Io lo chiamo twitterismo, una sorta di isterismo che si manifesta solo su Twitter.
Uno affetto da questa recente forma di patologia è sicuramente un neo-esponente del Pd.
Per capire chi è, se non lo conoscete già, vi basterà leggere queste sue definizioni, copiate e incollate dai suoi canali social

Uno che “tollero volentieri la tua ignoranza in nome della democrazia”.
Uno che “Basta! mi sono stancato di polemiche pubbliche interne al Pd” e sta sempre sui social a battere sulla tastiera.
Uno che “Di buffoni in giro ce ne sono già troppi”.
Uno che “Vi prego non ricominciamo con cartellini rossi” e vorrebbe vedere Michele Emiliano fuori dal Pd.
Uno che “Ci vorrà l’aiuto di tutti quelli che non vogliono l’Italia magiara di Salvini o quella venezuelana dei 5S” e non ha fatto niente per provare a fare un accordo M5s-Pd, nemmeno un tweet.
Uno che “Moh mi devi una pizza (dietetica)” e una bistecca light e magari con due bicchieri di vino a zero calorie.
Uno che “Mai arrendersi. Cittadini capiscono se si spiega con pazienza e senza arroganza”, quindi di base i cittadini non capiscono, però se sai spiegarti bene e parli lentamente…

No, Carlo Calenda, dai tuoi tweet non c’è nessuna arroganza.