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Reputation Manager: in Abruzzo nasce la prima società di supporto tecnologico per la cancellazione dei link lesivi

 

Oggi per la rubrica dedicata al business abbiamo incontrato il reputation manager Cristian Nardi, insieme a lui il Dott. Marco Urbano imprenditore e manager di un solido marchio immobiliare con ventennale esperienza in Italia e all’estero: insieme hanno dato il via ad una nuovo progetto imprenditoriale, “it realy”  piattaforma web che si occupa del delicato compito di rimuovere contenuti indesiderati dal WEB. Un’attività che sta diventando indispensabile per molti individui e professionisti: stiamo parlando della web reputation o meglio comunemente chiamata gestione reputazione Online. Con questa intervista vogliamo mettere a fuoco alcuni aspetti fondamentali della gestione della reputazione lasciando spazio ad un esperto in materia di rimozione di contenuti lesivi dalla rete.

Vorrei iniziare nel rivolgere a Cristian questa prima domanda: cosa è it relay?

C.N Ci tengo a specificare che IT RELAY è stata pensata per rispondere ad un aspetto fondamentale che i greci definivano con la parola “anánki” quello che oggi traduciamo con il termine “necessità”, ed è proprio sulla base di questa necessità che nasce questo nostro progetto, che ci ha permesso di comprendere, tra le tante cose, la complessità e le difficoltà che tanti imprenditori ed altre categorie affrontano ogni qual volta entrano in contatto con i media online.

D’altronde aggiunge il Dott. Urbano, il nostro slogan di www.itrelay.it è “la reputazione prima di tutto”. Per questo siamo molto felici di annunciare il lancio di questo nuovo progetto.  Abbiamo scelto un design semplice di colore rosso, per una navigazione intuitiva e veloce.  Per noi è importante che le informazioni su soluzioni e servizi siano facilmente accessibili ai nostri clienti, presenti e futuri.

Quanto è importate oggi la reputazione?

C.N.  Determinate, basta immaginare che un datore di lavoro o un istituto di credito prima di prendere qualsiasi decisione su un possibile candidato o finanziamento da concedere tiene molto conto di ciò viene riportato in rete: le informazioni trovate nel web potrebbero influenzare positivamente o negativamente qualsiasi scelta.

Qual è l’errore più grande che si commette quando si tenta di autogestire la propria reputazione online?

C.N.  La gestione della reputazione è una cosa molto seria, improvvisarsi in questo settore non è così semplice, ci sono dinamiche ed imprevisti che possono causare danni irreparabili, oltre al fatto che sarebbe molto difficile e dispendioso in termini di tempo per qualcuno che non ha familiarità con SEO (acronimo inglese di Search Engine Optimation ovvero tutte le attività volte a migliorare il posizionamento dei risultati sui motori di ricerca nel web) o meglio ancora con strumenti legali, ecco perché in molti casi la cura migliore è la prevenzione. Voglio ricordare che essere ben posizionati nelle prime pagine di Google è strategico poiché il 96% delle persone non guarda oltre la prima pagina dei risultati, quindi, gestire la prima pagina su Google è fondamentale.

Chi dovrebbe essere interessato a contattare la vostra società?

M.U. La gestione della reputazione Online per molti aspetti riguarda tutti: privati professionisti, aziende, medici, manager, personaggi dello spettacolo ecc, poiché  tutti hanno il diritto di difendere l’onore e la propria reputazione, quindi la cura dell’immagine on line in un’era così tecnologica è fondamentale. Purtroppo, c’è da dire che in Italia la tendenza è quella di correre ai ripari solo quando il danno è già stato fatto, tutto sotto gli attenti occhi dei dipendenti, dei partner e dei potenziali clienti.  Cioè in altri termini quando qualcuno digita il tuo nome su Google verificando i contenuti “sfavorevoli”, la prima cosa che scatta in automatico nella mente è di evitare qualsiasi rapporto professionale con la persona lesa.  In effetti la nostra azienda è nata per fare fronte a questo tipo di situazioni ed emergenze dove ad avere la peggio è l’immagine. Cerchiamo di dare informazioni accurate e aggiornate condividendo la nostra esperienza nel settore del web reputation.  Nel nostro nuovo sito potete trovare i servizi ed altri approfondimenti ovvero un’ opportunità per conoscere meglio il nostro modus operandi. Basta sfogliare le pagine nella sezione  CHI SIAMO per sapere chi siamo e cosa facciamo.

