APPUNTAMENTO CON L’ARTE DI ANDY WARHOL AL RIVIERA GOLF RESORT

Il Riviera Golf Resort ha organizzato un appuntamento originale ed atto a creare una perfetta sinergia tra arte, musica e percorsi gastronomici, fruibile non solo ad un pubblico di esperti e appassionati, ma a chiunque voglia vivere una serata diversa, interattiva e suggestiva. I partecipanti avranno infatti la possibilità di vivere un aperitivo immersi… nell’arte.

In collaborazione con la nota galleria Rosini Gutman – da sessant’anni punto di riferimento per quanto concerne l’espressione artistica del ‘900 e della contemporaneità, anche tramite progetti di respiro internazionale finalizzati a mostrare la funzione sociale dell’arte stessa – presso il Riviera avrà luogo una serata ricca di gusto, stile e passione.
Un appuntamento caratterizzato da una suggestiva sinergia: per partire dall’arte e coinvolgere i cinque sensi.

Domenica 5 novembre la serata sarà dedicata ad “Andy Warhol”, del quale la galleria Rosini Gutman possiede una ricchissima collezione dei quadri più intimi e caratterizzati da un sentire più “europeo”.

Sono opere dall’enorme valore – e spesso uniche! – che la galleria riccionese mostra periodicamente al pubblico italiano e straniero, desideroso di illuminare a 360 gradi l’artista americano che ha creato la pop art e segnato profondamente la storia dell’espressione artistica.

Nella suggestiva sala meeting del Riviera Golf Resort verrà allestita la mostra incentrata su una selezione di opere appartenenti alla Andy Warhol Collection di proprietà della Rosini Gutman, mentre il Wellness Restaurant offrirà un buffet a tema impreziosito dalla presenza del noto bartender Charles Flamminio, con cocktails ispirati alla figura del grande artista.

L’aperitivo sarà poi impreziosito da uno standing buffet preparato dallo chef Massimiliano Poletti del Riviera Wellness Restaurant e da una serie di proposte in linea con il mood della serata.

Infine, dj set con sonorità ispirate alla pop art ed al periodo storico sociale in cui la corrente artistica prese vita e si sviluppò.

Icaro Sport

Vami Luxury Rent, il sogno dellʼauto di lusso

Un fenomeno che vediamo crescere ogni giorno con nuove idee e servizi sempre più articolati. È il noleggio di beni e servizi, che coinvolge tanti settori merceologici ma che per lʼauto è segnatamente evidente. Oggi lʼutilizzo dellʼauto non è più legato alla proprietà e gli stessi costruttori lʼhanno compreso, spingendo su formule alternative allʼacquisto. Ma la tendenza sta facendo nascere anche nuovi attori, come le società di noleggio specializzate nel lusso. È il caso di Vami Luxury Rent.

Nata dalla passione per i motori che Michele Vurro coltiva fin da bambino, la Vami Luxury Rent presenta stasera a Milano, allʼHotel Principe di Savoia, i suoi progetti e i suoi servizi, per alcuni versi davvero innovativi. “Abbiamo un mercato in aumento e molti clienti stranieri, che noleggiano le nostre auto per i loro soggiorni a Milano ‒ spiega il fondatore Michele Vurro ‒. Anche per questo prevediamo, in ottica futura, di attivare per loro altri servizi”. Si tratta dei pacchetti “experience”, che includono servizi di Lifestyle Manager o Personal Shopper, ma anche super speciali: un giro in elicottero attorno al Monte Rosa, un salto con il paracadute, ma anche un più tranquillo tour enogastronomico nelle tante realtà del Belpaese.

Prima di tutto però ci sono le auto, e che auto! Lʼimprimatur della giovane azienda di servizi rent è chiara fin dallo slogan scelto: “La fabbrica del divertimento”. Sì perché in gamma il cliente si troverà modelli come Lamborghini Huracan, Bentley Continental GT Speed, le Porsche Carrera 911 e GT4, BMW 730 Eccelsa, le Range Rover Sport, Velar ed Evoque Cabrio. La nuova fantastica Audi RS3 è in pratica il modello più piccolo, e per chi ha bisogno di uno shuttle per ragioni di spazio e serate di gala troverà nella gamma un Mercedes Viano accessoriato come un jet privato e un Classe G 63 AMG per unʼuscita fuori porta fino alle Alpi.

