Parma, dal Pd alla Lega la corsa al Parlamento è iniziata

La situazione delle candidature in vista del voto

Le elezioni politiche si avvicinano ed è (ancora) tempo di manovre e calcoli elettorali: la caccia al posto sicuro, alla riconferma, è iniziata e per tutti gli schieramenti l’obiettivo è il miglior posizionamento per entrare in Parlamento.

Tutto questo sapendo che è profondamente mutata la geografia dei collegi, ridisegnata anche a livello locale dal Rosatellum, la legge elettorale recentemente approvata e al suo battesimo del fuoco.

In casa Pd, è altamente improbabile che i Dem di Parma riescano a riproporre tre parlamentari eletti come nel 2013. Chi sembra avere le maggiori possibilità di affrontare una seconda legislatura è Giorgio Pagliari, attuale senatore che i rumors danno intenzionato a correre per la Camera dei Deputati nella circoscrizione che raggruppa Parma città e alcuni comuni della bassa, in cui il senatore è stato presente in questi anni di mandato. Un caso su tutti: Sorbolo, il Comune del sindaco Nicola Cesari (neo segretario provinciale del Pd), in cuil’operazione per realizzare la nuova scuola cittadina attraverso fondi governativi è stata seguita da vicino da Pagliari.

Stesso discorso vale per il ponte che collega Colorno a Casalmaggiore, proprio la sera della proclamazione di Cesari alla guida del partito, l’avvocato aveva avvertito che un mancato deciso intervento del Governo per risolvere il problema infrastrutturale sarebbe potuto costare caro al partito alle elezioni. E passi avanti in questo senso sono stati fatti grazie al decreto fiscale.

Pagliari, più dei suoi colleghi, vanta solidi collegamenti con l’area del segretario Matteo Renzi e questo potrebbe anche permettergli di ambire a un posto sicuro nel cosiddetto listino, associato alla quota proporzionale.

Situazione in salita, invece, per Giuseppe Romanini, deputato uscente, membro della corrente dem che fa capo al ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Romanini, stando a quel che emerge da via Treves, è tentato dalla corsa nel nuovo collegio che va dalla pedemontana,  storica roccaforte dell’ex sindaco di Collecchio, per quanto il centrodestra si sia irrobustito in quel territorio, fino all’Appennino parmense.

Romanini dovrà sudarsela tutta, sapendo che non gli basterà essere  sostenitore di Orlando per stare sereno. Infatti, sono diversi i big che questa corrente vorrebbe piazzare in posti sicuri o relativamente tali nei collegi emiliano-romagnoli a cominciare da figure che fanno parte della Giunta regionale e sarà difficile che Romanini possa conquistarsi questo comodo posto al sole.

In quest’ottica avrebbe ovviamente maggiori chance Patrizia Maestri, in quota Orlando come il collega Romanini ma con dalla sua la forza di una candidatura di genere.

A monte di tutto in casa Pd c’è poi una questione non da poco: le primarie. Pardon, le parlamentarie. Si tennero di gran fretta nel dicembre 2012, a ridosso del Capodanno. Stavolta ci sarebbero comodamente i tempi per indirle, ma l’atteggiamento prevalente ai piani alti del partito è quello di non attivare questo strumento. Scelta che, se confermata, potrebbe avviare un non semplice confronto interno.

Per quanto riguarda il centrodestra molto chiacchierati sono i nomi dei leghistiFabio Rainieri (già deputato e attualmente in Consiglio regionale) e Laura Cavandoli. A dire il vero più quest’ultima sembra poter giocare le sue carte, forte dell’ampio sostegno che le ha garantito Matteo Salvini durante la campagna elettorale che si è conclusa con ben quattro consiglieri comunali entrati per la prima volta in municipio a Parma.

Senza dimenticare che già durante le amministrative si parlò a lungo di un accordo per dare alla Cavandoli il riconoscimento parlamentare dopo il suo impegno elettorale a Parma. Fosse così, la capogruppo in Consiglio dovrebbe lasciare, si presume senza grandi rimpianti data la prestigiosa destinazione romana, l’incarico in Comune.

