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Consultazioni, è la giornata clou. Ricevuta la delegazione del Pd

 

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Colloquio in corso fra Mattarella e Martina. Alle tocca a 11 Berlusconi e alle 12 Salvini. L’ultima parola a Di Maio alle 16,30. Margini di manovra ristretti, verso le 18 il capo dello Stato comunicherà le decisioni sul governo arnaldo zeppieri

ROMA – È in corso il colloquio fra il presidente Sergio Mattarella e la delegazione del Pd, composta dal segretario reggente  Maurizio Martina, dal presidente Matteo Orfini e dai capigruppo, del Senato Andrea Marcucci e della Camera Graziano Del Rio.
Come il presidente della Camera Roberto Fico ieri, i quattro sono arrivati al Quirinale a piedi.

Apre dunque il Pd, chiude Di Maio nel pomeriggio. Oggi è la giornata clou delle consultazioni, e verso le 18 – dopo l’incontro con i 5 Stelle – sapremo le decisioni di Mattarella sul governo. Tutto lascia immaginare la fumata nera, con un secondo giro di colloqui per la prossima settimana, dopo una pausa di riflessione. Da Martina il capo dello Stato si aspetta un chiarimento sulle posizioni dei democratici, divisi fra la linea Renzi dell’Aventino e quella di Franceschini-Orlando che vogliono dialogare con i grillini, e non solo.

A Berlusconi chiederà quanto sia disponibile a un governo di larghe intese. Ma i protagonisti nello studio alla Vetrata sono Salvini e Di Maio. Dal primo, il presidente vuol sapere quanto sia forte il suo rapporto con il resto del centrodestra, oppure se ci sono dei margini per una maggioranza con i pentastellati, per accogliere l’offerta di Di Maio. E infine, ecco il protagonista numero uno, il candidato premier dei grillini. Di Maio ha aperto all’idea del capo dello Stato di lavorare sulla base di un programma per trovare una maggioranza, ma si presenta al Quirinale sull’onda di un doppio no: quello incassato sulla sua proposta da parte della Lega da un lato e del Pd dall’altro.

I margini di manovra del presidente, se così stanno le cose, appaiono ridottissimi. Dietro le quinte, comunque, anche la strada che porta al Pd per quanto tutta in salita non pare sia stata completamente abbandonata dal Colle. E si aspetta appunto risposte chiare da Martina, se il reggente sarà in grado di fornirle, visto che il Pd è spaccato al proprio interno. In questo quadro, il fantasma del ritorno alle urne, nel muro contro muro, continua perciò ad aleggiare sulle consultazioni. Salvini lo ha anche messo “in chiaro” ieri, minacciando nuove elezioni. Ed è proprio questa l’altra variabile che Mattarella vuole che venga messa sul tavolo, esplicitata. Per smentire la voce che dà per fatto un patto fra Lega e Cinquestelle per andare al voto, piuttosto che al governo, in autunno. Pronti, nell’attesa, a sostenere un governicchio qualunque, a tempo, per la legge elettorale. Ma è una ipotesi che al capo dello Stato non piace per niente.

Si comincia con il Pd alle 10: a colloquio con il capo dello Stato i capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio, il segretario Maurizio Martina e il presidente del partito Matteo Orfini. Alle 11 tocca a Forza Italia con una delegazione a tre: le capigruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini e il presidente Silvio Berlusconi, senza Antonio Tajani (“Io do una mano al partito ma non andrò al Colle”, ha spiegato il presidente dell’Europarlamento). Un’ora

dopo spazio all’altro pezzo del centrodestra, la Lega: Matteo Salvini sarà al Quirinale con i presidenti dei gruppi Giancarlo Giorgetti e Gian Marco Centinaio. L’ultima parola ai Cinque Stelle, attesi alle 16.30 con Luigi Di Maio e i capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

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