Le prospettive del settore sono dʼaltronde positive. Per lʼAniasa (il comparto di settore), negli ultimi due anni i noleggi di auto di lusso sono aumentati del 18%. Nei primi 6 mesi del 2017 il noleggio auto in Italia ha registrato un giro d’affari pari a 491 milioni di euro, in crescita del 4% sullo stesso periodo dell’anno precedente.Le società di rent-a-car hanno erogato 2,3 milioni di noleggi, il 6% in più rispetto al 2016. Gli aeroporti valgono più del 60% del giro dʼaffari e questo fa capire quanto importante sia intercettare il visitatore ‒ turista o uomo dʼaffari ‒ prevalentemente in aeroporto.

Non soltanto però, perché oltre tre quarti delle stazioni di noleggio sono situate in quelle città dove si concentrano i segmenti business e replacement (auto sostitutiva). Lʼassistenza al cliente della Vami Luxury Rent è 24 ore su 24, e questi può richiedere in qualsiasi momento lʼaiuto, sia tecnico che commerciale, di un addetto. Tutte le informazioni sul sito http://vamiluxuryrent.com.

“Straccioni”. Parcheggiano l’auto di lusso targata Montecarlo sul posto per disabili. E da quel momento è pura vergogna

Quello che ha peggiorato la situazione, però, è stato l’atteggiamento del conducente dell’auto targata Montecarlo e del suo passeggero. L’amico del fumettista, irritato dal parcheggio abusivo, si è avvicinato alla Mercedes grigia, segnalando ai due uomini di essere in errore. Per tutta risposta, i due monegaschi (o presunti tali perché non è dato sapere se fossero o meno cittadini italiani) hanno risposto così: «Straccioni invidiosi, tanto con la targa di Montecarlo la multa non ci arriva». La scena è stata interamente documentata e, inutile dirlo, diffusa in rete: Tito Faraci ha pubblicato sul suo profilo Twitter un post di denuncia, suscitando reazioni furiose. Il tweet, poi rimosso, è stato molto condiviso sul social media, a causa della disgustosa arroganza e dell’ignoranza mostrata dai residenti di Montecarlo. (Continua dopo le foto)

 

Prato, coppia di cinesi diventa milionaria aprendo società con prestanome

Prato, marito e moglie sono ai domiciliari per evasione fiscale Le aziende fantasma operavano in nero

arando ze

Una coppia di imprenditori capace di accumulare negli anni un’impressionante ricchezza nel settore della ristorazione e soprattutto della pelletteria, tanto da rilevare nel 2015 lo storico marchio pratese Corsi. L’ennesima “scalata” alla piccola imprenditoria locale, tra le province di Firenze e Prato, messa in piedi secondo le accuse grazie a una sistematica e spregiudicata evasione fiscale. Due cittadini cinesi di 40 e 35 anni, Hu Yunheng e Liyan Zhou, marito e moglie, sono finiti ai domiciliari per aver sottratto all’erario, dal 2009, quasi cinque milioni di euro. L’accusa è auto riciclaggio di somme di denaro derivanti da reati di natura tributaria.

Ieri mattina gli uomini del comando provinciale della Guardia di Finanza hanno eseguito le misure cautelari e messo sotto sequestro diversi beni riconducibili ai due, comprese le quote societarie del negozio di calzature di lusso Corsi, del ristorante “ Forever” a Sesto Fiorentino, conti correnti e auto.

Secondo le accuse- gli accertamenti dei finanzieri sono stati coordinati dal pm Gianni Tei- il raggiro ruotava intorno ad aziende “ fantasma” intestate a prestanome, che operavano completamente in nero per poi sparire nel nulla ed essere sostituite da altre. I soldi venivano in parte reinvestiti e in parte spediti in Cina. Un sistema andato avanti per anni in modo “seriale”: «Almeno per questa volta le cose vanno fatte per bene e legalmente » , si raccomandava un commercialista all’indagata, in una conversazione finita nell’inchiesta.
Nella misura cautelare il gip Anna Liguori ripercorre le tappe del raggiro e il profilo “criminale” della coppia, entrambi già noti alle forze dell’ordine per reati tributari e il marito anche tentata estorsione, porto e detenzione di arma: « Praticamente, almeno a partire dalla costituzione delle prime società, gli indagati stanno compiendo operazioni commerciali in spregio della normativa fiscale e in gravissimo danno per l’erario». Gli investigatori ipotizzano che dietro il sistema si nascondesse un vasto giro di merce contraffatta: il 40enne, scrive ancora il gip nella misura, «gestisce altre attività parallele nell’ambito della produzione di abbigliamento con marchi contraffatti, i cui proventi, al di la di ogni ragionevole dubbio, verranno impiegati in investimenti del tipo Corsi, ossia in attività economiche prestigiose e redditizie,

con movimentazione di denaro contante quindi non tracciabile ». E ancora: «I proventi illeciti sono destinati a creare provviste di contanti detenute presso le sedi produttive o le abitazioni private e facilmente trasferibili o occultabili. Ma vi è di più: gli indagati effettuano frequenti viaggi in Cina ed è emerso che portano con sé del denaro, potrebbero non fare più ritorno sottraendosi così alla legge fiscale italiana».

“Cento euro per vedere il monolocale”: Bologna, torna il truffatore seriale degli affitti

Sui siti decine di annunci farlocchi chiedono dei bonifici in anticipo. E spesso gli utenti ci cascano. L’inquilina di un appartamento-esca: “L’altra volta ho visto una donna in lacrime sotto casa”BOLOGNA – Le truffe online sugli affitti sono ricominciate. O forse non sono mai finite. L’allarme viene lanciato su Facebook, ma stavolta arriva da un’osservatrice esterna: non una truffata o una che ha risposto agli annunci per poi insospettirsi, ma una studentessa che abita in uno degli appartamenti promessi dal truffatore. La ragazza, che chiameremo Stefania per omettere il suo vero nome, racconta di aver incontrato una quarantenne originaria dell’est Europa davanti all’entrata del suo palazzo che, agitata, cercava di mettersi in contatto con l’uomo che avrebbe dovuto mostrarle l’appartamento, un tale Gianni La Piana, che nel frattempo aveva intascato 50 euro. La donna tratteneva le lacrime mentre Jane le spiegava che non c’erano appartamenti in affitto e, googlando il nome, le mostrava gli articoli online che parlavano di lui.

• COME FUNZIONA LA TRUFFA
Il suo metodo continua a funzionare, nonostante le denunce alla polizia postale: con un annuncio su Subito.it o Kijiji, Gianni La Piana, o Giovanni La Piana, o Gaetano La Pinna, o ancora Gaetano Rizzo, propone appartamenti confortevoli in zone centrali a prezzi bassi. Una manna per chi si avventura nella giungla degli annunci, dei casting e delle agenzie per trovare un tetto a Bologna. Al telefono, La Piana richiede un acconto di 50 o 100 euro per mostrare le stanze di via Murri 47 o di via Mazzini 73, spiegando che vive a Milano, che in passato degli studenti poco seri lo hanno fatto venire a Bologna senza poi presentarsi. Ogni volta ci tiene a garantire, però, che la somma verrà restituita o scalata dal primo affitto. Ad ogni appuntamento, infine, i potenziali affittuari aspettano all’indirizzo indicato, invano.

• “DAMMI 100 EURO PER VEDERE IL MONOLOCALE”
Stefania, sotto casa, ne ha incontrato un altro, un ragazzo che prima di pagare ha pensato bene di recarsi all’indirizzo e di controllare il nome di La Piana sui citofoni. Da lì ha deciso di denunciare la cosa e al post si sono aggiunti i commenti di altri studenti e studentesse truffati di recente. È il caso di Arianna, che cercava un appartamento insieme al fidanzato, a cui La Piana ha detto di vivere a Ravenna e che sua moglie è in dolce attesa, motivi per i quali non può spostarsi spesso. Oppure di Simone, che ha versato 100 euro per vedere un monolocale. Il giorno dopo, ha trovato un nuovo annuncio con appena qualche variante e venerdì scorso, allo stesso indirizzo, un altro post pubblicizzava un appartamento trilocale: “400 euro compreso di utenze, chiamare Gaetano”. C’è poi Lorenzo, che racconta di non essersi fidato: “Io ho ribattuto che era impensabile che facessi un bonifico sulla fiducia ad uno per uno sconosciuto per visionare un immobile. Ho salutato ed ho agganciato”.

