Caluso: dopo venti giorni la burocrazia “libera” l’autista del Tir finito contro il treno

Alla fine il “prigioniero” del camion è stato liberato. Gena Diy, 44 anni, lituano, è partito nella notte per la Bitux di Foglizzo. L’azienda era la destinazione finale del trasporto eccezionale – di cui faceva parte anche il camion di Gena –  che il 23 maggio ha causato l’incidente ferroviario al passaggio a Livello di Caluso, costato la vita a due uomini, il macchinista del treno, Roberto Madau, e uno degli uomini della scorta del trasporto speciale, Stefan Aurelian. Da allora, 20 giorni esatti, Gena ha dormito nell’abitacolo del suo camion rimasto parcheggiato nel piazzale del centro sportivo di Caluso, in frazione Ar

Ieri sera alle 23 ha ottenuto il permesso per partire con un trasporto eccezionale diretto a Foglizzo dove è arrivato durante la notte. Questa volta il camion non ha attraversato i binari della ferrovia, ha imboccato l’autostrada a Chivasso e ha proseguito fino a Ivrea e poi per la strada statale fino a Foglizzo “seguito” da tre auto di scorta. “Stiamo aspettando l’ultima auto poi riparte. In tutti questi giorni lo abbiamo trattato come un amico”, spiega Roberto Podio, assessore alla Cultura di Caluso che insieme al sindaco, al collega Dario Actis Foglizzo e tanti residenti della borgata hanno adottato il camionista, amico di Darius Zujis, 39 anni, l’autista del convoglio rimasto incastrato sui binari e per ora unico indagato per il disastro ferroviario.

Caluso: dopo venti giorni la burocrazia "libera" l'autista del Tir finito contro il treno

Per 20 giorni  Genna ha dormito sul suo tir,”perché ne sono responsabile e devo controllare il carico”, spiegava. In attesa che arrivasse l’autorizzazione per ripartire e portare finalmente a destinazione il silos che tre settimane fa avrebbe dovuto essere scaricato alla Bitux di Foglizzo, l’autista è stato adottato dai residenti e dal comune di Caluso che gli ha messo a disposizione la casetta del custode del centro sportivo per farsi la doccia e usare il bagno e gli ha offerto un blocchetto di buoni pasto. “Sono tutti molto gentili con me –  diceva giorni fa il camionista –  Mi sono fatto degli amici qui, nonostante la tragedia e questa situazione. Domenica mi hanno portato al lago di Candia a mangiare la pizza”. Un’eccezione al suo compito di sorvegliante.

Anche lui come Zujis viene da Vilnius e spera di tornare a casa dopo la consegna del camion. “Ho parlato con Darius al telefono in questi giorni, è molto preoccupato per quello che è successo. E’ ancora sotto shock e a casa lo sta seguendo uno psicologo. Anche io non riesco a smettere di pensare a quella notte. Continuo a rivedere nella mia testa quelle immagini”. Parla russo, un po’ di francese e tedesco, qualche parola di italiano, ma come tutti quelli che passano la vita in viaggio sa arrangiarsi e usa il traduttore del tablet per farsi capire quando le poche parole in italiano che si è appuntato su un foglietto non bastano più.

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