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Ama, licenziato capo del personale. Non ha firmato la superconsulenza

Una contestazione costa il posto a Lopes Sullo sfondo il diktat sul nuovo contratto a una fedelissima dell’ad


Licenziato. Da ieri Saverio Lopes, capo del personale di Ama, è fuori dall’azienda. A dargli il benservito l’ad e presidente Lorenzo Bagnacani, con il quale i rapporti sono sempre stati critici.
A dire il vero, Lopes, espressione della dirigenza voluta dall’allora sindaco Ignazio Marino, era nella lista nera delle ” epurazioni” già da due anni, da quando si è insediata la giunta Raggi.

In particolare, la prima assessora all’Ambiente, Paola Muraro, aveva espresso chiaramente la determinazione a cacciarlo. Era rimasto in Ama soltanto perché l’ex direttore generale Stefano Bina si era impuntato per tenerlo, riconoscendogli valore e capacità professionali. Pare che andandosene, lo scorso dicembre 2017, il dimissionario Bina avesse detto a Lopes: “Il prossimo sei tu”.

E infatti il dirigente è durato poco. Il licenziamento è arrivato al termine di un procedimento disciplinare. Formalmente la contestazione dell’azienda è relativa a omissioni risalenti alla fine del 2017. Ma la vera spaccatura tra Bagnacani e Lopes si è consumata intorno alla figura di Mariella Maffini, consulente in Ama voluta dal nuovo ad e presidente al momento del suo insediamento. Maffini, per un periodo nello staff dell’assessorato all’Ambiente di Pinuccia Montanari, era stata poi presa per alcuni mesi nella municipalizzata come consulente per l’organizzazione dei nuovi servizi, con un contratto da 30mila euro.

A contratto scaduto, è avvenuto lo scontro tra l’ormai licenziato capo del personale e il suo presidente. Lopes si è rifiutato di firmare una nuova convenzione. ” Va bene un primo contratto- ponte dettato dall’emergenza – avrebbe argomentato Lopes – ma un secondo no, ci vuole una selezione”.

Bagnacani evidentemente non è stato del suo stesso avviso. Infatti ha firmato l’affidamento della nuova consulenza, questa volta per un anno e del valore di 90mila euro. Mariella Maffini gode della sua completa fiducia e in azienda sono in molti a chiamarla ” la presidente”.

“La cacciata del capo del personale di Ama è l’ennesimo esempio della gestione disastrosa del delicato tema dei rifiuti da parte di questa amministrazione”, accusa Marino Masucci, segretario generale della Fit-Cisl Lazio. Ancora: “Non è cacciando l’ennesimo dirigente che si risolvono i problemi ormai cronici di un’azienda allo sbando. Serve continuità gestionale, progettazione a lungo termine e un maggior coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori nella costruzione del futuro. A questo punto emergono responsabilità evidenti e incapacità dell’amministrazione “. “Le trattative in azienda sono in un pantano – aggiunge Fp Cgil Roma e Lazio – A queste condizioni lo sciopero è inevitabile”.

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