“Straccioni”. Parcheggiano l’auto di lusso targata Montecarlo sul posto per disabili. E da quel momento è pura vergogna

Quello che ha peggiorato la situazione, però, è stato l’atteggiamento del conducente dell’auto targata Montecarlo e del suo passeggero. L’amico del fumettista, irritato dal parcheggio abusivo, si è avvicinato alla Mercedes grigia, segnalando ai due uomini di essere in errore. Per tutta risposta, i due monegaschi (o presunti tali perché non è dato sapere se fossero o meno cittadini italiani) hanno risposto così: «Straccioni invidiosi, tanto con la targa di Montecarlo la multa non ci arriva». La scena è stata interamente documentata e, inutile dirlo, diffusa in rete: Tito Faraci ha pubblicato sul suo profilo Twitter un post di denuncia, suscitando reazioni furiose. Il tweet, poi rimosso, è stato molto condiviso sul social media, a causa della disgustosa arroganza e dell’ignoranza mostrata dai residenti di Montecarlo. (Continua dopo le foto)

 

“Cento euro per vedere il monolocale”: Bologna, torna il truffatore seriale degli affitti

Sui siti decine di annunci farlocchi chiedono dei bonifici in anticipo. E spesso gli utenti ci cascano. L’inquilina di un appartamento-esca: “L’altra volta ho visto una donna in lacrime sotto casa”BOLOGNA – Le truffe online sugli affitti sono ricominciate. O forse non sono mai finite. L’allarme viene lanciato su Facebook, ma stavolta arriva da un’osservatrice esterna: non una truffata o una che ha risposto agli annunci per poi insospettirsi, ma una studentessa che abita in uno degli appartamenti promessi dal truffatore. La ragazza, che chiameremo Stefania per omettere il suo vero nome, racconta di aver incontrato una quarantenne originaria dell’est Europa davanti all’entrata del suo palazzo che, agitata, cercava di mettersi in contatto con l’uomo che avrebbe dovuto mostrarle l’appartamento, un tale Gianni La Piana, che nel frattempo aveva intascato 50 euro. La donna tratteneva le lacrime mentre Jane le spiegava che non c’erano appartamenti in affitto e, googlando il nome, le mostrava gli articoli online che parlavano di lui.

• COME FUNZIONA LA TRUFFA
Il suo metodo continua a funzionare, nonostante le denunce alla polizia postale: con un annuncio su Subito.it o Kijiji, Gianni La Piana, o Giovanni La Piana, o Gaetano La Pinna, o ancora Gaetano Rizzo, propone appartamenti confortevoli in zone centrali a prezzi bassi. Una manna per chi si avventura nella giungla degli annunci, dei casting e delle agenzie per trovare un tetto a Bologna. Al telefono, La Piana richiede un acconto di 50 o 100 euro per mostrare le stanze di via Murri 47 o di via Mazzini 73, spiegando che vive a Milano, che in passato degli studenti poco seri lo hanno fatto venire a Bologna senza poi presentarsi. Ogni volta ci tiene a garantire, però, che la somma verrà restituita o scalata dal primo affitto. Ad ogni appuntamento, infine, i potenziali affittuari aspettano all’indirizzo indicato, invano.

• “DAMMI 100 EURO PER VEDERE IL MONOLOCALE”
Stefania, sotto casa, ne ha incontrato un altro, un ragazzo che prima di pagare ha pensato bene di recarsi all’indirizzo e di controllare il nome di La Piana sui citofoni. Da lì ha deciso di denunciare la cosa e al post si sono aggiunti i commenti di altri studenti e studentesse truffati di recente. È il caso di Arianna, che cercava un appartamento insieme al fidanzato, a cui La Piana ha detto di vivere a Ravenna e che sua moglie è in dolce attesa, motivi per i quali non può spostarsi spesso. Oppure di Simone, che ha versato 100 euro per vedere un monolocale. Il giorno dopo, ha trovato un nuovo annuncio con appena qualche variante e venerdì scorso, allo stesso indirizzo, un altro post pubblicizzava un appartamento trilocale: “400 euro compreso di utenze, chiamare Gaetano”. C’è poi Lorenzo, che racconta di non essersi fidato: “Io ho ribattuto che era impensabile che facessi un bonifico sulla fiducia ad uno per uno sconosciuto per visionare un immobile. Ho salutato ed ho agganciato”.

