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Scontro istituzionale sul nuovo governo. Conte rinuncia, Mattarella convoca Cottarelli. “No a un ministro dell’Economia antieuro”. E Di Maio e Meloni invocano impeachment

Scontro istituzionale sul nuovo governo. Conte rinuncia, Mattarella convoca Cottarelli. "No a un ministro dell'Economia antieuro". E Di Maio e Meloni invocano impeachment
(lapresse)

La Lega si dissocia dall’ipotesi di messa in stato d’accusa e invoca il ritorno alle urne. “Non finisce qui”, minaccia Di Maio in piazza. Gentiloni: “Nervi saldi, ora salviamo il Paese”. Pd e Forza Italia difendono il Colle

ROMA – È durata appena quattro giorni la parentesi dell’incarico che il capo dello Stato ha affidato a Giuseppe Conte per la formazione di un governo M5s-Lega. Il no di Mattarella a Savona all’Economia (“decisione che non ho preso a cuor leggero”, ha chiosato il presidente), è stato lo scoglio sul quale è inciampato l’ex premier incaricato.

Ora è in atto uno scontro istituzionale con M5s e Lega che tuonano contro il Colle.

Il più duro è proprio Luigi Di Maio. “La scelta di Mattarella è incomprensibile”, ha attaccato. “La verità è che non vogliono il M5s al governo, sono molto arrabbiato ma non finisce qui”, minaccia. Il clou quando, ospite di Fazio, affonda il colpo: “Chiedo l’impeachment per Mattarella”, ipotesi già ventilata da Giorgia Meloni.

I pentastellati ribadiscono la loro posizione in serata in un comizio a Fiumicino, con Alessandro Di Battista al fianco del capo politico del movimento: “La democrazia è stata abolita, Savona punito per un reato d’opinione. Prima di tornare al voto bisogna mettere sotto accusa Mattarella per attentato alle Istituzioni”. E ancora: “Era una cosa premeditata, far
fallire il governo del M5S e della Lega. Difficili ora aver fiducia nelle istituzioni e nelle leggi dello Stato”.

Governo, Di Maio: “Scelta di Mattarella è incomprensibile”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non ci sta. Parlando al Colle – dopo la rinuncia di Conte – replica con durezza a chi lo accusa. “Non ho ostacolato la formazione del governo”. E in tutta risposta ha convocato per la mattinata di lunedì al Quirinale Carlo Cottarelli, l’ex commissario alla spesa pubblica durante il governo Letta. Sentirò il parere delle Camere, ha detto il presidente, che quindi affronterà il volere del Parlamento, chiedendo attraverso Cottarelli a deputati e senatori se vogliono portare il Paese al voto senza aver fatto partire un governo, con i mercati in fibrillazione e il rischio di aumento dell’Iva.

Un nome, quello di Cottarelli, più volte speso dai nemici della “casta”, a cui forse non tutti vorranno dire di no. Ma per ora Di Maio tuona: “Cottarelli non ha la fiducia del Parlamento, è assurdo”.

In difesa del Colle arriva una nota di Silvio Berlusconi (“Il M5s che parla di impeachment è come sempre irresponsabile”, commenta), e di Matteo Renzi: “Minacciare Mattarella è indegno”. Stessa linea per Gentiloni e per il segretario, Maurizio Martina: “Passaggio drammatico, consiglierei a Di Maio e Salvini di misurare le parole”

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