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Franco Gabrielli sul ragazzo ucciso da un agente a Genova: “Presto i poliziotti avranno i taser in dotazione”

“Presto i poliziotti avranno in dotazione i taser (pistole elettriche) così potranno agire in ulteriori condizioni di sicurezza e potranno non arrecare danno eccessivo alle persone in certi interventi”. Lo ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli uscendo dall’ospedale San Martino dove ha fatto visita ai due poliziotti delle volanti feriti nell’intervento di domenica scorsa in cui un agente ha dovuto sparare uccidendo un giovane che stava accoltellando un collega.

Gabrielli ha aggiunto: “L’iter per dotare la polizia dei taser è partito nel 2014 e ora è alla firma del ministro. In un primo momento i taser saranno sperimentati in alcune città insieme a carabinieri e guardia di finanza. Poi saranno distribuiti a tutte le forze dell’ordine”.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che su Twitter ha scritto: “Non solo da ministro, ma da cittadino italiano e da papà sarò vicino in ogni modo possibile a questo poliziotto che ha fatto solo il suo dovere salvando la vita a un collega”.

Non doveva succedere, potevamo salvarlo…”. Sono le parole riferite tra le lacrime dal sovrintendente di polizia delle volanti Paolo Petrella, ferito da alcune coltellate al ventre inferte da Jesus Jefferson Tomalà, il giovane ecuadoriano poi ucciso con alcuni colpi di pistola da un giovane poliziotto, autista del capo pattuglia della volante del commissariato Cornigliano, anch’egli aggredito dalla vittima.

Petrella ha sottolineato il suo dolore per l’uccisione del giovane ecuadoriano ai tanti colleghi che sono andati a fargli visita all’ospedale San Martino dove è ricoverato nel reparto di terapia sub-intensiva. Il sovrintendente, nonostante le ferite e il fatto che abbia perso molto sangue, è fuori pericolo.

Petrella, fra i più esperti delle volanti e alle soglie della pensione, noto fra i colleghi per la sua grande pazienza e capacità di mediare, proprio per queste sue qualità oltre perché capoturno si è preso la responsabilità di tentare di convincere Tomalà a calmarsi. Ma una volta nella camera dove era chiuso il giovane qualcosa è andato storto: secondo le prime indiscrezioni, a fare saltare i nervi al ventenne è stato il fatto che gli è stato spruzzato in viso lo spray al peperoncino per indurlo a lasciare l’arma e dare il tempo agli agenti di immobilizzarlo.

Ma domenica non è andata così: Tomalà appena colpito al viso dallo spray si è gettato contro gli agenti più vicini, prima contro il giovane armato di spray e poi contro il sovrintendente colpendolo più volte al ventre col coltello tanto da indurre il collega a estrarre la pistola e a sparare.

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