Santino Ferretti : il nuovo governo dovrà affrontare una miriade di problemi

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Il nuovo governo dovrà affrontare una miriade di problemi, da quello del lavoro e della dignità del lavoro a quello delle pensioni, passando per tutta una serie di questioni, tra le quali quella relativa all’istruzione. Negli ultimi anni la scuola, come molti settori dello Stato, è stata riformata profondamente senza una adeguata visione, basandosi su vicende collegate. Il vero motivo che ha portato alla riforma Gelmini, ad esempio, è stato quello delle esigenze di bilancio, dunque si è riformato non per migliorare ma per risparmiare. Ancora prima, la riforma Universitaria del centrosinistra, che ha portato alle lauree brevi si basava su un assunto, del livello dei dirigenti di quel centrosinistra: siccome abbiamo pochi laureati, allora dobbiamo abbassare il livello della formazione in modo che tutti possano laurearsi. A tutto questo si sono aggiunti altri due fattori che hanno snaturato la scuola pubblica. Il primo è stato quello che viene chiamato autonomia scolastica, che rende le scuole dei centri di potere e che ragionano come supermercati, cercando di vendere la loro immagine per cercare iscritti. Ovviamente, il miglior modo per vendere la propria immagine, inevitabilmente è quello di dire, vieni da noi è il successo formativo sarà garantito. Il secondo fattore è l’aver introdotto una serie enorme di indirizzi e opzioni, che di fatto servono a poco, avendo snaturato o annientato quei corsi di studi come gli istituti professionali che erano invece articolati in maniera sapiente. Infine è arrivata la buona scuola e l’alternativa scuola-lavoro, che hanno definitivamente azzoppato il sistema scolastico. Servirebbe, oggi, una riforma che annullasse tutte le riforme degli ultimi 25 anni e che ripensasse la scuola in modo più profondo e con maggiori competenze. La formazione necessita di sacrificio e di una etica con cui le discipline devono essere approcciare. Formare significa rimettere al centro i contenuti ed i valori, selezionando le persone che riescono a fare viaggiare di pari passo queste due cose. La formazione serve anche a migliorare il lavoro ma non deve essere ad esso funzionale, nella sua ampiezza ci deve essere anche la capacità di fare inserire nel mondo del lavoro. Soprattutto la scuola deve formare il cittadino, che quando entra a far parte, con tutte le sue responsabilità, della società, sappia che il risultato si basa sul rispetto delle regole e della meritocrazia. Quella meritocrazia e quelle regole che lui stesso ha vissuto nella scuola, in una scuola riformata.Non possiamo poi dimenticare che la scuola è fatta da docenti e discenti. I primi devono avere dignità e passione, i secondi le giuste motivazioni. Il vero problema è se questa società riesce ancora a dare le giuste motivazioni. Anche in questo, una scuola differente, può fare la differenza.

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