• MA LUI CONTINUA
Le storie sono molto simili a quelle accumulatesi da più di un anno nelle bacheche di affitti a Bologna. Molti dei truffati hanno sporto denuncia, nella speranza di vedere qualche risultato. Nel frattempo, La Piana, o qualunque sia il suo vero nome, continua a pubblicare annunci. Cambiano gli pseudonimi, cambiano i numeri di telefono e i numeri di carta prepagata o le coordinate bancarie, i codici fiscali variano appena, ma la voce al telefono è sempre la sua, così come le foto degli annunci e le scuse utilizzate per estorcere i soldi. Colpisce l’arroganza con cui perpetra le truffe, totalmente noncurante delle conseguenze legali, e colpiscono anche i modi con cui risponde delle sue azioni. Nei mesi scorsi aveva

scritto ad uno dei ragazzi truffati di non temere la denuncia e di avere “il culo parato”. Ad un’altra aveva invece inviato una foto della mazzetta di soldi guadagnati in questo modo. Ieri, invece, sotto l’ennesimo post di denuncia su Bologna in Affitto, è comparso il commento di un certo Giuseppe Rizzo, la cui foto del profilo raffigura lo stesso ragazzo della foto su WhatsApp collegata al numero di telefono di La Piana: “È ancora disponibile?”.

Una professoressa da Nobel Ecco l’unica italiana candidata come migliore docente del mondo

“Non esistono persone negate con i numeri, la matematica aiuta a pensare, a vivere a conoscere la realtà”. La storia di Lorella Carimalli, dalle case di ringhiera col bagno in comune alla scelta di rifiutare stipendi d’oro nel privato per fare l’insegnante nei licei. Un milione di dollari al vincitore del premio della Varkey foundation

sa da Nobel Ecco l’unica italiana candidata come migliore docente del mondo

“Non esistono persone negate con i numeri, la matematica aiuta a pensare, a vivere a conoscere la realtà”. La storia di Lorella Carimalli, dalle case di ringhiera col bagno in comune alla scelta di rifiutare stipendi d’oro nel privato per fare l’insegnante nei licei. Un milione di dollari al vincitore del premio della Varkey foundation

“Il futuro lo si costruisce assieme, non da soli”. Chi si immagina la matematica come una materia arida, fredda, non è mai andato alle sue lezioni.  Lorella Carimali, 55 anni, docente al liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano,  è passione e creatività, pragmatismo e solidarietà declinate da trent’anni nelle aule lombarde.

L’anno scorso è stata eletta tra i dieci migliori professori italiani. Oggi è finalista al Nobel dell’insegnamento, il Global teacher prize, dove ora 50 docenti scelti tra più di 40mila candidati di 173 paesi, si contendono il premio che verrà consegnato a marzo a Dubai dalla Varkey Foundation. In palio un milione di dollari da spendere in progetti scolastici.

Stupita?
“Incredula e felice. Mi sento il simbolo di un riscatto sociale, avvenuto attraverso la matematica che è un modo di allenare il pensiero astratto, di conoscere, capire il mondo”.

 Riscatto sociale con la matematica?
“I miei genitori avevano la quinta elementare e non potevano certo aiutarmi a studiare. Per loro la mai laurea è stato un riscatto. Vivevamo in un quartiere popolare, case di ringhiera al quartiere Stadera, il bagno stava sul ballatoio e lo dividevamo con altre famiglie.  Ci si conosceva tutti. Ecco, ho capito li  che non si vince da soli, che il futuro lo si costruisce assieme. Perché quando dividi qualcosa di cosi intimo come il bagno con qualcuno, l’estraneo non è più una persona di cui aver paura ma un amico, una risorsa. Ed è questo il mio atteggiamento verso il mondo”

Il suo motto è?
“Non uno, non una di meno, nessuno escluso. Dalla matematica, dalla vita. Io mi sento come un allenatore che pianifica la preparazione in vista di una maratona, studia i luoghi, le attività migliori per raggiungere il risultato. Posso usare il teatro o l’alternanza scuola lavoro, si collabora con altri docenti per raggiungere il risultato”.

