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Grillo: “Scegliamo a sorte i senatori”. E il Movimento vara nuove regole interne per evitare altre “rimborsopoli”

Il partito di Di Maio vuole estendere a tutti gli eletti, non solo pentastellati, la restituzione di parte dell’indennità. La proposta del fondatore del M5S suona come sfiducia alla selezione anche dei suoi in Parlamento


ROMA. In fondo è un po’ l’esperimento che nelle ultime due legislature ha già condotto proprio lui con discreto successo: portare cittadini qualunque – selezionati più o meno a caso – in Parlamento, trasformarli in deputati e senatori. Adesso Beppe Grillo ha una nuova trovata: cancellare le ormai superate “parlamentarie”, che in fondo premiavano anch’esse signor nessuno con i voti di un condominio, e sostituirle con la «selezione casuale». Ovvero, procedere direttamente per sorteggio. Sembra una boutade, tra le righe però si legge la più sonora sfiducia nei confronti della classe politica che ha preso il potere tra le file del M5S. A cominciare dal capo e oggi vicepremier Luigi Di Maio. Del resto, tra i due le distanze si sono fatte ormai siderali.

“L’intuizione è di un certo Brett Hennig – spiega il fondatore del Movimento nel suo blog (che non è più quello del partito) – selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in parlamento. Le selezioni dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50 per cento sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune. Sarebbe un microcosmo della società” è la sua tesi. “Tuttavia, ci sarebbe un importante effetto collaterale: se sostituissimo le elezioni con il sorteggio e rendessimo il nostro Parlamento veramente rappresentativo della società, significherebbe la fine dei politici e della politica come l’abbiamo sempre pensata. Non fraintendetemi, non dico che è perfetto – conclude – ma la domanda giusta è: funziona meglio? Per quanto mi riguarda, è Sì». Pensa a una vera e propria Camera ad hoc. “Il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento, piena di persone scelte a caso, un senato dei cittadini, se volete. C’è una campagna per un senato popolare in Francia e un’altra campagna in Scozia. Sarebbe come un cavallo di Troia nel cuore del governo – conclude – E poi sostituire le elezioni con il sorteggio”. Chissà cosa ne pensano i 222 deputati e 109 senatori del Movimento. Prova a ridimensionarla, pur senza stroncarla, un cinquestelle al governo.  L’idea di sorteggiare i parlamentari “non è del tutto avulsa dalla realtà, anche se spesso quelle di Grillo sono provocazioni, spunti, stimoli alla discussione”, taglia corto Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, parlando a Sky tg24. Sarcastica invece la senatrice Paola Nugnes: “Valga pure per il governo, chissà che non aumentino le donne ministro, e perchè no, anche per il leader politico”.
Per tutta risposta al fondatore, il comitato di garanzia del M5S ha approvato un nuovo “regolamento per il trattamento economico dei portavoce eletti nel Parlamento italiano, nel Parlamento europeo e nei Consigli regionali” e lo ha pubblicato sul blog delle Stelle. Il tentativo di mettere una pezza dopo gli scandali di rimborsopoli in piena campagna elettorale. Cosa prevede il regolamento? “Il taglio delle indennità e dell’assegno di fine mandato – si legge – il rinnovato impegno a superare il privilegio dei vitalizi, sostituendolo con una pensione calcolata come per qualsiasi lavoratore, la rinuncia a qualsiasi doppie indennità o rimborsi per altre cariche istituzionali ricoperte e, infine, la trasparente e regolare rendicontazione delle indennità, dei rimborsi e delle spese sostenute per l’organizzazione di eventi M5s e delle spese di mandato per collaboratori, consulenze, altri eventi e convegni”. Con l’auspicio, questo non messo nero su bianco però, che stavolta le regole siano rispettate davvero da tutti gli eletti del Movimento. Non solo. La proposta è di estendere la stretta sui guadagni a tutti i parlamentari, di qualsiasi schieramento. Ma con i ritocchi al regolamento i grillini guadagneranno di più, sostiene la forzista Elvira Savino. Che fa i conti in tasca ai colleghi: “Nel giorno in cui si vogliono abolire i vitalizi agli ex parlamentari, si sono aumentati lo stipendio a 6250 euro al mese. Oltre ai 3250 euro netti di stipendio vero e proprio da parlamentari, nel nuovo regolamento i cinquestelle potranno trattenersi altri 3000 euro forfettari senza alcun giustificativo. E’ la solita doppia morale dei moralisti”.

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