Consultazioni, Salvini: “Sì a M5s, senza intesa torniamo al voto”. Ma Berlusconi sfida Di Maio: “No a esecutivi pauperisti”

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Pd, Martina: “Non formuliamo ipotesi di governo”. L’ultima parola a Di Maio alle 16,30. Margini di manovra ristretti, verso le 18 il capo dello Stato comunicherà le decisioni sul governo Tirinnanzi Pier Francesco

ROMA  Matteo Salvini si dichiara “autoesploratore”, davanti al muro contro muro, e perfino allo stesso Silvio Berlusconi che poco prima al Quirinale aveva risposto picche alla pregiudiziale anti Forza Italia dei 5Stelle. Apre ufficialmente a Luigi Di Maio, e con tutto il centrodestra. “Non ci vuole uno scienziato per capire che altre soluzioni sarebbero improvvisate”. Annuncia:  “Avrò dei contatti con tutti nei prossimi giorni, anche formali per trovare una soluzione”. In primo luogo con Di Maio. “Se non si trova una quadra non resterebbe che tornare alle urne, una prospettiva che non auspichiamo ma che non temiamo”.

Consultazioni, Salvini: “Coinvolgere i 5 Stelle. No a governo a tempo o improvvisato”

Salvini prova dunque a mediare, è pronto a fare “un passo di lato” rispetto al ruolo di premier, e vuol presentarsi in Parlamento “soltanto quando avremo numeri certi”. Il leader della Lega spiega che con  Mattarella “è stato un incontro molto positivo, molti sono venuti qua a dire di no, noi abbiamo offerto dei sì”. Lancia l’invito a Di Maio ma le distanze ci sono e restano. “Lavoriamo  – dice – per un governo che duri cinque anni, non un governo raccogliticcio, a tempo, che parta dalla coalizione di centrodestra che ha vinto le elezioni e che coinvolga il Movimento Cinque Stelle”. Il leader della Lega chiama però Di Maio a rinunciare alle “impuntature, alle posizioni di partito”, allo scontro “premier sì, premier no, premier forse”, chiede di “smussare gli angoli a chi almeno a parole non intende arretrare”. Per un governo che si occupi di pensioni, lavoro, immigrazione, rilanci le autonomie. “E per riportare il nostro paese a contare Bruxelles, non al rimorchio come è stato in questi anni di governo con il Pd. Macron e Merkel hanno già fatto troppi danni”. Spero, dice, “di essere io il premier a rappresentare il nostro paese nelle tante importanti scadenze che ci aspettano”.

Consultazioni, Berlusconi: “Premier alla Lega. No a governi del pauperismo, del giustizialismo e dell’odio”

Silvio Berlusconi rispedisce al mittente il veto di Di Maio nei suoi confronti. È pronto ad alleanze, ma partendo dal centrodestra e da Salvini premier. E lancia un attacco molto duro contro i 5Stelle. “No a governo del populismo, dell’odio, del pauperismo, del giustizialismo”. Si dichiara contro ipotesi di governo che potrebbero portare l’Italia fuori dall’Europa, che “non perdonerebbe dilettantismi e improvvisazioni”,  che quindi ” portebbero alla crisi, alla chiusura di aziende, al fallimento delle banche”. Il leader di Forza Italia è pronto, per mettere insieme una maggioranza, al confronto ma su un governo “non a tempo”, che affronti “le urgenze”, le emergenze che il Paese ha di fronte, e con “soluzioni di alto profilo”. Insomma, irricevibile anche l’ipotesi di far entrare una squadra low profile, di ministri solo di area Forza Italia per tentare di aggirare i niet di Di Maio. Siamo al muro contro muro.

Berlusconi è entrato con le capigruppo Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, Maurizio Martina ne è uscito dallo Studio alla Vetrata, dopo aver inaugurato la seconda giornata di consultazioni al Quirinale. “Il Pd vuol restare all’opposizione, come forza di minoranza, e sfida centrodestra e M5S ad avanzare una proposta di governo”. Così dice il segretario dei democratici al presidente Mattarella, esprimendo  la linea di tutto il partito.  Posizione netta, anche se al Nazareno le valutazioni restano diverse ma probabilmente solo in un secondo momento, a partire forse dal secondo giro di consultazioni, potranno emergere ufficialmente.  “L’esito elettorale negativo non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino”, dice Martina. Invece, “è emersa una potenziale maggioranza”  nelle scelte istituzionali appena fatte, e che “sono state compiute senza di noi”. Vedi esclusione da nomina questori per gli uffici di presidenza Parlamento. Ma finora questa potenziale maggioranza “si e’  comportata come se fosse il secondo tempo della campagna elettorale: farebbero bene queste forze a tornare con i piedi per terra, visto che nelle proposte che sentiamo avanzare vorrebbero unire tutto e il contrario di tutto”.  Martina ha presentato al capo dello Stato un programma in 4 punti, che comprende fra l’altro un raddoppio delle risorse per il reddito di inclusione, ma sempre nel rispetto per il risanamento dei conti pubblici, che “deve continuare”. E qui un nuovo attacco a Lega e 5Stelle, “sentiamo proposte pericolose” rispetto appunto al quadro economico.

Oltre a Martina sono saliti al Colle il presidente Matteo Orfini e i capigruppo, del Senato Andrea Marcucci e della Camera Graziano Del Rio. Come il presidente della Camera Roberto Fico ieri, i quattro sono arrivati al Quirinale a piedi.
LA PRIMA GIORNATA DI CONSULTAZIONI

Anche Matteo Salvini è arrivato a piedi, accompagnato dai capigruppo Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti. Il segretario del Carroccio ha twittato la diretta streaming del Colle:  “Rimanete sintonizzati”

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