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Arnaldo Zeppieri le News: anni di vergognoso fango.

L’ex Presidente dell’ASI Arnaldo Zeppieri all’epoca dei fatti fu al centro di una vertiginosa vicenda che lo vedeva protagonista di alcune presunte irregolarità, alla ribalda su tutti media locali e nazionali. Tuttavia il presidente Zeppieri ha sempre combattuto insieme i suoi legali per far luce sulle accuse fatte nei suoi confronti, in cerca sempre di quella che era la verità dei fatti, e proprio ieri dopo una attesa durata dieci anni i giudici si sono pronunciati con una sentenza che non lascia nessun dubbio su quando accaduto.

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Sul banco degli imputati c’erano Arnaldo Zeppieri Presidente del consorzio ASI (all’epoca dei fatti) sui figli Simone Zeppieri (amministratore unico del gruppo Zeppieri costruzioni) Massimo Gargani (funzionario capo servizio del stesso consorzio) e l’ingegnere Ugo Ferratoli.

Arnaldo e Simone Zeppieri erano difesi dagli avvocati Pierpaolo Dell’anno e Giorgio Igniozzi; mentre Gargani era difeso dall’avvocato Vincenzo Galassi.

Al centro della storia c’era una presunta irregolarità circa l’esproprio e l’assegnazione di alcune aree del consorzio ASI. In particolare l’attenzione del pubblico ministero, Rita Caracuzzo, si indirizzò verso l’assegnazione di un’area ricadente nel regolamento interno all’Asi e che vedeva l’interessamento anche del Gruppo Zeppieri Costruzioni.

A quel tempo Arnaldo Zeppieri ere presidente del consorzio ASI. Da qui la pubblica accusa ipotizzò una serie di presunte irregolarità che nel tempo sono state smentire. In primis dai giudici del tribunale amministratori del Lazio, sede nella quale è stato l’avvocato Aldo Ceci a rappresentare la tesi differiva. Poi in sede penale con una serie di interventi tecnici che nel corso delle udienze hanno smantellato il castello delle accuse portando il tribunale di Frosinone in composizione collegiale a prosciogliere gli imputati perché il fatto non sussiste. Anche da parte dei giudici non ci sono stati dubbi, è stato riconosciuto in toto la tesi della difesa degli imputati che sosteneva la totale assenza di presunte forzature nella definizione degli espropri in questione e delle successive assegnazioni. C’è da sottolineare che Zeppieri, proprio per questa vicenda, aveva preferito rassegnare l’incarico alla guida del consorzio per sgombrare il campo da possibili equivoci.

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