Il Carroccio punta a fare un risultato importante, amministrando alcuni Comuni del territorio (Fontevivo e Traversetolo) e agitando temi bollenti come la sicurezza, la chiusura del punto nascita nell’ospedale di Borgotaro e la chiusura del ponte sul Po, fra Colorno e Casalmaggiore.

Silenzio, per ora, nelle file di Forza Italia, dove prosegue lo scontro tra la nuova dirigenza e la vecchia guardia rappresentata da Luigi Giuseppe Villani, ancora alle prese con alcune vicende giudiziarie ma a molti parso niente affatto dispiaciuto

per la disastrosa performance degli azzurri alle elezioni di Parma, la scorsa primavera.

E al Senato? Per il Senato al momento si parla tanto di della piacentina Paola De Micheli, già deputata nella legislatura agli sgoccioli. Una sfida non senza rischi, tanto che c’è chi è pronto a scommettere che la commissaria per la ricostruzione nel centro Italia possa optare per una corsa meno impervia all’interno del listino per la Camera.

Canada, pescato un astice con il marchio Pepsi sulla chela

arnaldo zeppieri_fotoTrovato da una pescatrice al largo dell’isola Grand Manan, nel New Brunswick. Un’immagine che riporta l’attenzione del mondo sul problema dei rifiuti galleggianti

L’IMMAGINE di una lattina di Pepsi impressa sulla chela di un astice. L’insolita scoperta è avvenuta in Canada, su un crostaceo pescato al largo dell’isola Grand Manan, nel New Brunswick. A notare il logo blu e rosso è stata la pescatrice Karissa Lindstrand, poco prima che l’animale fosse messo in commercio.

Nell’intervista al The Canadian Press, la donna ha detto: “Sono abituata a bere quasi 12 lattine di Pepsi al giorno, quel marchio lo riconosco”. “Sembrava che la stampa si fosse impressa sulla chela – ha continuato -. È la prima volta che vedo una cosa del genere”.

Prima di posizionare l’astice in una cassa per la vendita, che potrebbe essere arrivata negli Stati Uniti, la pescatrice ha scattato una foto e l’ha postata online. Un’immagine ripresa dalle principali testate del mondo e che sta facendo discutere.

· LE IPOTESI
Alcuni membri dell’equipaggio della Honor Bound, il peschereccio che ha tirato su il crostaceo dall’acqua, hanno ipotizzato che l’animale sia cresciuto attaccato alla lattina e che l’immagine si sia trasferita sulla chela. Ma è solo un’ipotesi. Ciò che è certo è che la foto ha riportato l’attenzione del mondo sul problema dell’inquinamento.

Come non molto tempo fa fece la foto scattata in Indonesia da Justin Hofmandi un cavalluccio marino che con la coda tiene un cotton fioc. Immagine diventata il simbolo del “mare di plastica”.

· I DATI
Secondo uno studio di Nature pubblicato a giugno 2017, tra 1,15 e 2,41 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica vengono scaricati ogni anno dai corsi d’acqua negli oceani. I 20 fiumi più inquinanti rappresentano il 67 per cento del totale globale del flusso di plastica in mare. Un problema che incide su tutto l’ecosistema, non solo quello marino. Secondo altri studi, infatti, si stima che il 90% degli uccelli marini consumino più di 8 milioni di libre di rifiuti di plastica che si trovano negli oceani.

· LE ISOLE DI PLASTICA
La plastica è così tanta che nei mari del Sud Pacifico, a forza di accumularsi, ha creato addirittura un’isola gigante: è grande almeno otto volte la superficie dell’Italia, praticamente pari a tutto il mar Mediterraneo. Un enorme accumulo di detriti scoperto dal capitano Charles Moore con il suo team di ricerca, lo stesso che nel 1977 scoprì il Pacific Trash Vortex: la più nota isola di plastica dei mari del Nord.

L’isola del Pacifico invasa dalla plastica: trovate 18 tonnellate di rifiuti

· IL PARADISO DI PLASTICA
Buste, reti, bottigliette sono finite anche su Henderson Island, isola non abitata nel sud del Pacifico. Questo patrimonio Unesco ospita una quantità di plastica per il 99,8% della sua superficie.

