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Migranti, Oumoh abbandonata ancora: la favola è senza lieto fine

 

Un anno dopo Oumoh è di nuovo sola. Quella mamma che aveva “perso” in Africa e ritrovato nella saletta di un aeroporto a Palermo se n’è andata di nuovo. E questa volta senza un perché. “Si è trasferita”, si limita a dire il presidente del tribunale dei minori di Palermo Francesco Micela, che ha aperto un fascicolo avviando la procedura per l’adozione della bambina.

Tristissima storia quella della piccola ivoriana di quattro anni che a novembre del 2016 aveva commosso il mondo arrivando senza genitori a Lampedusa su un barcone in braccio ad una donna che aveva raccontato di averla avuta affidata dalla madre misteriosamente sparita per tornare in Costa d’Avorio a prendere non si sa bene che cosa, in quella casa da cui sarebbe fuggita per salvare la piccola Oumoh dal tribale rituale delle mutilazioni genitali.

Da marzo dell’anno scorso, quando grazie al lavoro della polizia di Agrigento e degli operatori del centro di accoglienza di Lampedusa, Oumoh aveva potuto riabbracciare sua madre, individuata a Tunisi e fatta venire in Italia per il ricongiungimento, madre e figlia vivevano nel Palermitano in una comunità specializzata nell’accoglienza di donne sole e bambini.

Una nuova vita, a quanto sembra, non priva di tensioni. Zanabou, la madre 31enne scalpitava per andare via. Diceva di voler lasciare Palermo, ma non poteva farlo portando la bambina con sè senza che prima le procedure giudiziarie avessero fatto il loro corso. L’esame del Dna aveva confermato che Oumoh era effettivamente sua figlia ma perché Zanabou potesse andar via occorreva un decreto del Tribunale dei minori di Palermo che aveva preso in carico la piccola quando, era arrivata senza genitori a Lampedusa. E queste cose, si sa, non sono mai brevi. I tribunali dei minori procedono con rigore ed estrema cautela.

La mamma di Oumoh: “Distacco terribile, ora il miracolo. Grazie Italia”

Dalla cortina di silenzio e protezione che avvolge la piccola filtra solo che, più di una volta, nei mesi scorsi Zanabou era scomparsa lasciando Oumoh da sola. E ora non si sa che fine abbia fatto e dove sia andata. La bimba, naturalmente, è accudita in comunità. “Posso solo confermare che la mamma è andata via e che è partito l’iter per l’adozione della bambina. Ricordo a tutti che questa è una bambina che è già stata fin troppo esposta prima e ora va assolutamente tutelata”, dice il presidente del Tribunale dei minori.

Il ricongiungimento di Oumoh alla mamma avvenne davanti a fotografi e telecamere in una saletta dell’aeroporto di Palermo a marzo dell’anno scorso quando la piccola, vestita a festa, elegantissima con una gonnellina di tulle bianco e i riccioli neri fermati con un nastro rosa, accompagnata da una psicologa, aveva finalmente potuto riabbracciare la mamma che non vedeva da cinque mesi.

Vestita a festa era anche la 31enne Zanabou arrivata da Tunisi dopo che la Farnesina le aveva concesso il visto. Dopo un primo momento di smarrimento e timidezza, Oumoh ( che nelle ultime settimane cominciava a mostrarsi insofferente nelle lunghe telefonate con la madre ferma in Tunisia in attesa dei documenti) si era rannicchiata tra le braccia di Zanabou. E la donna, in lacrime, aveva ringraziato tutti davanti alle telecamere: “Grazie per avermi restituito mia figlia. L’avevo portata via dalla Costa d’Avorio per salvarla dall’infibulazione. Ero tornata a casa per prendere dei soldi affidandola ad un’amica ma quando sono tornata non le ho più trovate. Si erano già imbarcate”.

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