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Parma, aeroporto Verdi e centro commerciale: interrogazione M5s al ministro Toninelli

La vice presidente della Camera Spadoni: “Capire esattamente, nel caso in cui fossero confermate irregolarità, chi debba risponderne in sede legale”


La costruzione del centro commerciale nell’aerea dell’ex Salvarani a Baganzola, nei pressi dell’aeroporto Verdi di Parma, arriva in Parlamento. Il Movimento 5 Stelle, tramite la vice presidente della Camera Maria Edera Spadoni, ha depositato un’interrogazione all’attenzione del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli.

“Fondamentale è, in tempi rapidi – scrive la deputata – far luce sulla vicenda e capire esattamente, nel caso in cui fossero confermate irregolarità, chi debba risponderne in sede legale. Di fatto, nella delibera del 2012 con cui è stato adottato il Piano di rischio aeroportuale, si afferma chiaramente che i Comuni non possono autorizzare opere ed attività ubicate lungo le direzioni di decollo e atterraggio – se non coerenti con il Piano di rischio – e si insiste sul fatto che non siano realizzabili tutte quelle attività che comportano elevata permanenza di persone, proprio come un centro commerciale”.

La questione riguarda la compatibilità del nuovo Parma Urban District e lo scalo aeroportuale, anche alla luce del piano di espansione del Verdi, che prevede l’allungamento della pista, per permettere l’atterraggio dei voli cargo.

Una vicenda che nelle ultime settimane ha destato numerose reazioni a livello locale, mentre da parte sua l’Amministrazione, nella commissione consigliare del 18 luglio, ha ribadito la necessità di sostenere lo sviluppo dello scalo, garantendo al contempo i diritti dei privati acquisiti sull’area oggetto dell’intervento.

Il Comune ha inoltre conferito l’incarico per aggiornare il Piano rischio dell’aeroporto, rimasto fermo al 2012, quando venne approvato dall’allora commissario Mario Ciclosi.

Per la vice presidente della Camera “è grave che solo nel 2017 Enac sia venuta a conoscenza dell’intenzione del Comune di Parma di realizzare un centro commerciale nell’area prossima all’aeroporto per la quale non è stato ancora predisposto il relativo Piano di rischio. Inoltre Enac ha risposto, a seguito di un’interrogazione in Consiglio comunale, di non aver mai espresso alcun parere o approvazione sul presunto centro commerciale”.

“Bene, non si capisce perché allora – prosegue la parlamentare – la costruzione del centro commerciale sia tutt’ora in corso. Al ministro Toninelli ho chiesto se sia in possesso di informazioni su quando e con quali atti il Comune abbia adeguato il Piano di rischio aeroportuale, adottato nel 2012, all’aggiornamento del Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti. Ho chiesto inoltre al Governo se intenda far luce sull’atto con cui è stato autorizzato l’avvio dei lavori del centro commerciale e se il Regolamento sia stato rispettato”

“Le regole vanno rispettate; mi auguro che non siano stati realizzati insediamenti ad elevato affollamento in questa area per la quale non era stato ancora predisposto un Piano di rischio. Andrò fino in fondo, voglio fare chiarezza su questa vicenda; se dovessero emergere delle irregolarità, mi auguro che i responsabili ne rispondano nelle sedi opportune” conclude Spadoni.

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