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Errore alle casse Ikea: padre e figlia finiscono in prigione

Un banale errore alle casse automatiche di Ikea è costato molto caro ad un uomo e alla figlia, i due sono stati arrestati e imprigionati

Sono finiti in prigione per un banale errore alla cassa. Le ‘vittime’ sono una ragazza ed il padre che insieme si sono recati in uno dei centri commerciali Ikea per un pomeriggio di compere ma, arrivati alla cassa self service, la situazione è degenerata al punto che entrambe sono stati arrestati. L’episodio si è verificato a Strasburgo, in Francia ed è stata proprio la vittima, Émilie, a raccontare l’accaduto spiegando di essersi recata da Ikea con il padre per acquistare dei barattoli di vetro che avevano visto online: “ne abbiamo presi quattro che erano chiusi con un coperchio” – ha sottolineato nel suo racconto postato su Twitter. Nel momento in cui, dopo aver pagato gli articoli separatamente, stavano per uscire dal centro commerciale, padre e figlia sono però stati fermati da un agente della sicurezza che, ha sottolineato la ragazza, ha detto loro che avevano “passato male lo scanner sui barattoli. Lo lasciamo controllare e in effetti c’erano un prezzo sul coperchio e un altro per il barattolo.

Io non me ne ero accorta, dunque dico all’agente che è colpa mia, li ho presi assieme così com’erano e non ho controllato”.

Una semplice disattenzione, dunque, che però ha avuto conseguenze estremamente negative: nel post ‘intitolato’, “Bene, adesso vi racconto di come sono finita in custodia cautelare a causa dei “tupperware” di Ikea” la giovane prosegue raccontando di aver chiesto all’agente di poter pagare il residuo ma la risposta non è ciò che si aspettava. L’agente di servizio a Ikea dice loro che devono attendere l’arrivo di un superiore; nel frattempo interviene il direttore: “chiede a mio padre che cosa è successo, lui lo racconta da capo e si scusa ancora, vuole pagare ma il direttore guarda mio padre e gli dice ‘insomma avete rubato’. Al che il padre replica, ”no, le dico che non abbiamo fatto attenzione, colpa nostra, ma non abbiamo voluto rubare”; qui la situazione però degenera perchè, aggiunge la francese, “il direttore continua trattandoci da ladri e mio padre comincia a innervosirsi”.

Il direttore decide dunque di chiamare la polizia ed interviene un’agente che, alla ragazza, dice, ”la portiamo via per furto organizzato, adesso arriva un’altra pattuglia per trasportare suo padre, lei viene con me”, aggiungendo ”se provi a scappare ti sparo con il taser”. E così una banale disattenzione è costata a padre e figlia il carcere: chiusi in cella, viene detto loro che rimarranno in carcere per almeno 24 ore. “Mio padre cerca di spiegare di nuovo la situazione, dice che il giorno dopo deve lavorare e io pure, nessuno ci ascolta – continua Emilie – Comincio a diventare bianca, ripeto che ho solo sbagliato a passare lo scanner sul prezzo dei barattoli”. Ma gli agenti non danno loro retta e così i due finiscono in una cella definita “minuscola e sporchissima”. Fortunatamente la situazione si risolve dopo tre ore quando, in seguito al cambio turno, il nuovo agente si rende conto che qualcosa non torna in tutta la situazione.

Seppur con un grande spavento, i due sono stati scarcerati e poche ore dopo sono arrivate anche le scuse di Ikea con un tweet nel quale si legge: “Privilegiamo sempre il dialogo e ci rincresce sinceramente per questa situazione. Ci impegniamo a ritirare la nostra denuncia e presentiamo le nostre scuse”. Il racconto di Émilie si chiude con un monito: “Fate attenzione alle casse, passate bene i vostri articoli e non dimenticate che potete andare in custodia cautelare per dei barattoli”.

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