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Roma, multe pazze nella Ztl: “Adesso paghino i vertici comunali”

Tra il 2012 e il 2016 partite 41 mila contravvenzioni per accessi abusivi al centro storico, destinate però a chi aveva un regolare pass

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Fino all’ultimo euro. Il pasticcio è di dimensioni macroscopiche e la Corte dei Conti interviene a gamba tesa sulle Ztl. La procura contabile ha infatti messo ufficialmente in mora i dirigenti e i funzionari di Roma Servizi per la Mobilità che tra il 2012 e il 2016 hanno gestito il pacchetto delle zone a traffico limitato. In quegli anni, nel caos generale, sono partite 41 mila multe per accessi abusivi al centro storico. Un mare di contravvenzioni comminate a chi in realtà era in possesso di un regolare pass.

Come raccontato da Repubblica, a livello penale c’è già un fascicolo e si indaga per inadempimento di contratti in pubbliche forniture. Ora, però, anche i pm di viale Mazzini hanno acceso il loro faro su quelle sanzioni prima spedite ai malcapitati e poi revocate in autotutela, con tante scuse per il disturbo agli sfortunati conducenti.
Ma cos’è accaduto? Come stabilito dai primi rilievi della guardia di finanza, a scatenare il panico è stato il mancato aggiornamento del software di Roma Servizi per la Mobilità, agenzia di proprietà del Campidoglio. Nessuno ha pensato di mettere mano alla white list, l’elenco delle targhe autorizzate a varcare i confini delle zone a traffico limitato. Così il programma, abbandonato a se stesso, ha proceduto in automatico sanzionando migliaia di innocenti automobilisti. Cortocircuito: le telecamere inquadravano le auto con regolare permesso, ma i computer non trovavano alcuna corrispodenza nei loro database. Sotto, allora, con le contravvenzioni. Una, decine, centinaia, fino a contarne 41 mila.

Quando in Comune si sono accorti del problema — un grattacapo non di poco conto — sono partite in fretta e furia le revoche. Con un danno evidente per il bilancio capitolino: il rendiconto, a partire dagli investimenti che l’amministrazione capitolina mette in cantiere ogni anno, si costruiscono anche sulle entrate che le multe comminate dovrebbero garantire.

Ora la procura della Corte dei Conti deve determinare il danno complessivamente subito dalle casse di palazzo Senatorio. Nel conto rientreranno le spese sostenute per spedire le sanzioni a domicilio e pure il costo del disservizio offerto al Campidoglio dalla sua agenzia. A rimborsarli potrebbero essere i manager di Roma Servizi per la Mobilità. La procura contabile ha già bussato alla loro porta, bloccando la prescrizione per gli importi più datati.

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