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Autotrasporto, in dieci anni sparite 2mila imprese

«Per la competitività delle imprese del trasporto è necessario portare le imposte sul gasolio sotto il 50% del costo complessivo alla pompa», dice Michele Santoni, portavoce del trasporto merci di Cna Fita Toscana.

«I costi di gestione che le imprese di autotrasporto italiane devono sostenere sono molto più alti di quelle estere, mentre lavorare in un mercato comunitario dovrebbe prevedere un’armonizzazione dei costi – continua Santoni -. Per questo motivo è necessario portare le imposte sul gasolio commerciale da autotrazione sotto il 50% del costo complessivo alla pompa, come già hanno fatto ben tredici Paesi europei. Solo così le imprese del trasporto torneranno ad essere competitive con benefici per l’intero Paese».

Negli ultimi anni l’autotrasporto toscano e italiano ha perso importanti quote di mercato a vantaggio proprio della concorrenza estera. A farne le spese sono state soprattutto le piccole e medie imprese artigiane. Nel 2008 in Toscana le imprese artigiane del settore autotrasporto merci erano 7.212 e occupavano circa 25mila addetti; a dicembre 2017 il numero di aziende è sceso a 5.258. Quasi 2mila sono sparite.

«Uno studio della Cna – aggiunge Santoni – rileva che l’Italia nel mese di maggio ha raggiunto il poco invidiabile secondo posto nella classifica dei prezzi del gasolio commerciale da autotrazione alla pompa in Europa, alle spalle della Svezia. In fondo alla graduatoria ci sono invece i Paesi, dalla Polonia alla Bulgaria e alla Romania, che hanno così aumentato i chilometri percorsi sulle strade europee, con il picco del +55% della Romania».

Il carburante incide tra il 30 e il 40% sui costi di gestione delle imprese italiane di autotrasporto e il suo continuo andamento al rialzo ha contribuito in maniera determinante al decremento del trasporto merci nazionale, pari al 9,4% negli anni 2013-2016, e alla chiusura di quasi 27mila imprese nel periodo 2008-2017. Imprese sostituite appunto dai vettori esteri che hanno penalizzato il nostro Paese in termini di occupazione, tasse, imposte e contributi.

Al costo industriale del gasolio commerciale da autotrazione, in linea con la gran parte dei Paesi europei (l’Italia è 11esima nella relativa graduatoria), corrispondono tassazione e accise pari a ben il 59,19% del prezzo alla pompa, che assegnano al nostro Paese il secondo posto in Europa per maggiore imposizione, alle spalle del Regno Unito. Il Lussemburgo (con il 44,12%) è lo Stato dove sul gasolio commerciale da autotrazione il fisco incide in misura minore, seguito da Polonia, Romania, Bulgaria e Spagna.

«Non intervenire – conclude il portavoce del trasporto merci di Cna Toscana – vuol dire mettere l’autotrasporto italiano nelle mani di altri, non possiamo competere con chi ha il vantaggio di costi di gestione più bassi e una tassazione favorevole».

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