Salvini e i migranti: “Salvare vite è un dovere, l’Italia però non può essere un campo profughi”

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I sindaci da Palermo a Napoli annunciano che apriranno i porti all’Aquarius. Anche il sindaco di Livorno, Nogarin, M5S che dice su Fb: “Non si puo fare sulla pelle dei bambini e di centinaia di persone. Saremmo uguali agli scafisti”. Poi il post scompare. Il ministro Toninelli: “L’Europa apra altri approdi”. Altre 790 persone recuperate nel Mediterraneo da navi non umanitarie. L’Oim: “E ora dove li faremo sbarcare?”

ROMA – “Basta. Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta C’è chi dice no.#chiudiamoiporti”. Così su un post di Facebook il ministro dell’Interno Salvini mentre la nave Aquarius resta al largo col suo carico di 629 vite umane.

E alle sue parole  rispondono i sindaci, da Palermo  a Napoli,  da Messina a Reggio si dicono disponibili ad aprire i porti e accogliere i  migranti della nave Aquarius, come prevedono le leggi internazionali. E anche chi è nel governo, chi condivide la tattica di Salvini  dice: “capisco si voglia dare un segnale all’Europa, ma non sulla pelle di centinaia di uomini, donne e bambini. Siamo pronti ad aprire il porto di Livorno e accogliere la nave Acquarius. Ho già dato la nostra disponibilità al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e ne ho parlato con il presidente della Camera Roberto Fico”.

Salvini e i migranti: "Salvare vite è un dovere, l'Italia però non può essere un campo profughi"

Il post di Marco Alessandro Giusta, assessore cinquestelle ai Diritti del Comune di Torin

Lo scrive su Facebook il sindaco di Livorno Filippo Nogarin (M5S) che pero pochi minuti dopo cancella il post dove aveva detto  anche: “Se voltiamo la testa dall’altra parte e smettiamo di ‘essere umani’, finiamo per non essere diversi dagli scafisti, che fanno affari giocando con la vita e la disperazione di migliaia di persone  il momento di riaffermare quali sono i nostri valori” “Se Torino avesse il mare oggi il porto sarebbe aperto”, scrive su Facebook l’assessore ai Diritti del Comune di Torino Marco Giusta, anche lui M5S.

Salvini e i migranti: "Salvare vite è un dovere, l'Italia però non può essere un campo profughi"

Ma dal ministro ai Trasporti e Infrastrutture Danilo Toninelli i primi cittadini arriva via Twitter una risposta indiretta.  “È necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un’Italia abbandonata a se stessa. Noi salveremo sempre le vite umane, ma Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare”. Pochi minuti dopo, però, il post di Nogarin scompare.

Il ministro Toninelli dichiara  a Sky Tg24 che le condizioni a bordo di Aquarius sono “buone” e più in generale, sul fronte migranti, l’Italia ha mostrato finora moltissimo ma del fenomeno se ne devono occupare tutti, perché non è solo un problema nostrano. Più in generale, “è fondamentale ricordare l’immenso
lavoro che ha fatto l’Italia e la Guardia costiera italina” che negli ultimi anni ha salvato “più di 600mila vite umane”, dice Toninelli aggiungendo che “questo significa che nessuno si deve mai permettere di dire che che l’Italia, gli italiani, e il governo italiano tengano una politica xenofoba contro i migranti, che ci si disinteressi di questi richiedenti asilo in condizioni disperazione”.

Ma, intanto, anche dalla Chiesa arrivano segnali alla politica. “Ero straniero e non mi avete accolto (Mt 25,43) #Aquarius”. E’ il tweet, con la frase dal Vangelo di Matteo cambiata in negativo, diffuso stamane dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in relazione alla vicenda della Aquarius.

Mentre ancora è bloccata la vicenda della nave ong Aquarius, altri migranti sarebbero stati stati salvati al largo della Libia, nel Mediterraneo centrale. Si tratta di circa 790 persone che, secondo quanto si apprende, sono state recuperate da imbarcazioni italiane e internazionali. Salvati non da navi umanitarie ma da mezzi militari e da mercantili di passaggio. “Siamo a quota 1420 – dice Flavio Di Giacomo dell’Oim – e ora questi 790 dove li facciamo sbarcare?.” Interrogativo a cui, in un briefing in corso in queste ore nella sala operativa della Guardia costiera a Roma, si sta cercando di dare una non semplice risposta visto che i porti italiani, in teoria, dovrebbero essere chiusi per tutti.
E intanto sull’Aquarius, la prima notte difficile è passata, i 629 migranti hanno riposato, almeno quelli, donne e bambini, che hanno potuto dormire sottocoperta mentre per alcune centinaia di loro non c’è stata altra possibilità che sistemarsi sul ponte dell’imbarcazione, all’addiaccio.

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