WhatsApp fuori uso per 40 minuti dall’America all’Europa

zeppieri_roma_editoreProblemi per WhatsApp. L’applicazione di Facebook è stata fuori uso in diverse parti del mondo per circa 40 minuti. Colpito il Messico centrale, buona parte del Brasile, Los Angeles e San Francisco nell’est degli Stati Uniti e a ovest New York. E poi molti Paesi europei fra i quali l’Italia centro-settentrionale, l’Austria, il Belgio, la Germania e in parte la Spagna e l’Inghilterra. Da queste aree sono arrivate segnalazioni di problemi legati alla connessione e al ricevere o inviare messaggi.

Roma, schianto tra tir e bus Cotral sull’A24

Violento incidente tra un tir e un bus a due piani della Cotral, sull’A24, a Roma. Al momento non si ha notizia di morti o feriti. Lo schianto sarebbe avvenuto all’altezza di Ponte di Nona, nei pressi dell’uscita per il centro commerciale Roma est. Disagi al traffico.

FOTO  di 
Venerdì 15 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 09:26

Some news and specification about infosec.cert-pa.it

Some news and specification about infosec.cert-pa.it

Someone noticed the old Pentest.it is now “infosec.cert-pa.it”. Since last time I wrote about it, the service has been improved with new features and sections focused on IoC collection and correlation.

What’s new.
Two new modules added to the web application:

Blocklist Module

The blocklist module collects IoCs from a large number of public lists. The web application allow you to search for URLs, IPs and FQDNs. You can search a single item using the “Search” tab. The query result display you if an exact match will be found and also the similar results.

text
Using the “Bulk Search” tab you can submit 100 items per query, but in this case only the exact match will be displayed. In any case you can export the results in CSV format.

Analyzer Module

The analyzer module consists in a automatic souspicious file analyzer. Any page contains the static analysis of the file and a basic bahavior analysis. The submitted files are taken by OSINT sources (and not only). You can subscribe the RSS feed, if you want to be notified for every submitted file.

The easiest way to find information is the use of the dedicated search engine. You can search by MD5, SHA1 and SHA256 just submitting the correspondent hash.

Special searches are available with the use of the following keywords:

  • imphash:$IMPORT_TABLE_HASH
  • domain:$FQDN
  • url:$URL_HOSTING_MALWARE

The search results page use a permalink structure you can use for further searches. The search results are exportable in CSV format. The CSV link is availables on the same page and reflects the permalink structure of the web search.

A new way to aggregate data is the use of the tagging system. Occasionally a report includes comments. Often comments are used to add a keywords, making the report aggregable via tag search. Just an example using one of the latest detected threat: #EternalRocks.

Any report can be exported in PDF format, at this time with limited information.

Hope this help.

Just another ransomware Locky version spreads via JS file

This article wants to explain a way for malware coders to spread malicious softwares in the wild. And of course the easy way is to convince the victim to run the malicoius code himlsef. No 0day is required, no known vulnerability too.

In these conditions, usually the attack pattern preferred is “Spear Phishing“, consisting in a email containing, not the malware itself, but a dropper, written with a script language (formally just a text file), with the capabilities to download the malware and run it on the target system. In others terms: a JavaScript. Below an example.

The original JavaScript file.

1

As you know, comments are useless. Just remove it!

Comments removed

Now, take a look at the variable named “XyuHqSR“. It is a multidimensional array, referenced in the malicious code for six times. We can parse it to extract the strings used by the JS file. Just run this code.

5

To obtain the following strings, prepended by the array index.

Decripted strings

Now, with a bit of “search & replace” and some string concatenations (follow the “+”  character…), the result is a clean file you don’t need to execute in a sandbox to get the behavioural informations.

