Santino Ferretti: La volontà del Popolo

santono ferrettiOggi affrontiamo un tema controcorrente, che tuttavia assume notevole importanza soprattutto nei piccoli Comuni. Fino agli inizi degli anni 90, le elezioni locali si limitavano ad eleggere i Consiglieri comunali, i quali, una volta insediati, come sta succedendo in Parlamento, dovevano trovare le maggioranze e l’accordo sul Sindaco ed assessori. Questa situazione, per cui il Sindaco era espressione del Consiglio comunale, gli imponeva di confrontarsi con esso e poteva essere sfiduciato, senza che per questo si andasse al commissariamento. Infatti si poteva trovare una nuova maggioranza o si poteva eleggere un nuovo Sindaco. Tale condizione, portava il Sindaco stesso ad avere una grande attenzione per l’intero Consiglio comunale e creava una forma di dialettica politica sempre accesa, nella speranza che l’opposizione potesse diventare maggioranza. I Consiglieri comunali, tra l’altro, non costavano niente ed erano in numero sufficiente per garantire una adeguata rappresentanza, che si traduceva in una dialettica interessante ed appassionata nelle discussioni, al punto da garantire anche una buona qualità dei risultati. Una siffatta circostanza, consentiva di avere uno strumento correttivo, per cui se durante la legislatura, le forze politiche, sentivano la necessità di modificare la compagine di governo, si poteva agire in virtù di quel sistema. Secondo molti analisti, le amministrazioni di quei tempi, erano più efficienti di quelle di oggi. Attualmente il Sindaco viene eletto direttamente e quindi non può essere sostituito durante la legislatura, pena il commissariamento. Pertanto, la legislatura vera si gioca solo nella campagna elettorale, finita la quale, la politica cade in un torpore senza tempo. Nei piccoli Comuni, questo fatto, unitamente alla riduzione del numero dei Consiglieri comunali, ha prodotto un appiattimento generale, con la conseguenza che la qualità delle amministrazioni, generalmente parlando, sono scadute ed i Consigli comunali non sono più partecipati dai cittadini. Questa scelta è un lascito del centrosinistra, ma ancor di più della sinistra, che ha sempre inteso la politica come una sorta di privilegio. Pertanto i Sindaci ed assessori, nei piccoli e medi Comuni, oltre ad essere pagati, sono diventati inespugnabili, al punto che, venendo a mancare la dialettica politica e la possibilità di cambiare Sindaco senza interrompere la legislatura, le amministrazioni finiscono quasi sempre per diventare centri di potere e di clientele a tutto svantaggio della collettività. Posto che debba essere garantita la governabilità, dopo più di 20 anni, sarebbe il caso di fare una verifica attenta sull’assetto attuale dei Comuni, magari introducendo delle regole che possano ridare centralità ai Consigli comunali. Oggi, infatti, questi ultimi, sono ridotti alle mere dipendenze del Sindaco, contrariamente ad allora, quando il Sindaco, essendo alle dipendenze del Consiglio comunale, finiva per essere l’espressione vera della volontà popolare.

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