Quale è il suo metodo di studio?
“Io spiego, poi faccio esercitare subito i ragazzi. Lavorano  a gruppi perchè si aiutino a vicenda, si correggano i compiti l’uno con l’altro. Se capiscono l’argomento sale la loro autostima ed è questo l’importante. Non devono ripetermi la lezione, solo i concetti astratti, ma imparare ad applicarli nella vita non è solo questione di insegnamentro, ma di apprendimento. Si cambia la prospettiva”.

Esistono negati per la matematica?
“No, è questione di allenamento e di metodo,  come per la maratona. Anche delle donne si diceva che non capivano la matematica, le materie scientifiche solo perché non gliele facevano studiare e ancora oggi resistono i luoghi comuni. Luoghi comuni da evitare, bisogna mantenere alto il livello di insegnamento anche in posti considerati svantaggiati. La dimostrazione? Una classe di un istituto meccanico ad un concorso ha battuto licei classici e scientifici sulla teoria di Fibonacci, nessuno se lo aspettava”.

 Problemi degli studenti italiani?
“In passato siamo andati male al test Invalsi eppure si trattava di applicare semplicemente il teorema di Pitagora. Il problema era costruito su un percorso stradale, su una mappa, e cambiando il contesto gli studenti, abituati a domande poste sempre nello stesso modo, sono andati in tilt. Applicare le teorie, i teoremi alla realtà, questo bisognerebber fare”.

Qual è il suo segreto?
“Nessuno, solo la passione civile e per la mia materia, oltre alla comprensione per gli alunni. Io non sono mai stata un drago della matematica, ma una che studiava molto per questo mi immedesimo nei loro problemi, nelle loro difficoltà”

Usa il teatro per insegnare i teoremi?
Per aiutare gli studenti in crisi abbiamo messo in piedi un progetto multidisciplinare con alunni di classi diverse e con carenze di gravità differente. Abbiamo scritto un testo teatrale sulla matematica. Ha funzionato, alla fine sono stati tutti promossi: in  fondo il teatro è progettare, pensare in astratto, mettere in relazione. Parole come numeri e concetti per capire e costruire”.

Lei premia chi aiuta?
“Sì. Penso che bisogna partecipare alla vita degli altri, condividere il sapere. Così se un ragazzo che va male viene aiutato da un compagno bravo e migliora il suo rendimento, tutti e due avranno un voto più alto. Si aiuta cosi anche il più bravo che spesso va per intuizione e invece in questo modo si chiarisce il concetto per comunicsrlo”.

La volevano grandi aziende…

“Appena laureata ho ricevuto in una settimana 14 offerte da grandi imprese, e ben pagata visto che erano i primi anni dell’informatica. Ma ho fatto una scelta sociale, stare in classe, è questo il mio modo di far politica. I giovani sono la cosa più  importante per costruire il futuro del paese, anche se ammetto che vivere a Milano con 1500 euro al mese si fatica”.

Fatica ricompensata?
“Assolutamente sì. E’ impagabile ritrovarsi alunni che ti scrivono: grazie per avermi fatto vedere  nuove terre, avermi insegnato a vivere. Sono frasi che ti aspetteresti

scritte ad un insegnante di filosofia. Ma la matematica è proprio anche questo: imparare a ragionare, a conoscere,  a vivere nel mondo e poter scegliere in modo cosciente. Per questo dico che è una competenza di cittadinanza. Di tutti: alunni e adulti”.

© Riproduzione riservata

Napoli, metro 1 di nuovo ferma a Dante. Centro città tagliato fuori e traffico in tilt

Chiuse quattro fermate per problemi di sicurezza: pochi treni, guasti e un malore

arando zeppieri news roma

Ancora problemi con la linea 1 della metro. Stop ai treni diretti a Garibaldi: il centro città isolato. E con il mal tempo il traffico esplode.
Dalle 9 la circolazione da Piscinola è limitata a piazza Dante. Chiuse le stazioni di Municipio, Toledo, Università, Garibaldi.
Cosa è accaduto? Le banchine stracolme di passeggeri non hanno consentito l’accesso ai treni. In oltre il malore di un viaggiatore a Salvator Rosa ha rallentato ancor di più i tempi di circolazione in attesa dei soccorsi e la situazione si è fatta insostenibile.
Come se non bastasse è sopraggiunto il guasto di un treno. Troppo. Tutto insieme.  Metronapoli per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza ha ritenuto di limitare la circolazione. È la terza volta che succede nel giro di 10 giorni. Il problema purtroppo è strutturale Mancano i treni: i 9 convogli che ogni giorno trasportano 150 mila passeggeri, da ieri sono diventati 8, uno è guasto. non sono disponibili fondi per le riparazioni. Le difficoltà finanziarie in cui versa l’Anm non consentono di pagare, almeno per ora, i pezzi di ricambio necessari per i treni. Così il parco treni si assottiglia e si viaggia sempre peggio, in attesa dei 10 treni nuovi in arrivo nel 2019. Ieri si è viaggiato con 7 treni, il minimo storico ed è scoppiato il caos.

Maltempo, esondazioni a Colorno a Sorbolo

Piene storiche per la Parma e l’Enza. Colpita anche la Reggia. Situazione in miglioramento ma restano migliaia di utenze isolate nel parmenseEsondazioni e rotture di argini in Emilia a causa delle intense piogge degli ultimi giorni. La situazione più critica a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, dove si è rotto l’argine del fiume Enza, in località Lentigione. Un migliaio i cittadini coinvolti e importanti attività produttive come Immergas danneggiate.

In montagna sono caduti caduti fra i 150 e 250 millimetri di pioggia in meno di 24 ore. La situazione metereologica fortunatamente è in via di miglioramento, le piene stanno defluendo portando a un abbassamento del livello dei torrenti; serviranno ancora le prossime ore per far rientrare lo stato di emergenza.

Il passaggio della piena nella parte alta della provincia di Parma ha provocato l’interruzione delle utenze, i tecnici dell’Enel sono all’opera per il ripristino dell’energia con l’aiuto dei vigili del fuoco (ancora molte le famiglie prive di energia) che stanno liberando dagli alberi e dai detriti le zone interessate dalla fuoriuscita dell’acqua dagli argini.

Esonda il Parma, Colorno allagata: le immagini riprese dall’elicottero

Il torrente Parma sta defluendo senza criticità, come il Baganza regolato dal supporto della cassa d’espansione.
Ben diverso fu nell’ottobre del 2014 quando l’alluvione mandò sott’acqua il quartiere Montanara. La piena della Parma è stata in buona parte trattenuta nella cassa di espansione di Marano, dove sono state azionate le paratoie, ma la portata di notevoli dimensioni ha causato criticità a Colorno, dove il ponte storico è stato chiuso e la piazza evacuata; il sindaco Michela Canova, fa sapere l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) “ha dato indicazione ai residenti di spostarsi ai piani alti degli edifici”. Il torrente è tracimato toccando il livello record di 9,47 metri e travolgendo i sacchi di sabbia messi a protezione. Una misura superiore anche all’lluvione del 2014 quando si fermo a 9,17.

Reggia allagata – L’acqua ha inondato il piano terra del palazzo uscendo precipitosamente dal portone d’ingresso e allagando la piazza, fino ai portici dei palazzi di fronte per circa 40 centimetri. In particolare, la pressione dell’acqua del fiume ha distrutto le finestre al piano terra che affacciano sul lato della reggia che è più vicino al torrente. Perciò tutti i locali tecnici si sono allagati, compreso il giardino storico che si trova sul retro. Sommersi cantine e garage di diverse abitazioni e attività commerciali in via Mazzini, Du Tillot e via Roma.