The clean JavaScript file

Easy to read now, ins’t it? 🙂

Maxi truffa in forniture di gasolio

ALDO VINCENT ARRESTATO

L’inchiesta, nata dall’esposto presentato due anni fa alla procura di Roma da un funzionario pubblico che aveva maturato dei dubbi sulla regolarità delle forniture, si è presto estesa ad altre regioni: gli indagati sono in tutto 45, mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite tra Lazio, Abruzzo e Campani
ROMA – Si aggiudicavano gran parte degli appalti pubblici grazie a vantaggiosissimi ribassi d’asta. Ma quando le autobotti andavano a rifornire i clienti, grazie a contalitri taroccati agli acquirenti finiva dal 30 al 50% di gasolio in meno di quello ufficialmente erogato e contabilizzato.
E’ una megatruffa ai danni di enti pubblici quella scoperta dal nucleo regionale di polizia tributario del Lazio della guardia di finanza: l’operazione, denominata «Dirty diesel», ha portato all’esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare – di cui sei in carcere – ai danni di altrettanti amministratori e dipendenti di un cartello di imprese facenti capo alla famiglia Lilli di Cappadocia (L’Aquila). Tra le vittime del raggiro, ospedali, asl, scuole, ministeri ma anche caserme dei carabinieri, dell’esercito e della marina.

L’inchiesta, nata dall’esposto presentato due anni fa alla procura di Roma da un funzionario pubblico che aveva maturato dei dubbi sulla regolarità delle forniture, si è presto estesa ad altre regioni: gli indagati sono in tutto 45, mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite tra Lazio, Abruzzo e Campania. Almeno quattro le società coinvolte: la L.M. Petroli Srl di Carsoli (L’Aquila), la Lilli Petroli Spa di Scurcola Marsicana (L’Aquila) e la Petrol Car Srl di Cave (Roma) erano quelle titolari delle forniture irregolari, mentre la Casilina Petroli Srl di Casagiove (Caserta) provvedeva a riciclare il prodotto in eccedenza.

Agli arrestati viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzato alla truffa in danno alla pubblica amministrazione, alla frode in commercio e alla ricettazione, ma un’altra tranche – tuttora aperta – dell’inchiesta mira ad accertare le eventuali connivenze di pubblici ufficiali: tra i sospettati, almeno una decina, ci sarebbero per lo più responsabili amministrativi dei controlli ma anche personale dell’esercito.

«Le prove del raggiro sono numerosissime, e indiscutibili – ha spiegato in una conferenza stampa Brizio Montinaro, procuratore della Repubblica di Avezzano, che ha coordinato le indagini – abbiamo intercettato circa 10mila tra comunicazioni telefoniche e fax, perquisito oltre 50 tra abitazioni e società e acquisito una copiosa documentazione contabile parallela, totalmente in nero». I sequestri operati dagli uomini delle Fiamme gialle hanno riguardato anche un serbatoio da un milione di litri, 37 tra autocisterne e rimorchi utilizzati dalle società per le forniture, due cisterne aeree e le relative colonnine erogatrici.

«Tutto è stato ricostruito nei minimi dettagli – ha sottolineato il procuratore – in sette danni di attività, dal ’97 al 2004, il prodotto petrolifero sottratto illegalmente alla fornitura ha raggiunto i 25 milioni di litri complessivi, mentre quello riciclato supera i 17 milioni di litri».
Ingenti anche i danni arrecati al fisco – 13 i milioni di euro di accise e 18 i milioni di euro di imposte e di Iva evasi – e alle casse di ministeri, regioni e comuni, che anticipavano ingenti somme per gasolio mai arrivato a destinazione.
«Ci sono state persino mancate consegne – ha ricordato il comandante del nucleo regionale di polizia tributaria, colonnello Giovambattista Urso – giustificate da fatture fasulle, ma lo stratagemma più collaudato era quello della consegna parziale, con il contalitri taroccato elettronicamente: la sera prima della consegna, l’autista (ricompensato con 2,5 centesimi a litro, ndr) riceveva precise istruzioni sulla quantità di gasolio da sottrarre e predisponeva l’eprom, l’apposito misuratore montato sull’autobotte».
A consegna ultimata, il gasolio rimasto veniva riciclato ad un secondo acquirente, che nella maggior parte dei casi conosceva l’origine del prodotto ed acquistava in nero (è il caso, tra gli altri, di molti condomini), ma che qualche volta era in perfetta buonafede.

FONTE: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/35270/maxi-truffa-in-forniture-di-gasolio.html

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

La Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei giorni scorsi, ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini a circa 80 indagati nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer, tra cui anche quelli relativi alla combine dell’ormai famigerato match del girone B di Lega Pro tra Savona e Teramo giocato lo scorso 2 Maggio allo stadio “Bacigalupo” per la quale il club biancorosso ha già pagato con la revoca della promozione in serie B sul piano sportivo, con conseguente ammissione dell’Ascoli Picchio nel torneo cadetto.

Chiusa quindi l’indagine penale a carico del patron del Teramo Luciano Campitelli, dell’ex direttore sportivo del Diavolo Marcello Di Giuseppe, dell’ex responsabile dell’area tecnica de L’Aquila Ercole Di Nicola, del direttore sportivo Giuliano Pesce, dell’ex consulente di mercato del Savona Marco Barghigiani, dell’ex allenatore del Barletta e del Savona Ninni Corda e dell’ex calciatore dell’Atletico San Paolo Padova Davide Matteini.

Per tutti gli indagati l’accusa è di frode sportiva, tranne che per Ercole Di Nicola al quale viene contestato anche il reato di associazione a delinquere per altre vicende. Adesso le difese potranno prendere visione di tutti gli atti della Procura di Catanzaro e predisporre le memorie difensive, dopodiché i Pubblici ministeri potranno chiedere il rinvio a giudizio al Giudice per le indagini preliminari.

Arte negli edifici pubblici, approvate le nuove linee guida

Il RUP dovrà controllare che nel quadro economico del progetto siano comprese le spese per opere artistiche

E’ stato pubblicato il Decreto 15 maggio 2017 che aggiorna le Linee guida per l’arte negli edifici pubblici, previste dalla Legge 717/1949.

La norma, rivolta a tutte le Amministrazioni dello Stato, fornisce una puntuale interpretazione della legge, adattandone le prescrizioni alle attuali esigenze tecniche e progettuali delle opere pubbliche.

Le linee guida specificano le modalità con cui applicare la Legge che obbliga lo Stato, le regioni, le province, i comuni e tutti gli altri enti pubblici che provvedano all’esecuzione di “nuove costruzioni di edifici pubblici” e alla “ricostruzione di edifici pubblici, distrutti per cause di guerra” a destinare una quota variabile tra il 2% e lo 0,5% della spesa totale prevista nel progetto per la realizzazione di opere d’arte da inserire nell’ambito dell’edificio.

Sono esclusi i progetti di importo inferiore a un milione di euro, a prescindere dalla destinazione dell’immobile, nonché gli edifici industriali, le scuole, le università, gli ospedali e gli edifici destinati all’edilizia residenziale civile e militare.

Il responsabile unico del procedimento (RUP) dovrà adempiere tutti i compiti attribuitigli e controllare che nel quadro economico siano comprese le spese per opere artistiche, ove previsto.

La mancata destinazione del 2% comporta l’impossibilità di collaudare l’opera e l’obbligo di versare la suddetta quota, maggiorata del 5%, alla competente soprintendenza.

Le linee guida indicano, infine, l’iter procedurale per l’applicazionedella legge e la procedura concorsuale da utilizzare per la scelta degli artisti.

© Riproduzione riservata

Piano di lottizzazione Fontana Verde, quattro indagati per falso e abuso d’ufficio Sabaudia – L’informativa del nucleo investigativo del gruppo carabinieri forestali, acquisita documentazione in Comune

Scossa di terremoto avvertita anche a Latina, paura ai piani alti delle abitazioni

domenica 10 settembre 2017

Scossa di terremoto avvertita anche a Latina, paura ai piani alti delle abitazioni

E’ stata avvertita nitidamente anche a Latina la scossa di terremoto che si è registrata questa sera in Abruzzo.

Oltre che ne capoluogo, dove la scossa è stata avvertita soprattutto ai piani superiori delle abitazioni, il terremoto è stato avvertito anche ad Aprilia e in altri centri del territorio. Tanta paura, soprattutto per chi vive dal quinto/sesto piano in su, ma per fortuna nessun danno a persone o cose.