• MA LUI CONTINUA
Le storie sono molto simili a quelle accumulatesi da più di un anno nelle bacheche di affitti a Bologna. Molti dei truffati hanno sporto denuncia, nella speranza di vedere qualche risultato. Nel frattempo, La Piana, o qualunque sia il suo vero nome, continua a pubblicare annunci. Cambiano gli pseudonimi, cambiano i numeri di telefono e i numeri di carta prepagata o le coordinate bancarie, i codici fiscali variano appena, ma la voce al telefono è sempre la sua, così come le foto degli annunci e le scuse utilizzate per estorcere i soldi. Colpisce l’arroganza con cui perpetra le truffe, totalmente noncurante delle conseguenze legali, e colpiscono anche i modi con cui risponde delle sue azioni. Nei mesi scorsi aveva

scritto ad uno dei ragazzi truffati di non temere la denuncia e di avere “il culo parato”. Ad un’altra aveva invece inviato una foto della mazzetta di soldi guadagnati in questo modo. Ieri, invece, sotto l’ennesimo post di denuncia su Bologna in Affitto, è comparso il commento di un certo Giuseppe Rizzo, la cui foto del profilo raffigura lo stesso ragazzo della foto su WhatsApp collegata al numero di telefono di La Piana: “È ancora disponibile?”.

Una professoressa da Nobel Ecco l’unica italiana candidata come migliore docente del mondo

“Non esistono persone negate con i numeri, la matematica aiuta a pensare, a vivere a conoscere la realtà”. La storia di Lorella Carimalli, dalle case di ringhiera col bagno in comune alla scelta di rifiutare stipendi d’oro nel privato per fare l’insegnante nei licei. Un milione di dollari al vincitore del premio della Varkey foundation

sa da Nobel Ecco l’unica italiana candidata come migliore docente del mondo

“Non esistono persone negate con i numeri, la matematica aiuta a pensare, a vivere a conoscere la realtà”. La storia di Lorella Carimalli, dalle case di ringhiera col bagno in comune alla scelta di rifiutare stipendi d’oro nel privato per fare l’insegnante nei licei. Un milione di dollari al vincitore del premio della Varkey foundation

“Il futuro lo si costruisce assieme, non da soli”. Chi si immagina la matematica come una materia arida, fredda, non è mai andato alle sue lezioni.  Lorella Carimali, 55 anni, docente al liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano,  è passione e creatività, pragmatismo e solidarietà declinate da trent’anni nelle aule lombarde.

L’anno scorso è stata eletta tra i dieci migliori professori italiani. Oggi è finalista al Nobel dell’insegnamento, il Global teacher prize, dove ora 50 docenti scelti tra più di 40mila candidati di 173 paesi, si contendono il premio che verrà consegnato a marzo a Dubai dalla Varkey Foundation. In palio un milione di dollari da spendere in progetti scolastici.

Stupita?
“Incredula e felice. Mi sento il simbolo di un riscatto sociale, avvenuto attraverso la matematica che è un modo di allenare il pensiero astratto, di conoscere, capire il mondo”.

 Riscatto sociale con la matematica?
“I miei genitori avevano la quinta elementare e non potevano certo aiutarmi a studiare. Per loro la mai laurea è stato un riscatto. Vivevamo in un quartiere popolare, case di ringhiera al quartiere Stadera, il bagno stava sul ballatoio e lo dividevamo con altre famiglie.  Ci si conosceva tutti. Ecco, ho capito li  che non si vince da soli, che il futuro lo si costruisce assieme. Perché quando dividi qualcosa di cosi intimo come il bagno con qualcuno, l’estraneo non è più una persona di cui aver paura ma un amico, una risorsa. Ed è questo il mio atteggiamento verso il mondo”

Il suo motto è?
“Non uno, non una di meno, nessuno escluso. Dalla matematica, dalla vita. Io mi sento come un allenatore che pianifica la preparazione in vista di una maratona, studia i luoghi, le attività migliori per raggiungere il risultato. Posso usare il teatro o l’alternanza scuola lavoro, si collabora con altri docenti per raggiungere il risultato”.

Quale è il suo metodo di studio?
“Io spiego, poi faccio esercitare subito i ragazzi. Lavorano  a gruppi perchè si aiutino a vicenda, si correggano i compiti l’uno con l’altro. Se capiscono l’argomento sale la loro autostima ed è questo l’importante. Non devono ripetermi la lezione, solo i concetti astratti, ma imparare ad applicarli nella vita non è solo questione di insegnamentro, ma di apprendimento. Si cambia la prospettiva”.

Esistono negati per la matematica?
“No, è questione di allenamento e di metodo,  come per la maratona. Anche delle donne si diceva che non capivano la matematica, le materie scientifiche solo perché non gliele facevano studiare e ancora oggi resistono i luoghi comuni. Luoghi comuni da evitare, bisogna mantenere alto il livello di insegnamento anche in posti considerati svantaggiati. La dimostrazione? Una classe di un istituto meccanico ad un concorso ha battuto licei classici e scientifici sulla teoria di Fibonacci, nessuno se lo aspettava”.