E sempre a Colorno i vigili del fuoco hanno recuperato con un gommone tre persone e un cane da un’abitazione invasa dalle acque a seguito dell’esondazione.

Colorno, abitazione invasa dall’acqua: pompieri mettono in salvo tre persone e un cane

Infiltrazioni del torrente Lorno hanno provocato l’interruzione della strada provinciale numero 6. Da mercoledì pomeriggio saranno allestite in via straordinaria da Iren tre aree di raccolta pubbliche per i rifiuti ingombranti, derivanti dallo sgombero dei locali allagati, che potranno anche essere ritirati a domicilio. Le tre aree dove i cittadini delle zone alluvionate potranno conferire i rifiuti ingombranti saranno allestite in piazza Garibaldi, nel parcheggio di via Du Tillot e in quello di via Bassa Siberia.

Una emergenza che si somma a quella della chiusura del ponte sul Po che collega Colorno a Casalmaggiore.

Il colmo di piena è passato martedì mattina a Sorbolo con un livello di 12,44 metri, superiore al massimo storico raggiunto nel febbraio 2016 (11,63 metri).

A Casaltone il torrente Enza nella notte ha invaso parte delle aree  golenali, arrivando a lambire strada del Traglione; situazione che ne ha poi determinato la chiusura alla circolazione.

I soccorsi  hanno effettuato interventi in zona per dare supporto alla popolazione evacuando o garantendo la sicurezza delle persone invitandole a stare ai piani superiori. Anche in questa zona sono molte le famiglie senza utenze e i tecnici di Enel stanno lavorando. Ora il torrente si sta ritirando e strada del Traglione è stata riaperta al traffico veicolare.

Roma, Fiore: “Servizi dietro Militia. Delle Chiaie regista dell’asse CasaPound-Lega”

L’intercettazione del capo di Forza Nuova sulle trame della galassia nera contenuta nell’informativa del Ros sulla caccia agli immigrati del 2014.

Invidie, rivalità e il sospetto costante di una manina dei servizi dietro le gesta dei camerati. Ciò che avviene nella galassia neofascista al moltiplicarsi di sigle non lo svela un pentito ma la viva voce di uno dei protagonisti: Roberto Fiore, il leader di Forza Nuova che ha reagito alle inchieste sulle opache fonti di finanziamento e sui raid anti-immigrati, ordinando un blitz sotto la sede di Repubblica e dell’Espresso.

Allegata all’indagine sui banglatour di tre anni fa c’è una intercettazione dalla quale emerge la preoccupazione di Fiore per il ricompattarsi dei movimenti di CasaPound e di Militia sotto l’egida di Stefano Delle Chiaie, l’ormai ottantenne leader di Avanguardia Nazionale, indicato come la testa di ponte per una saldatura tra neri e leghisti. Delle Chiaie, almeno secondo Fiore, avrebbe lavorato dietro le quinte stabilendo un asse con Mario Borghezio, leghista con un passato nell’estrema destra alla vigilia della scalata alla segreteria di Matteo Salvini.

Di un rapporto stretto tra leghisti e Delle Chiaie, del resto, si sono occupati in passato anche i magistrati che indagano sulle trame del 1992-1993. Ignaro di essere intercettato dai carabinieri del Ros, Fiore, il 26 settembre del 2014, parla a ruota libera con Alessio Costantini, responsabile romano di Fn.

“Casapound non esprime più, quello che esprimeva quattro anni fa” , esordice. Poi aggiunge: “Se Maurizio Boccacci (il capo di Militia Italia, storico leader dell’estrema destra dei Castelli Romani, ndr) sì muove, si muove perché si stanno muovendo tutta una serie di situazioni. E questa è roba di servizi. Questo è lo stato. Sono i servizi, il fatto che Boccacci sia a busta paga, te lo possono confermare persone che. ..”. Poco prima Costantini aveva messo a parte Fiore delle ultime novità: ” Si sono rimessi tutti insieme con Delle Chiaie, Giuliano (Castellino, ndr), Boccacci, stanno facendo un gruppo de merde “.

