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M5S-Lega, il premier ai Cinquestelle. Alla Camera vertice Salvini Di Maio

M5S-Lega, il premier ai Cinquestelle. Alla Camera vertice Salvini Di Maio

Matteo Salvini e Luigi Di Maio (ansa)

I leader del Movimento e del Carroccio cercano un accordo definitivo sul patto di governo e sul nome del primo ministro. Reddito di cittadinanza: eliminato il limite dei due anni

ROMA – In agenda c’è ancora la definizione dei punti rimasti in sospeso nell’accordo sul programma di governo. Ma la trattativa va ad oltranza sul nome del premier. Da stamattina Salvini e Di Maio sono riuniti alla Camera per un faccia a faccia. Il vertice va avanti da oltre tre ore. Lega e Movimento 5 Stelle sarebbero in accordo sul primo paletto: un parlamentare Cinque Stelle come primo ministro. Secondo le ultime indiscrezioni i papabili sono: lo stesso Di Maio, Bonafede, Fraccaro, Crimi e Spadafora. Del tutto tramontata l’ipotesi staffetta tra il capo politico del Movimento e Matteo Salvini.

Al segretario del Carroccio dovrebbe essere affidata la guida del ministero degli Interni. Mentre per gli altri ministri “di peso” i nomi più probabili sono quello di Giampiero Massolo – presidente del cda di Fincantieri – agli Esteri e del grillino Bonafede alla Giustizia. Il leghista Giancarlo Giorgetti è in pole position per il ruolo di sottosegretaro con delega ai Servizi mentre la Lega dovrebbe indicare i nomi per l’Agricoltura e il Turismo. Mentre il ministero dell’Economia e quello delle Politiche Ue potrebbero essere affidate a tecnici. Un altro parlamentare M5S entrato in alcune rose di papabili, Emilio Carelli, smentisce di essere indisponibile a ricoprire il ruolo di premier: “Non è vero, come ho già detto sono e resto a disposizione del movimento”.

Novità anche sul fronte del programma: nell’ultima versione della bozza di accordo tra i due partiti scompare il limite dei due anni previsto per l’erogazione del reddito di cittadinanza. Restano ancora da sciogliere nodi su temi importanti: migranti, giustizia, Europa, flat tax, reddito di cittadinanza, grandi opere, debito pubblico.

Gentiloni: leader Ue preoccupati. Mentre si definiscono gli ultimi tasselli del puzzle giallo-verde, parole sempre più allarmate arrivano dal premier ancora in carica, Paolo Gentiloni. Tra i leader europei circolano “preoccupazioni che io personalmente sento” su “tre capitoli” del futuro governo italiano, ha detto parlando a Sofia, a margine del vertice Ue-Balcani. Preoccupano le “posizioni italiane sulle grandi scelte internazionali”, finora “sempre condivise”, anche da “Tsipras e Orban”. E poi gli effetti “delle politiche a debito” e un possibile cambiamento delle “politiche migratorie”.

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