Toti spinge l’accordo sul governo: “Tornare al voto subito sarebbe scellerato. Possibile un accordo minimo con il M5S”

Il governatore della Liguria a Circo Massimo spiega come Berlusconi non abbia messo veti all’accordo con i grillini, ma solo richiamato l’esigenza di porre dei paletti programmatici

ROMA –  “Votare adesso sarebbe scellerato, credo che in qualche modo si dovrà fare un governo che magari duri un anno, due per sterilizzare anche le clausole di salvaguardia. Un governo politico che duri 5 anni non mi sembra facile”. Giovanni Toti, governatore forzista della Liguria, consigliere politico di Silvio Berlusconi e da sempre considerato vicino a Matteo Salvini e alla Lega, respinge l’idea che si possa tornare alle urne a breve. Magari prima dell’estate. Intervistato a Circo Massimo, programma condotto da Massimo Giannini su Radio Capital, Toti, dice che “è possibile trovare un programma minimo di governo tra centrodestra e M5S con la buona volontà. Il dialogo sugli incarichi istituzionali è stata una prova che induce un po’ di ottimismo, ma non è facile e non so neanche quanto possa durare”.

Toti nega che SIlvio Berlusconi abbia posto un controveto all’accordo con i grillini. Contraddetto dall’apertura di Salvini: “Nel dire non voglio un governo fatto di invidia sociale, odio e pauperismo, il presidente Berlusconi ha messo un punto sul programma, credo che nessuno nel centrodestra possa dissentire”, dice il governatore ligure.  Che conclude: “Il centrodestra ha preso più voti e i 5 stelle se vogliono partecipare allo sforzo dovranno in qualche modo adeguarsi. Le parole di Berlusconi erano certamente un riferimento al M5S, ma non in senso di non voler collaborare dal punto di vista numerico o programmatico, ma segnare il punto: si parte dall’incarico a Salvini se Mattarella vorrà darglielo”.

Teorico del partito unico del centrodestra dice anche che  che l’accordo fra Salvini e Berlusconi non salterà. “Io credo che regga per i reciproci interessi e perché gli elettori hanno votato un mondo di coalizione.  Una rottura andrebbe spiegata ai nostri elettori, non credo che sia interesse di nessuno dividersi”. E insiste sul partito unico: “Parlo di partito unico da tanto tempo perché penso che con un M5S al 33% il centrodestra si debba strutturare. Ma il partito unico deve essere una scelta del popolo, senza predellini e iniziative personali”

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