Distrugge la Ferrari appena ritirata dal concessionario

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In Cina, nella città di Wenling, una signora ha noleggiato una Ferrari 458 del valore di oltre mezzo milione di euro ma pochi metri dopo essere uscita dalla concessionaria ha perso il controllo della vettura distruggendola. Subito prima di partire l’incauta guidatrice si è anche fatta un selfie postato su Facebook con il commento: « Per la prima volta al volante di una Ferrari. È davvero bellissimo». Le immagini dell’incidente sono state riprese da una telecamera di sorveglianza. La donna è rimasta ferita nell’impatto, ma non è grave. (Video: YouTube)

“Divento papà!”. L’annuncio social del vip manda in tilt i fan. “Aiutatemi con il nome”. Pioggia di auguri da tutti i suoi super colleghi

Al momento non è dato sapere il sesso del bebè, tuttavia è già partito il sondaggio sui social in cui si chiede ai fan di dare dei suggerimenti sul nome del nascituro o nascitura. Quello che è certo, quindi, è che Giuliano Sangiorgi dei Negramaro si prepara a diventare padre. Il cantante avrà presto un figlio dalla compagna Ilaria Macchia. In un’intervista rilasciata lo scorso novembre a Vanity Fair, Sangiorgi si era detto pronto a conoscere le gioie della paternità: “Ilaria e io ne parliamo da un po’. Ma il dubbio è: io mi dico che lo voglio ma lo sento davvero questo desiderio o potrei vivere tutta la vita così? Non lo so. So solo che siamo pronti”. L’annuncio della lieta notizia è stato pubblicato dalla pagina Facebook ufficiale dei ‘Negramaro’. Per condividere questa gioia con i fan, la band ha postato una foto di Giuliano Sangiorgi con il volto coperto dal libro di Patrizio Cossa intitolato ‘Niente panico! Come sopravvivere alla paternità’. L’immagine era accompagnata dalla scritta: “Scegliamo il nome?”. Inutile dire, che i fan si sono subito lanciati in mille proposte. (Continua a leggere dopo la foto)

Ilaria Macchia è salentina come il cantante. Originaria di San Donato, in provincia di Lecce, ha conseguito una laurea in Cinema e ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Si divide tra Lecce e Roma e lavora come sceneggiatrice e scrittrice. Tra i film a cui ha lavorato ricordiamo ‘Non è un paese per giovani’. L’11 aprile 2017 è uscito il suo libro dal titolo ‘Ho visto un uomo a pezzi’. In un’intervista rilasciata a ‘Io Donna’ nel 2016, Giuliano Sangiorgi ha detto di lei… (Continua a leggere dopo la foto)

“Stare in casa con una che vive sulle tue stesse nuvole, ti fa sentire un po’ meno str**zo (ride). Le frequenti assenze per lavoro non pesano perché le parole per noi sono una cosa importante, riescono a sopperire. E poi non ho bisogno di spiegare alla mia compagna che sto lavorando persino quando guardo dalla finestra… E che bisogna stare un po’ con i piedi per aria!”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il post pubblicato dai Negramaro ha scatenato l’entusiasmo non solo dei fan ma anche dei colleghi di Giuliano Sangiorgi. Emma Marrone si è detta “una zia felice”. Paola Turci e Jovanotti hanno accolto la notizia con una cascata di cuoricini. Federico Zampaglione ha suggerito all’artista di chiamare il bebè ‘Arte’. Al momento non è dato sapere se sarà un maschietto o una femminuccia.

“Salvini, era meglio se tacevi”. Un durissimo Vittorio Feltri: ecco il grave errore di Matteo

 Siamo ancora qui a discutere di vaccini con individui per nulla abilitati a trattare di una materia scientifica, per impadronirsi della quale bisognerebbe averla studiata. Non c’ è niente di più uggioso che parlare con gente totalmente ignorante che, avendo letto due bischerate su internet, è convinta di essersi acculturata.
Uno può essere cretino senza essere troppo dannoso, ma il cretino dinamico e ciarliero provoca disastri.
Quando ero un ragazzo e frequentavo le elementari avevo un paio di compagni di classe che avevano avuto la poliomielite. Costoro soffrivano di difficoltà motorie, camminavano buttando le gambe storte ovunque, facevano pena e qualche idiota li derideva.

Provavo una grande compassione per loro. C’ era un paesino di montagna nelle valli Bergamasche i cui abitanti erano quasi tutti storpi per effetto della orrenda malattia. Ora che sono vecchio non vedo in giro più nessuno che deambula in modo sgangherato. Perché? Un miracolo? Nossignori. Un grande medico ricercatore ha scoperto una formula chimica in grado di prevenire la grave patologia. Ecco il vaccino antipolio. Miracoloso. Decisivo. Una piccola e indolore incisione sulla pelle è sufficiente per impedire alla malattia di rovinare la vita a una moltitudine di poveri ragazzi. Gli zoppi infatti non ci sono più, esclusi quelli che si sono fracassati le ossa sciando o cadendo dalla motocicletta guidata da deficienti.
Una sera sono stato a cena con uno scienziato con i controcoglioni, Roberto Burioni, che mi ha spiegato la questione e mi ha convinto di una cosa di cui ero già convinto. I vaccini sono mirati a produrre gli anticorpi che vietano a un determinato morbo di attaccarti.

Per approfondire leggi anche: Pertanto sei salvo. Il vaiolo infatti non c’ è più. E così varie altre forme di malanni che un tempo minacciavano la salute di bimbi e adulti. I vaccini non sono una minaccia, fessi che non siete altro, ma una garanzia. Lo dimostrano le statistiche che sui grandi numeri sono infallibili. Molte brave persone sono, invece, persuase che questo tipo di prevenzione sia maggiormente pericoloso della difterite e roba simile. Sbagliano, non sono cattive ma semplicemente disinformate. Non hanno studiato e si fanno influenzare da uno scemo qualsiasi che blatera a vanvera sui social.
L’ ultimo a sparare cazzate in questo campo è stato Salvini, uomo che stimo, ma che non può dettare legge su quanto non conosce. I vaccini devono essere obbligatori per chiunque frequenti una scuola pubblica, si tratta di difendere la comunità e non solo l’ individuo. Chi non comprende un concetto così elementare non può discettare di scienza, che non sarà esatta ma più precisa – di norma – di un deputato, per quanto ministro. Smettetela di chiacchierare per dare aria ai denti.

Matteo Salvini, il sondaggio del trionfo: “Distrugge Luigi Di Maio 5-0, partita già chiusa”

Altro che “una poltrona per due”. Matteo Salvini ha già battuto Luigi Di Maio 5-0, partita chiusa e tanti saluti. Il sondaggio di Antonio Noto pubblicato dal Quotidiano nazionale è semplicemente impietoso. Su cinque voci di “incidenza” dei due leader sul governo presieduto da Giuseppe Conte, il segretario della Lega stravince sempre.

Il 65% degli elettori, spiega Noto, ritiene che questo governo sia più condizionato dalle posizioni di Salvini che da quelle di Di Maio, e lo pensa anche la maggioranza dello stesso Movimento 5 Stelle. Altro dato umiliante: Salvini è il “vero premier” per il 58% degli intervistati, Conte per il 22% e Di Maio terzo con appena il 15 per cento, pur essendo assai più esposto del presidente del Consiglio. Terzo punto: a dettare l’agenda politica e mediatica è sempre Salvini, per il 68%, una capacità riconosciuta all’altro vicepremier e segretario grillino appena dal 12% di intervistati. Strettamente connessa a questo aspetto l’efficacia della comunicazione: per il 59% Salvini ha comunicato bene con i cittadini, solo per il 28% si può dire altrettanto di Di Maio. Molto ha pesato anche la scelta di intervenire di Salvini su temi pesanti, come Ong e chiusura dei porti. Infatti per il 61% il leghista è riuscito a incidere anche a livello internazionale, mentre l’evanescente Di Maio si deve fermare a un misero 10 per cento.

Amministrative, pugliesi al voto: tutti i rebus dei ballottaggi tra accordi segreti e apparentamenti

Amministrative, pugliesi al voto: tutti i rebus dei ballottaggi tra accordi segreti e apparentamenti

Una fase delle operazioni di voto

Solo ad Acquaviva è stato formalizzato un accordo ufficiale Sono molte le situazioni in bilico A partire dalla sfida di Brindisi. Urne aperte dalle 7 alle 23



Più accordi sottobanco che intese alla luce del sole. Negli 11 comuni che oggi domenica 25 giugno tornano alle urne (dalle 7 alle 23) per scegliere al ballottaggio i loro nuovi sindaci, gli apparentamenti tecnici (vale a dire gli accordi ufficiali tra coalizioni che al primo turno si erano presentate divise) sono un fenomeno rarissimo. L’unico apparentamento si segnala a Acquaviva delle Fonti. Qui Franco Pistilli, candidato di centrodestra e già sindaco della città negli anni scorsi, ha ufficializzato l’accordo con Forza Italia, Noi con l’Italia e Cdl (civica). Proprio i partiti che al primo turno sostenevano l’altro candidato di centrodestra, Francesco Colafemmina, il quale ha denunciato nei giorni scorsi l’accordo alle sue spalle, accusando lo stesso Pistilli il competitor al secondo turno con il sindaco uscente, Davide Carlucci, alla guida di una coalizione di civiche di centrosinistra. Al ballottaggio, Carlucci, ha al suo fianco il Pd che al primo turno era andato da solo.

Negli altri dieci comuni al voto non si segnalano apparentamenti tecnici, ma si sprecano le intese più o meno ufficiali con forze escluse dal ballottaggio. È quello che succede per esempio a Francavilla Fontana, dove il candidato di centrosinistra Maurizio Bruno sfida Antonello Denuzzo, alla guida di civiche. Quest’ultimo prova a rinforzare la sua coalizione accordandosi con Antonio Andrisano, di Forza Italia. Ma il partito minaccia l’espulsione di Andrisano dai forzisti in caso di accordo
Coalizioni congelate invece a Brindisi, la piazza più grande in ballo al secondo turno, dove il candidato di centrodestra Roberto Cavalera (34 per cento al primo turno) non è riuscito a trovare un accordo con il leghista Giacomo Massimo Ciullo che al primo turno aveva raccolto il 18 per cento dei voti. Ciullo addirittura sta invitando i suoi elettori a non votare per Cavalera: “Credevano di manipolare i nostri voti, ma gli elettori della Lega non sono costretti a votare la sua coalizione che non rappresenta il centrodestra”. Un’occasione per Riccardo Rossi, candidato di centrosinistra (23,5 per cento) di poter ribaltare la situazione al ballottaggio. Per questo, Rossi, ricercatore Enea, chiama a raccolta gli elettori del Movimento 5 Stelle, esclusi dal ballottaggio. In realtà il sostegno grillino ai candidati di centrosinistra è un fenomeno che potrebbe verificarsi anche nei comuni baresi al ballottaggio. È il caso di Altamura dove si registra la volontà di parte dei 5 Stelle di far convergere i loro voti su Rosa Melodia, candidata di centrosinistra. Non solo, sulla pasionaria altamurana potrebbe arrivare anche la preferenza di alcuni elettori di Antonello Laterza, candidato leghista escluso dal secondo turno. Tutto pur di non far prevalere al ballottaggio Giovanni Saponaro, candidato con civiche di destra, esponenti di Forza Italia e uomini vicini a Michele Emiliano. Nessun apparentamento tecnico neanche a Bisceglie, dove al ballottaggio vanno Angelantonio Angarano (ex Pd e destra) e Gianni Casella (civiche vicine al Pd). Convitato di pietra del secondo turno sarà Francesco Spina, ex sindaco di centrodestra, poi passato con i dem, che ha sostenuto l’ex comunista Franco Napoletano, sconfitto al primo turno. I due candidati sindaci si affrettano a prendere le distanze da Spina, che rappresenta le operazioni trasformistiche del passato in città. Situazione congelata anche a Conversano dove il ballottaggio sarà uno scontro tutto a sinistra, fra Pasquale Loiacono alla guida di una coalizione composta da civiche, socialisti e Leu, e Pasquale Gentile sostenuto da civiche di centro e Pd. A Noci invece è sfida fra l’ex senatore fittiano Pietro Liuzzi e il sindaco uscente di centrosinistra Domenico Nisi. Quest’ultimo ha provato a far rientrare in partita i 5 Stelle, esclusi dal ballottaggio, ma senza riuscirci. Una doppia delusione per la candidata grillina Claudia Gentile, storica attivista pentastellata che si è presentata alle elezioni al primo turno con il simbolo di una civica, visto che i vertici del Movimento hanno negato ai grillini nocesi di presentarsi al primo turno con il simbolo 5 Stelle. “Siamo fuori dai giochi – commenta Gentile – e non entreremo neanche in consiglio comunale per soli trenta voti. Il fatto di non aver potuto concorrere con il simbolo ci ha fatto perdere tempo e voti. Ora chiederemo spiegazioni al Movimento e andremo a chiederle direttamente a Roma”.