Domenica 10 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 23:18

© RIPRODUZIONE RISERVATA http://www.ilmessaggero.it/latina/scossa_di_terremoto_avvertita_anche_a_latina_paura_ai_piani_alti_delle_abitazioni-3231422.html

lunedì 4 settembre 2017

Circeo, il Piano del Parco da Torre Paola a Capoportiere. Suggerita un’osservazione per i Pua

di Rita Cammarone

“Da Torre Paola a Capo Portiere evitare ogni ulteriore urbanizzazione, ripristinare la connettività, gestire il flusso estivo di bagnanti, ripristino delle dune e delle sue dinamiche, riduzione del traffico veicolare privato, costruzione di un sistema di controllo del traffico”. E’ questo uno degli obiettivi inseriti nel Piano del Parco nazionale del Circeo adottato dalla Regione Lazio e in fase di osservazione. La restrizione, che sembra scoraggiare gli operatori del settore a continuare ad investire nelle loro attività, è in realtà controbilanciata da altri obiettivi del Piano come ad esempio quello di “non intaccare l’attuale livello economico  ed occupazionale ma cercare anzi di implementarlo, trovando migliori soluzioni per gestire le attuali imprese con il miglior grado possibile di compatibilità ambientale puntando sull’innovazione tecnologica ed energetica mediante un forte rapporto istituzionale con il mondo della ricerca scientifica soprattutto tramite le strutture territoriali delle Facoltà di Ingegneria e di Scienze della Sapienza già presenti nel Polo universitario pontino”.
Lo sviluppo sostenibile delle aree dunali, indicato nel Piano del Parco adottato, passa anche e soprattutto, al fine del raggiungimento di una serie di obiettivi, nella revisione dei Pua, piani di utilizzazione degli arenili, dei Comuni di San Felice Circeo, Sabaudia e Latina. Attuare gli indirizzi del Piano del Parco infatti significa “predisporre soluzioni alternative per quelle strutture che dovessero eventualmente risultare incompatibili con l’attuale localizzazione, predisporre soluzioni tese a trasformare le strutture previste dai Pua in una sorta di presidio territoriale capace di prevenire e contenere forme di fruizione che potenzialmente potrebbero arrecare danni al sistema dunale, predisporre una proposta di intervento per quei tratti di arenile dove l’erosione costiera mette a rischio attività consolidate o la strada lungomare attualmente utilizzata, predisporre un’analisi e una proposta sulle modalità di gestione e fruizione della spiaggia libera, predisporre una proposta di intervento e di recupero ambientale per quei tratti di duna che sono stati caratterizzati da forme di degrado ed erosione, predisporre un’analisi e proposte conseguenti per migliorare l’inserimento ambientale e il livello di naturalità delle strutture abitative ed alberghiere che insistono sul sistema dunale”.
La revisione dei Pua relativi ai Comuni di San Felice Circeo, Sabaudia e Latina resta al primo punto delle azioni previste nella Vas (Valutazione ambientale strategica) che viaggia in parallelo al Piano del Parco. Revisione già in atto, atteso che ci si trova con piani spiaggia scaduti. L’approvazione definitiva del Piano del Parco, superata la fase delle osservazioni e delle contro-osservazioni, potrebbe arrivare entro il primo semestre del prossimo anno, ma per produrre nuovi Pua conformi al Piano del Parco occorrerà attendere la tempistica della “regolamentazione” e della predisposizione di progetti specificati nella Vas per il raggiungimento degli obiettivi del Piano. Diversamente sarebbe molto difficile ottenere il necessario nulla osta del Parco, stando alle norme attuative del Piano del Parco.
