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Emergenza rifiuti, Montanari: “Roma non avrà mai una discarica”, Valeriani: ” Ciclo smaltimento insostenibile “

Botta e risposta tra Campidoglio e Regione.  Sforzo Ama che ha raccolto negli ultimi giorni 6.300 tonnellate di rifiuti con lo spettro dello sciopero il 14 luglio


A Roma non bastano le criticità registrate di recente nella raccolta rifiuti, arriva anche lo spettro di uno sciopero in Ama nel mese di luglio. Salvo ricomposizioni dell’ultima ora, i lavoratori della municipalizzata dell’ambiente sciopereranno per l’intera giornata di sabato 14 luglio, quando Fp Cgil, Fit Cigl, Uilt e Fiadel hanno proclamato la mobilitazione. Nel mirino dei sindacati due delibere comunali di cui di chiede una modifica al Campidoglio. Una di queste riguarda, in soldoni, lo sblocco delle assunzioni in Ama. “Stiamo lavorando – rassicura la sindaca Virginia Raggi -, credo che nei prossimi giorni sarà portata in giunta la delibera che supera questo problema”.

Lo sciopero nella raccolta dei rifiuti andrebbe inevitabilmente ad aggravare una situazione già delicata nella Capitale, con un aumento dell’immondizia in strada visibile in diverse aree della città. Un sovraccarico” che si trascina dello scorso fine settimana, proprio per la concomitanza di due giorni festivi e di uno sciopero di una sola sigla sindacale.

E ora Ama sta facendo fronte alla situazione con uno sforzo notevole: “Circa 6.300 tonnellate di rifiuti urbani raccolti – quasi 350 in più rispetto ai giorni equivalenti dello scorso anno –  e interventi mirati di pulizia e spazzamento intorno a oltre mille cassonetti stradali”.

Nel motivare la proclamazione dello sciopero, il segretario della Fp Cgil, Natel Di Cola parla chiaramente della necessità di nuove assunzioni: “Parliamo della possibilità per l’azienda di sostituire dopo anni di fermo almeno il personale che va in pensione. La modifica alla delibera in questione serve per fare davvero il porta a porta, oltre i progetti spot. Poi, restano sempre grave i problemi sui mezzi e sugli impianti”. I sindacati sono stati convocati per dopodomani 6 luglio dall’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari per cercare una quadra. “Vedremo se Roma Capitale vuole davvero mantenere gli impegni. Li misureremo sui fatti”, preannuncia Di Cola.

Nel frattempo, l’argomento finisce nuovamente al centro delle polemiche – ormai cicliche come le ondate di caos rifiuti in città – tra Regione a guida dem e Campidoglio a 5 Stelle.
L’assessore all’Ambiente del Lazio, Massimiliano Valeriani, sottolinea l’esigenza che si indichi una discarica in città, perché smaltire “il 100% dei rifiuti trattati della Capitale in impianti fuori dai confini comunali è insostenibile”. Il M5S in Comune non ne vuol sapere, bolla come “una condanna indegna” realizzare altre “buche” come Malagrotta (la mega-discarica chiusa durante l’era Marino) e chiede risposte alla Pisana.

Raggi, da parte sua, ribadisce come sia il nuovo modello porta a porta, il sistema che si sta iniziando ad esportare in diversi territori, la stella polare che orienta – e continuerà ad orientare – il Campidoglio.

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