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Bologna, la direttrice della clinica degli orrori: “Ho sputato a un anziano, perché avevo le mani impegnate e non potevo dargli uno schiaffo”

Interrogata dal gip la donna ha ammesso i maltrattamenti e l’aumento dei sedativi: “Ero esasperata”

BOLOGNA Ha ammesso di aver sputato a uno degli anziani ospiti della struttura la direttrice della casa famiglia ‘Il Fiore’ di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, Carla Dessì, che in una conversazione intercettata dai carabinieri faceva riferimento proprio a quell’episodio. Ma la donna, che per i presunti maltrattamenti agli anziani la scorsa settimana è finita agli arresti domiciliari, nell’interrogatorio di garanzia svoltosi oggi davanti al gip bolognese Alberto Ziroldi ha anche detto di aver commesso quel gesto, di cui pure afferma di vergognarsi, in un momento di particolare tensione.

Al magistrato, infatti, Dessì ha detto che l’uomo avrebbe cercato, in maniera anche abbastanza aggressiva, di strapparle la sedia a rotelle su cui doveva sistemare un’altra paziente, che in quel momento stava sorreggendo con un braccio. Invece di rispondere all’aggressione con uno schiaffo, quindi, la donna afferma di aver optato per uno sputo, che sarebbe stato una sorta di gesto ‘difensivo’ dovuto all’esasperazione.

In ogni caso Dessì, i cui legali Alessandro Veronesi e Roberto Godi hanno chiesto la revoca dei domiciliari, ha negato di aver mai usato violenza nei confronti degli anziani ospiti della struttura, mentre ha ammesso di avere, in qualche caso, aumentato il dosaggio dei sedativi, con l’autorizzazione del medico Mario Lunghini (interdetto dall’esercizio della professione a seguito dell’indagine), ma solo per calmare alcuni pazienti quando erano particolarmente agitati. La donna ha anche ammesso di aver assistito, in un’occasione, alla scena di un paziente legato al letto senza il suo consenso, ma pur riconoscendo che si trattava di una scelta illegittima ha affermato che la decisione è stata presa per il bene del paziente, che era agitato e avrebbe potuto procurarsi dei danni.

Infine, Dessì ha dichiarato al gip di non capacitarsi dei valori abnormi di benzodiazepine (25 volte superiori alla norma) riscontrati nel paziente 90enne che stava per finire in blocco renale e che è stato salvato dai carabinieri, che dopo aver intercettato il titolare della struttura, Vanes Dani, sono entrati con la scusa di un controllo e hanno portato via l’anziano, ora ricoverato al Sant’Orsola in gravi condizioni. Da parte sua, infatti, la direttrice della casa famiglia si è detta convinta che gli esami della tossicologa Elia Del Borrello non faranno emergere valori così alti negli altri pazienti.

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