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Bari, Palagiustizia inagibile: i magistrati chiedono la nuova sede della Regione Puglia

Bari, Palagiustizia inagibile: i magistrati chiedono la nuova sede della Regione Puglia

La tendopoli davanti al Palagiustizia inagibile a Bari

La sollecitazione arriva contemporaneamente all’annuncio di una pioggia di richieste di risarcimento per 50.000 euro ciascuna, per i danni da “udienze mancate”, nei confronti del ministero della Giustizia. L’iniziativa è della Camera penale.

I magistrati baresi chiedono che si valuti la possibilità di utilizzare la nuova sede del consiglio regionale, in via Gentile, per il trasferimento degli uffici giudiziari, sfrattati dal palazzo di via Nazariantz dichiarato inagibile. Lo fanno con un documento ufficiale dell’Anm e chiedendo al neoministro Alfonso Bonafede di venire a Bari, “per prendere contezza della drammaticità della situazione”.

La sollecitazione arriva contemporaneamente all’annuncio di una pioggia di richieste di risarcimento per 50.000 euro ciascuna, per i danni da “udienze mancate”, nei confronti del ministero della Giustizia. L’iniziativa è della Camera penale ed è la risposta degli avvocati del capoluogo al vertice che si è tenuto in via Arenula. Il ministero ha chiarito che non ci sono le condizioni per decretare lo stato di emergenza, che consentirebbe di risolvere in tempi più rapidi il problema della ricerca di una sede per la Procura e il Tribunale, dopo che è stato avviato lo sgombero del palazzo di via Nazariantz dichiarato inagibile.

E a poco servono, secondo i penalisti e i magistrati, le rassicurazioni fornite dal guardasigilli Alfonso Bonafede al sindaco Antonio Decaro in merito a un suo interessamento alla vicenda. “E’ necessaria una visita urgente del ministro a Bari”, hanno scritto l’Anm e l’Ordine degli avvocati.La giustizia barese, del resto, ha bisogno di risposte immediate, perché dopo una settimana di udienze nelle tende gli operatori della giustizia sono stremati e il rischio che migliaia di processi si prescrivano è elevato.

Per questo, il mondo forense ha deciso di attuare forme di protesta forti. Il primo a lanciare l’idea della richiesta di risarcimento è stato l’avvocatoAscanio Amenduni, che sarà seguito a ruota dai colleghi della Camera penale presieduta da Gaetano Sassanelli. La richiesta ammonta a 50.000 euro ed è formulata con la tecnica della “negoziazione assistita” in relazione al mancato o ritardato guadagno causato dal rinvio delle udienze a causa della inagibilità del Palagiustizia.

“Stiamo perdendo udienze, guadagni e chanches – spiegano i penalisti – e per di più siamo sottoposti a mortificanti condizioni ambientali di esercizio della funzione”. Anche l’Ordine degli avvocati ha ritenuto non soddisfacente l’esito dell’incontro romano mentre i  lavoratori della Procura, dal canto loro, hanno chiesto al procuratore Giuseppe Volpe “di disporre tutte le misure di sicurezza per garantire l’incolumità” o di esonerarli dal lavoro. L’Anm invece – con il neopresidente Giuseppe Battista e il segretario Michele Parisi – ha definito “totalmente inadeguate le soluzioni di trasferimento di parte degli uffici in via Brigata Regina e parte a Modugno”, ribadendo la necessità “di un intervento di carattere straordinario, con attivazione di procedure di urgenza, per il reperimento di un immobile che garantisca la possibilità di svolgere in maniera adeguata l’attività giudiziaria”.

Considerato che dalla ricerca di mercato effettuata informalmente finora emerge che non esisterebbero immobili adeguati e pronti, l’Associazione magistrati chiede ufficialmente di valutare “la possibilità di utilizzo, anche parziale, dell’immobile sito in via Gentile a Bari, destinato ad ospitare gli uffici regionali

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