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Latina, la triste storia delle schiave del sesso costrette a prostituirsi sulla Pontina

L’indagine partita dall’investimento di una ragazza finita all’ospedale Goretti dove ha denunciato i suoi sfruttatori, finiti in manette


Dalla mattina presto fino al tramonto, spesso protette soltanto da un ombrellino, stazionano in abiti succinti ai bordi della Pontina e nelle strade limitrofe, al confine tra le province di Latina e Roma. Cercano di richiamare l’attenzione delle migliaia di automobilisti che percorrono la trafficata arteria. Tutte giovanissime. Giovanissime prostitute ma, come emerso da un’indagine che sta compiendo la squadra mobile di Latina e che ha portato ora a due fermi, anche schiave. Ragazze dell’Est adescate con la promessa di un lavoro in Italia e, una volta giunte nel Lazio, costrette a vivere vendendo il loro corpo e a consegnare ogni sera tutto il denaro ottenuto dai clienti, fino all’ultimo centesimo.

L’indagine, l’ennesima sul mercato del sesso clandestino sulle strade, è partita dall’investimento di una delle prostitute, una 22enne, finita all’ospedale “Goretti” di Latina dopo essere stata travolta da un’auto sul posto dove stava cercando di adescare gli automobilisti di passaggio.

Fermati, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, il 34enne Marian Melicianu, già noto alle forze dell’ordine, e il 29enne Claudiu Nelu Bulmoaga, di nazionalità romena e senza fissa dimora in Italia, accusati appunto di sfruttamento della prostituzione. Raccolta la denuncia della 22enne investita, gli investigatori si sono concentrati prima su Melicianu, l’uomo che avrebbe fatto arrivare ad Aprilia la ragazza con la falsa promessa di un posto di lavoro, privandola poi anche del documento, e poi su Bulmoaga, con cui il 34enne avrebbe gestito il giro di prostituzione attorno alla Pontina.

In base agli accertamenti svolti dalla Mobile, tanto la giovane investita quanto altre ragazze sarebbero state costrette da almeno due mesi a prostituirsi controllate a vista dai due fermati, ai quali ognuna di loro, a sera, avrebbe dovuto consegnare l’intera somma ottenuta con varie prestazioni sessuali ai clienti. I due stranieri sono stati bloccati tra l’altro proprio nei pressi dell’ospedale di Latina, dove si erano recati per prelevare la 22enne appena dimessa.

Quest’ultima viene descritta dalla questura come una donna con “sembianze adolescenziali e già madre di una bimba di sette mesi lasciata in Romania”. Ora si trova in una località protetta, in attesa delle formalità connesse al rientro in patria, mentre i due fermati sono stati rinchiusi nella casa circondariale di Latina.

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