Vigilia avvelenata del vertice Ue sui migranti. Francia e Spagna all’attacco: “Non c’è crisi, siete egoisti”

Vigilia avvelenata del vertice Ue sui migranti. Francia e Spagna all'attacco: "Non c'è crisi, siete egoisti"
La nave Lifeline in mare da giorni con 224 migranti a bordo
(afp)

Il ministro dell’Interno italiano a Der Spiegel (“Il nostro sì al summit non è scontato”) apre una giornata di accuse e veleni. Salvini dà dell’arrogante a Macron, Di Maio lo definisce “nemico numero uno”. Parigi anticipa la linea comune con la Spagna: “Centri chiusi in Paesi dell’Unione di primo sbarco. Sanzioni per chi non accoglie i rifugiati”

ROMA – Una vigilia di veleni. E di attacchi. La tensione tra Italia e Francia vive nella battaglia di dichiarazioni tra Emmanuel Macron, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, a poche ore dal vertice Ue sui migranti, a cui si aggiunge in tarda serata un durissimo Pedro Sanchez. Un summit, quello di Bruxelles, cui l’Italia parteciperà – fanno sapere fonti di governo – “con le mani libere”, non escludendo di dire un no finale.

MACRON: “IN ITALIA NESSUNA CRISI MIGRATORIA”
Il presidente francese ha lanciato un affondo che sembrava diretto al vicepremier leghista italiano. “Bisogna essere chiari e guardare le cifre – ha dichiarato Macron – l’Italia non sta vivendo una crisi migratoria come c’era fino all’anno scorso. Chi lo dice, dice una bugia”. “Una crisi politica”, ha poi aggiunto, è provocata da “estremisti che giocano sulle paure. Ma non bisogna cedere nulla allo spirito di manipolazione”. Parlava di Salvini? Quel che è certo è che il ministro dell’Interno italiano si è sentito talmente punto sul vivo dal dare “dell’arrogante” al presidente francese.

Ecco il contrattacco di Salvini: “Seicentocinquantamila sbarchi in 4 anni, 430mila domande presentate in Italia, 170mila presunti profughi a oggi ospitati in alberghi, caserme e appartamenti per una spesa superiore a 5 miliardi.  Se per l’arrogante presidente Macron questo non è un problema, lo invitiamo a dimostrare la generosità con i fatti aprendo i tanti porti francesi e smettendo di respingere donne, bambini e uomini a Ventimiglia”. E Luigi Di Maio rincara la dose: “In Italia l’emergenza immigrazione esiste eccome ed è alimentata anche dalla Francia con i continui respingimenti alla frontiera. Macron sta candidando il suo Paese a diventare il nemico numero uno dell’Italia su questa emergenza, il popolo francese è sempre stato solidale e amico degli italiani. Ascolti loro, non chi fa soldi sulla pelle di quelle persone”.