In che modo un’azienda o un individuo può trarre vantaggio dai vostri servizi?

M.U. Vuoi diventare un leader in un qualsiasi settore? o essere tra le prime pagine di Amazon con la vendita di un prodotto? Esiste un modo e noi possiamo farlo, questa è la nostra ricetta. Come ho detto pocanzi viviamo in un’epoca dove la presenza online sta diventato rilevante, sempre più persone utilizzano i motori di ricerca per fare business online, per offrire suggerimenti al consumatore e per avere un’idea di un qualsiasi soggetto o società.

Quanto tempo occorre per riparare ad un danno d’immagine?

C.N Ogni caso è unico e dipende dalla gravità del danno, a tutti piacerebbe che le notizie negative potessero sparire in una notte ma non è così. La maggior parte delle reputazioni online può migliorare su una tempistica di 6-12 mesi.

Qual è il miglior consiglio che potresti dare a qualcuno che inizia a muovere i primi passi verso il web reputation?

C.N Non mi sento di dare un consiglio vero e proprio, ma è fondamentale far comprendere alle persone “nel vero senso della parola” che quando si tratta di reputazione online stiamo parlando di un mondo “virtuale” dove tutto è “potenzialmente” possibile: aziende come la nostra sono specializzate nel riparare i danni subiti a seguito di una lesione dell’immagine, sotto questo punto di vista ci sono molte aziende SEO o PR che affermano di fare “gestione della reputazione” come quelle che offrono la de-indicizzazione, ovvero rimuovere completamente i risultati nei motori di ricerca. Ma in realtà quando si entra nel vivo dell’operazione le cose sono diverse e soprattutto molto delicate, in special modo se bisogna gestire i rapporti con i quotidiani Online e con le notizie riportate dalla stampa.

it realy web reputation

Ora vediamo come rimuovere contenuti lesivi da Google ed altri motori di ricerca quali ad esempio Yahoo o Bing.  Prima di avventurarci nella cancellazione o meglio nella deindicizzazione di link non desiderati è necessario prendere padronanza con alcuni termini utilizzati da questo tutorial. 

Chi è un Webmaster? La persona sotto la cui responsabilità avviene la gestione di Pagine Web;

cos’è una pagina Web? l’insieme di file sotto forma di testi, immagini, video e/o audio organizzati opportunamente in modo da creare Siti Web, Blog, Forum e/o Social Media allocati in appositi computer-server collegati ad Internet;

cosa si intende per Internet?  mera rete di computer-server collegati tra loro fisicamente, via cavo o via etere, accessibile dai Naviganti quali fruitori del Web, senza limiti temporali e territoriali;

Cosa si intende per Navigante?  l’utente che, collegandosi ad Internet attraverso apposito Browser installato su dispositivo fisso (Personal Computer) e/o mobile (Smartphone e Tablet), effettua le ricerche all’interno dello spazio Web;

Cosa significa r Web o WWW (World Wide Web): il sistema che, grazie all’ipertestualità dei file, consente di passare da un file all’altro attraverso dei Link;

cos’è una Link?  il collegamento tra file. Consta di una porzione di testo (o di un’immagine) attiva, “cliccabile”, inserita all’interno di una Pagina Web a cui viene assegnato l’URL del file che si intende collegare;

cos’è una URL ? (Uniform Source Locator): l’indirizzo univoco di un file. Esso identifica il computer-server contenente il file, il nome specifico di quest’ultimo ed in quale parte della memoria del computer si trova. Il reperimento di un file viene agevolato attraverso l’Indicizzazione del relativo URL nei Motori di Ricerca e/o la pubblicazione del Link all’interno di altre Pagine Web;

cos’è una Indicizzazione? la procedura di identificazione di un file effettuata da un Motore di Ricerca e corrisponde esattamente al contrario della Deindicizzazione;

cos’è una Deindicizzazione? la procedura opposta all’Indicizzazione, ovverosia l’eliminazione dal database di un Motore di Ricerca di un file precedentemente indicizzato;

