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Il primo direttore licenziato perché troppo duro con Lega e M5S

Ieri Repubblica Napoli ha raccontato una storia davvero curiosa che riguarda l’ormai ex direttore del Mattino Alessandro Barbano, licenziato in tronco e sostituito con il vicedirettore Federico Monga, che viene dalla Stampa dove si è occupato di economia. Il licenziamento è dovuto infatti a divergenze sul personale e sulla linea editoriale:

Quali le ragioni del cambio al vertice del quotidiano? Secondo indiscrezioni Barbano si è opposto a un ulteriore ridimensionamento del personale e a tagli nel giornale, che entro l’anno si trasferirà dall’attuale sede di via Chiatamone al Centro direzionale. La nuova veste grafica del Mattino è uguale inoltre a quella del “Messaggero” e il quotidiano romano ingloba così di fatto quello napoletano.

caltagirone direttore mattino licenziato

Ma soprattutto – ed è il motivo vero – è stata respinta da Barbano la richiesta dell’editore di un atteggiamento politicamente più “morbido” nei confronti di Lega e Movimento 5 Stelle. Una posizione chiara e ferma. E Caltagirone lo ha licenziato.

Il racconto della vicenda è piuttosto spiazzante perché l’editore Caltagirone, che pubblica anche il Messaggero, non è persona che cambia idea facilmente e ad esempio all’epoca dell’arrivo di Virginia Raggi al governo della città di Roma vendette molte delle azioni di ACEA in possesso del gruppo retrocedendo a terzo azionista in favore di Suez. A questo proposito però una lettera di Virginia Raggi al Messaggero all’inizio di maggio fece malignare qualcuno sul disgelo in atto tra il “Potere Forte” tra i costruttori della metro a Roma e l’inquilina del Campidoglio in occasione dell’annuncio da parte dell’amministrazione grillina di voler proseguire nella realizzazione dell’infrastruttura, cambiando clamorosamente verso rispetto a quanto sostenuto fino al giorno prima.

ignazio marino marziano

«Una missiva in cui la prima cittadina, rivolgendosi formalmente al direttore del giornale romano, sottolinea come, grazie a “quella collaborazione tra Istituzioni che i cittadini chiedono” e “grazie all’impegno di tutti”, “non c’e’ bisogno di andare in nord Europa, a Shanghai o a Dubai per vedere opere di alta ingegneria”. Passaggio fondamentale quest’ultimo, considerato che lo stesso gruppo – dopo aver dato vita durante gli anni 2000 a molti dei nuovi quartieri periferici a cavallo del Grande Raccordo Anulare – negli ultimi tempi ha spesso lasciato intendere di preferire i mercati stranieri», commentava all’epoca il Fatto Quotidiano.

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