzi”. Dopo aver pregato per cinque minuti davati alla tomba, il Papa si è raccolto in preghiera anche davanti alla vicina tomba della madre del presule. Francesco ha poi salutato nel cimitero un gruppo di familiari di don Tonino, i fratelli Trifone e Marcello e i nipoti con i rispettivi figli, scambiando con tutti strette di mano, parole di ricordo del vescovo scomparso 25 anni fa, e accarezzando e baciando i bambini.

Bergoglio ha voluto, poi, ricordare don Tonino davanti a 20mila fedeli: “Capire i poveri era per lui vera ricchezza. Aveva ragione, perché i poveri sono realmente ricchezza della Chiesa. Ricordacelo ancora, don Tonino, di fronte alla tentazione ricorrente di accodarci dietro ai potenti di turno, di ricercare privilegi, di adagiarci in una vita comoda”.

“Cari fratelli e sorelle, in ogni epoca il Signore mette sul cammino della Chiesa dei testimoni che incarnano il buon annuncio di Pasqua, profeti di speranza per l’avvenire di tutti”. Con queste parole ha concluso il suo discorso papa Francesco.”Dalla vostra terra Dio ne ha fatto sorgere uno, come dono e profezia per i nostri tempi. E Dio desidera che il suo dono sia accolto, che la sua profezia sia attuata”, ha sottolineato.

Papa Francesco a Molfetta per don Tonino Bello: l’abbraccio di 60mila fedeli

Il Pontefice, dopo la preghiera sulla tomba del “servo di Dio”, ha incontrato una famiglia di rifugiati siriani, venti ammalati e alcuni migranti ospiti in strutture di accoglienza della zona. Tra i doni consegnati c’è un quadro in argento, che raffigura la Vergine de Finibus Terrae venerata a Santa Maria di Leuca, una Fraula in legno di ulivo della Fondazione Don Tonino e una raccolta di denaro fatta dalla Diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca, di cui è vescovo monsignor Vito Angiuli.

Il Papa, poi, è volato a Molfetta dove è  stato accolto dagli applausi e da un boato della folla festante.Dalle prime ore del mattino la città è invasa da fedeli – se ne stimano almeno 40mila – che attendono nei settori dedicati attorno al palco e lungo il tragitto della papamobile. Dai balconi

e dalle finestre sono esposti palloncini e fiori bianchi e gialli e striscioni di benvenuto a “Francesco, con don Tonino nel cuore”.

Oltre che da una massiccia presenza di forze dell’ordine, la sicurezza e l’assistenza ai partecipanti all’evento è garantita da almeno 200 volontari. La messa è accompagnata dalle note del coro e dell’orchestra diocesani, composta da circa 120 elementi e diretti da Lucia De Bari.

Consultazioni, la metamorfosi di Berlusconi. Niente show: immobile e silenzioso dietro Salvini

 

Al termine delle consultazioni Matteo Salvini ha letto la dichiarazione congiunta del centrodestra. Ad accompagnarlo Giorgia Meloni e Silvio Belusconi, gli altri due leader della coalizione. A differenza di 7 giorni fa, quando il leader della Lega venne ‘accompagnato’ con i gesti, Silvio Berlusconi non è intervenuto ed è rimasto impassibile e con le mani giunte dietro la schiena

Jovanotti ha un edema alle corde vocali: salta il concerto di stasera a Bologna: “Mi dispiace”

BOLOGNA – “Ciao amici di Bologna, sono dal Dott. Fussi a Ravenna temo che dovremo rimandare il concerto di stasera”, scrive Jovanotti sulla sua pagina Instagram: salta la terza data all’Unipol arena, dopo quelle di venerdì e sabato. La conferma arriva poco dal suo management: niente concerto questa sera, e da un nuovo messaggio su Instagram: “Bologna mi dispiace! Recuperiamo il concerto, vi dirò presto quando. Il tour riparte giovedì da Roma”.

103008951-0aca2db6-06ea-4ffc-9535-5f2b0ad7a993

 diagnosi è un piccolo edema alle corde vocali ma se non faccio almeno 3 giorni di silenzio totale e terapia”, precisa Lorenzo sui social network, “il rischio è che poi peggiori ulteriormente. Vi confermo ufficialmente tra poco. E’ la prima volta che mi capita di dover rimandare uno show mi dispiace molto”. 

Donne venete a caccia di toy boy africani: cibo in cambio di prestazioni sessuali

Donne venete di mezza età che offrono pasti e cibo a ragazzini di colore in cambio di prestazioni sessuali. E’ un nuovo tipo di prostituzione, per il Veneto, quello raccontato dal Gazzettino di Padova, che attraverso le dichiarazioni di un commerciante di piazzale della Stazione e di una signora della zona, mostra la fotografia di una città dove, anche alla luce del giorno, le donne vanno a caccia di gigolò.

 

Il commerciante e la donna hanno dichiarato al Gazzettino che sono numerose le signore di mezza età che a tutte le ore del giorno e della notte si avvicinano a ragazzini di colore che stazionano tra via Cairoti e corso del Popolo. Pare che, per ripagare i ragazzini dalle prestazioni sessuali, le donne diano a questi cibo o offrano loro pasti. Ci sarebbe anche qualche uomo che approfitta di questi giovanissimi gigolò.

Mark Zuckerberg parla al Senato Usa: “Non abbiamo fatto abbastanza, ma risolveremo i problemi”

Il fondatore di Facebook compare a Washington davanti alle commissioni commercio e giustizia. “Sappiamo che Cambridge Analytica potrebbero aver raggiunto 87 milioni di persone. Sappiamo anche che quei dati sono stati venduti ad altre aziende. Ma stiamo lavorando perché non accada più”. Attacco da parte di diversi senatori democratici: “Avete lasciato che i dati dei vostri utenti venissero saccheggiati”. Ma intanto il titolo vola in borsa

sfogliare news

LA DIFESA era prevedibile anche perché già anticipata in diverse occasioni. Mark Zuckerberg, a capo di Facebook, compare per la prima volta davanti al Senato degli Stati Uniti a causa dello scandalo Cambridge Analytica. E come predetto da molti si è assunto tutta la responsabilità di quanto accaduto sul suo social network durante le elezioni presidenziali americane di fine 2016. La sala gremita, lui in giacca e cravatta, circondato inizialmente da una stuolo di fotografi. Serio e concentrato con il suo viso da trentatreenne.

Cambridge Analytica, l’audizione pubblica di Zuckerberg al Senato Usa – Diretta

Ha spiegato quel che aveva già scritto sul suo social network: “Facebook è una compagnia ottimista e idealista. Per gran parte della nostra esistenza, ci siamo concentrati sul bene che si può portare connettendo le persone (…). Ma ora è chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti venissero usati anche per fare danni. Ciò vale per fake news, per le interferenze straniere nelle elezioni e i discorsi di incitamento all’odio, così come per la privacy. Non avevamo una visione abbastanza ampia della nostra responsabilità, e questo è stato un grosso errore. È stato un mio errore, e mi dispiace. Ho creato Facebook, lo gestisco e sono responsabile di ciò che vi accade”.

E’ stato chiamato a rispondere alle domande di 44 senatori sia democratici sia repubblicani. Ognuno di loro aveva cinque minuti per porre le proprie domande e ovviamente quel tempo lo hanno usato. Un’audizione del genere, trasmessa in streaming e tanto attesa, non capita tutti i giorni e i senatori americani hanno sfruttato e a volte sprecato un palcoscenico del genere. John Thune, del Sud Dakota, ha aperto le danze snocciolando i numeri degli utenti di Facebook. E chiedendo come sia possibile che i dati di 87 milioni di personesiano finiti nelle mani di Cambridge Analytica. La senatrice Dianne Feinstein, democratica ed ex sindaco di San Francisco, scende più in dettaglio: “Come mai, se eravate a conoscenza fin dal 2015 del problema, non avete fatto nulla?”.

“Non dobbiamo solo costruire strumenti, ma anche assicurarci che vengano usati bene”, replica Zuckerberg. “Sappiamo che Cambridge Analytica potrebbe aver raggiunto 87 milioni di persone. Ci vorrà del tempo, ma andremo fino in fondo e ci assicureremo che non accada più”. E aggiunge: “La pubblicità non avrà mai la priorità, almeno finché ci sarò io al comando”.

L’assunzione di responsabilità di Zuckerberg è apprezzabile e preoccupante allo stesso tempo. Al suo posto non tutti si sarebbero presi l’intera colpa, solo Alex Stamos a capo della sicurezza lascerà la compagnia e l’azienda assicura fosse una decisione già presa. Eppure la ricostruzione dei fatti proposta è lacunosa e se lo è perché davvero ignora quel che è accaduto allora è ancor più allarmante di una coscienza sporca.

A metà del 2016, a San Antonio, nasce Progetto Alamo. Guidato da Brad Parscale, braccio destro di Donald Trump sui social, gestisce la campagna elettorale e la raccolta fondi su Facebook, Google, Twitter e YouTube. Gli elettori vengono individuati e bombardati di messaggi personalizzati grazie al data base della compagnia inglese Cambridge Analytica nata con la collaborazione di Steve Bannon. In quegli uffici ci sono anche gli analisti di Google e Facebook. Sul social network Parscale ha investito 94 milioni di dollari per comprare spazi pubblicitari. Come mai dentro Facebook non avevano capito allora che qualcosa non andava avendo là i propri uomini? La domanda arriva dalla senatrice Maria Cantwell, forse la più tagliente assieme al collega di partito Patrick Leahy, che cita anche Palantir Technologies. Un’azienda fondata fra gli altri da Peter Thiel, noto sostenitore di Trump in Silicon Valley, e simile a Cambridge Analytica. Zuckerberg però si nasconde dietro vari “non so” e “non ne sono a conoscenza”.

Le altre domande dei senatori si concentrano su quanti e quali dati delle persone vengono usati. Molti vogliono sapere quanto Facebook sa di loro. Il cofondatore del social network ribadisce a più riprese che prendono solo quelli necessari per far funzionare la piattaforma, che non li vendono. E che in ogni caso gli utenti hanno il potere di decidere cosa e quando condividere. Bill Nelson chiede al Ceo di Facebook perché non ha pensato di chiedere di pagare un abbonamento per eliminare le pubblicità mettendo in questione il modello di business. E poi domanda: “Come mai nel 2015, quando avete capito che Cambridge Analytica era entrata in possesso di quelle informazioni, non avete avvertito gli 87 milioni di utenti?”. Zuckerberg ribatte come fatto in passato: “Abbiamo chiesto di cancellare quei dati a Cambridge Analytica e ci siamo fidati della risposta. E’ stato chiaramente un errore. Non è facile non commettere errori quando si costruisce un’azienda del genere in un garage nel 2004 e si arriva a due miliardi di utenti”.

Mark Zuckerberg parla al Senato Usa: "Non abbiamo fatto abbastanza, ma risolveremo i problemi"

Dianne Feinstein torna sul tema dei troll russi attivi durante le presidenziali Usa. “E’ uno degli errori che mi ha più ferito”, risponde l’amministratore delegato di Facebook. “Ma da allora stiamo monitorando molto meglio le elezioni in tutto il mondo. Entro fine anno avremo 20 mila persone dedicate solo alla sicurezza. Abbiamo chiuso 470 account fasulli legati al Cremlino negli Usa e oltre 200 in giro per il mondo”. Ma a più riperse, quando gli vengono chiesti numeri più precisi, si protegge con vari “Mi faccia controllare e tornerò da lei con i dati”. Di nuovo stupisce quanto Facebook stessa ne sappia poco a tratti, o sostenga di saperne poco, su come certi fenomeni si sono sviluppati e diffusi.

Ma Zuckerberg dopo oltre quattro ore di audizione fa una ammissione importante. I dati dell’accademico Aleksandr Kogan, oltre novanta parametri raccolti prima del 2014 con l’app intitolata This is Your Digital Life, poi acquisiti dalla Cambridge Analytica, sono stati venduti anche ad altre compagnie. Fra queste ci sarebbe la Yunoïa, secondo il cofondatore di Facebook. E’ un’azienda che lavora nel campo dei videogame. Il Ceo del social network si è detto pronto a indagare tutte quelle app che possono aver raccolto informazioni come ha fatto quella creata da Kogan. Intanto però ha aspettato quest’audizione per rivelare che la Cambridge Analytica non è l’unica ad avere tutti quelle informazioni.

Una stoccata pesante arriva dal senatore Richard Blumenthal, un altro democratico, che mette Zuckerberg davanti alla realtà di fatto di aver tradito il contratto con i suoi utenti sottoscrivendo gli accordi con le terze parti e cedendo loro i dati delle persone prima del 2014. E arriva a domandare come mai nessuno è stato licenziato per aver gestito così male le cose. Zuckerberg tentenna: non sa bene cosa dire. Non è un bel segnale.

Ma del resto non è stato nemmeno un bel segnale vedere le due commissioni svuotarsi durante l’audizione. Mentre Mark Zuckerberg si sottoponeva per ore alle domande, i sentori che erano già intervenuti hanno lasciato la sala. Alla fine il gran capo di Facebook era praticamente da solo. Evidentemente per i senatori qual che contava erano i loro cinque minuti di gloria.

Toscana del Sud, meteo: allerta gialla

La Protezione civile della Regione Toscana ha emesso “un codice giallo per rischio idrogeologico idraulico del reticolo minore” che scatta “da mezzanotte, stasera, alle ore 18 di domani”. Lo rendono noto fonti della Regione. Le zone interessate sono quelle denominate Arcipelago, Etruria costa sud, Ombrone, Fiora e Albegna. In pratica si tratta di gran parte della zona sud della Toscana.

pier fransce tirinnanzi.jpg

La perturbazione atlantica in movimento verso il Mediterraneo centrale determina un peggioramento del tempo sulle regioni centro-settentrionali, a partire dalla Sardegna. Oltre alle piogge, si prevedono venti forti e mareggiate. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile che d’intesa con le regioni coinvolte ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. In particolare, l’avviso prevede dal pomeriggio di oggi precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Sardegna, in estensione nelle prime ore di domani al Lazio. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Inoltre, dalle prime ore di domani, venti forti meridionali con raffiche fino a burrasca forte e mareggiate sulle zone costiere del Lazio. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per domani allerta gialla per Lazio, Umbria, Toscana meridionale, settori occidentali dell’Abruzzo e sud-occidentali della Sardegna. Permane inoltre l’allerta gialla per rischio idrogeologico localizzato sul Veneto, bacino dell’Alto Piave, a causa della frana della Busa del Cristo, nel Comune di Perarolo di Cadore (Belluno), sulla quale è in corso un continuo e attento monitoraggio.

Igor, l’agente ferito dal killer: “Un incubo che mi angoscia ancora”

L’8 aprile di un anno fa l’omicidio della guardia volontaria Verri. Parla l’agente che era con lui. Si finse morto per salvarsi

tirinnanzi pier francesco.jpg

BOLOGNA – “Un incubo che ancora mi angoscia”: così Marco Ravaglia, l’agente di polizia provinciale gravemente ferito esattamente la sera di un anno fa da Norbert Feher alias Igor Vaclavic, ricorda in una videointervista alla Nuova Ferrara l’uccisione della guardia ecologica volontaria Valerio Verri. I due stavano svolgendo un servizio di pattuglia antibracconaggio nelle Valli del Mezzano quando si imbatterono nel killer che appena una settimana prima aveva ammazzato a Budrio (Bologna) il barista Davide Fabbri.

“Con Valerio ci conoscevamo da una decina d’anni, eravamo quasi una coppia di fatto”, dice con un sorriso abbozzato Ravaglia, che quella sera dopo essere stato ferito a colpi d’arma da fuoco si finse morto, trattenendo anche il respiro, e ancora oggi non si è completamente ristabilito. “Da un anno e mezzo facevamo con continuità quel servizio, avevamo una sintonia assoluta. Il fatto di poter difendere la natura, i nostri luoghi era una cosa che ci entusiasmava”. “Quando sono sceso dalla macchina – aggiunge Ravaglia ricordando quei terribili momenti – (il killer) mi ha sparato, io sono caduto per terra, Valerio ha detto quella frase (‘Cos’hai fatto, hai sparato ad un agente della polizia provinciale?’), poi ho sentito un altro colpo e più niente. Voleva vedere se ero vivo, mi ha girato la testa con un piede, mi ha portato via la pistola e se n’è andato. Un momento prima pensavo di morire, un secondo dopo mi sono attaccato alla vita con le unghie e con i denti. Il chirurgo dopo l’intervento ha detto a mia moglie che sono un miracolato”.

Per Igor – dice l’agente – ci vuole “l’ergastolo, e che lo sconti fino all’ultimo giorno. La pena di morte no, sono sempre stato contrario”. E sul fatto che il killer fosse in libertà: “La legge prevedeva questo e lo hanno messo fuori”.

“Il vuoto che ho provato e che provo ancora. Il dolore, lo smarrimento, la paura, l’incredulità, il ‘non è  possibile’, e poi ancora il dolore. Ecco quello che ho sentito e visto negli occhi e nel cuore della mia famiglia”. Lo ha scritto ieri, in un messaggio su Facebook, Francesca Verri, figlia di Valerio, il volontario che un anno fa fu ucciso nel Mezzano, provincia di Ferrara, da Norbert Feher, il serbo catturato in Spagna a metà dicembre. “Non è cambiato niente, non potrà mai cambiare niente. Oggi come un anno fa. Ti Amo Papà”, aggiunge Francesca.

Di Maio a Salvini: “No a governi-ammucchiata, da Arcore non può partire nessun cambiamento”

L’intervento del leader Cinque stelle a un’iniziativa di campagna elettorale per le regionali in Val d’Aosta. “Incontro con Martina non è in agenda”. Oggi il vertice del centrodestra e quello tra Di Maio, Grillo e Casaleggio.

“Capisco che Salvini abbia difficoltà a sganciarsi da Berlusconi, ma da Arcore non può partire nessuna proposta di cambiamento”. Non è da lì che può scaturire “un governo di cambiamento ma solo un governo-ammucchiata. Per noi questo film non esiste”. Lo ha detto Luigi Di Maio, capo politico del Movimento cinque stelle (M5s), parlando a una iniziativa del Movimento in vista delle elezioni regionali della Valle D’Aosta in programma il 20 maggio.

“Non è un governo di cambiamento che immaginiamo quello che chiede Salvini, cioè un governo ammucchiata con dentro Meloni, Salvini, Berlusconi e il M5s – ha aggiunto durante una diretta Fb – . Questa è la sua idea, non può essere la nostra. Se stanno immaginando questo film per noi non esiste perché il nostro obiettivo è mandare avanti le lancette, non mandarle indietro”.

Di Maio continua dunque nella strategia dei due forni (e del divide et impera), con l’offerta di dialogo alla Lega ed al Pd in vista di un “contratto” fondato su punti programmatici comuni, confermando però che nella prospettiva di un’intesa a destra resta una pregiudiziale che si chiama Silvio Berlusconi. Matteo Salvini, segretario della Lega, finora ha ribadito la fedeltà all’alleanza con Forza Italia. Oggi da Milano, dove è previsto nel pomeriggio il vertice del centrodestra, potrebbe arrivare dunque una risposta all’offerta dei Cinque stelle.

Il leader M5s, rispondendo ai giornalisti, ha detto che “al momento non sono in programma” incontri con Salvini né con Maurizio Martina, segretario reggente del Partito democratico. Ma ribadisce il concetto che i Cinque stelle sono in attesa di risposte: “Abbiamo registrato le parole del segretario reggente Martina – dice a proposito del Pd – e penso siano un passo avanti e aspettiamo evoluzioni interne”. Quanto alla Lega, dice invece: “Se è interessata al cambiamento vengano al tavolo e mettiamoci al lavoro per l’Italia”.

Oggi a Ivrea, secondo indiscrezioni, si terrà un vertice tra Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Luigi Di Maio. Grillo è di ritorno

Germania, furgone sulla folla a Münster: almeno tre morti e decine di feriti. Suicida l’attentatore

Per le autorità potrebbe essere un attacco terroristico. Sei persone in gravi condizioni. Merkel: “I miei pensieri vanno alle vittime e ai loro parenti”

ROMA – Torna la paura terrorismo in Germania. Un furgone si è lanciato su alcuni passanti nella città di Münster, provocando almeno tre morti e circa trenta feriti, di cui sei in pericolo di vita. Le autorità stanno trattando la situazione come un attacco terroristico. L’attacco ha una sinistra coincidenza: avviene a un anno esatto da quello di Stoccolma, quando un camion piombò a tutta velocità tra i passanti nella zona dello shopping pedonale del centro facendo una strage. La cancelliera Angela Merkel ha subito rivolto un pensiero “alle vittime e ai loro parenti”. La polizia tedesca sta verificando l’esistenza di un secondo attentatore. Intanto, sul furgone che è piombato sulla folla gli agenti hanno ritrovato un “oggetto sospetto”.

Germania, furgone sulla folla a Munster: le forze dell’ordine presidiano le strade

L’attentato è avvenuto nei pressi della piazza Kiepenkerl, nella città vecchia. Il mezzo usato per l’attacco si è scagliato contro i tavoli all’aperto del ristorante Kiepenkerl, nel centro storico della città, travolgendo i clienti seduti. Tra le vittime c’è anche il guidatore – al momento si pensa che abbia agito da solo – che ha lanciato il veicolo contro la folla, che si è ucciso sparandosi alla testa. La polizia ha isolato la zona e invitato tutti a non avvicinarsi. Gli agenti hanno chiesto l’intervento degli artificieri perché temono che a bordo del furgone ci siano esplosivi.

Nel dicembre 2016, un camion era piombato sulla folla in un mercatino di Natale di Berlino, uccidendo 12 persone tra cui una giovane italiana. L’attentatore, Anis Amri, fu poi ucciso dalla Polizia italiana a Sesto San Giovanni.

Germania, furgone su folla a Münster. La testimonianza di un ristoratore: “C’erano almeno 200 persone”

Fonti della Farnesina riferiscono che sono in corso le verifiche per accertare l’eventuale coinvolgimento di connazionali nell’attacco. Angela Merkel ha espresso il suo cordoglio per le vittime.

Germania, furgone sulla folla. Mastrobuoni: “Città simbolo del cristianesimo”

Il canto delle balene artiche è come il jazz. “Un repertorio melodico straordinario”

C’è “musica” sotto i ghiacci. Rispetto alle megattere “hanno molti più suoni, paragonabili per varietà agli uccelli canori e usati anche per accoppiarsi”, spiegano i ricercatori

NELLE notti polari di gennaio, sotto il ghiaccio dell’artico, il jazz risuona nelle profondità dell’oceano. Come Miles Davis, John Coltrane, Thelonius Monk e gli altri grandi, le balene artiche incantano e inventano con un reportorio di suoni mai scoperto prima: dalla mole enorme, questi straordinari animali sono i veri jazzisti del mare. Una sorta di “musica libera” usata per spostarsi, cacciare, accoppiarsi.

Lo ha scoperto un team di scienziati che per tre anni e quattro inverni ha studiato la popolazione delle balene di Spitsbergen (Norvegia) nell’Artico, scoprendo uno straordinario repertorio sonoro – ben più vasto di megattere o delfini – che ammonta a 184 tipi di canzoni uniche nel loro genere. Suoni mai uguali, capaci di variare per intensità e “calore” nelle vocalizzazioni  e rilevati anche per 24 ore al giorno.

Il canto delle balene artiche / 1

Per il team guidato da Kate Stafford dell’Università di Washington, autrice principale dello studio pubblicato su Biology Letters di Proceedings of the Royal Society, questi straordinari animali meno analizzati rispetto ad altre specie simili hanno una capacità musicale che per varietà e complessità è simile perfino a quella degli uccelli canori, rendendoli unici fra la maggior parte dei mammiferi. “Quando abbiamo messo gli idrofoni sotto il ghiaccio per registrare è stato incredibile, sembrava cantassero a voce alta”. Suoni su suoni, mai uguali di stagione in stagione.

“Crediamo siano animali dotati di un alfabeto con migliaia di suoni – racconta Stafford parlando delle Balaena mysticetus, note anche come balene della Groenlandia o artiche -. Le canzoni delle megattere, di struttura molto regolare e di una durata che va dai 20 ai 30 minuti, sono paragonabili alla musica classica; mentre quelle delle balene artiche, in grado di produrre un inciso musicale più breve, dai 45 secondi a due minuti, sono più varie e simili al jazz”.

Il canto delle balene artiche / 2

Improvvisano, inventano: una melodia differente può essere registrata da un momento all’altro. Questa incredibile capacità delle balene artiche, in grado di stupire con suoni magici udibili dai ricercatori soprattutto in inverno, quando i maschi si scatenano con canti distinti durante la stagione riproduttiva, non è stata facile da individuare. Le balene artiche sono infatti animali ricchi di grasso e a rischio, dato che fin dal 1600 sono “l’oggetto del desiderio” di cacciatori e balenieri. Fino a metà anni Sessanta, prima dei divieti, venivano uccisi migliaia di esemplari: allora erano oltre 50mila, oggi si stima siano poco più di 10mila.

In grado di superare i 20 metri di lunghezza, questi cetacei da centinaia di tonnellate di peso si creda possano vivere anche fino a 200 anni. Ma la loro vita non è semplice e la caccia e il difficile habitat naturale (sotto il ghiaccio) in cui vivono finora hanno impedito di studiarli a fondo, lasciando aperti ancora molti interrogativi sulla specie.

Per esempio, non si sa perché una singola balena canti una melodia diversa di stagione in stagione, così come non è chiaro perché varino le vocalizzazioni. “Ci sono molti misteri da risolvere” spiega Stafford specificando che non è stato possibile, attraverso le registrazioni degli idrofoni, contare e individuare tutte le singole balene studiate a Spitsbergen.

Sembrano avere un suono “più libero”, sostiene la ricercatrice. In ogni stagione, da novembre ad aprile, una nuova “playlist” (negli studi fatti dal 2010 al 2014) con canzoni “sempre diverse”. A volte simili a “un grido o un urlo a voce alta, altre al suono di una sirena della polizia”. Quei suoni per loro sono tutto: “I mammiferi marini vivono in un habitat tridimensionale dove le informazioni sonore e acustiche gli permettono di spostarsi, trovare cibo, comunicare, riprodursi”.

Per risolvere il mistero del jazz e dell’incredibile capacità sonora delle balene artiche adesso il team di Kate Stafford ha già in mente di usare “nuove tecnologie, non solo quelle che ci permettono di ascoltarle tutto l’anno, ma anche speciali sensori ed etichette radio da applicare sulle balene stesse”