E’ in questo ambito che si inserisce una proposta di osservazione suggerita da Vincenzo Borrelli, ex assessore all’urbanistica del Comune di Sabaudia che ha anche partecipato al tavolo di studio istituito ad hoc dall’amministrazione comunale di Sabaudia. Borrelli suggerisce di chiedere di svincolare le dune costiere dalla tempistica delle attività di regolamentazione per consentire di procedere alla redazione e approvazione di nuovi Piani di utilizzazione degli arenili in linea con la recente normativa regionale che prevede anche la destagionalizzazione. “Si tratta di coordinare le normative che disciplinano la redazione dei piani spiaggia – spiega Borrelli – con quelle del Piano del Parco evitando di renderle confliggenti con il rischio per i Comuni di ritrovarsi a dover attendere la tempistica della regolamentazione prevista nel medesimo Piano”.
L’ex assessore di Sabaudia quindi afferma la necessità di “coordinare l’impalcato normativo delle disposizioni regionali che regolano i Pua e prevedono la destagionalizzazione delle strutture turistico-balneari, con le norme del Piano del Parco, in modo che queste non interferiscano, oltre ogni misura, con la redazione ed approvazione del Pua in attesa che si svolga il complesso delle attività/azioni previste dal Piano del Parco”.
L’osservazione suggerita da Borrelli prevedere, con effetto prescrittivo immediato, l’inserimento di norme particolari da osservare nella redazione dei Pua, quali – cita l’assessore l’ex assessore a titolo esemplificativo -:
  • la progettazione, la realizzazione e la gestione dello stabilimento balneare, dovranno minimizzare gli impatti negativi sull’ambiente naturale e paesaggistico circostante, al fine di garantirne la conservazione;
  • la realizzazione ed il mantenimento di attraversamenti degli ambienti dunali attraverso camminamenti attrezzati con passerelle in legno e delimitazioni con staccionate delle aree dunali di valore naturalistico;
  • il mantenimento di fascinature e/o altri sistemi di difesa della duna con la cura della vegetazione autoctona;
  • attività di pulizia delle aree secondo proposte di buone pratiche che tenga conto delle specifiche zone direttamente ed indirettamente interessate dalle strutture balneari;
  • la pulizia ordinaria dell’area connessa alle strutture, manuale, con la raccolta di rifiuti e altro materiale spiaggiato al suolo, o meccanica mediante piccoli mezzi vagliatori, in grado di non asportare la sabbia dalla spiaggia e non danneggiare il piede della duna;
  • l’illuminazione caratterizzata da adeguate scelte tecniche finalizzate a raggiungere maggiori livelli di sostenibilità, sia in termini di inquinamento luminoso, di consumi energetici che di disturbo alla fauna locale;
  • l’adozione di tutti quegli accorgimenti che rendano la struttura compatibile con l’ambiente e garantiscano le necessarie tutele ed il contenimento dell’impatto antropico.
Non sappiamo se l’amministrazione comunale di Sabaudia, unica ad aver avviato un tavolo di studio per la valutazione condivisa di osservazioni al Piano del Parco, intenda cogliere il suggerimento tecnico – ammesso che possa essere accolto – dell’ex assessore esperto di gestione del territorio e ambiente, ma siamo certi che essendo una proposta a carattere generale il sindaco Giada Gervasi vorrà valutarla con attenzione. Per quanto riguarda il Comune di Latina sappiamo invece, almeno stando alle ultime comunicazioni dell’assessore al Demanio Giulio Capirci, rese in occasione del Consiglio comunale dell’11 maggio scorso, che il nuovo Pua è fermo all’affidamento di incarico per l’adeguamento alle nuove normative e alla nomina di un nuovo responsabile unico del procedimento. Quindi per il Comune di Latina è ragionevole pensare che non si arrivi all’approvazione del nuovo Piano spiaggia prima della definitiva approvazione del Piano del Parco. Un motivo in più, forse, per vagliare la proposta di osservazione suggerita.
Vincenzo Borrelli https://www.latinacorriere.it/2017/09/03/circeo-piano-del-parco-torre-paola-capoportiere-suggerita-unosservazione-pua/

