bologna HOME

Invito a cena con Erasmus: studenti stranieri e famiglie s’incontrano a tavola

arnaldo zeppieri (2).jpg

A Bologna due fratelli hanno creato un sito per far entrare nelle case dei residenti gli universitari che arrivano da altri Paesi. A settembre il servizio sarà lanciato anche a Milano, Torino, Siena e Padova

BOLOGNA – Famiglie bolognesi e studenti Erasmus s’incontrano a tavola. Una volta alla settimana parte l’invito. E davanti a un piatto di tortellini o tagliatelle si condivide una cultura, si scambiano mondi, s’impara una lingua: chi mette alla prova il proprio italiano chi si esercita con l’inglese conversando con un madrelingua. Una forma leggera di ospitalità al solo prezzo di una persona in più a cena, ma con tanti vantaggi: un’occasione di amicizia e relazioni nel mondo, prima di tutto. Sono Rossella e Agostino Govoni, due fratelli di Bologna, ad essersi inventati il servizio con un portale “DineHome” che incrocia gli studenti stranieri, per lo più Erasmus ma non solo, con le famiglie. Basta iscriversi, loro pensano a cercare l’abbinamento migliore in base alle motivazioni. Partiti a settembre scorso hanno già promosso oltre un centinaio di cene. E dopo l’estate sono pronti ad allargare il progetto anche a Milano,Torino, Siena, Padova, Perugia e in altre città universitarie.

Rossella ha 22 anni, studia Economia all’Alma Mater, si definisce “viaggiatrice patologica amante dell’arte e dei cieli stellati”. Agostino, 19enne, è all’ultimo anno del liceo Malpighi. Sono partiti dall’esperienza del Dickinson College: i ragazzi americani in scambio a Bologna sono ospitati a cena una volta a settimana da una famiglia italiana che diventa la loro host family per tutta la durata del loro soggiorno. “A casa nostra da otto anni ospitiano ragazzi per parlare in inglese, abbiamo sempre avuto esperienze fantastiche perché si creano dei legami. Da questa nostra iniziativa personale, sul modello del college americano, mia sorella ha cominciato a pungolarmi: perché non mettiamo in piedi un servizio per tutti gli studenti stranieri che vengono qui a studiare?”, racconta Agostino.

Invito a cena con Erasmus: studenti stranieri e famiglie s'incontrano a tavola

Rossella e Agostino Govoni

E’ nata così una nuova forma di scambio culturale, accessibile a tanti per modi e tempi, gratuita. Molti genitori vogliono aiutare i figli non solo ad esercitare la seconda lingua, ma ad aprirsi al mondo. Mercedes, che con le figlie ospita ogni settimana una ragazza inglese a cena, racconta: “Non nascondo che l’abbiamo fatto per migliorare il nostro inglese. Ma è stata comunque una bella esperienza conoscere Arabella, parliamo di tutto: delle abitudini britanniche ed emiliane, della regina Elisabetta, di Kate e William”. Massimiliano, host dad, aggiunge: “Vorremmo far capire ai nostri quattro figli quanto sia importante imparare l’inglese, per il loro futuro. E pensiamo che condividere la tavola sia il modo migliore per conoscere le persone, fare amicizia e creare uno scambio di esperienze reciproche”.

Gli studenti stranieri raccontano di una sorta di “bolla” (bubble) in cui vivono, isolati dalla cultura e dalle persone del paese e della città che li ospita. Al punto che, confessa Irina che viene dalla Romania, “ci sono giorni in cui non mi sembra nemmeno di essere in Italia perché non entro in contatto con italiani”. Simon, studente americano, spiega di come sia riuscito a uscire dalla “bolla” grazie alle cene: “I live in a bubble of foreign students, and it’d be great to escape from that while getting to know an Italian family”.

Quella

 dei fratelli Govoni è una scommessa. “Garantiamo la sicurezza chiedendo alle persone che si iscrivono di identificarsi con documenti e suggerendo di sentirsi prima, magari con una video chiamata, per conoscersi prima della cena”, spiega Agostino. Il progetto è autofinanziato, ma l’obiettivo è raccogliere fondi per creare “una grande famiglia internazionale”. Aggiungendo un posto a tavol

 

0 commenti su “Invito a cena con Erasmus: studenti stranieri e famiglie s’incontrano a tavola

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: