Roma, metro a San Giovanni dopo sette anni. Raggi la apre da sola

Sgarbo sul protocollo, Delrio e Zingaretti disertano per “impegni”. Venerdì  nuovo guasto sulla linea A: per 2 ore i treni procedono a singhiozzo”Oh, sì, certo, lo dicono: sarà collegata una parte della città che era come morta. Ma sai da quanto aspettiamo? Da anni. Più di un decennio. Sarà vero? Io non riesco ancora a credere che lunedì prenderò la metropolitana e arriverò a Centocelle”. La vigilia del debutto, Simona la passa ” attaccata” alla grata che alla fermata San Giovanni, in largo Brindisi, divide la linea A dalla linea C. Lì, poco oltre, spostando con le dita la tela verde che occlude la vista, si possono ammirare le teche con i reperti archeologici ritrovati duranti i lavori e le aree perfettamente pulite e ordinate che verranno svelate a tutti stamattina alle 12, quando il primo treno accoglierà i viaggiatori.

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Non ancora i pendolari del lavoro, però, che aspettano lunedì per salire finalmente su uno dei treni della linea C che apre a San Giovanni con 7 anni di ritardo rispetto al cronoprogramma. E che, per il momento, funzionerà a singhiozzo: una corsa ogni 12 minuti. Non proprio il massimo, visti anche i tempi delle altre linee: ieri, per dire, la A ha subito in mattinata una serie di rallentamenti a causa di un guasto.

Stamattina la sindaca Virginia Raggi taglierà il nastro della ” stazione museo” che, lungo il percorso espone gusci di molluschi della prima e media età imperiale, grandi anfore del I- II secolo d. C., strumenti in osso lavorato e i piatti colorati dell’età moderna e contemporanea: un allestimento espositivo stratigrafico realizzato da Metro C SpA in collaborazione con La Sapienza. All’inaugurazione, però, mancheranno gli altri attori istituzionali che negli anni hanno concorso (con sostanziosi investimenti) alla realizzazione dell’infrastruttura. Mancherà Nicola Zingaretti, presidente della Regione che ha messo oltre 250 milioni di euro nell’opera.

E mancherà anche Graziano Delrio, ministro dei trasporti (ancora per pochi giorni) che ha finanziato il 70% della Metro C. Ufficialmente, entrambi hanno già impegni, avendo ricevuto l’invito soltanto giovedì, a meno di due giorni dall’appuntamento, e solo via cerimoniale. Un gesto che è parso ai limiti dello sgarbo istituzionale, sensazione rafforzata dopo la lettura del programma della giornata che prevede la visita alla stazione, e due interventi da un palchetto montato al piano – 2 da dove parleranno la sindaca e Simona Morretta, archeologa della Soprintendenza.

Poi spazio al vescovo Paolo Lojudice per la benedizione. Davanti al ” one woman show”, la Regione ha deciso di inviare il vice di Zingaretti, Massimiliano Smeriglio, e il ministero il professor Giuseppe Catalano, a capo della struttura di missione del Mit. Un vero e proprio caso politico, insomma, di cui Raggi pare non curarsi troppo, puntando piuttosto ad accreditarsi come la sindaca delle grandi opere.

Intanto, nel quartiere cresce l’attesa. Nei giorni scorsi la cancellata che stamattina finalmente si aprirà è stata luogo di ” pellegrinaggio”. ” Forse per qualche giorno andrà tutto bene. Successe così anche alla fermata Sant’Agnese Annibaliano, linea B, allagata solo dopo qualche settimana alla prima pioggia ” , dice Enrico che aspetta la figlia ai tornelli della A, “o a Tiburtina, stessa sorte, a volte si rischia quasi di affogare o dove i lastroni ballano solo a passarci sopra. Chissà. In queste cose ci mangia sempre talmente tanta gente che non si sa mai quali saranno le sorprese “.

In superficie non sono meno smagati. Ormai la sbornia da fine

impalcature, che hanno imbracato intere aree per 12 lunghi anni mandando in rovina decine di esercizi commerciali, è passata: Cicogna, un negozio storico da queste parti, è chiuso e niente ha preso il suo posto. Idem per Pultrona, negozio di mobili. C’era un negozio di lampadari, scomparso. Il bar Coppola, invece, è rimasto aperto e adesso spera in un nuovo afflusso grazie alla nuova stazione. Ci lavorano in tre e, dicono, ” resistiamo, ancora resistiamo

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