La vigilia del vertice Ue era cominciata con le dichiarazioni del leader del Carroccio che a Der Spiegel aveva annunciato la linea politica del governo italiano. “La differenza col passato è che l’approvazione dell’Italia non è garantita a priori”. Contestando le priorità del vertice: “Sul tavolo lì c’è innanzitutto la questione dei respingimenti immediati verso l’Italia di coloro che originariamente sono approdati sulle nostre coste, e solo successivamente la sicurezza delle frontiere esterne per il futuro. Per noi vale esattamente il contrario”. E ancora: “Conte ha il mandato di dire sì o no, di partecipare oppure alzarsi e sparire”.

Sanchez, intervistato da El Pais, dà manforte a Macron e alza ancora i toni: “Ci sono governi, come quello italiano, che fanno un discorso anti-europeo e dove l’egoismo nazionale è più diffuso”. Poi dichiara: “Ciò ha anche a che fare con la precedente mancanza di solidarietà da parte dell’Ue con un Paese che ospita mezzo milione di esseri umani che provengono dalle coste della Libia”, che sottolinea che “il modo migliore per combattere l’eurofobia è una maggiore integrazione”. La Spagna non sarà insensibile alle
tragedie umane ma è evidente che “non può dare da sola una risposta”.

LO SCONTRO SUGLI HOTSPOT NEI PAESI DI PRIMO SBARCO
La posizione francese invece ruota su un altro punto: “Francia e Spagna proporranno al vertice europeo sui migranti l’istituzione di centri chiusi sul territorio europeo nei paesi di primo sbarco”, ha detto Macron dopo l’incontro con il premier spagnolo Sanchez. “È una soluzione a livello intergovernativo, può darsi che un giorno diventi europea ma non siamo costretti ad aspettare”. Macron propone anche sanzioni per i Paesi che si rifiutano di accogliere i migranti. Il no del governo italiano è netto: “Gli hotspot nei Paesi di primo sbarco vorrebbe dire ‘Italia pensaci tu’. Non esiste”, dice Di Maio. “I centri vanno realizzati nei paesi di origine e transito e devono essere a guida europea. Questo è quello che il Movimento 5 Stelle chiede da anni ed è quello che chiederà il Presidente Conte a Bruxelles. Non arretreremo di un millimetro”. In realtà, nel vertice Macron-Conte di Parigi, la posizione francese era sembrata diversa con un’apertura alla proposta italiana di istituire hotspot in Africa. Con la Germania lo scontro invece sarà sui respingimenti, vera e propria spada di Damocle per Merkel, allo scontro finale con il suo ministro dell’Interno Seehofer.

LA VISITA DI SALVINI IN LIBIA
È tutto pronto, intanto, per l’annunciato viaggio di Salvini in Libia, che dovrebbe avvenire lunedì prossimo. Alla missione a Tripoli del ministro, che – tra gli altri – incontrerà il premier Fayez al Sarraj, hanno lavorato l’intelligence e l’ambasciatore italiano nella capitale libica, Giuseppe Perrone. Per lunedì pomeriggio è prevista una conferenza stampa al Viminale nella quale, presumibilmente, il ministro riferirà dell’esito della trasferta. Tanti i temi sul tavolo, non solo i migranti, come ha sottolineato nei giorni scorsi lo stesso Salvini. “Se l’emergenza, con il gommone dei migranti in difficoltà, avviene in area di ricerca e soccorso libica è la Libia che deve intervenire”, ha detto intanto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. “Il governo italiano è pronto a fornire ulteriori mezzi alla Guardia costiera libica”, ha aggiunto.

