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2 giugno, Conte: “È la festa di noi tutti. L’Italia non è corrotta”. Mattarella: “I valori della Repubblica sono pilastri dell’Ue”

Prima uscita pubblica per il nuovo presidente del consiglio alle celebrazioni per la Festa della Repubblica: “Tenete duro, ora passiamo ai fatti”, dice ai cittadini che gli si avvicinano lungo i Fori imperiali. Salvini torna a parlare dei rimpatri: “Bisogna migliorare i rapporti con i Paesi d’origine dei migranti”. Anche se smorza i toni: “Sentirò i ministri Ue, no a litigi”

ROMA. È l’esordio dell’Italia politica nata dal voto del 4 marzo, questa giornata della Festa della Repubblica. Si apre con il messaggio del neopremier: “È la festa di noi tutti, tanti auguri a tutti”, dice Giuseppe Conte rispondendo ai cronisti sulla porta di casa poco prima di partire con la scorta verso Piazza Venezia, a Roma. A poche ore dal giuramento del governo Lega-M5s, il neopremier partecipa – accanto al capo dello Stato Sergio Mattarella – alla deposizione di una corona di alloro sulla tomba del milite ignoto, all’Altare della patria. C’è la neoministra della Difesa Elisabetta Trenta, a bordo della Lancia Flaminia presidenziale, con Mattarella. C’è Matteo Salvini, nuovo responsabile del Viminale, che appena arrivato torna sul cavallo di battaglia elettorale, i migranti. Ma con qualche prudenza in più. “Domani vado in Sicilia, è la nostra frontiera. Voglio migliorare gli accordi con i Paesi da cui arrivano migliaia di disperati per il bene nostro e loro”. Poi precisa: “Nelle prossime ore sentirò i ministri dell’Interno di diversi paesi europei con cui collaborare e non litigare. Cosa dico a chi ha paura di questo governo? Siamo eleganti, sorridenti, democratici”.

Da lontano arriva invece il messaggio durissimo di Silvio Berlusconi: “O noi o loro”, dice il leader di Forza Italia in un videomessaggio in cui accusa la nuova maggioranza di essere populista, pauperista e giustizialista. Ma c’è un altro leader politico che parla, a distanza: Beppe Grillo. Dall’hotel Forum, a Roma, si prepara a quella manifestazione alla Bocca della Verità programmata per lanciare l’impeachment contro Mattarella e che invece si è trasformata nella festa del Movimento  per la conquista del governo.

ATTARELLA: LIBERTA’ E UGUAGLIANZA PILASTRI DELLA SOCIETA’
Sergio Mattarella
 è accolto da un applauso quasi riconoscente al suo arrivo al Vittoriano, per il saluto alle autorità militari. Applausi anche per il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha stretto la mano a Conte, dandogli anche un’affettuosa pacca sulla spalla. Ci sono la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati e la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

 Il capo dello Stato ha poi passato in rassegna le rappresentanze dei vari corpi delle forze armate: “Da quel 2 giugno 1946, in cui si espressero i cittadini italiani – ha detto Mattarella nel suo messaggio al capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano – abbiamo vissuto anni intensi verso una profonda coesione del popolo italiano, in un cammino ispirato dalla nostra Carta Costituzionale, architrave delle istituzioni e supremo riferimento per tutti. Valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno sono il fondamento della nostra società ed i pilastri su cui poggia la costruzione dell’Europa”. “Dalla condivisione di essi – prosegue Mattarella – nasce il contributo che il nostro Paese offre con slancio, convinzione e generosità alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità internazionale”.

rep

CONTE: “ITALIA NON È CORROTTA”
Anche Salvini ha il suo bagno di folla: “È bello essere qui, felice di avere la fiducia di tanti italiani e di tanti uomini della sicurezza. So bene che c’è tanto da fare”, dice. Luigi Di Maio, consegna ai taccuini il suo annuncio: “Per il Movimento 5 Stelle avere il ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro significa lavoro per chi non ce l’ha, lavoro per chi ce l’ha ma senza dignità, lavoro per gli imprenditori che fanno girare l’economia e pensioni per chi ha lavorato una vita”. Conte cerca il contatto con la folla, lungo i Fori imperiali. “Non fatemi i complimenti adesso, non ho fatto ancora nulla. Spero me li possiate fare dopo. Finora sono state fatte troppe chiacchiere, ora bisogna fare i fatti”. “Tenete duro, teniamo duro”, ha aggiunto con il gesto del pugno serrato. Infine pronuncia una frase che farà discutere, perché in contrasto con anni di narrazione 5Stelle: “È sbagliato rappresentare l’Italia come un paese di corrotti. Ci sono degli episodi di corruzione così come ce ne sono anche in altri paesi”. Parole dette a chi lo incitava a “fare pulizia, a cacciarli tutti”.

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