Il governo giallo-verde divide Fratelli d’Italia a Roma: aumentano i malumori nel partito della Meloni „Il governo giallo-verde divide Fratelli d’Italia a Roma: aumentano i malumori nel partito della Meloni“

Il governo giallo-verde divide Fratelli d’Italia a Roma: aumentano i malumori nel partito della Meloni

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Tra chi ha già benedetto il governo giallo-verde per marcare le distanze, e chi sta valutando di mollare ma in punta di piedi, dentro Fratelli d’Italia siamo alla resa dei conti. La tenuta del partito nel Lazio è in bilico, si sa, e i mal di pancia serpeggiano dal 4 marzo: chi è rimasto fuori dal Consiglio regionale ha lamentato lo scarso appoggio del partito in campagna elettorale nonostante il consenso raccolto nel tempo sul territorio. E il successo della Lega nell’enclave di Giorgia Meloni (in provincia addirittura doppiata) ha fatto il resto.

A certificare un potere contrattuale ormai logoro all’interno della coalizione, la designazione dei candidati presidente in III e VIII municipio per il voto del 10 giugno. Simone Foglio per Forza Italia, Francesco Maria Bova per il Carroccio, e gli ex An restano a bocca asciutta. Il malcontento interno cresce e l’accusa centrale rimane: una gestione verticistica che ha escluso ogni forma di dialogo interno. E un partito che ha perso ogni attrattiva, sull’elettorato e sui corpi intermedi.

Poi c’è il mancato appoggio al governo giallo-verde. Qualcuno avrebbe preferito l’ingresso nell’esecutivo che si appresta a guidare il Paese e non ne fa mistero. “Se penso a quello che ci hanno propinato nelle stanze segrete dei poteri forti, sui tavoli degli euroburocrati o negli inciuci di palazzo almeno ora c’è un contratto che esprime una volontà politica che va in tutt’altra direzione. Avremo modo di vedere cosa accadrà, intanto dico sì con convinzione”. Un endorsement convinto quello dell’ex consigliere Fabrizio Santori sulla sua pagina Facebook. Con oltre 8mila preferenze raccolte sul territorio, in corsa alla regione Lazio per il secondo mandato, è tra quelli rimasti fuori nonostante abbia portato a casa il doppio delle preferenze del primo degli eletti leghisti.

Anche sul profilo di una consigliera municipale di Monteverde Francesca Grosseto (ex M5s) si legge il sostegno ai pentaleghisti. “A mio avviso FdI sta perdendo l’occasione per contribuire ad un governo che potrebbe renderci più forti, apportando anche il suo contributo per veder realizzati i temi che reputa fondamentali”. Insomma, c’è chi storce il naso per il no di Meloni all’alleanza Salvini-Di Maio, e chi (vedi i consiglieri del gruppo capitolino Maurizio Politi e Francesco Figliomeni) nonostante in rotta da tempo con la gestione del partito, si rendono conto che per il quadro romano appoggiare i Cinque Stelle sarebbe una limitazione inevitabile all’azione di opposizione nel Comune e nei municipi.

Ma un elemento accomuna esponenti e correnti: la necessità di dover fare i conti con la caduta libera di Fratelli d’ItaliaA livello nazionale, sia al governo dove Meloni e i suoi diventerebbero la brutta copia di Matteo Salvini, o all’opposizione dove resteranno inevitabilmente schiacciati tra Forza Italia e Partito democratico. E a livello romano, nel quartiere generale del partito, dove la Lega si è presa i territori

 

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