In fuga dalle fiamme: si incendia tetto di una palazzina ad Arese, evacuate più di trenta famiglie

In fuga dalle fiamme: si incendia tetto di una palazzina ad Arese, evacuate più di trenta famiglie(fotogramma)

Gli abitanti dell’edificio si sono riversati in strada nell’attesa dell’arrivo dei pompieri, che hanno impiegato diverse ore per riportare la situazione sotto controllo

Trenta famiglie sono state evacuate da una palazzina di via Cantù ad Arese, alle porte di Milano, a causa di un incendio scoppiato sul tetto. Le fiamme hanno interessato l’ultimo piano e hanno coinvolto cinque appartamenti, con una colonna di fumo altissima che si è alzata ad oscurare il cielo. I residenti, allertati dall’odore acre del fumo, hanno abbandonato la palazzina e si sono riversati in strada in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco. Camion di pompieri provenienti dai Comandi di Milano e Varese hanno impiegato diverse ore per riportare sotto controllo la situazione, evacuando l’intera palazzina per precauzione.
Ancora da accertare le cause del rogo.

In fuga dalle fiamme: si incendia tetto di una palazzina ad Arese, evacuate più di trenta famiglie

In fuga dalle fiamme: si incendia tetto di una palazzina ad Arese, evacuate più di trenta famiglie

Ama, licenziato capo del personale. Non ha firmato la superconsulenza

Una contestazione costa il posto a Lopes Sullo sfondo il diktat sul nuovo contratto a una fedelissima dell’ad


Licenziato. Da ieri Saverio Lopes, capo del personale di Ama, è fuori dall’azienda. A dargli il benservito l’ad e presidente Lorenzo Bagnacani, con il quale i rapporti sono sempre stati critici.
A dire il vero, Lopes, espressione della dirigenza voluta dall’allora sindaco Ignazio Marino, era nella lista nera delle ” epurazioni” già da due anni, da quando si è insediata la giunta Raggi.

In particolare, la prima assessora all’Ambiente, Paola Muraro, aveva espresso chiaramente la determinazione a cacciarlo. Era rimasto in Ama soltanto perché l’ex direttore generale Stefano Bina si era impuntato per tenerlo, riconoscendogli valore e capacità professionali. Pare che andandosene, lo scorso dicembre 2017, il dimissionario Bina avesse detto a Lopes: “Il prossimo sei tu”.

E infatti il dirigente è durato poco. Il licenziamento è arrivato al termine di un procedimento disciplinare. Formalmente la contestazione dell’azienda è relativa a omissioni risalenti alla fine del 2017. Ma la vera spaccatura tra Bagnacani e Lopes si è consumata intorno alla figura di Mariella Maffini, consulente in Ama voluta dal nuovo ad e presidente al momento del suo insediamento. Maffini, per un periodo nello staff dell’assessorato all’Ambiente di Pinuccia Montanari, era stata poi presa per alcuni mesi nella municipalizzata come consulente per l’organizzazione dei nuovi servizi, con un contratto da 30mila euro.

A contratto scaduto, è avvenuto lo scontro tra l’ormai licenziato capo del personale e il suo presidente. Lopes si è rifiutato di firmare una nuova convenzione. ” Va bene un primo contratto- ponte dettato dall’emergenza – avrebbe argomentato Lopes – ma un secondo no, ci vuole una selezione”.

Bagnacani evidentemente non è stato del suo stesso avviso. Infatti ha firmato l’affidamento della nuova consulenza, questa volta per un anno e del valore di 90mila euro. Mariella Maffini gode della sua completa fiducia e in azienda sono in molti a chiamarla ” la presidente”.

“La cacciata del capo del personale di Ama è l’ennesimo esempio della gestione disastrosa del delicato tema dei rifiuti da parte di questa amministrazione”, accusa Marino Masucci, segretario generale della Fit-Cisl Lazio. Ancora: “Non è cacciando l’ennesimo dirigente che si risolvono i problemi ormai cronici di un’azienda allo sbando. Serve continuità gestionale, progettazione a lungo termine e un maggior coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori nella costruzione del futuro. A questo punto emergono responsabilità evidenti e incapacità dell’amministrazione “. “Le trattative in azienda sono in un pantano – aggiunge Fp Cgil Roma e Lazio – A queste condizioni lo sciopero è inevitabile”.

