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Goletta verde, Puglia seconda in Italia per il mare illegale con oltre 2mila reati

Dal ciclo dei rifiuti nelle zone costiere all’abusivismo edilizio, fino alla pesca di frodo, è record negativo. Francesco Tarantini (Legambiente): “Necessaria vigilanza preventiva”


Rifiuti sversati sulle spiagge e in mare, ecomostri di cemento costruiti vicino alle coste, pesca di frodo. Racconta gli orrori ambientali a pochi passi dalle spiagge in Puglia il dossier ‘Mare monstrum’, realizzato da Legambiente per tracciare gli illeciti commessi sui tratti costieri che saranno toccati dal tour dell’imbarcazione Goletta verde.

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Un podio in negativo per la Puglia, che ottiene il secondo o il terzo posto in tutte le categorie di reati ambientali fotografati dal rapporto presentato in Liguria, dove è partito il progetto Goletta verde, che raggiungerà le coste pugliesi dal 23 al 27 luglio. Tre le tappe previste: Otranto (23 luglio), Polignano a Mare (24, 25, 26 luglio) e Peschici (27 luglio).
La Puglia è seconda solo alla Campania – era terza nel 2017 – nella classifica generale del mare illegale, ovvero per tutti i reati ambientali sul territorio costiero. E i numeri che raccontano una realtà drammatica: 2.098 le infrazioni accertate nel 2017, pari al 12,3 per cento del totale nazionale, per un totale di 2.226 persone denunciate e arrestate, e 759 sequestri effettuati dalle forze dell’ordine.

Scendendo nel dettaglio del rapporto, si scopre ad esempio che la Puglia ottiene la medaglia d’argento per gli illeciti sul ciclo dei rifiuti nelle aree costiere, con un totale di 677 infrazioni accertate (l’11,1 per cento del totale nazionale), 820 persone denunciate e arrestate e 312 sequestri compiuti lo scorso anno. Se si parla di abusivismo edilizio e ciclo del cemento, invece, la Puglia raggiunge il terzo posto – subito dopo Campania e Calabria – con 17 infrazioni accertate, 483 persone denunciate e 250 sequestri effettuati.

Altro aspetto sottolineato dal presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, è quello relativo alla pesca di frodo: “Meno evidente di un ecomostro sulla spiaggia – ricorda – ma che racconta una pratica molto diffusa e che produce effetti negativi, non solo sull’ecosistema e sulla biodiversità, ma anche sulla salute dei consumatori e sull’economia del Paese”. Anche qui centinaia le segnalazioni raccolte da forze dell’ordine e Capitanerie di porto, con 753 infrazioni accertate, 738 persone denunciate e 92 sequestri.

Dati che valgono alla Puglia il secondo posto nazionale e che impongono, come ricorda Tarantini, un deciso cambio di rotta nella prevenzione. “E’ necessario alzare il livello non solo della repressione dei reati – spiega – ma anche della vigilanza preventiva”. E così, con l’arrivo di Goletta verde in Puglia, l’associazione rilancerà le richieste alla Regione per per la definizione dell’iter di approvazione della quarta area marina protetta in Puglia.

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