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Milano, l’attacco dei tassisti a un autista privato: “Io e il mio cliente accerchiati e strattonati”


L’aggressione in stazione Centrale, il conducente: “Succede spesso, ma questa volta le immagini li incastrano”. Il video consegnato ai carabinieri


La scena non lascia spazio a interpretazioni. Un gruppo di uomini organizzati aspettano l’arrivo dell’auto, si avvicinano e tirano fuori un passeggero dal sedile posteriore: schiaffi, insulti e richieste di soldi. Poi cominciano a prendere di mira l’uomo che sta alla guida, riservandogli un trattamento simile, con l’aggiunta di sputi. L’episodio, immortalato in un video, risale a giovedì 31 maggio ed è avvenuto in pieno giorno, vicino alla stazione centrale. A denunciarlo è Warner Locatelli, autista Ncc (auto a noleggio con conducente). È lui ad aver scovato e consegnato il video ai carabinieri ed è lui l’uomo alla guida dell’auto che viene preso di mira dal gruppo. 

Anche le sue parole non lasciano spazio a dubbi: “I responsabili dell’aggressione sono dei tassisti, un gruppo che si fa chiamare il club dei 300 (il riferimento è al noto film sulla battaglia delle Termopili ndr) e che dicono di farsi giustizia da soli. Quel giovedì, quando li ho visti arrivare, pensavo fosse uno scherzo. Poi ho capito che stavano facendo sul serio”. Nel video si sentono offese, parolacce e bestemmie: a un certo punto si intravede anche qualcuno che si abbassa sull’auto e stacca lo scudetto che gli Ncc hanno sulla targa posteriore. “Io faccio solo il mio lavoro, sono in regola, queste persone mi hanno preso di mira perché lavoro bene e tanto e questa cosa non gli va giù. Cercano di farmi perdere la faccia, ormai sanno chi sono e le mie foto girano nei loro gruppi. Non sono sereno, è evidente, ma io voglio andare avanti e combattere”.

“Si tengono aggiornati in gruppo, tramite whatsapp – aggiunge Locatelli – . Non è la prima volta che accade una cosa del genere, ma questa è la prima in cui posso dimostrare quello che succede sempre più spesso e non solo a me”. Locatelli lavora spesso per Uber (anche se quel giorno non era in servizio per conto della multinazionale) altro motivo per cui i tassisti, lo “prendono di mira”, per usare le sue stesse parole. L’episodio riaccende una contrapposizione mai sopita tra le auto bianche e la multinazionale americana. Una guerra che va avanti ormai da anni a colpi di scioperi selvaggi e battaglie legali. I passaggi nei tribunali hanno avuto un percorso incerto: se nel giugno del 2015 la multinazionale è stata costretta a chiudere il servizio UberPop perdendo contro un ricorso dei tassisti, a maggio del 2017 il Tribunale di Roma ha accolto un ricorso presentato da Uber contro un pronunciamento precedente e ha mantenuto il servizio UberBlack (che era stato a sua volta sospeso due mesi prima). Sullo sfondo, una legislazione nazionale in materia che non riesce a rispondere alla sfida. Leggi che tutti vorrebbero cambiare, ma che nessuno osa toccare.

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