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Soprintendenza: no al concerto dello Stato sociale in piazza Maggiore a Bologna

Il Comune pronto a ricorrere in tribunale: “Inaccettabile”. Doveva esibirsi con la band anche il coro dell’Antoniano. L’ente non ha riconosciuto l’alto valore culturale all’evento. Stop anche ai container del Guasto Village

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BOLOGNA – A Bologna è guerra tra palazzi sugli eventi dell’estate. Dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio è arrivato un doppio stop su due degli ingredienti principali della programmazione messa a punto dal comune: la collocazione dei container del Village in via del Guasto e, soprattutto, il concerto de Lo Stato Sociale di martedì 12 giugno in piazza Maggiore. Lo rende noto il sindaco Virginio Merola, a margine del Consiglio comunale.  Il primo cittadino bolognese riferisce che la Soprintendenza abbia ritenuto “inadeguata piazza Maggiore al tipo di concerto”. Va anche detto che la piazza da sempre ospita abitualmente concerti.

La Soprintendenza – interpellata da Repubblica – ammette di non aver riconosciuto all’evento “l’alto valore culturale” necessario secondo il protocollo.

Il concerto gratis per la città in piazza della band bolognese era nato da un pubblico invito su Facebook dell’assessore Matteo Lepore dopo il trionfo sanremese della canzone “Una vita in vacanza”.

Le prescrizioni sul Guasto e sul concerto, fa capire sempre il sindaco, palazzo d’Accursio non intende subirle passivamente: gli uffici comunali hanno già risposto con l’invio di un documento contenente le controdeduzioni e, se ciò non dovesse bastare, l’amministrazione è pronta a ricorrere alle vie legali.

Le osservazioni della Soprintendenza “le riteniamo inaccettabili, sia per quanto riguarda le installazioni previste in piazza Verdi che per quanto riguarda la possibilità di fare in piazza Maggiore un concerto gratuito de lo Stato Sociale” dice il sindaco contro le prescrizioni ricevute venerdì a firma di Andrea Capelli nelle vesti di delegato del mMnistero alla gestione della Soprintendenza . A palazzo d’Accursio, la natura del doppio stop arrivato viene sostanzialmente vissuta come una presa di posizione più politica che tecnica.

A questo documento, il Comune ha risposto oggi con una nota scritta di controdeduzioni. La soprintendenza ha a sua volta dieci giorni per rispondere e dunque i tempi sono stretti. “Ritengo importante mandare queste osservazioni, perchè se non saranno tenute nella giusta considerazione noi ricorreremo alle vie legali”, dice chiaro e tondo Merola: “è importante comprendere che questa amministrazione sta facendo tutto il possibile e anche di più per migliorare la situazione nella nostra città. Come sindaco eletto dai cittadini non posso accettare osservazioni non di merito sulle questioni. Non spetta alla Soprintendenza decidere chi frequenta le piazze, nè tantomeno se ci sono dei bambini al concerto de lo Stato sociale”.

Il riferimento ai bambini deriva dal fatto che, ricevute le prescrizioni, il Comune ha già avuto un’interlocuzione telefonica con la Soprintendenza nel corso della quale ha fatto notare che con lo Stato sociale si esibirà anche il piccolo coro dell’Antoniano e la risposta è stata che “questo però non c’era scritto”, sintetizza il direttore generale di palazzo d’Accursio, Valerio Montalto. Insomma “hanno chiesto dettagli che non sono di loro competenza”, reagisce Merola.

In effetti, in Comune si respira un certo stupore per il pronunciamento della Soprintendenza perchè, viene chiarito, il “preavviso di diniego” non riguarda le caratteristiche del palco. La struttura che si prevedeva di allestire per il concerto del 12 è la stessa che resterà montata per un’iniziativa del 17, dedicata alla sicurezza stradale: anzi, per il 17 si prevede anche “qualche struttura in più”, precisa Montalto, solo che questa iniziativa è stata autorizzata e il concerto no. Ma allora cos’è che non va bene alla Soprintendenza?

“Rispetto alle caratteristiche di piazza Maggiore si dice che non è un concerto adeguato”, riferisce Merola, ma “francamente non mi pare questo un problema della Soprintendenza”: e dunque “la misura è colma”, perchè “lo decidono le istituzioni elette dai cittadini cos’è adeguato”. Anche perchè, si fa notare in comune, piazza Maggiore è da sempre una location utilizzata per i concerti.

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