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Saluzzo, il grido di dolore dei braccianti africani: “In 200 accampati all’aperto. Non si può vivere così, il sindaco ci aiuti”

Saluzzo, il grido di dolore dei braccianti africani: "In 200 accampati all'aperto. Non si può vivere così, il sindaco ci aiuti"

La foto di un accampamento diffusa dal “Comitato antirazzista saluzzese”

I 380 posti allestiti in un’ex caserma del Comune nel Cuneese non bastano: i migranti arrivati come ogni anno per coltivare e raccogliere la frutta sono molti di più


Duecento braccianti africani, accampati all’esterno dell’ex caserma trasformata in dormitorio provvisorio da 368 posti a Saluzzo, nel Cuneese, scrivono al sindaco della città, Mauro Calderoni, chiedendo un incontro urgente: obiettivo, avere assistenza.

Da qualche anno, ogni inizio estate centinaia di giovani africani, originari di Mali, Burkina Faso e degli altri stati dell’Africa subsahariana, si riversano a Saluzzo alla ricerca di lavoro stagionale nel distretto frutticolo locale. Quest’anno il Comune, con la collaborazione della Regione, ha allestito un dormitorio all’interno di un’ex caserma. Ha 368 posti, non abbastanza però per tutti gli africani in città Così oggi i circa 200 esclusi hanno scritto al sindaco: “Noi, gli africani del Foro Boario, siamo qui a Saluzzo per cercare lavoro e non per fare casino, questo tutti dovrebbero saperlo. Restiamo qui per qualche mese e poi ce ne andremo via a cercare un lavoro in qualche altro posto d’Italia. Molti di noi sono arrivati qui per la prima volta. Guardate la situazione in cui ci troviamo: quanti siamo a dormire fuori, senza una tenda, senz’acqua. Non si può vivere così”. “Chiediamo – conclude l’appello –  un posto dove dormire, acqua e bagni, poter cucinare insieme. Chiediamo di avere la possibilità di rinnovare i permessi di soggiorno alla Questura di Cuneo per non dover lasciare Saluzzo mentre lavoriamo o cerchiamo lavoro e spendere soldi per il viaggio”.

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