sabato 2 settembre 2017

«La mia legge? Un condono… Pinterest 0 Email PALAZZO «La mia legge? Un condono mascherato». Così il Parlamento salva le costruzioni abusive Il ddl Falanga arriva all’ultima votazione alla Camera. Una legge che tutela l'”abusivismo di necessità”, salvando gli edifici non a norma dalla demolizione

di Susanna Turco
Che sia un mezzo condono non lo dicono soltanto gli ambientalisti. Ormai lo ammette anche l’autore della quasi-legge, l’ineffabile Ciro Falanga da Torre Annunziata: 
«Si dice che la mia legge è un condono mascherato, e un po’ 
lo è» , ha detto en passant l’avvocato-senatore di Torre Annunziata, già Popolo della Libertà, cosentiniano, ora verdiniano di Ala, parlando al quotidiano Il Mattino.

Il suo ddl che rivede i criteri di priorità per abbattere le case abusive ha ballato per tutta la legislatura, immerso in un mare di dubbi e ambivalenze. Giunto al rush finale alla Camera (quarto passaggio) molto attenuato ma non stravolto, il provvedimento accantona 
il criterio temporale in favore 
di quel principio che il governatore campano del Partito democratico Vincenzo De Luca definirebbe «del povero cristo» e l’aspirante governatore siciliano del Movimento 5 Stelle Gianluca Cancelleri chiamerebbe «abusivismo di necessità». Vale 
a dire: le abitazioni stabilmente abitate, o comunque terminate, vanno a finire in fondo alla lista, si demoliscono dopo.

Il dettaglio non è di poco conto, visto che al momento le ruspe si muovono soltanto nel dieci per cento dei casi in cui ci sia una ordinanza definitiva del tribunale (dati del dossier realizzato da Legambiente). Significa in pratica che in fondo alla lista non ci si arriverà mai. Neanche coi dieci milioni che la nuova legge stanzierebbe ogni anno (d’altra parte, solo per demolire gli alloggi abusivi della cittadina casertana di Casal di Principe ce ne vorrebbero circa duecentodieci, ha calcolato lo stesso comune). http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/08/30/news/il-mezzo-condono-piace-a-tutti-1.308896?ref=HEF_RULLO

Piano di lottizzazione Fontana Verde, quattro indagati per falso e abuso d’ufficio Sabaudia – L’informativa del nucleo investigativo del gruppo carabinieri forestali, acquisita documentazione in Comune

Ora ci sono quattro indagati nell’inchiesta condotta dalla Procura di Latina sulla variante al piano di lottizzazione “Fontana Verde”. Il sostituto procuratore Gregorio Capasso, titolare dell’indagine, a seguito dell’informativa del nucleo investigativo del gruppo carabinieri forestali (Nipaf) ha ipotizzato i reati di falso e abuso d’ufficio.
L’inchiesta, partita nei mesi scorsi, è scattata a seguito di un esposto. Ad aprile il primo blitz degli investigatori in Comune per acquisire documentazione su questo progetto che riguarda un’area di 120mila metri quadrati e che esprime una volumetria di circa 74mila metri cubi. Una questione amministrativa che si trascinava ormai da anni e che è stata sbloccata a seguito della correzione di quelli che vengono definiti «errori materiali». Una delibera cui ha fatto seguito una determina dirigenziale che ha approvato la variante del piano di lottizzazione.
I primi atti risalgono però a parecchio tempo fa. Nel 2007 l’approvazione dello schema di convenzione, poi approvato in via definitiva in Consiglio comunale nel 2009. Dopodiché l’inizio di un lungo iter iniziato nel 2013 per problematiche relative al perimetro e a dei terreni demaniali, che si sono risolte di recente, dal punto di vista amministrativo, dopo parecchie richieste di integrazione, diffide del consorzio, messe in mora e ricorsi davanti ai giudici amministrativi.
A seguito dell’esposto, dicevamo, si è attivato il nucleo investigativo dei carabinieri forestali, che ha acquisito corposa documentazione dall’ufficio tecnico del Comune di Sabaudia per ricostruire l’iter amministrativo di questo piano di lottizzazione. Alla fine ne è scaturita un’informativa a seguito della quale il sostituto procuratore Gregorio Capasso – titolare dell’inchiesta che attualmente è nella fase delle indagini preliminari – ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati ipotizzando, come anticipato, i reati di abuso d’ufficio e di falso. Non è escluso che vengano poi effettuati ulteriori approfondimenti su aspetti, anche di natura tecnica, relativi alla variante finita sotto la lente della magistratura. http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/55976/piano-di-lottizzazione-fontana-verde_-quattro-indagati-per-falso-e-abuso-dufficio
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