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Migranti, Salvini chiude i porti ad altre 2 navi. Insulti da Ong, il vicepremier: «Pacchia stra-finita, mai più in Italia»

«Mentre la nave della Ong Aquarius naviga verso la Spagna (arrivo previsto domani mattina) altre due navi di Ong con bandiera dell’Olanda (Lifeline e Seefuchs) sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti.

Sappiano questi signori che l’Italia non vuole più essere complice del business dell?immigrazione clandestina, e quindi dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi. Da ministro e da papà, lo faccio per il bene di tutti?». Così su Facebook il ministro dell?interno e vicepremier Matteo Salvini.

Le Ong. La nave della ong tedesca Lifeline, già intervenuta nella notte in soccorso di 118 persone a bordo di un gommone in difficoltà al largo delle coste libiche (ai passeggeri – tra i quali 14 donne, 4 bambini e un neonato – sono stati forniti giubbotti di salvataggio), ha replicato anche lei sui social al ministro dell’Interno Salvini: «Quando i fascisti ci fanno promozione…», ha tweettato ironico la ong tedesca Lifeline.
Immediata la replica di Salvini che ha bandito per sempre la ong dai porti: «Una pseudo associazione di volontariato che dà del ‘fascista’ al vicepremier italiano? Questi non toccheranno mai più terra in Italia».

E su Twitter il vicepremier Salvini aggiunge: «A casa nostra comandiamo noi, la pacchia è STRA-FINITA, chiaro? Insulti e minacce non ci fermano. Se voi mi aiutate (riferito agli italiani) io non mollo! #chiudiamoiporti».

E ancora: «Dopo avermi dato del ‘fascista’ (cancellando subito dopo dopo il tweet), ora la pseudo associazione di volontariato tedesca, con nave battente bandiera olandese, batte cassa con un appello in italiano… Ci prendono per scemi, ma in Italia la musica è cambiata! #chiudiamoiporti», scrive ancora su Twitter il ministro commentando il tweet con cui la ong Lifeline si rivolge ai «cari italiani» indicando un Iban cui inviare offerte ricordando che «dipendiamo dalle donazioni».

L’Aquarius. La nave Aquarius con il suo carico di migranti sta per raggiungere la Spagna dopo giorni di navigazione: in questo momento si trova davanti all’isola di Maiorca. L’arrivo a Valencia, fa sapere Medici Senza Frontiere, è previsto per le 11 circa di domani, salvo variazione dovuta al cambiamento del tempo.
«Speriamo che la vicenda dell’Aquarius rappresenti realmente un punto di svolta per cambiare una volta per tutte la politica europea in tema di migrazioni», ha detto il presidente di Msf Spagna, David Noguera, parlando con i giornalisti a Valencia e sottolineando che quello che serve è un «cambio radicale» per avere una «accoglienza più umana». Noguera ha ribadito che è «inaccettabile» che persone che scappano da guerra e fame vengano tenute per oltre una settimana in mezzo al mare in attesa di un porto sicuro e ha chiesto che a tutti i 629 migranti a bordo dell’Aquarius sia concesso lo status di rifugiato. «Sono tutte persone che hanno subito violenze nelle settimane e nei mesi di detenzione in Libia», ha detto. Noguera, infine, ha rinnovato la preoccupazione di Msf per la situazione nel Mediterraneo centrale. «Il mare è sempre più pericoloso e nella zona dei soccorsi ci sono sempre meno barche. Bisogna cambiare politica».

Gli sbarchi. Intanto è approdata nel porto di Reggio Calabria la nave militare inglese «Protector», impiegata nell’operazione Frontex, con a bordo 46 migranti iracheni e pakistani, tra cui 27 uomini, nove donne e dieci minori. Le loro condizioni sono definite buone. I migranti sono stati accolti a terra dal consueto dispositivo di soccorso, accoglienza ed identificazione, composto da forze dell’ordine con personale Frontex, Protezione civile regionale e comunale, 118, Croce rossa e associazioni di volontariato. Della decisione di fare approdare la nave nel porto di Reggio Calabria si è avuta notizia solo stamattina, ma questo non ha impedito di allestire per tempo il sistema di accoglienza a terra. Una volta conclude le operazioni di fotosegnalamento, a cura della Polizia di Stato e personale Frontex (polizia di frontiera europea), secondo quanto riferisce in un comunicato la Prefettura di Reggio Calabria, i migranti saranno trasferiti secondo il piano di riparto predisposto dal Ministero dell’Interno.

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