cos’è un Motore di Ricerca?  lo strumento in grado di rintracciare, tra i file allocati nei computer-server connessi ad Internet e

opportunamente indicizzati, quelli rispondenti alla ricerca effettuata attraverso la keyword impostata dal Navigante;

cos’è una Keyword?  la “parola chiave” che, inserita all’interno dell’URL e/o del contenuto di un file, consente al Motore di Ricerca di identificare il file medesimo e di inserirlo all’interno della cosiddetta SERP;

cosa significa SERP?  (Search Engine Results Page): la “Pagina dei Risultati del Motore di Ricerca” cioè l’elenco di tutti i file che il Motore di Ricerca individua, disposti in un dato Posizionamento e suddivisi per pagina;

cosa sta a significare Posizionamento?  l’ordine assegnato ai risultati di una ricerca secondo criteri propri del Motore di Ricerca;

cos’è si intende per Declassamento? a parità di Keywords, un Posizionamento del risultato nella SERP, meno evidente rispetto alle condizioni preventivate. Il Cliente, nell’ipotesi in cui subisca un danneggiamento all’immagine e/o all’attività svolta, derivante dalla propria menzione all’interno di una o più Pagine Web come da allegato elenco URL, chiede:

in prima istanza la cancellazione definitiva delle Pagine Web incriminate dal Sito, Blog, Forum e/o Social Media;

la sostituzione del nominativo completo con le semplici iniziali, laddove non fosse possibile la cancellazione di cui sopra;

la mera Deindicizzazione da quanti più Motori di Ricerca possibile, in caso di esito negativo con il Webmaster;

il Declassamento, per le Keywords nel caso in cui non fosse possibile neppure la Deindicizzazione al punto precedente.  

Una volta preso dimestichezza con questi termini procediamo nel conoscere meglio tutti gli strumenti che Google ci mette a disposizione per rimuovere i contenuti lesivi dalla rete. Uno dei principali strumenti è un modulo per il diritto all’oblio che possiamo trovare nella pagina sottostante. MODULO

Lo strumento è stato realizzato seguendo le indicazioni contenute nella sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sul cosiddetto “diritto all’oblio”, che ha stabilito che i cittadini europei hanno il diritto di chiedere ai motori di ricerca di eliminare dalle loro pagine dei risultati i link verso ciò che li riguarda nel caso in lui li ritengano “inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti, o eccessivi in relazione agli scopi per cui sono stati pubblicati”.

Tuttavia ogni richiesta presentata al grande G sarà valutata con attenzione cercando di bilanciare i diritti sulla privacy. Come previsto della legge, Google valuterà se i link per cui viene richiesta la rimozione rinviino verso informazioni effettivamente obsolete e non più rilevanti oppure verso dati di interesse pubblico, come possono esserlo invece quelle su frodi finanziarie, negligenza professionale, condanne penali o problemi legati alla “condotta pubblica di funzioni statali”.

Un altro strumento utile è whois domaintools quest’ultimo è utile per individuare l’amministratore del sito a cui vi state rivolgendo. Inserendo l’indirizzo del sito web da cercare vi fornirà tutti i recapiti e numero di telefono dell’amministratore.

http://whois.domaintools.com/

Una volta preso dimestichezza con questi strumenti potete mettervi all’opera nel tentare di rimuovere i contenuti della rete. Di seguito troverete le domande più frequenti che normalmente vengono fatte nella fase di cancellazione.

Che cose il diritto all’oblio?

DIRITTO ALL’OBLIO. “Il diritto cosiddetto ‘all’oblio‘ si configura come un diritto alla cancellazione dei propri dati personali in forma rafforzata”. – Guida all’applicazione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali. La Guida (preparata dal Garante della privacy) intende offrire un panorama delle principali problematiche che imprese e soggetti pubblici dovranno tenere presenti in vista della piena applicazione del regolamento, prevista il 25 maggio 2018.  Ecco il testo completo del garante della privacy.

Quali sono le probabilità che Google accetti la richiesta di rimozione?

Il trascorrere del tempo è senz´altro l´elemento più importante per valutare l´accoglimento di una richiesta ad “essere dimenticati”, ma l´esercizio del cosiddetto “diritto all´oblio” può incontrare altri rilevanti limiti, come precisato dalla giurisprudenza comunitaria e dal lavoro condotto dal Gruppo dei Garanti europei. D’altronde come già spiegato sopra varia di caso in caso: ad esempio un ex terrorista protagonista degli anni di piombo, dopo aver scontato la sua pena si era rivolto a Google per ottenere la rimozione di 14 pagine che raccontavano dei suoi trascorsi dell’epoca.  Google in questo caso gliela aveva negata, costringendolo a rivolgersi al Garante per la privacy. In questo caso anche il garante della privacy dà ragione a Google e nega all’ex terrorista – le cui generalità sono state mantenute nascoste.

Esiste un termine dopo il quale si può procedere con la richiesta di cancellazione?

Tanto per essere chiari su questo fronte cito un caso di una sentenza, la n. 13161 del 24.6.2016 nella quale la Corte di Cassazione ha confermato la correttezza di una sentenza del Tribunale di Chieti in tema di diritto all’oblio che ha ritenuto sufficiente il decorso di due anni e mezzo per ottenere la cancellazione e deindicizzazione di una notizia (ritenuta lesiva della riservatezza e reputazione) dal web.

Nel corso del giudizio le pagine web erano state “spontaneamente” rimosse e la notizia deindicizzata; la vertenza tuttavia proseguì in relazione al risarcimento dei danni e alla condanna alle spese.

La Cassazione – richiamando alcuni precedenti propri, nonché la nota pronuncia della Corte di Giustizia (del 13 maggio 2014, in causa C-131/12 Google/Gonzales) che ha esteso ai motori di ricerca la qualifica di “responsabili del trattamento” in relazione all’attività di estrazione, registrazione ed organizzazione di dati (indicizzazione) – ha ritenuto che il decorso di due anni e mezzo dai fatti oggetto della notizia (questo il tempo trascorso dalla pubblicazione della notizia al momento dell’invio della diffida per ottenere la cancellazione e deindicizzazione della stessa dal web), senza che nel frattempo fossero emersi fatti ulteriori (tantomeno la definizione del procedimento penale) costituisca un lasso di tempo sufficiente per far prevalere il diritto alla riservatezza, rispetto al diritto di cronaca, considerata “la facile accessibilità e confutabilità dell’articolo giornalistico, (…) tenuto conto dell’ampia diffusione locale del giornale on line”.

Come posso richiedere a Google la rimozione di un contenuto lesivo?

Se la richiesta fa riferimento al diritto all’oblio  è sufficiente compilare il form messo a disposizione da Google che potete trovare a questo indirizzo modulo

Quanto tempo passa per avere una risposta? 

Di norma il team Google risponde alla vostra richiesta nell’arco di 48 ore circa.

È possibile richiedere un risarcimento per la lesione della mia reputazione?

Ci sono due tipi di risarcimento uno personale e uno professionale. Il diritto alla reputazione professionale deve essere tenuto distinto dal diritto alla reputazione personale, poiché nel primo caso la lesione provoca un discredito commerciale del soggetto esclusivamente nel settore lavorativo in cui opera, mentre nel secondo caso si ha una lesione della sua dignità e del prestigio di cui ogni persona gode indipendentemente dall’attività che svolge. Pertanto, il soggetto (professionista, imprenditore o altro) che ha subito una lesione della propria reputazione professionale ha diritto al risarcimento del danno conseguente alla lesione della sua reputazione professionale, a prescindere dall’accertamento di un reato, in quanto la violazione della dignità sociale e professionale della persona costituisce lesione di un valore costituzionalmente protetto.