 Problemi degli studenti italiani?
“In passato siamo andati male al test Invalsi eppure si trattava di applicare semplicemente il teorema di Pitagora. Il problema era costruito su un percorso stradale, su una mappa, e cambiando il contesto gli studenti, abituati a domande poste sempre nello stesso modo, sono andati in tilt. Applicare le teorie, i teoremi alla realtà, questo bisognerebber fare”.

Qual è il suo segreto?
“Nessuno, solo la passione civile e per la mia materia, oltre alla comprensione per gli alunni. Io non sono mai stata un drago della matematica, ma una che studiava molto per questo mi immedesimo nei loro problemi, nelle loro difficoltà”

Usa il teatro per insegnare i teoremi?
Per aiutare gli studenti in crisi abbiamo messo in piedi un progetto multidisciplinare con alunni di classi diverse e con carenze di gravità differente. Abbiamo scritto un testo teatrale sulla matematica. Ha funzionato, alla fine sono stati tutti promossi: in  fondo il teatro è progettare, pensare in astratto, mettere in relazione. Parole come numeri e concetti per capire e costruire”.

Lei premia chi aiuta?
“Sì. Penso che bisogna partecipare alla vita degli altri, condividere il sapere. Così se un ragazzo che va male viene aiutato da un compagno bravo e migliora il suo rendimento, tutti e due avranno un voto più alto. Si aiuta cosi anche il più bravo che spesso va per intuizione e invece in questo modo si chiarisce il concetto per comunicsrlo”.

La volevano grandi aziende…

“Appena laureata ho ricevuto in una settimana 14 offerte da grandi imprese, e ben pagata visto che erano i primi anni dell’informatica. Ma ho fatto una scelta sociale, stare in classe, è questo il mio modo di far politica. I giovani sono la cosa più  importante per costruire il futuro del paese, anche se ammetto che vivere a Milano con 1500 euro al mese si fatica”.

Fatica ricompensata?
“Assolutamente sì. E’ impagabile ritrovarsi alunni che ti scrivono: grazie per avermi fatto vedere  nuove terre, avermi insegnato a vivere. Sono frasi che ti aspetteresti

scritte ad un insegnante di filosofia. Ma la matematica è proprio anche questo: imparare a ragionare, a conoscere,  a vivere nel mondo e poter scegliere in modo cosciente. Per questo dico che è una competenza di cittadinanza. Di tutti: alunni e adulti”.

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Napoli, metro 1 di nuovo ferma a Dante. Centro città tagliato fuori e traffico in tilt

Chiuse quattro fermate per problemi di sicurezza: pochi treni, guasti e un malore

arando zeppieri news roma

Ancora problemi con la linea 1 della metro. Stop ai treni diretti a Garibaldi: il centro città isolato. E con il mal tempo il traffico esplode.
Dalle 9 la circolazione da Piscinola è limitata a piazza Dante. Chiuse le stazioni di Municipio, Toledo, Università, Garibaldi.
Cosa è accaduto? Le banchine stracolme di passeggeri non hanno consentito l’accesso ai treni. In oltre il malore di un viaggiatore a Salvator Rosa ha rallentato ancor di più i tempi di circolazione in attesa dei soccorsi e la situazione si è fatta insostenibile.
Come se non bastasse è sopraggiunto il guasto di un treno. Troppo. Tutto insieme.  Metronapoli per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza ha ritenuto di limitare la circolazione. È la terza volta che succede nel giro di 10 giorni. Il problema purtroppo è strutturale Mancano i treni: i 9 convogli che ogni giorno trasportano 150 mila passeggeri, da ieri sono diventati 8, uno è guasto. non sono disponibili fondi per le riparazioni. Le difficoltà finanziarie in cui versa l’Anm non consentono di pagare, almeno per ora, i pezzi di ricambio necessari per i treni. Così il parco treni si assottiglia e si viaggia sempre peggio, in attesa dei 10 treni nuovi in arrivo nel 2019. Ieri si è viaggiato con 7 treni, il minimo storico ed è scoppiato il caos.

Roma, Fiore: “Servizi dietro Militia. Delle Chiaie regista dell’asse CasaPound-Lega”

L’intercettazione del capo di Forza Nuova sulle trame della galassia nera contenuta nell’informativa del Ros sulla caccia agli immigrati del 2014.

Invidie, rivalità e il sospetto costante di una manina dei servizi dietro le gesta dei camerati. Ciò che avviene nella galassia neofascista al moltiplicarsi di sigle non lo svela un pentito ma la viva voce di uno dei protagonisti: Roberto Fiore, il leader di Forza Nuova che ha reagito alle inchieste sulle opache fonti di finanziamento e sui raid anti-immigrati, ordinando un blitz sotto la sede di Repubblica e dell’Espresso.

Allegata all’indagine sui banglatour di tre anni fa c’è una intercettazione dalla quale emerge la preoccupazione di Fiore per il ricompattarsi dei movimenti di CasaPound e di Militia sotto l’egida di Stefano Delle Chiaie, l’ormai ottantenne leader di Avanguardia Nazionale, indicato come la testa di ponte per una saldatura tra neri e leghisti. Delle Chiaie, almeno secondo Fiore, avrebbe lavorato dietro le quinte stabilendo un asse con Mario Borghezio, leghista con un passato nell’estrema destra alla vigilia della scalata alla segreteria di Matteo Salvini.

Di un rapporto stretto tra leghisti e Delle Chiaie, del resto, si sono occupati in passato anche i magistrati che indagano sulle trame del 1992-1993. Ignaro di essere intercettato dai carabinieri del Ros, Fiore, il 26 settembre del 2014, parla a ruota libera con Alessio Costantini, responsabile romano di Fn.

“Casapound non esprime più, quello che esprimeva quattro anni fa” , esordice. Poi aggiunge: “Se Maurizio Boccacci (il capo di Militia Italia, storico leader dell’estrema destra dei Castelli Romani, ndr) sì muove, si muove perché si stanno muovendo tutta una serie di situazioni. E questa è roba di servizi. Questo è lo stato. Sono i servizi, il fatto che Boccacci sia a busta paga, te lo possono confermare persone che. ..”. Poco prima Costantini aveva messo a parte Fiore delle ultime novità: ” Si sono rimessi tutti insieme con Delle Chiaie, Giuliano (Castellino, ndr), Boccacci, stanno facendo un gruppo de merde “.

Una unione che Fiore vede come fumo negli occhi, tanto da soffermarsi in previsioni circa il futuro dei neri rivali di Casa-Pound: “Adesso Simone Di Stefano (segretario di Cp, ndr) si è messo a fare, il portavoce di Borghezio (Lega, ndr). Non è un gran posto per il capo del movimento. Si sono messi in una situazione dì vassallaggio”, sentenzia Fiore che poi spiega al suo interlocutore che “già in certe sezioni di CasaPound, ad esempio in Abruzzo, c’è la roba della Lega. Questo – tuttavia, secondo Fiore – è positivo” . Evidentemente sperando che il connubio finisca per indebolirli avvantaggiando Forza Nuova.

C’è poi il capitolo Delle Chiaie. Costantini riferisce di una riunione a Roma tra l’ex leader di Avanguardia nazionale e Borghezio: “Delle Chiaie sta sempre nell’ombra ovviamente non potrà mai essere uomo di facciata. Però è quello che ha i contatti a Roma e può far succedere qualche situazione particolare a Roma fra i vari gruppi”. I due passano poi a discutere di strategie, convenendo che comunque il vento sia ” favorevole ” a chi nell’estrema

destra “resta libero ” . Un’opportunità che però richiede prudenza: ” Io so per storia che nel momento in cui tu rimani solo ti sfondano, e noi in questo momento non abbiamo ancora le difese per opporci… ” . Insomma: l’asse Lega- CasaPound preoccupa ma i due dirigenti di Forza Nuova concordano sul fatto che non hanno la forza per far scoppiare il caso, limitandosi a concertare una strategia attendista, valutando l’evolversi degli eventi.

Torino: i prof in sciopero contro la preside: “Non rispetta il nostro lavoro”

All’istituto Regina Margherita. Il ministero manda un’ispezione

Un’intera scuola in sciopero contro la sua preside. Come se il dirigente scolastico fosse il padrone e i professori e il resto del personale invece i lavoratori di una fabbrica dei primi del Novecento. Succede a Torino, all’istituto Regina Margherita dove il rapporto, incrinato da tempo tra la dirigente Marianeve Rossi, arrivata solo in settembre, e i docenti, si è definitivamente interrotto: ieri durante l’assembla indetta dai rappresentanti unitari dei sindacati e condivisa dalle organizzazioni Cub, Flc-Cgil, Cisl è stato indetto lo sciopero e un sit in per venerdì 22 dicembre quando i lavoratori del Regina Margherita si troveranno sotto la sede dall’Ufficio scolastico regionale, in corso Vittorio Emanuele per protestare contro la preside.
Il caso era scoppiato già a novembre quando i rappresentanti sindacali avevano denunciato i comportamenti della dirigente, “irrispettosa nei confronti dei colleghi”, che sarebbero stati avvilenti per la professionalità di chi lavora nella scuola. Il malcontento era tale che era stata convocata una grande assemblea proprio a scuola con tutto il personale in stato di agitazione. Uno dei nodi sta anche nelle diverse vedute su come applicare la riforma della “Buona scuola” voluta dall’ex premier Matteo Renzi.
Uno scontro durissimo tanto che i collaboratori della preside si erano dimessi e la maggioranza dei docenti si era schierata con loro. Sul caso l’ufficio scolastico regionale ha avviato una ispezione: “Sono stata io la prima a chiederla” dice la dirigente. Qualche giorno fa il tentativo di conciliazione tra le parti davanti al funzionario della prefettura era fallito: “Sin dall’inizio non ho trovato un clima collaborativo” accusava la preside, ma la goccia che ha fatto scattare lo sciopero è la “denuncia” all’Usr delle rappresentanze sindacali di Cub e Flc Cgil che secondo Rossi avrebbero utilizzato fuori orario e senza autorizzazione l’aula magna per l’assemblea di novembre: “Arrivare a indire uno sciopero contro una preside, fatto rarissimo, domostra come i suoi comportamenti siano ritenuti molto gravi dai lavoratori del Regina Margherita” ragiona Cosimo Scarinzi, coordinatore Cub Scuola. Ora si vedrà se la protesta di venerdì 22 sortirà qualche effetto, ma al momento si resta al muro contro muro.

Shock nel ciclismo: Chris Froome trovato positivo alla Vuelta. “Mi stavo curando l’asma”

arnaldo zeppieri newsUci: “La sostanza è un broncodilatatore, il salbutamolo. Per la sua natura, a Froome non è applicata la sospensione provvisoria obbligatoria”. Il campione: “Durante la Vuelta ho avuto un peggioramento e aumentato la dose, stando attento a non usarne più di quanto permesso”. Ma secondo l’Uci nei campioni di urine analilizzati la sostanza era presente in concentrazione superiore al limite consentito.

Shock nel mondo del ciclismo. Chris Froome, 32 anni, considerato il più grande campione di questa ultima parte di storia del ciclismo – e uno dei maggiori di questo sport – è stato trovato positivo all’ultima edizione delle Vuelta. Che lo stesso Froom ha vinto compiendo una impresa che è stata di pochi campionissimi: la vittoria nello stesso anno di due delle tre grandi corse a tappe (la terza è il Giro d’Italia): la Vuelta, appunto, e il Tour de France. Non accadeva dal 1978.

L’Unione Ciclistica Internazionale, fa sapere in un comunicato che il fuoriclasse britannico del team Sky è risultato positivo a un broncodilatatore, il salbutamolo. L’Uci precisa che Froome non è sottoposto alla “sospensione provvisoria obbligatoria” in ragione della natura della sostanza incriminata. Ovvero, Froome non è stato sospeso perché la sostanza è stata assunta a fini terapeutici.

Quando la notizia ha fatto irruzione sulle testate di tutto il mondo, Froome ha offerto la sua spiegazione attraverso un comunicato: “Tutti sanno che ho l’asma e conosco le regole, uso un inalatore per prevenire i sintomi, sempre entro i limiti consentiti, e so perfettamente che sarò controllato ogni giorno che indosso la maglia di leader – si legge nel documento diffuso dallo staff del campione -. Durante la Vuelta ho avuto un peggioramento dell’asma, quindi ho seguito il consiglio del medico della squadra e aumentato la dose di salbutamolo, come sempre, stando attento a non usarne più di quanto permesso. Prendo molto sul serio la mia posizione di leader nel mio sport. L’Uci ha tutto il diritto di esaminare i risultati delle analisi e gli fornirò tutte le informazioni necessarie insieme al mio team”.

Nello stesso comunicato del team Sky, si spiega che “Chris soffre di asma fin dall’infanzia e utilizza un inalatore per prendere un farmaco comune, il salbutamolo, per prevenirne e alleviarne i sintomi. Il salbutamolo è consentito dalle norme Wada quando inalato fino a un limite di 1.600 microgrammi (mcg) per un periodo di 24 ore e non più di 800mcg oltre 12 ore”.

Il punto è che, dalle analisi, Froome ha assunto salbutamolo in quantità superiore al tetto fissato dal Codice antidoping. Come spiega l’Uci nel suo comunicato: “L’Uci conferma di aver notificato al corridore britannico Christopher Froome un risultato d’analisi anormale (Raa) per la presenza di salbutamolo in una concentrazione superiore a 1000ng/ml (nanogrammi per millilitro) in un campione raccolto durante la Vuelta il 7 settembre. Il risultato delle analisi è stato notificato a Froome il 20 settembre. L’analisi di un secondo campione ha confermato il risultato”. E cioè: una concentrazione di salbutamolo di 2000 nanogrammi per millilitro, esattamente il doppio del consentito.

