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Torino, “Bistecca day” nel cuore della città: anche Salvini alla kermesse dell’orgoglio carnivoro

Torino, "Bistecca day" nel cuore della città: anche Salvini alla kermesse dell'orgoglio carnivoro

Uno stand del “Bistecca day” di Coldiretti

Tre ministri alla maxigrigliata che inaugura il “Villaggio dei contadini” in piazza Castello e ai giardini Reali. Coldiretti: “In Italia un milione di vegani si è pentito”

Nell’orto, nella stalla, sui trattori. Coldiretti invita i torinesi al villaggio contadino, da oggi e fino a domenica, dalle 9 alle 23, nel cuore di Torino: piazza Castello e Giardini Reali. Una kermesse che si è aperta alle 9 con il “Bistecca day”, già organizzato nel capoluogo piemontese due anni fa – ma al Lingotto, in forma molto più contenuta e non in pieno centro come stavolta – per promuovere la rivincità della carne “sana e italiana, contro le fake news che colpiscono il settore” spiega Coldiretti, che porta in piazza braceri, forni, spiedi su cui esperti grigliatori cucineranno a puntino le carni, svelando anche i segreti della grigliata perfetta.

Coldiretti ha voluto realizzare una grande “fattoria italiana” a cielo aperto per scoprire produttori, agricoltori, allevatori e tutte le nuove professioni nate nel mondo agricolo, dalle agri-tate ai produttori di cosmetici a base di prodotti della terra. Ci saranno i piemontesi, con le loro peculiarità enogastronomiche, e le eccellenze del resto d’Italia.

L’inaugurazione è anche l’occasione per il debutto torinese di due ministri: quello alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, e quello dell’Ambiente Sergio Costa che tagliano il nastro insieme con la sindaca Chiara Appendino e il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. In arrivo nel primo pomeriggio anche il ministro degli Interni Matteo Salvini, in “tour” nel Torinese per sostenere i candidati sindaci ai ballottaggi a Ivrea e a Orbassano.

In Piazza Castello sarà allestito il mercato a chilometri zero con Campagna amica, e lungo il percorso si potranno gustare anche birre artigianali e gelati. Per tre giorni, contadini e produttori racconteranno e venderanno i loro prodotti, agrichef di ogni regione prepareranno pasti gourmet, con menu popolari a 5 euro, e poi pizze, dolci, piatti della tradizione e street food. Ci sarà anche una zona dedicata alla solidarietà, con i prodotti tipici delle zone terremotate del centro Italia e una serie di banchetti dove chi vuole potrà lasciare la spesa “sospesa”, ovvero pagare una “fornitura” di carne, frutta, verdura e formaggi per chi non possa permettersi di acquistarla.

Dalla scelta dello slogan #stocoicontadini, hastag della manifestazione, si intuisce che il villaggio non vuole essere solo una grande festa alimentare, e nemmeno la grande abbuffata del made in Italy. L’intento degli organizzatori è piuttosto raccontare un mondo, quello dei contadini, di cui si conoscono spesso solo i risvolti legati al cibo.

Tra gli stand i visitatori, invece, potranno scoprire i segreti della vita in fattoria, la cosmetica green, le varietà vegetale riscoperte e ammirare gli esemplari di bestie autoctone, a rischio estinzione e vere eccellenze dell’allevamento nostrano. Come la mastodontica del Piemonte, la pezzata rossa di Oropa, la cabannina, l’asino di Martina Franca, la pecora sambucana e la capra di Roccaverano. E ancora oche, anatre, galline, conigli, per scoprire che la pet teraphy non riguarda solo cani e gatti, ma anche gli animali da cortile.

Un milione di italiani, secondo Coldiretti, ha lasciato la dieta vegana, praticamente 2 su 3, e oggi l’esercito che ha messo al bando i cibi di origine animale sarebbe ridotto a 460mila persone. Lo dice uno studio, elaborato sui dati Eurispes, che la Coldiretti ha presentato al “Villaggio contadino”: tra i vegani, la cui quota sarebbe scesa dal 3% allo 0,9%, resistono di più le donne (68% del totale) e i giovani (2% degli italiani nella fascia di età 18-24 anni). Nei giudizi, invece, la scelta chi ha messo al bando i prodotti di origine animale divide gli italiani: il 49,4% la ritiene “radicale, fanatica e segnata dall’intolleranza”, l’altra metà pensa che sia un’opzione rispettabile e anche ammirevole.

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