Taranto, cittadinanza onoraria a Nadia Toffa: c’è la delibera del consiglio comunale

TARANTO – Il consiglio comunale di Taranto ha conferito la cittadinanza onoraria a Nadia Toffa, conduttrice della trasmissione Le Iene. Il provvedimento fa seguito all’approvazione, nel febbraio scorso, della mozione presentata dal consigliere Marco Nilo, che aveva raccolto la sollecitazione di centinaia di cittadini, espressa personalmente o con appelli lanciati attraverso i social network.

Nadia Toffa è stata madrina della campagna di vendita delle magliette ‘Ie jesche pacce pe te’ che ha unito i cittadini nella raccolta di fondi per la oncologia pediatrica. La conduttrice televisiva più volte si è occupata delle problematiche ambientali di Taranto.

Goletta verde, Puglia seconda in Italia per il mare illegale con oltre 2mila reati

Dal ciclo dei rifiuti nelle zone costiere all’abusivismo edilizio, fino alla pesca di frodo, è record negativo. Francesco Tarantini (Legambiente): “Necessaria vigilanza preventiva”


Rifiuti sversati sulle spiagge e in mare, ecomostri di cemento costruiti vicino alle coste, pesca di frodo. Racconta gli orrori ambientali a pochi passi dalle spiagge in Puglia il dossier ‘Mare monstrum’, realizzato da Legambiente per tracciare gli illeciti commessi sui tratti costieri che saranno toccati dal tour dell’imbarcazione Goletta verde.

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Un podio in negativo per la Puglia, che ottiene il secondo o il terzo posto in tutte le categorie di reati ambientali fotografati dal rapporto presentato in Liguria, dove è partito il progetto Goletta verde, che raggiungerà le coste pugliesi dal 23 al 27 luglio. Tre le tappe previste: Otranto (23 luglio), Polignano a Mare (24, 25, 26 luglio) e Peschici (27 luglio).
La Puglia è seconda solo alla Campania – era terza nel 2017 – nella classifica generale del mare illegale, ovvero per tutti i reati ambientali sul territorio costiero. E i numeri che raccontano una realtà drammatica: 2.098 le infrazioni accertate nel 2017, pari al 12,3 per cento del totale nazionale, per un totale di 2.226 persone denunciate e arrestate, e 759 sequestri effettuati dalle forze dell’ordine.

Scendendo nel dettaglio del rapporto, si scopre ad esempio che la Puglia ottiene la medaglia d’argento per gli illeciti sul ciclo dei rifiuti nelle aree costiere, con un totale di 677 infrazioni accertate (l’11,1 per cento del totale nazionale), 820 persone denunciate e arrestate e 312 sequestri compiuti lo scorso anno. Se si parla di abusivismo edilizio e ciclo del cemento, invece, la Puglia raggiunge il terzo posto – subito dopo Campania e Calabria – con 17 infrazioni accertate, 483 persone denunciate e 250 sequestri effettuati.

Altro aspetto sottolineato dal presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, è quello relativo alla pesca di frodo: “Meno evidente di un ecomostro sulla spiaggia – ricorda – ma che racconta una pratica molto diffusa e che produce effetti negativi, non solo sull’ecosistema e sulla biodiversità, ma anche sulla salute dei consumatori e sull’economia del Paese”. Anche qui centinaia le segnalazioni raccolte da forze dell’ordine e Capitanerie di porto, con 753 infrazioni accertate, 738 persone denunciate e 92 sequestri.

Dati che valgono alla Puglia il secondo posto nazionale e che impongono, come ricorda Tarantini, un deciso cambio di rotta nella prevenzione. “E’ necessario alzare il livello non solo della repressione dei reati – spiega – ma anche della vigilanza preventiva”. E così, con l’arrivo di Goletta verde in Puglia, l’associazione rilancerà le richieste alla Regione per per la definizione dell’iter di approvazione della quarta area marina protetta in Puglia.