“Per principio – prosegue l’Uci – e benché non sia richiesto dal Codice mondiale antidoping, l’Uci segnala sistematicamente sul suo sito internet le violazioni potenziali delle regole antidoping quando viene applicata una sospensione provvisoria obbligatoria. La presenza di una sostanza specifica come il Salbutamol non necessita di tale sospensione a carico del corridore”.

Chris Froome, il “keniano bianco” (è nato in Kenya da genitori britannici), ha vinto il Tour per ben quattro volte (2013, 2015, 2016 e appunto 2017). Quella

della scorsa estate è stato invece il suo primo trionfo alla Vuelta. E, tra le grandi corse a tappe, gli resta da vincere solo il Giro d’Italia, alla cui edizione 2018 aveva già annunciato la sua partecipazione, avendo come obiettivo la doppietta Giro-Tour, che non si registra dal 1998. Ovvero, dal doppio exploit di Marco Pantani nei suoi giorni di massima gloria, prima che il proprio doping irrompesse nella sua vicenda, sportiva e umana, indirizzandola verso una tragica fine.

Qual è la situazione nelle zone del terremoto del 2016? Le cifre della Protezione civile

A 15 mesi dal sisma che sconvolse tutto il centro Italia, tutti i numeri dell’assistenza e della ricostruzione Più di seimila persone assistite, 1.648 casette consegnate, 211 mila sopralluoghi effettuati sugli edifici pubblici e privati. A 15 mesi dalle scosse sismiche nel Centro Italia sono questi alcuni dei dati dell’attività svolta dalla Protezione civile presentati in occasione della cerimonia di conferimento della medaglia d’oro al valor civile al Dipartimento.

Assistenza alla popolazione

Ad oggi sono complessivamente 6.128 le persone assistite. Di queste 4.316 si trovano in strutture alberghiere, altre 981 trovano accoglienza nel proprio comune nei moduli container allestiti nei mesi scorsi dal Dipartimento e altre 831 sono ospitate negli alloggi realizzati in occasione di terremoti del passato in Umbria, Marche e Abruzzo e in altre strutture comunali. Nelle Marche gli assistiti sono 3.628, in Abruzzo 1.388, in Umbria 926 e nel Lazio 186. Secondo i dati forniti dalle Regioni, inoltre, sono quasi 42mila le persone che usufruiscono del Contributo di Autonoma Sistemazione.

Qual è la situazione nelle zone del terremoto del 2016? Le cifre della Protezione civile
 Casette consegnate ad Amatrice

Soluzioni abitative di emergenza

Le casette consegnate sono 1.648 (674 nel Lazio, 391 in Umbria, 557 nelle Marche e 26 in Abruzzo) e vi trovano alloggio 2.494 persone, mentre 720 sono nei Mapre (i Moduli abitativi prefabbricati rurali emergenziali). Secondo i dati forniti dalle quattro Regioni colpite sono complessivamente 3.691 le Sae ordinate prima del 28 novembre per i 50 comuni che ne hanno fatto richiesta: la regione Abruzzo ne ha ordinate 238, il Lazio 826, l’Umbria 784. La regione Marche il 29 novembre ha ordinato altre 122 Sae che vanno ad aggiungersi al precedente fabbisogno di 1.843 soluzioni abitative di emergenza per i ventotto Comuni che ne hanno segnalato l’esigenza. Attualmente sono in corso lavori in 113 aree.

Qual è la situazione nelle zone del terremoto del 2016? Le cifre della Protezione civile
amatrice ricostruzione ponte

Container

All’indomani del terremoto del 30 ottobre il numero delle persone che non hanno potuto far rientro nella propria casa è aumentato in modo considerevole, passando dai 4.800 assistiti di inizio settembre a più di 30.000 persone assistite nelle prime settimane di novembre. Tra dicembre 2016 e febbraio 2017 pertanto sono state realizzate 23 aree container in nove comuni marchigiani e umbri: Cascia e Norcia in Umbria, Petriolo, Pieve Torina, Amandola, Tolentino, Camerino e Visso nelle Marche: ad oggi trovano alloggio nei container quasi mille persone, per una capienza di circa 1.400 posti.

Verifiche di agibilità

Secondo i dati comunicati dalle Regioni sono quasi 211mila i sopralluoghi effettuati fino ad oggi sugli edifici pubblici e privati. I controlli hanno riguardato anche gli edifici scolastici: degli oltre 2.633 edifici esaminati, il 66% è risultato agibile.

