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“Porti italiani chiusi anche alle navi militari europee”, la richiesta di Salvini dopo lo sbarco della nave irlandese con 106 migranti

Il soccorso era stato effettuato in zona Sar libica. Il vicepremier: “Stortura da modificare, porterò la questione a Innsbruck”. Domani incontro con il premier Conte per sollecitare l’Europa



Le navi militari di altri Paesi europei che salvano migranti non in zona Sar italiana e non coordinati dalla sala operativa di Roma e poi li sbarcano in Italia e’ un’altra “stortura” del sistema di soccorso nel Mediterraneo a cui il governo italiano intende dare una spallata. E’ quello che e’ avvenuto ieri sera a Messina con lo sbarco di 106 migranti soccorsi in zona Sar libica da un pattugliatore irlandese della missione Eunavformed ed è il tema al centro di un incontro in programma domani tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il premier Giuseppe Conte per mettere a punto una soluzione alternativa da presentare all’Europa. Queste le parole del vicepremier: “Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l’arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. Purtroppo i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perchè tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà”.

Matteo Salvini

@matteosalvinimi

Giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta di BLOCCARE l’arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali.
Purtroppo i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano firmato accordi perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia.

“Lo sbarco di ieri sera a Messina – fanno sapere dal Viminale – e’ frutto di vecchi accordi, eredita’ dell’operazione Sophia che va certamente modificata”. Perche’ lo sbarco di ieri sera a Messina è  una contraddizione dei principi richiamati dal governo italiano, che ha battuto i pugni per chiedere maggiore responsabilita’ all’Europa e per negare l’accesso alle navi delle Ong, navi straniere a cui il governo italiano ha chiuso i porti dicendo di far riferimento al coordinamento della guardia costiera libica e di portare i migranti nel porto piu vicino, dunque Nord Africa o Malta, o in alternativa in quello del Paese di cui batte bandiera la nave.

Ma ieri, in situazione analoga, soccorso diretto, avvenuto in zona Sar libica senza alcun coordinamento della sala operativa di Roma, e con altri porti piu’ vicini, il pattugliatore irlandesd si e’ diretto verso l’Italia. Anche perche’ proprio qualche giorno fa la portavoce del Consiglio UE aveva sottolineato come le navi europee non dovessero sbarcare i migranti soccorsi in Libia ” perché contrario ai valori europei”.
Porti italiani chiusi alle Ong , dunque, ma non alle navi militari straniere che continuano a sbarcare in Italia i migranti soccorsi nel Mediterraneo almeno per ora. Ieri sera a Messina sono arrivati in 106, portati a terra dal pattugliatore irlandese Samuel Beckett. Sono 93 uomini, 11 minorenni e due donne, una delle quali incinta. Ad attenderli hanno trovato un gruppo di manifestanti con le magliette rosse. Il soccorso e’ avvenuto la notte tra il 4 e 5 luglio in zona Sar libica. Il gommone con 106 persone a bordo era partito 16 ore prima da Garabulli.

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