Una unione che Fiore vede come fumo negli occhi, tanto da soffermarsi in previsioni circa il futuro dei neri rivali di Casa-Pound: “Adesso Simone Di Stefano (segretario di Cp, ndr) si è messo a fare, il portavoce di Borghezio (Lega, ndr). Non è un gran posto per il capo del movimento. Si sono messi in una situazione dì vassallaggio”, sentenzia Fiore che poi spiega al suo interlocutore che “già in certe sezioni di CasaPound, ad esempio in Abruzzo, c’è la roba della Lega. Questo – tuttavia, secondo Fiore – è positivo” . Evidentemente sperando che il connubio finisca per indebolirli avvantaggiando Forza Nuova.

C’è poi il capitolo Delle Chiaie. Costantini riferisce di una riunione a Roma tra l’ex leader di Avanguardia nazionale e Borghezio: “Delle Chiaie sta sempre nell’ombra ovviamente non potrà mai essere uomo di facciata. Però è quello che ha i contatti a Roma e può far succedere qualche situazione particolare a Roma fra i vari gruppi”. I due passano poi a discutere di strategie, convenendo che comunque il vento sia ” favorevole ” a chi nell’estrema

destra “resta libero ” . Un’opportunità che però richiede prudenza: ” Io so per storia che nel momento in cui tu rimani solo ti sfondano, e noi in questo momento non abbiamo ancora le difese per opporci… ” . Insomma: l’asse Lega- CasaPound preoccupa ma i due dirigenti di Forza Nuova concordano sul fatto che non hanno la forza per far scoppiare il caso, limitandosi a concertare una strategia attendista, valutando l’evolversi degli eventi.

Torino: i prof in sciopero contro la preside: “Non rispetta il nostro lavoro”

All’istituto Regina Margherita. Il ministero manda un’ispezione

Un’intera scuola in sciopero contro la sua preside. Come se il dirigente scolastico fosse il padrone e i professori e il resto del personale invece i lavoratori di una fabbrica dei primi del Novecento. Succede a Torino, all’istituto Regina Margherita dove il rapporto, incrinato da tempo tra la dirigente Marianeve Rossi, arrivata solo in settembre, e i docenti, si è definitivamente interrotto: ieri durante l’assembla indetta dai rappresentanti unitari dei sindacati e condivisa dalle organizzazioni Cub, Flc-Cgil, Cisl è stato indetto lo sciopero e un sit in per venerdì 22 dicembre quando i lavoratori del Regina Margherita si troveranno sotto la sede dall’Ufficio scolastico regionale, in corso Vittorio Emanuele per protestare contro la preside.
Il caso era scoppiato già a novembre quando i rappresentanti sindacali avevano denunciato i comportamenti della dirigente, “irrispettosa nei confronti dei colleghi”, che sarebbero stati avvilenti per la professionalità di chi lavora nella scuola. Il malcontento era tale che era stata convocata una grande assemblea proprio a scuola con tutto il personale in stato di agitazione. Uno dei nodi sta anche nelle diverse vedute su come applicare la riforma della “Buona scuola” voluta dall’ex premier Matteo Renzi.
Uno scontro durissimo tanto che i collaboratori della preside si erano dimessi e la maggioranza dei docenti si era schierata con loro. Sul caso l’ufficio scolastico regionale ha avviato una ispezione: “Sono stata io la prima a chiederla” dice la dirigente. Qualche giorno fa il tentativo di conciliazione tra le parti davanti al funzionario della prefettura era fallito: “Sin dall’inizio non ho trovato un clima collaborativo” accusava la preside, ma la goccia che ha fatto scattare lo sciopero è la “denuncia” all’Usr delle rappresentanze sindacali di Cub e Flc Cgil che secondo Rossi avrebbero utilizzato fuori orario e senza autorizzazione l’aula magna per l’assemblea di novembre: “Arrivare a indire uno sciopero contro una preside, fatto rarissimo, domostra come i suoi comportamenti siano ritenuti molto gravi dai lavoratori del Regina Margherita” ragiona Cosimo Scarinzi, coordinatore Cub Scuola. Ora si vedrà se la protesta di venerdì 22 sortirà qualche effetto, ma al momento si resta al muro contro muro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: