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Genova, l’aborto per non perdere il lavoro e il partner

Hanno un buon livello d’istruzione, donne under 35 che lavorano e non sono sposate ma sono costrette, comunque, a rinunciare a un figlio. A quarant’anni dalla legge 194 l’interruzione di gravidanza resta uno specchio dei tempi. E se i numeri rivelano che gli aborti dal 1978 a oggi in Liguria si sono ridotti quasi del 70% (dagli 8.842 del 1979 ai 2.700 del 2017) la fotografia sulla realtà contemporanea resta impietosa.

«Perché un figlio quelle donne non possono permetterselo — spiega senza troppi giri di parole la psicoterapeuta  Cristiana Vasino — Non più per motivi strettamente economici ma per paura di perdere l’occupazione. E precario non è soltanto il lavoro ma anche il rapporto con il partner per cui la maternità si trasforma in un problema per la stabilità di coppia». Un’analisi che parte dai numeri ma racconta come la società e le donne sono cambiate.
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