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Strage del 2 agosto, la Mambro torna a Bologna: “Noi ragazzi di destra carne da macello, io qui sono una deportata”

Esecutrice dell’attentato alla stazione, condannata a 9 ergastoli è stata in carcere dal 1982 al 2008. In aula come testimone nel processo Cavallini: “Con Bologna non c’entro, sono qui a fatica per la giustizia e non per la mia coscienza”

Strage del 2 agosto, la Mambro torna a Bologna: "Noi ragazzi di destra carne da macello, io qui sono una deportata"(eikon)

BOLOGNA  Ancora una volta le testimonianze degli ex terroristi neri sulla Strage di Bologna fanno rabbrividire. La loro versione desta scalpore e suscita la reazione indignata e dolente dell’aula, nella quale sono presenti molti famigliari delle 85 vittime e 200 feriti dell’attentato del 2 agosto 1980 alla stazione. Suonano inevitabilmente provocatorie e irrispettose, le loro “verità” – completamente opposte a quelle processuali – e la loro indifferenza al dolore altrui. Fanno le vittime, e le vere vittime non possono non vivere quelle parole come un’ulteriore offesa. Anche perché alle loro versioni si accompagna la reticenza, i tanti troppi “non ricordo”, nessun aiuto a indicare una differente spiegazione e sostenere quell’innocenza che rivendicano sfrontati.

Stavolta, dopo Luigi Ciavardini (“Sono l’86esima vittima” aveva detto la settimana scorsa davanti a questa stessa corte) è il turno di Francesca Mambro. “Eravamo carne da macello. In quegli anni, parlo del ’78 e il ’79, i ragazzi di destra venivano ammazzati per strada, nelle case, davanti alle scuole. Per questo a un certo punto decidemmo di armarci e reagire”. E’ iniziata così la deposizione dell’ex terrorista dei Nar, già condannata per la Strage a nove ergastoli e libera dal 2013.

In aula, sentita al processo contro Gilberto Cavallini, accusato di concorso nell’attentato alla stazione di Bologna, ha ripercorso i primi anni della militanza nel Msi e il passaggio alla clandestinità e alla banda armata. Mambro ha detto che dopo l’attentato della Acca Larentia, dove morirono due ragazzi del Fronte della gioventù (uccisi da estremisti di sinistra) e un terzo ucciso (durante le proteste conseguenti) da un colpo di pistola di un carabiniere, i giovani di destra si sentivano “carne da macello che le istituzioni non difendevano”. Mambro ha ribadito anche: “Non dovrei essere qui, perchè con la Strage non c’entro, sono qui con grande fatica, ma solo per rispondere alla giustizia, non alla mia coscienza. Qui mi sento una deportata. Faccio molta fatica anche a ricordare. Venire qui a Bologna è faticoso”.

Una fatica e uno “stress” (altra parola usata dalla pluriomicida) che non può trovare compassione in aula, ma è sale su una ferita di tutta la città, di tutta l’Italia, ancora aperta. Il pubblico ha sottolineato rumoreggiando diversi passaggi di Mambro, irritato per il tono supponente e deciso oltre che per i concetti espressi.

L’ex Nar l’ha detto spiegando la difficoltà nel rispondere alle domande del Pm Antonello Gustapane che chiedevano dettagli risalenti alla primavera del 1980. Le sue parole hanno suscitato qualche mugugno da parte del pubblico. “Non ho mai perduto l’umanità anche quando ho fatto cose malvagie. Non ho fatto nulla di cui dovermi vergognare qui oggi a Bologna. Sono qui dopo 38 anni con un grande lavoro su me stessa. Essere qui – ha proseguito Mambro – mi provoca angoscia e ansia e credo di aver rimosso il periodo dei processi. Sono andata avanti cercando di riparare al male fatto e facendo ciò che serviva per riportare ordine nella mia vita, perché sono state dette troppe menzogne e cattiverie”

L’ex terrorista ha aggiunto: “Come potete pensare che un gruppo di ragazzi che si autofinanziavano possano aver fatto una cosa del genere?”

Quella della Mambro è una delle testimonianze più attese del processo contro Gilberto Cavallini, accusato di concorso nella strage del 2 Agosto 1980 a Bologna , fornendo agli esecutori materiali supporto logistico. Francesca Mambro, già condannata in via definitiva (assieme a Giusva Fioravanti e Luigi Ciavardini) per aver materialmente eseguito l’attentato alla stazione, è tornata dunque in aula di tribunale bolognese oltre 20 anni dopo la sua condanna.

Occhiali da sole e foulard colorato al collo è entrata nel palazzo di Giustizia poco prima delle 10 accompagnata dai suoi legali senza rilasciare dichiarazioni a cronisti e telecamere.

“Non avevamo rapporti con i servizi di Stato, segreti o non segreti. Allora mi sarei arruolata. Non potevamo avere rapporti con chi pensavamo fosse nostro nemico”.Ha risposto con la faccia sorpresa Mambroquando il pm Antonello Gustapane le chiede di eventuali legami tra i Nar e gli apparati deviati dello Stato. “Anche Valerio Fioravanti e Cavallini non avevano rapporti con i servizi”. E con Licio Gelli chiede il pm? “Non ho mai avuto rapporti con Gelli o con personaggi vicini a lui. Stessa cosa per Valerio e penso per Cavallini”.

Ex componente dei Nar, ha confessato diversi delitti, ma si era sempre detta estranea alla strage. Mambro è stata un’esponente di spicco del gruppo eversivo d’ispirazione neofascista. Arrestata a marzo del 1982 e stata processata e condannata per l’omicidio di 96 persone. Accumulando nove ergastoli, 84 anni e 8 mesi di reclusione. Attualmente libera, la sua pena si è estinta dal 2013, dopo essere stata messa in libertà condizionale nel 2008.

Sposata con Giusva Fioravanti, è entrata nel gruppo eversivo dei Nar, ha confessato la partecipazione a dieci omicidi ed ha “riconosciuto” gli errori commessi negli anni del terrorismo di destra. La sua militanza armata, durata fino all’arresto, è iniziata nel 1978, subito dopo la strage di Acca Larentia. Ma la testimonianza odierna non ha affatto l’aria del pentimento.

L’udienza si è conclusa in anticipoa causa di un problema al sistema di registrazione. Dopo che già in mattinata si erano verificati degli inconvenienti tecnici, il presidente della Corte d’Assise Michele Leoni ha interrotto la testimonianza dell’ex Nar. Per dare tempo ai tecnici di riparare il guasto Leoni ha deciso di annullare anche l’udienza prevista per venerdì 25 maggio e quindi Francesca Mambro è stata nuovamente convocata per il prossimo 30 maggio.

 

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