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Conte al lavoro sui ministri, ma il nodo resta Savona. Meloni con la Lega: “No a ingerenze del Colle”

Il premier incaricato prova ancora a mediare: “Stiamo lavorando”, si limita a dire. Difficile la chiusura della trattativa già questo weekend. Renzi: “Spread ai massimi? Colpa di Di Maio e Salvini”

ROMA – Si allontana – per il momento solo di qualche ora, forse giorni – la formazione del governo guidato da Giuseppe Conte dopo l’incontro al Quirinale con Sergio Mattarella, in cui il presidente ha ribadito i suoi dubbi sul nome indicato da Salvini e Di Maio come ministro dell’Economia, ovvero l’economista Paolo Savona. E si registra anche un aumento della tensione politica con un attacco irrituale di Giorgia Meloni al presidente della Repubblica: “Su Paolo Savona, una nuova inaccettabile ingerenza di Mattarella, dopo l’ostinazione a non conferire l’incarico di governo al centrodestra. Ho comunicato a Salvini che Fratelli d’Italia, pur senza aver cambiato idea sul governo giallo-verde, offre il suo convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell’economia non indicato da Bruxelles. L’Italia è ancora una nazione sovrana, Juncker e la Merkel se ne facciano una ragione”, dice in un comunicato.

E si rafforza la tensione anche sul piano economico e finanziario, dopo l’impennata di ieri dello spread e l’avvertimento di Moody’s sul rating. Così, in mattinata, arriva l’affondo dell’ex segretario Pd, Matteo Renzi, proprio sullo spread: “Se è ai massimi la colpa è di Di Maio e Salvini. Se i mutui aumenteranno la colpa è solo loro”.

Il professore è atteso da una giornata di lavoro alla Camera, ma non vedrà i leader di Lega e M5s. Salvini è a Milano, mentre Di Maio sarà effettivamente a Montecitorio, ma non sono previsti incontri con il premier incaricato.

Il nodo come detto è quello di Paolo Savona, nome che il Quirinale non vuole nella lista dei ministri perché visto come un diktat contrario alle sue prerogative che non può accettare. Salvini in un post su Facebook si è definito “davvero arrabbiato” (ottenendo il like di Di Maio) e anche senza nominare l’economista è stato chiaro a tutti a cosa si riferiva. Posizione ribadita da Francesco Storace: “Il Giornale d’Italia ha posto una domanda chiara a Salvini. Altrettanto chiara la risposta. ‘Se non c’è il professor Paolo Savona il governo Conte parte? La risposta di Salvini è secca: ‘no'”.

Come scrive Repubblica in edicola, su Savona il leader della Lega sarebbe pronto a far saltare tutto l’accordo di fronte al veto di Mattarella. “Se qualcuno pensa che dobbiamo diventare una democrazia a sovranità limitata, allora meglio tornare a votare”. E il sospetto, in casa M5S, è che Salvini voglia approfittare dell’impasse proprio per tentare la carta del voto, tornando alle urne con il fronte di centrodestra.

· MARTINA: “STATE GIOCANDO SULLA PELLE DEL PAESE”
“Caro Salvini, state giocando sulla pelle del Paese per i vostri miseri interessi. Invece governare è prendersi cura dell’Italia”. Lo scrive Maurizio Martina, segretario reggente del Pd, in un tweet indirizzato a Matteo Salvini dopo il messaggio “davvero arrabbiato”

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