Santino Ferretti: Il governo della rivoluzione

santono ferrettiNella giornata di oggi giurerà il nuovo Governo italiano, nato dopo un lungo periodo di decantazione partito il 5 marzo scorso. Le novità più importanti sono due: il modo in cui il Governo è nato e i nuovi soggetti politici che lo sostengono. Infatti per la prima volta, nasce un Governo non sulla base di un accordo spartitorio, a cui siamo stati abituati per troppo tempo, ma in ragione di un contratto che pone i contenuti come fondamento di un percorso comune tra due forze politiche diverse. L’altro aspetto interessante è costituito dal M5S, un movimento nato alcuni anni fa con l’idea di attivare i cittadini rispetto a temi importanti, come l’etica della politica e la democrazia partecipata. Inizialmente, i partiti classici, espressione di fenomeni politici storici e riferibili alla destra ed alla sinistra, hanno del tutto ignorato un tale movimento civico, che invece era espressione di quei mutamenti che prendevano forma nella società. Successivamente, mentre i segnali sociali di insofferenza divenivano sempre più evidenti, il M5S ha assunto la forma di opposizione, entrando nelle istituzioni per portare la voce dei cittadini. In questa seconda fase del Movimento, i vecchi partiti hanno ancora una volta trascurato la realtà, per trincerarsi dietro una presunta capacità di gestire i fenomeni sociali, considerando il M5S una forza incapace di convincere l’elettorato italiano. In questa fase, la reazione dei partiti è stata del tutto immatura e anziché analizzare il fenomeno, lo hanno deriso, senza rendersi conto che era espressione del vuoto che loro stessi stavano lasciando. Dopo pochi anni, il Movimento è diventato forza di Governo, mentre i vecchi partiti sono stati collocati, in malo modo dal punto di vista del peso elettorale, all’opposizione. Un tale epilogo è il risultato di due fattori che si sono autoalimentati, il primo relativo al profondo disagio che vivono i giovani, le famiglie, i lavoratori e quindi la società italiana. Il secondo invece, è il risultato di una classe dirigente autoreferenziale, non più abituata a confrontarsi ed a comprendere le contraddizioni e le sofferenze sociali sempre maggiori. I commenti delle ore successive alla notizia della nascita del Governo, sono la dimostrazione che non vi è ancora consapevolezza del fallimento di un certo modo di fare politica, legato alla propaganda, all’uso di certa informazione e vicina alle banche, piuttosto che alle piazze e ai luoghi di lavoro. Da italiano e da cittadino, al cospetto delle difficoltà esistenti in tutti i settori, mi auguro che questo Governo possa veramente essere quello del cambiamento, nella sua accezione più positiva. Mi auguro anche che i vecchi partiti sappiano rinsavire e tornare alla politica come servizio, come strumento di crescita nel senso più ampio, dopo l’indecoroso spettacolo che hanno messo in scena a scapito di un intero Paese. Al M5S, che si appresta ad iniziare questo nuovo percorso, auguro che sappia mantenere saldo il rapporto con i cittadini e con gli attivisti, che sappia considerare la critica uno dei migliori strumenti per l’azione di governo e che abbia il coraggio di rimettere al centro i valori ed i diritti scolpiti nella nostra Costituzione.

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