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Consultazioni, l’asse Lega-M5s si impantana su Berlusconi. Di Maio chiede passo di lato del leader Fi. Salvini: “No a veti”

Gelo dopo il blitz del leader di Fi che prende il microfono al Quirinale e attacca “chi non conosce democrazia”. Il capo politico M5S: “Non capisco l’ostinazione di Salvini su Forza Italia”. Sulla questione Siria affondo del segretario Pd Martina contro il Carroccio: “Se vuole cambiare alleanze, lo dica”. Alla fine, nell’impasse della giornata spuntano due ipotesi: mandato esplorativo e preincarico.

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ROMA – “La situazione si è complicata. E il tempo a disposizione si sta esaurendo”. Sergio Mattarella constata, con amarezza, che anche questo secondo giro di consultazioni si avvia a concludersi con un nulla di fatto. Si chiude domattina, con le cariche istituzionali, ma oggi sono arrivati i big. Il capo dello Stato ora si prepara a prendere le decisioni che, probabilmente, saranno messe in campo dalla prossima settimana. Se la crisi in Siria non fa precipitare la situazione, imponendo una drastica accelerazione e altre soluzioni. Salvini non vuole rompere con Berlusconi, Di Maio non vuole allearsi con Berlusconi, il Pd non vuole allearsi con nessuno.

Di fronte alla paralisi, Sergio Mattarella si prepara ad affidare un preincarico, con tutta probabilità allo stesso Matteo Salvini, che è l’uomo indicato dalla coalizione di centrodestra, mentre sembra scartata l’ipotesi Giancarlo Giorgetti. In alternativa, resta ancora in piedi l’ipotesi di una esplorazione da affidare al presidente del Senato Alberti Casellati o anche al presidente della Camera Roberto Fico. Nel primo caso, una mossa di Mattarella  ha il sapore di un avviso ai partiti che non riescono a trovare un accordo: chi riceve il preincarico rischia infatti di bruciarsi, se non trova la maggioranza sufficiente. L’esploratore invece darebbe più tempo alle forze politiche. Ma nello Studio alla Vetrata è andata in scena una sorta di tragicommedia nelle consultazioni. I 5Stelle si sono presentati da Mattarella convinti di avere già in tasca l’accordo, visto davano per fatto  un passo indietro di Berlusconi. Ma il centrodestra, poco prima, si era dimostrato compatto dal capo dello Stato, allineati e coperti Berlusconi, Salvini e Meloni: pronti ad aprire a M5S ma senza veti sul leader di Forza Italia e come premier il capo dello Lega. Condizioni inaccettabili per Di Maio che, sorpreso, ha dovuto riscrivere il comunicato che aveva già pronto, ed è rimasto venti minuti nella saletta accanto allo studio di Mattarella per cambiarlo da cima a fondo. Un giallo. Berlusconi, secondo le indiscrezioni, avrebbe cambiato idea nella notte, su suggerimento di Gianni Letta. Ritirando la disponbilità a farsi da parte che aveva invece assicurato poche ore prima.

· IL MOVIMENTO 5 STELLE
“Noi vediamo solo una soluzione per sbloccare questo stallo e investe Silvio Berlusconi: dovrebbe fare un passo di lato”. Le parole del capo politico del M5s, Luigi Di Maio, danno la misura del clima politico dei colloqui alla fine della giornata di consultazioni al Quirinale. Quella che Luigi Di Maio ha censurato per ben due volte come “una battutaccia”del Cavaliere (“Sappiate distinguere i democratici da chi non conosce l’abc della democrazia”) non poteva passare senza replica e il leader M5s la rinfaccia, in pratica, a Matteo Salvini, domandandogli come si possa ancora pensare che i 5 Stelle imbarchino tutto il centrodestra in una maggioranza di governo.

Vero è che “con la Lega c’è una sinergia istituzionale” e che Di Maio ha sottolineato come questo rapporto preferenziale abbia “permesso di rendere operativo immediamente il Parlamento”, e, di più, si riscontri “anche tra i nostri gruppi in uffico di presidenza”, come dimostra l’accordo sul taglio dei vitalizi, oltre alle nomine per la Commissione speciale. Ma “prendiamo atto – ha scandito Di Maio – che ancora una volta Salvini e la Lega ci stanno proponendo uno schema di centrodestra che è di ostacolo”.

Dunque, per Di Maio quella di Salvini è una posizione incomprensibile. “Non comprendo – ha detto – come Salvini e la Lega, davanti alla possibilità di fare partire un governo del cambiamento si ostinino a propinare – questo è stato il verbo scelto – ancora questa coalizione”. Una coalizione “tra l’altro, divisa”.

“C’è solo una soluzione per sbloccare questo stallo e investe Silvio Berlusconi – ha spiegato Di Maio – deve mettersi di lato e consentire la partenza per un governo di cambiamento. Altrimenti l’unica risposta è che non riteniamo possibile un governo del M5s con Fi”.

Più tardi, il capogruppo della Lega al Senato Gianmarco Centinaio ha cercato di rasserenare gli animi: “Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano la posizione della Lega”.

· IL CENTRODESTRA
Il centrodestra, all’uscita, si era affidato ad un comunicato unitario letto da Salvini: un invito “a partire dai 5 Stelle ad un’

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