Mente nel caso della reputazione personale – intesa come onore e prestigio, ossia la reputazione che il soggetto gode come persona umana tra gli altri consociati – indipendentemente dall’attività che svolge, esiste un vero e proprio diritto alla reputazione personale al di fuori delle ipotesi espressamente previste dalla legge ordinaria, inquadrabile nel sistema di tutela costituzionale della persona umana e in particolare nell’art.2 Cost. e nel riconoscimento dei diritti inviolabili della persona4. La tutela della reputazione del soggetto inteso come persona trova quindi la propria disciplina nella Costituzione, ove, nonostante non vi sia una sua espressa menzione, è però ricavabile dai principi di cui agli artt. 2 e 3. Il diritto alla reputazione personale deve essere dunque classificato quale diritto della personalità e ancorato all’art. 2; in tal modo, il diritto alla reputazione è un diritto soggettivo perfetto riconosciuto dalla nostra carta costituzionale unitamente ad altri diritti inerenti la persona, quali l’immagine, il nome, l’onore, la riservatezza, ecc.5.

Quali sono le norme che tutelano la reputazione?

 L’onore, il decoro e la reputazione sono beni giuridici tutelati dall’ordinamento e riconosciuti quali diritti della persona e, pertanto, assoluti, indisponibili e imprescrittibili. La reputazione, in particolare, è il bene giuridico tutelato dall’art. 595 c.p. e include sia l’onore in senso oggettivo, sia l’onore in senso soggettivo: il primo inteso come la stima della quale l’individuo gode nella comunità in cui vive e opera, come il patrimonio morale riconosciutogli dai consociati o come il senso della dignità personale nell’opinione di altri; il secondo inteso come il sentimento di ciascuno della propria dignità morale e della somma di qualità che ciascuno attribuisce a sé stesso.

Nel concetto di reputazione rientra il decoro professionale, da intendersi come l’immagine che un soggetto ha costruito di sé nel proprio ambiente lavorativo. La reputazione di una persona consiste, pertanto, nella proiezione verso l’esterno dell’insieme dei suoi valori che le vengono riconosciuti dal corpo sociale e concerne non solo le qualità morali ma qualsiasi ambito e aspetto in cui si esplica la vita umana e l’attività economica, culturale, politica e sociale1. Essa non consiste in un sentimento individuale, scollegato dal mondo esterno, o nel semplice amor proprio che ciascuna persona ha per sé stessa; la reputazione che rileva giuridicamente va identificata con l’idea di dignità personale che è presente, in un dato momento storico, nell’opinione comune e che è ritenuta esigibile da parte di tutti i consociati2. Ne deriva che il concetto di reputazione può variare a seconda dell’ambito sociale, politico, culturale o economico in cui venga presa in considerazione per valutare l’eventuale lesione subita dalla persona, individuo o ente collettivo che sia. Da qui la distinzione tra reputazione economica (o professionale o commerciale) e reputazione personale: la prima concerne la sfera economica o professionale del soggetto; la seconda, la sua sfera privata.

Quali sono i danni risarcibili in caso di lesione della reputazione?

Il danno risarcibile è sia quello patrimoniale che quello non patrimoniale e, per quanto concerne quest’ultimo, può essere risarcito a prescindere dalla prova della commissione di un reato.

Infatti, il risarcimento del danno non patrimoniale non richiede l’accertamento penale della responsabilità dell’autore del fatto illecito, poiché l’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c. determina che il riferimento al reato di cui all’art. 185 c.p. comprenda tutte le fattispecie corrispondenti nella loro oggettività all’astratta previsione di una figura di reato.

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A ciò deve aggiungersi che il danno non patrimoniale non si identifica solo con il danno morale soggettivo, ma deve essere inteso come categoria ampia, comprensiva di ogni lesione di un valore inerente alla persona protetto dalla Costituzione (quale la reputazione), da cui derivino pregiudizi non suscettibili di valutazione economica.

Quale il costo rimuovere un articolo lesivo?

Purtroppo chi si occupa di questo delicato lavoro non è un riveditore o un grossista di un prodotto al miglior prezzo sul mercato, la cancellazione fatta da uno studio legale specializzato può variare da € 100 fino a € 10.000 euro in base alla difficoltà.

Una volta rimosso l’articolo c’è il rischio che posso riapparire?

Ci sono due tipi di rimozione: il primo è una rimozione totale con pagina 404 e il secondo una de-indicizzazione  come previsto dal Garante della Privacy: quest’ultimo vede come protagoniste grandi testate giornalistiche come Repubblica, L’Espresso, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Giornale ed altre testate. Ovviamente un buon reputation manager cerca sempre di far sparire tutto pagina 404.

trand delle parole più cercante: 

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