Qual è la situazione nelle zone del terremoto del 2016? Le cifre della Protezione civile
Amatrice Scuola Terremoto

Volontariato di Protezione civile

Durante l’emergenza si sono avvicendati complessivamente oltre 30mila volontari, di 40 diverse organizzazioni di volontariato. A questi si aggiunge l’impegno del volontariato regionale e locale dei territori colpiti. L’impiego massimo dei volontari è stato raggiunto nella settimana successiva al sisma del 30 ottobre 2016, con circa 1.350 volontari in campo.

Blitz fascista, sit-in davanti a Repubblica e Espresso

All’iniziativa Amnesty, Anpi e tante altre associazioni. Camusso (Cgil): “Troppa sottovalutazione”. Il direttore Calabresi: “In Italia c’è un clima che tende a tollerare o minimizzare”. Cerno: “Nostro compito denunciare”. Damilano: “Consapevoli di salvare la democrazia”

Bandiere, striscioni e un unico messaggio: no al fascismo e agli attacchi contro la libertà di stampa. Associazioni, sindacati, federazioni di giornlisti e cittadini hanno partecipato questo pomeriggio al presidio anti-fascista orgnanizzato davanti alla sede di Repubblica e Espresso in via Cristoforo Colombo, a Roma. Un sit-in spontaneo, nato in reazione al blitz di alcuni attivisti di Forza Nuova che la scorsa settimana hanno fatto irruzione accendendo fumogeni e urlando proclami contro le due redazioni.

“Non ci preoccupa tanto l’attacco a un giornale o a un gruppo editoriale, quanto lo slittamento che sta avvenendo nel nostro Paese e che permette e tollera alcuni atteggiamenti, come quelli di chi pensa di poter far tacere la stampa o chi sostiene che alcune persone abbiano più diritti di altri” ha sottolineato il direttore di Repubblica, Mario Calabresi. “Questo presidio antifascista non è una sfida personale, ma di un’intera società. Bisogna reagire e smettere di tollerare o minimizzare determinati atteggiamenti e aggressioni- ha proseguito – continueremo a fare le inchieste sull’estrema destra, ma andremo avanti anche nella nostra battaglia per l’approvazione dello Ius soli”.

Parole condivise dalla segretaria della Cgil, Susanna Camusso: “Ci preoccupa la grande sottovalutazione che accompagna, in Italia, gli attacchi neofascisti o razzisti. Troppo spesso questi episodi vengono minimizzati invece che essere fermati facendo rispettare le leggi”.

Al sit-in, a cui hanno partecipato decine di associazioni, erano presenti anche il condirettore di Repubblica, Tommaso Cerno, e il direttore dell’Espresso, Marco Damilano. “Compito dei giornali – ha detto Cerno – è la denuncia di questi atti. Il governo deve esistere ma è dal senso di coscienza collettiva e senso civico che noi salviamo la democrazia. Non è con le leggi speciali che si ferma la violenza speciale”.

Blitz fascista, sit-in davanti a Repubblica e Espresso

Tommaso Cerno, condirettore di Repubblica

E Damilano ha aggiunto: “La storia della violenza contro i giornalisti non ha confini l’Italia, il nostro Stato, si fonda sull’antifascismo e sulla libertà di stampa. Valori attaccati dagli attivisti di Forza Nuova con il loro blitz contro i nostri giornali”. Per il direttore “c’è ostilità verso la stampa libera e democratica. Ma il giornalismo è l’infrastruttura della democrazia e va tutelato, salvaguardato e rispettato”.

A denunciare il clima in cui devono laorare i giornalisti nel nostro Paese è anche la Rete #NoBavaglio: “L’ideologia che sta dietro a questi attacchi dell’estrema destra è allarmante. Vorrebbero tappare la bocca ai giornalisti,vorrebbero essere loro a scegliere cosa i cittadini devono o non devono leggere. Ma fascismo, nazismo e razzismo sono ideologie contro cui bisogna restare vigili e non abbassare la guardia”.

Blitz fascista, sit-in davanti a Repubblica e Espresso

Susanna Camusso, leader Cgil

Oltre a Amnesty International, alla rete di Studenti Link, l’associazione Giulia delle giornaliste per la libertà di Informazione e all’associazione stampa romana, al presidio erano presenti, tra gli altri, anche l’Anpi e l’associazione Articolo 21. “Il fascismo non fa parte del mobilio di questo Paese. Ecco perchè manifesteremo ogni volta che ci saranno aggressioni simili. E continueremo a fare inchieste, a scrivere, a denunciare le illegalità. Le minacce non fermeranno il giornalismo” ha ribadito Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi-Federazione nazionale della Stampa.

“Essere qui era un obbligo, perchè nessuno può sentirsi libero di minacciare i giornalisti o chiudere la bocca all’informazione” ha precisato Raffaele Lorusso, segretario Fnsi. E Carlo Verna, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti ha aggiunto: “Rispediamo al mittente ogni minaccia e provocazione. L’Italia è antifascista e la Costituzione tutela la libertà di stampa”.

Maltempo Roma, albero cade davanti a un bus in Prati. Mimosa crolla davanti a scuola a Casal Palocco

’arbusto si è accasciato sulla carreggiata in via Colonna, proprio davanti a un bus della linea 913. In via XXI aprile un albero è caduto accasciandosi sul marciapiede

Alberi caduti in città e in provincia per le raffiche di vento che si stanno abbattendo sulla regione. Da ieri sera è allerta meteo e, come hanno fatto sapere il Centro funzionale regionale e la Protezione civile, sia oggi che domani si prevedono precipitazioni diffuse, con temporali e forti raffiche. Sono oltre 130 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco di Roma per il maltempo. Tra i quartieri più colpiti dal forte vento Ostia, Nomentano, Eur, Casilino, Tiburtina e in provincia le zone di Cerveteri, Fiumicino e il litorale. Si tratta soprattutto di alberi e rami pericolanti o caduti su strada, pali pericolanti e danni d’acqua.Nel municipio I un albero è caduto in via Marcantonio Colonna, bloccando la viabilità. L’arbusto si è accasciato sulla carreggiata, proprio davanti a un bus della linea 913. Non ha retto alle violente raffiche di vento un albero di mimosa davanti all’istituto comprensivo Tullia Zevi di via Pirgotele a Casal Palocco, nel X Municipio. Il fusto si è schiantato a terra proprio all’ingresso della scuola fortunatamente mentre i ragazzi erano nelle aule. Nessun ferito dunque anche se la paura tra i genitori degli studenti è stata tanta. I vigili del fuoco nel primo pomeriggio hanno poi proceduto rimuovendo l’albero. Resta ancora alta invece l’allerta sul lungomare dove si è abbattuta nelle ultime ore una violenta mareggiata con il vento che ha soffiato a 80 chilometri orari.

A Montesacro, nel III municipio, è caduto un grosso ramo in via Matteo Bandello. “Si trova a pochi passi dalla scuola De Gasperi e dal nido comunale Cecchina”, spiega Manuel Bartolomeo, del comitato di quartiere Talenti. Tragedia sfiorata anche in via Val Maggia, dove un platano si è spezzato e “una parte è caduta all’interno del cortile della scuola – spiega Emiliano Bono, consigliere Fdi del III municipio – fortunatamente non ci sono stati danni a persone, ma solo ad autovetture”.Due gli alberi caduti nel II municipio. Il primo, in mattinata, in via XXI aprile si è accasciato sul marciapiede ed ha alzato, con le sue radici, una parte della sede stradale. “Questa zona era stata segnalata al Comune come pericolosa – spiega l’assessore all’Ambiente del parlamentino, Fabiano Rosario (Pd) – Dopo le dichiarazioni dell’assessora comunale all’Ambiente Pinuccia Montanari, che annuncia lo slittamento ad aprile dell’appalto per le potature degli alberi a Roma, possiamo solo dire ai cittadini di prestare la massima attenzione a camminare sotto agli alberi, che cadono come birilli”. Intorno alle 17 è toccato a un altro arbusto all’interno del Parco dei Caduti a San Lorenzo: l’albero ha divelto addirittura una cancellata. “Tragedia sfiorata – aggiunge l’assessorino dem – perché se fosse caduto dall’altro lato avrebbe preso le giostrine”.

Alberi caduti anche a Vitinia, come segnalato dal comitato di quartiere. Se n’è spezzato uno a via Sarsina, all’altezza del civico 90, mentre a via Lago Santo la carreggiata è rimasta bloccata in entrambi i sensi di marcia, prima che un tronco a terra venisse rimosso. Code in mattinata sulla Colombo a causa della caduta di rami.

Problemi anche in zona Marconi: “In via Acenna – spiega Valerio Garipoli, capogruppo Fdi dell’XI municipio – c’è un’alberatura con le radici divelte. Inutile dire che il Comune deve attivarsi per un maggior controllo e monitoraggio del territorio, insieme ad azioni preventive”. L’arbusto si è  inoltre accasciato su una macchina, danneggiandola.

Astral InfoMobilità segnala anche criticità sulla Nettunense, dove si registrano code per la caduta di un ramo sulla carreggiata al km 0 e 800, all’altezza del centro abitato di Frattocchie. Stessa situazione sulla Sr312 Castrense al km 7, dove è stato istituito il senso unico alternato per la caduta di rami. Al lavoro il personale di Astral Spa per ripristinare la normale viabilità.

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